Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------




CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
Visualizzazione dei post in ordine di data per la query variante al pgt. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di data per la query variante al pgt. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post

sabato 7 febbraio 2026

APPROVATA A MEDA LA VARIANTE AL PGT: É INSODDISFACENTE E RISCHIA DI MODIFICARE PESANTEMENTE IL TESSUTO URBANO.

Durante il Consiglio comunale del 5 febbraio 2026 è stata approvata con nove voti favorevoli e tre contrari, la Variante al PGT di Meda.
Un passaggio importante che, purtroppo, non ha avuto l'attenzione che meritava da parte dei cittadini medesi, con una assise pressochè priva di pubblico e con i Consiglieri di maggioranza (alcuni assenti), certamente allineati con l'esecutivo, che hanno rinunciato a qualsivoglia loro contributo rimanendo totalmente silenti, senza alcuna volontà di dibattere nel merito delle scelte attuate nella Variante.
Un Consiglio Comunale con pochi interventi, con il Capogruppo e Consigliere d'opposizione, Marcello Proserpio, che ha argomentato sul contenuto delle osservazioni presentate congiuntamente dai gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta e ha motivato il parere su quelle della maggioranza e dei privati.
L'estensore della Variante arch. Marco Engel ha risposto alle delucidazioni chieste sempre da Proserpio e il sindaco Luca Santambrogio, con delega alla Pianificazione del Territorio ha perorato la bontà di questa variante facendosi carico della lettura delle controdeduzioni alle osservazioni presentate.

Il comunicato dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 

UNA VARIANTE AL PGT CON ECCESSIVE PREMIALITÀ 
CHE RISCHIA DI SNATURARE IL TESSUTO URBANO CITTADINO
 
Durante il Consiglio Comunale del 5-2-2026 è stata approvata la Variante al PGT di Meda. 
Una Variante che ci lascia perplessi e insoddisfatti per i suoi contenuti e per cui Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta avevano presentato corpose e dettagliate osservazioni con cui s'è cercato di mutare i punti più indigesti di una pianificazione che rischia di andare a modificare pesantemente l'assetto urbano della città senza gover-nare le trasformazioni che sono già in corso, lasciando che siano il mercato e i singoli ad imporre le loro scelte a scapito del benessere comunitario.
 
Con le controdeduzioni alle osservazioni, la maggioranza di Santambrogio ha confermato che punta fortemente sull'uso dello strumento della "Rigenerazione Urbana" con l'applicazione delle massime premialità consentite, nel tentativo di avviare interventi edilizi su comparti ed aree dismesse. 
Le massime premialità non danno però garanzia di un corretto ed equilibrato utilizzo di questo strumento per evitarne un uso distorto con interventi impattanti.
 
La rigenerazione scelta non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano. 
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" e non come ristrutturazioni edilizie, contemplando aumenti volumetrici, consentendo la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente. 
Pertanto andrebbero limitate e corrisposte alla sola ristrutturazione che, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
 
Nel centro storico è stata confermata la possibilità, ad esclusione di un numero estremamente ridotto di edifici ritenuti di valenza storica, culturale e artistica, della demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime. 
Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del nucleo centrale e storico medese ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni. 
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste. Diversamente si rischia di modificare pesantemente l’esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente più costosi perché nuovi e moderni, e pertanto accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
 
Nella Variante al PGT non è stata minimamente considerata l'abbondanza di edifici non occupati che a Meda sono superiori alla media provinciale e che avrebbero dovuto essere richiamati nella Relazione del Documento di Piano e valutati per quantificare la stima dell'effettivo fabbisogno di nuovo residenziale. 
Nonostante si affermi che la curva demografica sia sostanzialmente stabile si prevede comunque, con la completa attuazione del Piano, un incremento della popolazione pari a circa 630 abitanti (2,5% in più rispetto al 2024) pari a circa 270 nuovi alloggi (2,33 è la media componenti famiglia – stima ISTAT 2011-18) senza tenere conto che esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (una percentuale pari al 17%) e che dunque il saldo del fabbisogno è con questi numeri negativo. 
Addirittura il dato del “vuoto” aumenterebbe se si adottasse il metodo usato nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che stima anche le offerte abitative delle previsioni dei PGT precedenti non attuate. 
Le nostre proposte cautelative per dimezzare le volumetrie a residenziale, previste negli ambiti e comparti di rigenerazione e da noi ritenute,coerentemente con la completezza dei dati disponibili, sovrastimate, sono state bocciate. 
Accoglierle e applicarle avrebbe costituito un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
 
Questa Variante al PGT omette politiche adeguate alle necessità abitative dei residenti con redditi medio-bassi. il così detto fabbisogno reale. 
Nella Relazione del Documento di Piano non c’è alcun cenno di politiche per l’edilizia residenziale pubblica e sociale come pure per l’accoglienza transitoria e l’housing sociale. 
Non risponde alla richiesta di sistemazione degli alloggi di edilizia pubblica non disponibili per incuria e degrado né ne prevede l’acquisizione di nuovi, anche attraverso lo strumento di “alloggi in stato di fatto” in cui i nuclei familiari assegnatari si impegnano a fare interventi di manutenzione. 
Non prendendo in considerazione come valore d’inclusione sociale negli ambiti di rigenerazione urbana l’accessibilità economica mediante quote di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati, non viene incontro alle esigenze di quelle famiglie che non possono accedere al libero mercato ma non rientrano nei requisiti per accedere alle case dell’edilizia residenziale pubblica. 
L'amministrazione Santambrogio ha respinto la nostra richiesta di contemplare nella Relazione e nella Normativa l'Edilizia Residenziale Sociale prevedendone una quota negli interventi significativi laddove il residenziale supera il 25% della rigenerazione.
 
Anche le osservazioni tese a limitare variazioni in altezza e la possibilità di abbattere edifici e ricostruirli fuori sagoma e sedime non sono state accolte così come la richiesta di una valutazione attenta dell'incidenza degli sconti concessi sui contributi di edificazione. 
Sconti che possono creare un ammanco difficilmente ripianabili.
 
Bocciata pure la richiesta di escludere aumenti di volumetria con l’aggiunta di nuovi piani fuori terra se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato, consentiti con mantenimento di tale destinazione e divieto di trasformazione in uso residenziale. 
C’è dunque la rinuncia ad intervenire con indicazioni più stringenti sulla conversione del patrimonio sottoutilizzato e sulla trasformazione, in particolare dalle destinazioni produttivo/servizi alla destinazione residenziale, governando il superamento delle aree miste (zona San Giorgio) creando servizi e accorpando funzioni in modo da dare coerenza negli interventi in una visione complessiva.
 
Incondivisibile la dichiarazione d'impotenza della giunta e dell'ufficio tecnico sulla villa Besana su cui rinunciano alla conservazione dell'edificato esistente non essendo in grado di garantire un intervento pubblico.
 
Affrettata la volontà, espressa con una osservazione della maggioranza e pertanto accolta, di stimolare gli abbattimenti di edifici nell'area di rischio esondazione R4 con trasferimento di volumetrie altrove. Questa scelta ci pare priva di adeguati approfondimenti sia sul destino da dare alle superfici dove verrebbero consentiti gli abbattimenti (acquisizione pubblica ? altro ?) sia sull'allocazione delle volumetrie, considerando la saturazione urbanistica in cui versa Meda.
 
L'accorpamento delle aree ex Fornaci Ceppi e dell'attuale Campo Sportivo Busnelli nel cosiddetto Ambito di Rigenerazione ART1 con lo scopo probabile di uno scambio con cessione dell'area comunale del vecchio stadio di via Busnelli per un ampliamento industriale e corrispondente realizzazione di un nuovo impianto sportivo sull'ambito Fornaci, priverebbe quest'area di una superficie considerevole che verrebbe occupata dai servizi che un’infrastruttura del genere richiederebbe, snaturandone la vocazione e deprimendo una possibile e necessaria riqualificazione che tenga conto dell'archeologia industriale e della sua appartenenza al Parco Regionale Groane-Brughiera.
 
I progetti, seppur da noi condivisi, espressi nel Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città per ora rimangono al livello enunciativo, con la necessità della ricerca delle coperture economiche e senza una priorità definita, mentre le nostre richieste di indicare nei documenti della Variante le aree da accorpare al Parco Regionale Groane-Brughiera e al GruBria ha avuto solo una risposta di generica volontà attuativa, rimandata a futuri atti dedicati.
 
Questa Variante al PGT non rinuncia quindi a dare spazio ad una edificazione che, seppur formalmente, non consuma il residuo suolo libero, ma rischia di essere accessibile solo ai ceti abbienti e di modificare la configurazione dell'attuale tessuto urbano, senza apportare migliorie funzionali o di pregio architettonico.
 
Per queste ragioni e per conto di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta, è stato espresso un voto contrario all'approvazione della Variante al PGT.
 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 

Le osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta alla Variante al PGT con le controdeduzioni. 

 Della Variante al PGT ne abbiamo scritto su:

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AL PGT MEDESE CHE É POCO CALIBRATA RISPETTO AD UN TERRITORIO FRAGILE E PESANTEMENTE ANTROPIZZATO.

 

SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

 

 

sabato 17 gennaio 2026

A MEDA CAMBIA ANCORA IL PIANO ATTUATIVO SULL' AT1 DELL' AREA EX MEDASPAN

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha sempre sostenuto che l'inserimento di strutture commerciali sull'area ex Medaspan, nell'Ambito di Trasformazione AT1 avrebbe costituito un grosso problema per la viabilità del comparto, per i negozi di vicinato medesi e una pesante modifica del corollario urbanistico cittadino.

Dopo la prima approvazione del Consiglio Comunale il 25-1-2016, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente, della prima stesura del "Piano Attuativo “Area di Trasformazione AT1 in variante agli atti del PGT allora vigente", l'operatore OFFICINE MAK (succeduto alla PABEL avendo acquisito da essa l'area) aveva proposto il 3-11-020 un aggiornamento del Piano attuativo che comportava una riduzione delle volumetrie e una nuova configurazione del comparto (ne abbiamo scritto in AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ).

La modifica era stata adottata dalla Giunta il 9-11-020 poi approvata dalla stessa il 20-1-021 respingendo le osservazioni avanzate da Sinistra e Ambiente-Impulsi, con la richiesta di una Valutazione Impatto Ambientale e ne era seguita la stipula della Convenzione aggiornata il 25-5-021.
Atti confermati anche nella prima variante normativa del PGT approvata in CC il 4 aprile 2022 e nell'adozione del 3 luglio 2025 dell'attuale Variante Generale ancora in iter.

All'oggi la configurazione dell'AT1 cambia di nuovo.

L'operatore OFFICINE MAK, anche con BENNET divenuto proprietario nel 2021 di porzioni delle aree comprese nell'AT1, hanno presentato all’amministrazione con nota prot. 32317 del 29/12/2025, documentazione per un'ulteriore proposta di variante del Piano Attuativo “AT1 – EX Medaspan”, dove si apportano modifiche alle previsioni progettuali relative alle strutture commerciali previste, si chiede l'aggiornamento del quadro economico delle opere di urbanizzazione e di intervenire sulla Convenzione per adeguarne gli aspetti negoziali.

I numeri dell'ennesima variante al Piano Attuativo dell'AT1 ex Medaspan (tabella curata da Sinistra e Ambiente)

OFFICINE MAK/BENNET intendono ridurre la Superficie Lorda di Pavimento che scende a mq. 10.801 rispetto ai 15.410 mq della Convenzione 2021, con rinuncia alla Grande Struttura di Vendita articolata nel format distributivo del Centro Commerciale.
Non si modifica però la vocazione a commerciale ripiegando sulla realizzazione di due Medie Strutture di Vendita autonome ed indipendenti tra loro, nei lotti 4 e 5 (proprietà Bennett spa), mentre nei lotti 2 e 3 (proprietà Officine Mak srl) opta per tre Medie Strutture di Vendita la cui somma delle superfici di vendita non eccede il limite della media struttura di vendita, oltre ad una struttura di somministrazione nel Lotto 1 (proprietà Isotta srl).
La rinuncia alla realizzazione della grande struttura di vendita è elemento che comporta la rinegoziazione di alcune opere pubbliche e di urbanizzazione originariamente previste nella Convenzione 2021.

Le modifiche al Piano Attuativo dell'AT1 comporteranno:
  • la soppressione della “piazza sospesa” non più realizzabile;
  • la soppressione della pista ciclabile posta a cavaliere tra i Lotti 2 e3, che non aveva un collegamento con l’esterno del comparto e, quindi, di scarsa fruibilità pubblica;
  • la soppressione del sottopasso sotto la rampa dello svincolo d'entrata/uscita dell'attuale superstrada Milano-Meda-Lentate già previsto per collegare l’ambito alla rotatoria di Via Cadorna con soppressione del tratto stradale in aderenza al cimitero, perché ritenuto non più necessario in rapporto alla riduzione del carico urbanistico;
  • la ridefinizione del perimetro delle superfici a verde pubblico a ovest del comparto, sull’asse del Torrente Tarò;
  • la modifica della rotatoria posta a sud del comparto per collegare le nuove attività commerciali in progetto;
  • la modifica della strada parallela/bretella alla linea ferroviaria, fino al collegamento con Via Busnelli;
  • la modifica alla viabilità interna dell'AT1 con l’eliminazione del tracciato viario originariamente previsto attorno ai Lotti 4 e 5.
Piano Attuativo del 2021

La nuova configurazione dell'Ambito di Trasformazione AT1
con riduzione SLP e con modifiche sulla viabilità accessoria del Piano Attuativo 2025

La determina 12026 dell'Ufficio Area Infrastruttura e Gestione del Territorio del 9-1-026, ha approvato e definito le opere di urbanizzazione primaria da realizzare costituite da:

1) realizzazione nuova rotatoria su Via Cadorna, funzionale all’ingresso all’AT1dimensionata sulla stima dei flussi di traffico attesi;
2) apprestamento nuovo asse di collegamento con via Busnelli, parallelo al rilevato ferroviario FS,
con innesto alla viabilità interna all’AT1con una seconda nuova rotatoria per smistamento dei flussi veicolari ed il passaggio dei mezzi pesanti;
3) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata;
4) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata
confinante con le aree oggetto di Piano Attuativo;
5) realizzazione percorso ciclopedonale di collegamento nord - sud lungo le sponde del torrente
Tarò, con prevista prosecuzione oltre il perimetro del Piano Attuativo, a nord lungo via Cadorna e via
Seveso in direzione del centro storico, a sud lungo il nuovo asse parallelo alla ferroviaria, in direzione
di via Busnelli;
6) approntamento di percorso ciclopedonale di attraversamento del torrente Tarò verso Via Busnelli;

Viene definito anche un termine massimo per la conclusione dei lavori entro la data del 31/12/2026, dando la massima priorità all’apertura al transito della viabilità di collegamento tra la via Cadorna e la via Busnelli, anche in modalità anticipata e provvisoria.

Dal 31/01/2026 al 14/02/2026 è possibile presentare osservazioni in carta libera in triplice copia all’Ufficio Protocollo o a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo: posta@cert.comune.meda.mi.it.

IL NOSTRO COMMENTO
Non abbiamo cambiato ne cambieremo la nostra valutazione su di una scelta urbanistica che abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere sbagliata.
L'ennesima riduzione della superficie lorda di pavimento (SLP) non modifica nei fatti la configurazione e la destinazione d'uso dell'area dove le strutture commerciali lì previste costituiscono un fattore attrattivo e generativo di traffico aggiuntivo che impatterà su un comparto dove da tempo la viabilità è pesantemente critica.
Non pensiamo che la modifica della prevista bretellina di collegamento via Cadorna-via Busnelli possa dare soluzione significativa nel fluidificare il traffico anche perchè rispetto al progetto precedente sposta in avanti, verso l'incrocio semaforico e il passaggio a livello FNM, il punto di separazione tra le direttrici oltre ad innestarsi su di una via dallo stretto calibro qual'è via Busnelli.
L'unica nota positiva interessa l'area libera in prossimità del cimitero recentemente piantumata che verrà preservata, non essendo più interessata dal collegamento stradale tra la bretellina e via Cadorna.
La viabilità accessoria all'AT1 con la bretella verso via Busnelli e la ciclabile
Nel panorama di saturazione veicolare del comparto, rimane poi intatto il problema del superamento della linea ferroviaria FNM per la mancata realizzazione di qualsivoglia intervento dedicato.
Sono passati anni ma ancora non si intravede nessun avvio dei lavori sul dispendioso progetto di sottopasso la cui realizzazione è ritornata in capo alla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda.
Un progetto contestato e con molti aspetti problematici, trovandosi al limitare dell'area considerata a rischio idraulico per esondazioni del Certesa/Tarò. 
In questa ennesima variante che rincorre le esigenze dettate dal mercato, la dotazione a verde e di ciclabili è in riduzione rispetto al Piano Attuativo approvato nel 2021 e minimale anche se considerata come uno step di un collegamento lungo l'asta del Tarò/Certesa.
Riguardo gli aspetti qualitativi del progetto, lo standard per punti di vendita di tali dimensioni è fatto da anonimi cubi di cemento incorniciati da grigi posteggi, esterni e interrati per la struttura medese, con un debole arredo urbano.
Un progetto con caratteristiche "qualitative" scarse (vedi immagine del rendering), che riprende e ripropone le architetture tipiche di simili realizzazioni di cui la Brianza è inflazionata: una piastra di cemento e asfalto per la solita ricetta di un polo commerciale vero e proprio, pur se frazionato su più strutture.
 
 


 

mercoledì 3 dicembre 2025

MEDA: LO STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDROLOGICA E IDRAULICA DEL TARÓ GIUDICA INEFFICACI ALCUNE IPOTESI D'INTERVENTO

Il 28 novembre 2025 a Meda, nella sala consiliare, alla presenza di numerosi cittadini e cittadine, è stato illustrato lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del torrente Tarò.
Studio commissionato dall'amministrazione Santambrogio alla soc WISE, presente alla serata con l'’ing. Giacomo Galimberti.
All'incontro, l'Unità Organizzativa Difesa del Suolo di Regione Lombardia con il geologo Roberto Cerretti s'è occupata di dare una visione sovracomunale rispetto agli accadimenti metereologici del 22-9-025 che con l'esondazione del fiume Seveso e del torrente Tarò/Certesa hanno provocato gravi danni in parecchi comuni della Brianza monzese e comasca.
Importante anche la presenza e la relazione di BrianzAcque, gestore del servizio idrico integrato che con l'ing Massimiliano Ferrazzini, direttore del settore Pianificazione e Progettazione, ha illustrato alcuni interventi in provincia di MB.

LA SITUAZIONE DEL BACINO DEL SEVESO
Il Seveso, che nasce a S. Fermo (CO), ha un percorso di 39 km su un territorio per il 47% impermeabilizzato con percentuale che sale al 54% (208,23 kmq su un totale di 381,5 kmq), considerando anche il tratto milanese tombinato e il cavo Redefossi.
Il tratto milanese tombinato ha una portata di 40 mc/sec significativamente inferiore rispetto all'apporto potenziale da monte di 150 mc/sec.
La presenza di 48 tra ponti e manufatti è causa di potenziali rigurgiti.
Le precipitazioni meteoriche del 22-9-025 sono state pari ad un massimo di 221 mm di pioggia su 48 ore in provincia di MB, 180 mm nel comasco e 132 mm in provincia di Milano.
Gli interventi più cospicui di Regione Lombardia sono indirizzati alla realizzazione di Vasche di Laminazione anche se, per ammissione dello stesso relatore, non saranno comunque risolutivi.
Per quanto concerne il bacino del Seveso, a Senago vi sono due vasche di laminazione di cui una già operativa (810.000 mc per 46 Mln di euro di costo) così come è conclusa e funzionante la vasca di laminazione nel Parco Nord per 250.000 mc, costata 31 Mln di euro.
Anche a Lentate è in costruzione una vasca di 828.000 mc (costo 26 Mln), per ora non completata causa un fermo lavori di 2 mesi poichè l'esondazione del Seveso ha invasato lo scavo arrivato a 350.000 mc.
Sono inoltre previsti interventi di laminazione nelle aree golenali di Carimate, Vertemate con Minoprio, Cucciago e Cantù per un totale di 508.900 mc e un costo di 14 milioni di euro interamente finanziati.

SOTTOBACINO DEL TORRENTE TARÓ/CERTESA
Ha una superficie di 72,4 kmq e comprende 19 Comuni tra le province di Como e Monza, un'asta di circa 20 km, un livello di urbanizzazione pari al 40% e ben 100 tra ponti e tratti tombinati 
Per il sottobacino del torrente Tarò/Certesa oltre alla vasca di Carugo, operativa da anni, sono previste due ulteriori opere idrauliche, una sulla Roggia Vecchia ad Alzate Brianza in zona stazione di Brenna (200.000 mc) e una a Mariano Comense in zona cascina Bice, nel Parco Groane Brughiera (2 vasche in caduta per un totale di 75.000 mc).
Il costo complessivo è di 12,6 Mln interamente finanziati.

I tempi di realizzazione dall'avvio lavori, al termine della progettazione in carico ad AIPO, sono quantificati 18 mesi con cantieri nel 2027 e 2028.

Altre azioni da attuare sono l'applicazione dell'Invarianza Idraulica, la Deimpermeabilizzazione del Territorio, la Gestione degli Sfioratori dei Depuratori.

IPOTESI DI INTERVENTI A MEDA CON VALUTAZIONE DI FATTIBILITÀ
Il Comune di Meda ha elaborato il Piano di Gestione del Rischio di alluvioni (PGRA) quale documento facente parte della Variante 2025 al PGT.
Il documento contiene la mappatura delle aree allagabili classificate in base agli scenari di livello di pericolosità e di rischio nonchè agli scenari di frequenza di allagabilità.
  

Lo studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del Torrente Tarò quale attività integrativa ha:
  • Mappato con laser scanner lo stato dell'alveo lungo i 3 km medesi per avere contezza dello stato delle sponde, delle opere in alveo quali ponti e tombinatue.
  • Definito il contributo delle portate di piena dei valletti minori confluenti nel Tarò  (Rio Valletto, Valle delle Brughiere, Valle di Cabiate).
  • Valutata l'aderenza delle simulazioni cartografiche con le esondazioni storiche e recenti di cui si ha documentazione.
  • Analizzato l'alluvione con esondazione del 22-9-025 assimilabile come evento T100 cioè con tempo di ritorno di 100 anni, evidenziando i punti critici di esondazione tra Cabiate e Meda dove è chiaro come sia le tombinature sia i ponti sul Tarò e sul reticolo idrico minore causino rigurgiti laterali per la loro insufficiente luce.
  • Preso in considerazione ipotesi di intervento strutturali a scala comunale definendo preliminarmente le incidenze sulla portata di piena del Tarò e la loro effettiva utilità.

Nel dettaglio sono stati presi in esame le ipotesi di una Vasca  o Area di Laminazione e di interventi locali sulla Valle di Cabiate o Val de Mez, di una Vasca o Area di Laminazione in via Trento/via Meda, dell'adeguamento ponti e tombature sul corso d'acqua.

 
Non è di alcuna utilità realizzare una vasca o area di laminazione dell' affluente denominato Valle di Cabiate (anche Val de Mez) poichè per la conformazione del terreno il bacino potrebbe contenere al massimo 1400 mc, ben lontani dai 5000 mc necessari per avere qualche risultato sul picco di piena. 
Il manufatto non andrebbe a modificare i volumi d'acqua che affluiscono nel Tarò.
Attuabile invece un'azione di riprofilatura dell'alveo mediante rimozione dei detriti attualmente presenti e l'utilizzo di barriere mobili impermeabili di contenimento presso la tombinatura e il ponte della Valle di Cabiate.
 
 
Non percorribile la localizzazione di un'area di laminazione in via Trento/via Meda, con volume stimato di 28.500 mc, i costi risultano alti sia per la sua distanza dall'alveo del Tarò sia per la necessità di posizionare un collegamento idraulico che passi sotto la ferrovia. 
La quantità d'acqua trattenuta avrebbe insignificante influenza sulla portata di piena del corso d'acqua.

 
Anche l'ipotesi di alzare alcuni ponti pare difficilmente attuabile poichè le normative impongono una distanza tra l'intradosso (parte sotto il ponte) e la quota idrica di almeno 1,50 mt. 
La campata, con questa altezza, non consente la loro costruzione per l'impossibilità di avere in loco  adeguate rampe di accesso.
Inoltre l'innalzamento dei ponti porterebbe un beneficio solo in prossimità del ponte ma peggiorerebbe la situazione di rischio a valle dello stesso.

UTILIZZO DELLE RISORSE STANZIATE DA REGIONE LOMBARDIA
Nel pacchetto di risorse economiche stanziate di Regione Lombardia per il dissesto idrogeologico, a Meda spettano 120mila euro per consolidare le sponde e le briglie stabilizzatrici del reticolo idrico minore e uno da 320mila euro per il ripristino delle spalle dei ponti sul torrente Tarò in viale Francia e in Via Luigi Rho e sul rio Valle di Cabiate (o Val de Mez) a seguito evento alluvionale del 22 settembre.
 
LE ATTIVITÀ DI BRIANZACQUE
Interessante l'intervento di Brianzacque che ha mostrato come sia necessario cambiare la gestione della rete fognaria, altro servizio che ha contribuito ad aumentare le criticità generate dall'alluvione.
L'impermeabilizzazione dei terreni ha modificato la loro capacità drenante e così mentre nelle campagne la pioggia viene assorbita per il 50% dai terreni, in città si scende al 10-15%.
Buona parte di questa acqua PULITA finisce poi nelle fognature che non sono in grado di incanalare verso i depuratori i volumi eccessivi, scaricandoli dai "troppo pieni", insieme alle acque nere, negli alvei fluviali o con i rigurgiti dai tombini.
 
BrianzAcque ha attivato alcuni interventi nell'ambito del progetto "Città Spugna".
  • Realizzazione di Vasche Volano per la gestione e il trattenimento temporaneo delle abbondanti acque meteoriche e il rilascio differenziato nelle condotte fognarie. C'è un' ipotesi di localizzarle in zona Piazza Cavour e via Como.
  • Volanizzazione in linea con sostituzione delle attuali condotte fognarie con ampi cassoni di scorrimento acque e con necessità di rifacimento manto stradale e sottoservizi.
  • Gestione in sito delle acque meteoriche con aiuole e spazi drenanti. Soluzioni applicabili nel progetto di riqualificazione di via Indipendenza, intervento non di breve realizzazione.
  • Parco dell'Acqua con captazione in area mercato (P.za Dozio) e infiltrazione nel bacino drenante di via Angeli Custodi.

LE VALUTAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI
Indubbiamente apprezzabile l'esposizione attenta ed argomentata della soc WISE, che ha redatto lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica e ha applicato il principio di cautela nell'analisi valutativa onde evitare che si rincorrano realizzazioni inutili che non porterebbero alcun beneficio o miglioramento.
Corretto evitare un apporto semplicistico ed affrettato e scongiurare l'occupazione di aree libere e pregiate con interventi inefficaci e costosi, consumando altresì prezioso suolo sulle poche superfici rimaste libere dall'edificazione.
In ambito urbano, a Meda non possiamo permetterci di perdere l'area di Via Trento/via Meda, che è l'unico fazzoletto di verde rimasto tra i Comuni di Meda e Cabiate. 
Lo Studio di Compatibilità ha scartato l'ipotesi di una Vasca di Laminazione lì allocata perchè costosa e priva di benefici sull'onda di piena, ma anche una possibile Vasca Volano deve, a nostro avviso, trovare una collocazione differente.
Il prato con esiguo filare di via Trento/via Meda va mantenuto come tale, acquisendolo al patrimonio pubblico, così come previsto anche nella variante 2025 al PGT medese, per creare lì un Bosco Urbano conservando le attuali capacità drenanti.
Durante la serata, con un nostro intervento, abbiamo chiesto  all'amministrazione di valutare il posizionamento di vasche di laminazione e vasche volano considerando le aree dismesse cittadine, una cui porzione potrebbe essere adibita a tali opere idrauliche, indubbiamente di pubblica utilità.
Tra le soluzioni da ricercare, non va dimenticata la necessità di riparare alla errata scelta di avere, nel passato, convogliato nel collettore fognario di Largo Terragni le acque tombinate del torrente Ca’ Bianca e di quelle del Torrente di Cascina Burraschi, origine di una parte dei danni e disagi causati in quella parte di città.

Anche sulla fattibilità di abbattimento e ricostruzione di alcuni ponti è più che mai opportuno verificare e approfondire se l'intervento è attuabile e utile.

Rispetto agli interventi su scala sovracomunale e precisamente sulle Vasche di Laminazione a Alzate sulla Roggia Vecchia in aree libere e di pregio che sono formalmente fuori dal Parco Regionale Groane-Brughiera ma che sono geomorfologicamente parte integrante dello stesso e a Mariano Comense in località Cascina Bice nella piana del Tarò, questa entro i confini del Parco, abbiamo portato il punto di vista ambientalista.
Non possiamo permetterci di perdere superfici pregiate ed ecosistemi importantissimi per i quali abbiamo lottato affinchè fossero tutelati e preservati.
La preoccupazione è alta anche in considerazione del rischio di una progettazione che non tenga conto dell'inserimento naturalistico.
La nostra proposta affinchè siano realizzate applicando soluzioni naturali con costi inferiori, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemici, ha trovato il solo auspicio ma non l’impegno del rappresentante di Regione Lombardia né il sindaco Santambrogio ha voluto esprimersi a riguardo.

Non si può e non si deve puntare solo sulle Vasche di Laminazione per risolvere un problema derivante da una malagestione del territorio dove s'è permesso e ancora oggi si consente di edificare.
 
La conclusione della serata è purtroppo risultata insoddisfacente senza che si sia giunta a una sintesi. 
E’ mancato il tracciato di un quadro generale e di una strategia di coordinamento tra tutti i soggetti: Comuni, AIPO, Regione Lombardia e Provincie di Monza Brianza e Como sapendo che ogni singolo intervento deve essere inserito in un contesto sovracomunale e attentamente valutato per evitare che inneschi effetti negativi  a valle. 
Non sappiamo se altrove si è proceduto ad uno studio accurato del corso del Tarò come fatto per Meda. 
Il sindaco Santambrogio non si è assunto alcun impegno rispetto agli appelli dei cittadini né ha rimandato ad una seconda fase nemmeno delineata né per la quale ha indicato un ulteriore appuntamento pubblico di approfondimento e verifica.

giovedì 6 novembre 2025

L'ESONDAZIONE DEL TARÒ A MEDA, LA FRAGILITÀ DEL RETICOLO IDRICO E GLI INTERVENTI DA VALUTARE CON ATTENZIONE

Il reticolo idrico minore che confluisce nel Tarò a Meda
Prima di intervenire sull'argomento esondazione del Tarò del 22 settembre 2025, abbiamo atteso che passasse il periodo più critico dell'immediata emergenza per poter valutare e scrivere sull'accadimento con la possibilità di approfondimenti documentali e senza la frenesia di annunci o prese di posizione dettate da mero protagonismo o da pura polemica.
La violenza del fenomeno metereologico che ha causato l’esondazione che ha colpito duramente la nostra e altre città del bacino del Tarò/Certesa e del Seveso è stata presa a pretesto da istituzioni e enti coinvolti nella gestione, prevenzione e cura del territorio per autoassolversi. 
Si è detto e ripetuto che troppa è stata l’acqua precipitata (200 mm di pioggia tra le ore 3 e le ore 11) perché si potesse fare qualcosa per contrastarla, che il piano di emergenza comunale è risultato inadeguato rispetto alla portata di un evento simile altamente non prevedibile, che il processo di urbanizzazione risale a molti anni fa e così via. 
Ma si trascura che al mattino, dopo che per buona parte della notte si sono riversate copiose piogge, è mancato l’allarme che avrebbe quantomeno impedito l’accesso veicolare alle aree investite dalla piena e permesso di limitare i danni in quelle adiacenti.
Si ammette poi a denti stretti che in questi ultimi anni cresce la frequenza di questi violenti eventi atmosferici e si restringe lo spazio temporale tra di essi e che i cambiamenti climatici sono un'innegabile evidenza. 
Quanto accaduto ha interessato un’ampia zona considerata ora a rischio idrogeologico, dove negli anni si è autorizzato a cementificare ovunque saturando gli spazi liberi e dove persino l'alveo del Tarò nel Comune di Cabiate è stato ricoperto con un selciatone in pietre e cemento, rendendolo un canale a scorrimento veloce e compromettendo il delicato equilibrio tra urbano e naturale.
Si è messo così a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente e danneggiato le attività economiche e sociali.

IL CONSUMO DI SUOLO HA SATURATO DI CEMENTO LE AREE DI NATURALE ESONDAZIONE E HA IMPERMEABILIZZATO LE SUPERFICI
L'antropizzazione non accenna ad arrestarsi pur a fronte del calo demografico e delle diverse leggi regionali che formalmente limitano il consumo di suolo ma che poi derogano, non conteggiandole, quelle trasformazioni con espansioni infrastrutturali (vedi per esempio il caso dell’autostrada Pedemontana) o permettono nuovi insediamenti o ampliamenti produttivi e il completamento edilizio offrendo comunque l'opportunità di prorogare piani attuativi mai partiti o rimasti fermi per anni. 
Il rapporto annuale sul 2024 del consumo di suolo in Italia, reso noto da Ispra il 24 ottobre 2025, continua a confermare la provincia di Monza e Brianza al primo posto nella classifica con quasi il 41% di suolo consumato e con ulteriori 47 ettari di superficie trasformata irreversibilmente negli ultimi dodici mesi. 
E’ dal 2006, data presa a riferimento per le proprie analisi e valutazioni dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che tutti i Comuni, compreso quelli piccoli e piccolissimi in aree a bassa densità abitativa, hanno consumato suolo. 
Se così fan tutti non sorprende quindi che nel nostro caso non ci sia stata alcuna assunzione di responsabilità anche quando negli anni passati si è consentito l'edificazione di nuove costruzioni con piani interrati lungo l’asta del Tarò o nelle immediate vicinanze. 
Lo stesso poi s'è fatto nel 2016 realizzando il parcheggio sotterraneo di piazza della Repubblica e ancor prima con le costruzioni residenziali in sponda al Torrente Ry, in via Agrati. 
Solo da qualche anno questo non è più possibile, da quando sono stati individuati dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2022 gli ambiti con pericolosità idraulica R4 del torrente Tarò/Certesa.

LA VARIANTE AL PGT 
La variante al PGT offre ora un’occasione da non sprecare.
Se approvate, le osservazioni presentate da Sinistra e Ambiente-Impulsi con il PD e la lista MedaAperta (si legga a tal proposito l’articolo pubblicato il 13 ottobre) costituirebbero un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
Ovviamente non sarebbero esaustive ma riteniamo si debba tenerne conto nel dibattito che si è subito aperto all’indomani dell’esondazione per capire dove intervenire e come agire per riparare i danni e provare a mettere in sicurezza il territorio.

Alla discussione non intendiamo sottrarci con alcune argomentazioni e precisazioni che riepiloghiamo sapendo che mancano all’appello le risorse economiche dalla Regione mentre il governo nazionale ha approvato in questi giorni lo Stato di Emergenza per i Comuni delle Provincie di Monza e Brianza e Como danneggiati e ha stanziato la somma di 10 Mln di euro riservata però alla copertura delle sole spese sostenute dai Comuni per gestire l'emergenza. Una cifra probabilmente insufficiente mentre ben maggiori sono i danni materiali causati dall'esondazione del Tarò nel solo Comune di Meda che attendono ancora una qualche forma di risarcimento. 

ALCUNI PRIMI INTERVENTI NECESSARI
Indubbiamente sono necessari una serie di primi interventi che, anche se non risolutivi, possono mitigare la potenza devastante dei fenomeni di piena.
Serve intervenire il prima possibile per ripulire gli alvei del Tarò di competenza AIPO e del reticolo minore o secondario, di competenza comunale, per ripristinare gli argini danneggiati ed erosi. 
Occorre rivedere la struttura dei ponti di Via Val Seriana, Via Luigi Rho e Via Cadorna e laddove necessario incrementarne la luce e consentire, in caso di piena, maggiore fluidità alla corrente del Tarò sotto di essi evitando, come succede ora il fenomeno del rigurgito laterale.
Predisporre e installare una rete di misurazione, monitoraggio e allerta che comunichi i livelli raggiunti dal torrente. 
Programmare azioni periodiche comunali di manutenzione e pulizia sulle vallette che scendono dalla collina della Brughiera.

GLI INTERVENTI PREVISTI NEL PROGRAMMA D'AZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME SEVESO
La ricetta comunemente caldeggiata e sostenuta da Regione Lombardia è quella delle Vasche di Laminazione.
Alcune di esse sono inserite nel Programma d'Azione del Contratto di Fiume Seveso (e suo bacino).
Due sono quelle previste e già finanziate per 12,644 milioni di euro complessivi che si aggiungerebbero a quella di 80.000 mc già esistente a Carugo in zona Cascina S. Ambrogio sulla Valle del Brenna.

La vasca di laminazione di Carugo durante la piena del 22-9-025
 
Una prima vasca di 200,000 mc è localizzata in Comune di Alzate Brianza, sulla Roggia Vecchia, affluente di sinistra del Tarò. 
Il progetto la colloca in prossimità della stazione di Brenna Alzate, in un'area golenale di campi a coltivo già soggetta ad allagamenti.
Siamo appena oltre il perimetro del Parco Regionale Groane Brughiera laddove c'è la bella campagna circondata dai pregiati boschi di Brenna-Alzate.
La seconda vasca è prevista a Mariano Comense in località Cascina Bice-vallone del Certesa/Tarò (dietro Cascina Mordina) ed è costituita da 2 invasi in linea della capacità rispettivamente di 50.000 e 25.000 mc in un’area finora non soggetta ad allagamenti.
Questa superficie è all'interno del Parco Regionale Groane-Brughiera.
Due luoghi dove gli spazi aperti fanno parte di un ecosistema che rischierebbe d'essere completamente snaturato qualora si ricorresse ad una soluzione prettamente ingegneristica costituita da bacini di raccolta in cemento con impermeabilizzazione del suolo.
I volumi di queste vasche sarebbero comunque insufficienti e non risolutivi rispetto a piene della portata di quella verificatasi il 22 settembre 2025.

Meglio pensare a soluzioni diversificate, non così impattanti, con costi inferiori e comunque ugualmente in grado di ridurre il rischio di disastri e al contempo adattarsi ai cambiamenti climatici, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemi.
L'intervento di Brianza Acque a Meda in via Giovanni XXIII
Attualmente a Meda si sta intervenendo con un progetto finanziato da Brianza Acque per ridurre in modo sostenibile le portate immesse in rete in tempo di pioggia con la realizzazione di una nuova fognatura bianca che si allaccia ai tratti di rete bianca attualmente esistenti nell’area della Piazza del mercato e che, percorrendo via Giovanni XXIII, raggiunge l’area verde situata al di là di via degli Angeli Custodi in cui le acque verranno trattate e infiltrate nel bacino drenante.
Nel Programma d’Azione del Contratto di fiume Seveso e del suo bacino, l’amministrazione di Meda ha incluso uno studio preliminare con l’obiettivo di individuare possibili aree di laminazione o di esondazione naturale del reticolo idrografico minore con l’ipotesi di creare opere di volume 5/10.000 mc con un costo stimato di 300.000 euro. L'intervento non è ancora finanziato.

L'area di laminazione prevista a Cabiate in località "La Busa"
Sempre per il bacino del Certesa/Tarò, in comune di Cabiate è previsto un intervento con briglie, rimodellamento morfologico per la realizzazione di un'area di laminazione di 5/10.000 mc in località "la Busa" con finanziamento già disponibile di 100.000 euro. 
E’ poco se rapportate all’estensione delle aree coinvolte e ai volumi di piena.

Tra le soluzioni va certamente considerata anche la de-impermeabilizzazione di piazze e parcheggi.
In merito però i pochi interventi pianificati a Arosio, Carugo e a Mariano Comense, sono privi di copertura economica.

PENSARE E VALUTARE CON ATTENZIONE GLI INTERVENTI POSSIBILI
Come mostrato, le vasche di laminazione attualmente previste andrebbero ad alterare lo status dei luoghi, sottraendo spazi liberi in aree pregiate che sono state conservate e tutelate grazie all'impegno di chi ha a cuore l'ambiente.
Meglio allora cercare, verificare e individuare altri siti da destinare a tale impiego.
Nel territorio di Meda e dei Comuni limitrofi numerose aree e comparti risultano dismessi da anni e/o con piani attuativi mai decollati.
Potrebbero essere presi in considerazione, previo studi valutativi di fattibilità, per localizzarvi gli impianti di contenimento e laminazione delle acque di piena.
Certamente serve una progettazione coordinata tra tutti i Comuni dell'asta del Certesa/Tarò che coinvolga figure con competenze allargate (ambientali, geologiche, idriche, ingegneristiche, fluviali etc) e serve prendere in considerazione sia interventi sostenuti di de-impermeabilizzazione sia l'utilizzo di aree dismesse che non possono più essere oggetto di soli piani privati di riqualificazione ad uso residenziale/commerciale ma devono contemplare anche il loro utilizzo quali luoghi per allocarvi bacini di laminazione. 

lunedì 13 ottobre 2025

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AL PGT MEDESE CHE É POCO CALIBRATA RISPETTO AD UN TERRITORIO FRAGILE E PESANTEMENTE ANTROPIZZATO.

Il 3 luglio scorso il Consiglio Comunale adottava la Variante Generale al PGT vigente.
Ne avevamo scritto su:  SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA.
Precedentemente all'adozione, Sinistra e Ambiente insieme con il Partito Democratico e alla lista MedaAperta, quali componenti della coalizione che ha sostenuto nel 2022 Marcello Proserpio alla candidatura di sindaco, avevano presentato una serie di suggerimenti durante la fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Suggerimenti che non sono stati tenuti in debita considerazione da parte degli estensori del PGT e dalla maggioranza di Santambrogio che ha confermato i contenuti delle documentazioni e le ha portate in Consiglio Comunale per l'adozione.
Sono rimaste quindi immutate le nostre preoccupazioni e le nostre contrarietà rispetto ad una serie di contenuti della Variante al PGT che punta quasi esclusivamente sulla "Rigenerazione Urbana"e per questo, dopo l'adozione ed entro i termini previsti abbiamo presentato, con PD e MedaAperta, una corposa serie di puntuali osservazioni.
Questa Variante non affronta il tema di politiche abitative adeguate alle necessità dei residenti.
Mancano infatti interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e non si prevedono, nei vari ambiti e comparti di rigenerazione urbana, quote maggioritarie di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati. 
Occorre poi soffermarsi sul rischio di stravolgimento del centro storico dove saranno ammessi interventi di demolizione e ricostruzione con aumenti di volume, modificando pure sagome e sedime degli edifici, consentendo un'alterazione dell’esistente e del tessuto sociale.

Gli interventi consentiti nel nucleo di antica formazione

Gli interventi potrebbero essere architettonicamente difformi dall'attuale consolidato con modifica della cortina storica e saranno con ogni probabilità, in quanto nuovi e moderni, accessibili alla sola fascia demografica più benestante. 
Abbiamo posto la questione che la sola ristrutturazione, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità. 
Nelle osservazioni abbiamo evidenziato che alcuni contenuti di questa variante sono rischiosi perché premiano la distorsione di una rigenerazione urbana spinta con le massime premialità consentite dalla legge regionale n. 18 del 26 novembre 2019 , alleggerendo i proponenti dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità.

 

Una rigenerazione che non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano.
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" con significative premialità e non come ristrutturazioni edilizie.
Premialità che oltre agli aumenti volumetrici contemplano e consentono anche la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente.

L’alluvione di lunedì 22 settembre che con l'esondazione del Tarò, gonfiato anche dalle dalle piene dei corsi d'acqua del reticolo idrico minore, ha messo in ginocchio Meda, ci obbliga ad ulteriori interrogazioni e riflessioni. 
Questo evento disastroso, unitamente a quelli degli anni precedenti, dà evidenza che i fenomeni metereologici violenti crescono in frequenza e con tempi sempre più ravvicinati e avvengono laddove nè il residuale suolo libero nè tantomeno la rete fognaria, non diversificata tra acque nere e bianche,  riescono ad intercettare le acque meteorologiche in accumulo, provenienti anche dalle aree collinari da cui scendono copiose. 
La piastra di cemento e asfalto che occupa la pianura dove l'antropizzazione è pressochè totale non lascia via di scampo poichè qualsivoglia area di possibile e naturale esondazione è urbanizzata.
Gli stessi aggiornamenti della componente geologica, idrogeologica e sismica, che integrano la Variante, sono stati premonitrici. 
Avvertono della fragilità di molte zone classificate a rischio molto elevato (R4) del territorio della nostra città che, per le frequenti e più abbondanti piogge, dovute ai cambiamenti climatici, le rende particolarmente vulnerabili a fenomeni come le alluvioni. 
Confidiamo che la discussione sia più ampia possibile e non unicamente centrata su quali interventi tecnici attuare che contemplino solo le vasche di laminazione che ormai ogni comune presente sull'asta del Tarò e del Seveso invoca.
Vasche quali costosi catini di cemento che consumano aree libere preziose. 
La loro localizzazione andrebbe valutata prendendo in considerazione le aree dismesse e qualora prevista in aree golenali, andrebbe rivista la loro configurazione orientandola ad un inserimento naturalistico.
Importante individuare le aree dove intervenire anche con azioni di  deimpermeabilizzazione del suolo.

Non compete al PGT occuparsi di questi interventi che risultano invece contemplati nel Piano d'Azione 2024 del Contratto di Fiume. 
Tuttavia al PGT e alla sua variante spetterebbe il compito di innescare e indirizzare un'inversione di tendenza rivedendo le previsioni di un modello di sviluppo divenuto, da tempo, insostenibile
Non è più possibile continuare pianificare supponendo e spingendo per una crescita urbanistica continua quando demografia e edifici vuoti indicano una realtà in costante decrescita.
I numeri presenti nei documenti della variante certificano infatti che sia il trend demografico sia quello delle attività produttive risulta sostanzialmente stabile.
Si consideri che a Meda esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (17% - percentuale molto superiore rispetto alla media provinciale).
Serve dunque costruire meno, dimezzando le quote residenziali previste per l’ATR 2, e i CRU1 - CRU2 - CRU3 – CRU4, e che i circa 6500 mq liberi del lotto in via San Giorgio venga destinato a verde pubblico.
Occorre tutelare in tutti i modi gli spazi liberi, le aree verdi e agricole che sono anche preziosi per le capacità drenanti e va arrestato il consumo di suolo invertendo la prassi. 
Per questo nelle osservazioni abbiamo chiesto l'inserimento dell'ampliamento del Parco Regionale Groane-Brughiera con l'aggregazione della superficie prossima a via Angeli Custodi, già oggetto della Compensazione Ambientale PL 24 "Valle dei Mulini" e di inserire le aree agricole di Meda Sud nel perimetro del PLIS GruBria con l’ingresso di Meda nell’Ente Parco. 
Si acquisiscano definitivamente al patrimonio pubblico i prati stabili rimasti in via Indipendenza e in via Trieste su cui realizzare un Bosco in Città e si riqualifichino le annesse vie di scorrimento con viali alberati e con ciclabili.
Ovviamente queste azioni non sono esaustive ma costituirebbero un segnale di cambiamento per una città fortemente urbanizzata. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi sostiene la proposta per la creazione di un Parco Fluviale e Territoriale del Seveso (incluso il sottobacino del Tarò) poichè la tutela dei residui spazi spondali e dei territori prospicenti è misura di prevenzione e riduzione del rischio idraulico

Le Osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD e MedaAperta alla Variante al PGT di Meda.

lunedì 7 luglio 2025

SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Nella seduta di giovedì 3 luglio 2025, il Consiglio Comunale di Meda ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza, l’adozione della variante generale al PGT.
Contrario il Polo Civico mentre i consiglieri del Pd si sono astenuti. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, componente della Coalizione che ha sostenuto nel 2022 la candidatura a sindaco di Marcello Proserpio, il 3-6-025 ha inoltrato con PD e MedaAperta suggerimenti e proposte per fornire alla discussione contenuti ed elementi migliorativi e di modifica affinché lo strumento di pianificazione comunale, con il quale si definisce lo sviluppo futuro della nostra città in tutti i suoi ambiti fondamentali, risponda effettivamente alle esigenze della comunità.
Sinistra e Ambiente-Impulsi è tuttavia critica e non soddisfatta del risultato dell’adozione perché di alcuni ar-gomenti importanti, nella Variante al PGT non vi è ancora traccia così come altri capitoli si possono prestare ad interventi che, se attuati, modificherebbero l'aspetto e il tessuto urbanistico cittadino, non sempre migliorandolo.

DIRITTO ALLA CASA
Del diritto all’accesso a un’abitazione adeguata, che è parte integrante dei diritti umani fondamentali, nella Variante al PGT 2025 non troverete traccia. 
In un’Italia, e Meda non fa eccezione, permeata di disuguaglianze, dove i poveri aumentano e sempre più famiglie si rivolgerebbero alle asfittiche graduatorie comunali se le loro istanze venissero soddisfatte, . 
La pressante domanda, testimonianza di un palese e forte disagio abitativo, di questa tipologia di alloggi troverebbe nell’emergenza abitativa e nell’edilizia sociale le adeguate soluzioni se non fosse per la perenne carenza di disponibilità nell’offerta. 
Da tempo non si producono politiche abitative adeguate al fabbisogno reale, e purtroppo questa Variante non è da meno.
Come non ci pare pienamente compresa la novità nella nostra Costituzione del principio di sussidiarietà che può cambiare il nostro modo di stare in questa società come cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

CENTRO STORICO, ZONE RESIDENZIALI, PIANI DI RIGENERAZIONE
Se dipendesse dalla Variante, con le modifiche introdotte nel Piano delle Regole e nelle Norme Attuative, per ogni edificio della nostra città, esclusi quelli con valenza storica, culturale e artistica (un numero estremamente ridotto), è consentita anche la demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime.

Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del centro storico ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni.
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste.

Diversamente si rischia di alterare pesantemente la morfologia esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
Ricorrere alla soluzione dell'abbattimento nel centro storico e nel nucleo di antica formazione dovrebbe essere consentito solo quando l’edificio presenta danni strutturali gravi, problemi alle fondazioni o non sono praticabili alternative che garantiscano l’effettivo adeguamento e miglioramento delle prestazioni ambientali, ecologiche, energetiche e funzionali specialmente nei casi di patrimonio edilizio dismesso e ammalorato. 
Sappiamo che in genere la demolizione può divenire strumento motivato dal solo profitto economico. Secondo le logiche tradizionali di sviluppo urbano è più redditizio demolire e edificare nuove costruzioni più dense piuttosto che ristrutturare o mantenere l’edificio esistente.

La Variante al PGT punta molto sulla Rigenerazione, applicabile nel centro storico, utilizzata per cercare di avviare quelli che erano gli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT ma finora rimasti fermi e per gli edifici non utilizzati individuati nella carta degli immobili dismessi e in quelli proponibili se inutilizzati da almeno tre anni.

Agli ambiti di Rigenerazione urbana sono applicate delle facilitazioni riassumibili in:

  • maggiorazione del 20% sulle volumetrie,
  • contributo di costruzione ridotto del 50%,
  • riduzione del 30% della dotazione da destinare a servizi e spazi pubblici.

Sinistra e Ambiente-Impulsi ritiene che aumenti di volumetria andrebbero esclusi se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato. 
Richiamiamo il fatto che tutte le altre variazioni in altezza acconsentite non sempre rappresentano la soluzione ottimale per il contesto in cui sono previste e vada quindi valutato il progetto secondo le situazioni.
Seppur l’opinione corrente tenda a nasconderlo o a sottovalutarlo, si consideri quanto significativo sia l’impatto del settore edile sulle nostre vite e su quelle future. 
Rappresenta uno dei mercati più vitali dell’UE (circa il 19% del pil europeo), ma è anche, secondo la Commissione europea, uno dei principali responsabili delle emissioni di CO2 (circa il 36%) e del consumo energetico totale (40%) generando oltre il 35% dei rifiuti totali. 
Questo sistema funzionava in passato, quando le risorse sembravano infinite e le nuove costruzioni erano più economiche, veloci e facili da realizzare rispetto agli edifici esistenti.
Ma l'attuale carenza di materiali e l’aumento dei costi energetici per produrli ci dimostra che questo metodo non funziona più.

La ristrutturazione diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia energia preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
La maggioranza di Santambrogio che amministra il nostro comune non ha tenuto in considerazione tutto questo, adottando scelte particolaristiche e con facilitazioni eccessive al solo scopo di stimolare l'avvio di interventi edilizi fermi da anni o mai partiti.
Premiare la distorsione di una rigenerazione urbana svuotata dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità e che non include gli aspetti sociali, economici, culturali e anche di verde urbano è pericoloso.
Ridursi al solo recupero di aree non sarebbe certo diverso dalla semplice riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare.
Con l’importante differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovo sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come rigenerazione
L’esito è la riduzione dei necessari "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero stati richiesti integralmente. 
Giusto chiedere se sia stata fatta un’analisi per adeguare la base di calcolo dei "contributi di edificazione" e di modifica dei criteri di assegnazione in base alle aree per evitare un decremento eccessivo del gettito complessivo, ma anche di incidere negativamente sui processi di investimento e rispondere anche ai costi crescenti di manutenzione, soprattutto delle urbanizzazioni dell’area del centro storico.

AMBITI DI RIGENERAZIONE TERRITORIALE (ART)
Non condividiamo il metodo con il quale si è deciso di individuare un unico ambito di rigenerazione territoriale (ART1-Fornace Ceppi e nuovo stadio di calcio-) accorpando due comparti non contigui aventi finalità tra loro non coerenti, vicende e persino destini diversi.

Inserire all’interno dell’area degradata di via S.Maria un nuovo stadio di calcio che sostituisca quello storico situato in via Busnelli, priverebbe l’area di una superficie considerevole (quasi la metà considerando i servizi che un’infrastruttura del genere richiede) snaturandone la vocazione e deprimendo la necessaria riqualificazione.
Mentre il campo di calcio con tribune di proprietà comunale in via Busnelli con un uso da sempre, che continua ai giorni nostri, quale storico stadio di calcio non è certamente degradato e non dovrebbe rientrare nell’attività di rigenerazione urbana, ma semmai oggetto di riqualificazione. 
Diverso sarebbe il caso se questa non fosse più la sua destinazione. 
Se l’intento fosse quello di favorire l’insediamento di attività produttive (facile pensare alla confinante ditta Cassina) riteniamo si debbano adottare altri strumenti urbanistici più appropriati previsti nel PGT (indifferenza funzionale) usufruendo di tutti gli incentivi a disposizione. 
Ma perché si possa sostenere una simile eventualità dovrebbero essere resi noti i termini degli accordi che prevedono la cessione di un bene pubblico a favore di un privato.

MOBILITÀ SOSTENIBILE E AMBIENTE
Riteniamo insoddisfacenti la mancanza di un rimando, anche documentale, che riprenda lo sviluppo di una rete ciclopedonale cittadina che colleghi fra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana (Scuole, Stazione, Uffici Pubblici, Luoghi di cura e di culto, siti storici, quartieri etc) secondo le strategie del progetto sovraccomunale di Green Lane.
In questa variante, sul capitolo Ambiente, manca anche una chiara definizione di priorità di quelli che sono gli interventi definiti nel  "Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città".

Si tratta di un documento importante richiamato solo nel Rapporto Ambientale e nella Sintesi non Tecnica della documentazione di VAS.
Il Masterplan propone uno schema progettuale su “4 fiumi verdi e una soglia blu” ove attuare interventi di qualificazione e rinverdimento lungo 4 tracciati che scendono dalla collina intersecandosi con la “soglia blu” del torrente Tarò/Certesa. 
Per ciascuno dei “4 fiumi” sono identificate strategie generali di intervento e ipotesi da concretizzare con progettualità pubbliche e private orientate alla riqualificazione del territorio comunale.
Alcuni di questi interventi necessitano di ulteriore specificazione e fattibilità poichè legati alla possibilità di essere coperti dai finanziamenti della prescrizione 51 del CIPESS per Pedemontana.
Continueremo ad analizzare i documenti della variante al fine di formulare osservazioni puntuali da presentare successivamente al formale deposito  degli elaborati.