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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 23 ottobre 2026

1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA UNDICESIMA PUNTATA: IL BOSCO DELLE QUERCE


Ultima puntata curata da Sinistra e Ambiente di Meda per ricostruire gli anni e le vicende drammatiche del disastro Diossina dell'ICMESA di Meda, fabbrica del gruppo multinazionale svizzero Givaudan-Hoffman-La Roche.
Questa volta racconteremo con dovizia di particolari la creazione del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, luogo ormai Simbolo legato indissolubilmente a quei tragici eventi. Luogo che una serie di gruppi ambientalisti di Seveso e Meda presidiano con passione.

LE ORIGINI DI UNA SCELTA
Dopo le partecipate manifestazioni del 1977 dove gli abitanti, i gruppi e i Comitati  dei Comuni colpiti dalla Diossina TCDD, con Seveso in prima fila, si espressero contro la realizzazione di un forno inceneritore per distruggere il materiale contaminato, Regione Lombardia rinunciò al contestato progetto.
Ne abbiamo scritto su: 1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA QUINTA PUNTATA: LE COMMISSIONI ISTITUZIONALI, I LAVORATORI E LA VERTENZA SULLA SALUTE E LA CONOSCENZA, L'OPPOSIZIONE ALL'IPOTESI FORNO INCENERITORE E LE MOBILITAZIONI POPOLARI.

Si scelse allora lo stoccaggio in loco e tra il 1981 e il 1984 vennero realizzate due vasche impermeabilizzate, una a Meda di 80.000 m3 e una a Seveso di 200.000 m3 dove venne allocato il materiale contaminato costituito da macerie delle case abbattute, terreno decorticato, asfalto asportato, animali morti, vegetazione e il reattore dell'ICMESA, racchiuso in un sarcofago di cemento. 
Ne abbiamo scritto in:  1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA SESTA PUNTATA: LA BONIFICA E LE SUE CRITICITÀ, LE DUE VASCHE DI CONTENIMENTO .

GLI INTERVENTI PER LA GENERAZIONE DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA
Sempre sulla spinta dei movimenti cittadini, Regione Lombardia opto anche per un intervento di ingegneria ambientale per rimboschire i terreni della zona A, quella a più alto livello di inquinamento da TCDD dove il terreno era stato asportato e le case lì presenti abbattute.
La progettazione iniziò nel 1983 nelle sottozone da A1 a A5 in cui era suddivisa la zona A e le prime 
attività cominciarono nel 1984.
L'area su cui si andò ad operare, pari a 7,81 ettari in comune di Meda e a 34,95 ettari nel comune di Seveso per in totale di 42,76 ettari, era spoglia, senza più alcuna vegetazione fatto salvo un solo Pioppo che aveva resistito ai composti tossici presenti nella nube e che era stato risparmiato dai tagli.
La prima necessità fu quella di ricostruire il terreno di cultura, lo strato fertile, che era stato asportato in quanto contaminato.

L'area del Bosco delle Querce come appariva dopo la decorticazione con terreno già conferito nelle 2 vasche di Seveso e Meda

Per questo si utilizzarono soprassuoli vegetali provenienti dalla Brianza anche da luoghi distanti fra loro e per questo con proprietà chimico -fisiche differenti.

Piantumazione negli anni '80
Per accelerare la costruzione ambientale del luogo, si impiantarono inizialmente specie arboree di veloce attecchimento.
Complessivamente furono messe a dimora querce indigene, aceri, carpini, pini silvestri, tigli, salici, betulle, pioppi nero e bianco, frassini, ornielli mentre per quelle arbustive si opto per biancospino, ginestra, viburno, ginepro, rosa canina a altri cespugli.
L'obiettivo era la creazione- poi riuscita- di un Querco-Carpineto tipico della Pianura lombarda.
Si cercò di creare una distribuzione vegetale uniforme e vennero escluse dalla piantumazione le superfici sopra le due vasche per la limitata profondità del terreno di riporto e per preservare l'integrità della copertura superiore non appesantendola.
Furono lì pertanto utilizzate solo essenze arbustive laddove consentito.
Nel complesso, circa 5.000 piante arboree e 6.000 arbustive, vennero messe a dimora.
Il terreno di coltivo portato nelle aree scarificate proveniva da luoghi diversi e aveva valori di PH differenziati, fattore che causò una moria significativa di querce.
La situazione del PH del suolo del Bosco delle Querce nel 1991
Si dovette pertanto intervenire con riporti di ulteriore terreno, forti concimazioni letamiche, drenaggi e robuste irrigazioni.
Censimenti arborei degli alberi e degli arbusti nel Bosco delle Querce nel corso degli anni
Negli anni successivi, altri alberi vennero messi a dimora e il monitoraggio del 1998 già censiva quasi 22.000 alberi e 24.000 arbusti di cui molti per germinazione naturale.
Successivamente si passò al consolidamento e alla gestione ordinaria del patrimonio forestale presente, con la realizzazione da parte dell’ERSAF di uno stagno all’interno dell’allora area naturalistica.
A partire dal 2002, la flora e la fauna del sottobosco fu potenziata e riqualificata con un intervento dedicato, promosso dalla Regione Lombardia ed eseguito a cura del Centro Flora Autoctona (CFA), per la propagazione di varie specie nemorali proprie dei boschi planiziali, seguendo i protocolli e gli standard di qualità previsti per le attività del CFA.
Nella pianificazione, l'allora Azienda Regionale delle Foreste (ARF), ora ERSAF, suddivise il  Bosco delle Querce in due aree a diverso indirizzo gestionale: una prettamente naturalistica e una a carattere ricreativo.
Suddivisione gestionale delle aree del Bosco delle Querce
Il 10 luglio 1996, il Bosco delle Querce venne ufficialmente aperto alla popolazione che potè accedervi, ad esclusione dell'area naturalistica allora delimitata da una recizione.
 
NASCE IL PARCO NATURALE REGIONALE DEL BOSCO DELLE QUERCE
Nel dicembre del 2005 Regione Lombardia con la Legge Regionale N. 21 del 28 dicembre 2005 (poi abrogata e con disposizioni confluite e riordinate all'interno dell'articolo 193 della L.R. 16 luglio 2007, n. 16), ha formalmente istituito il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce la cui gestione è affidata al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda. 
Un apposito Comitato composto dai rappresentanti delle amministrazioni di Seveso e Meda, di Regione Lombardia, della Fondazione Lombardia per l’Ambiente e dell’Ersaf – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, supervisiona, definisce e pianifica le attività previste, finanziate con una convenzione, solitamente biennale, con Regione Lombardia.
La cura e la manutenzione del parco continuarono e continuano ad essere assegnate all’ERSAF, allora ARF (Azienda Regionale Foreste), che a completamento del rimboschimento aveva attuato anche azioni per lo sviluppo dell’ecosistema.
 
LA FAUNA NEL BOSCO DELLE QUERCE
Il Bosco delle Querce appare come un polmone verde completamente circondato da un denso urbanizzato caratterizzato da infrastrutture viabilistiche e insediamenti residenziali e/o produttivi.
Questo comporta un isolamento rispetto ad altre aree verdi da cui possono arrivare specie animali per colonizzare l'area verde.
Unico corridoio percorribile per la fauna è l'alveo del torrente Tarò/Certesa che ne delimita su un lato il confine.
Il torrente Tarò/Certesa al confine del Bosco delle Querce, un corridoio per la fauna
Proprio utilizzando questo corridoio ecologico sono giunte alcune specie animali. 
Il Tarò/Certesa, una volta molto inquinato, ha raggiunto ora un livello sufficiente di qualità delle sue acque tanto dal poter garantire anche la presenza ittica. 

Un primo censimento faunistico attuato nel 1990  registrò una presenza di avifauna con 18 specie, di 5 specie terrestri e 4 specie di anfibi e rettili.

Gli uccelli, in quanto volatili, ovviamente sono facilitati nel colonizzare aree verdi isolate, grazie alla loro facilità di movimento.
 
Il censimento più recente risale al 2016 e ne abbiamo scritto in modo dettagliato su: MEDA-SEVESO: LA FAUNA DEL BOSCO DELLE QUERCE.

 

Nel sopracitato censimento risultava la presenza della Volpe, diffusa in tutte le aree del Parco, del Riccio europeo, dello Scoiattolo europeo e la frequenza sporadica della Faina.

Per gli Anfibi e i Rettili è stata verificata la presenza di tre specie: due di anfibi (Rospo Smeraldino – Bufo Viridis e Rana Esculenta – Pelophylax Esculentus) e una di rettili (Lucertola Muraiola – Podarcis Muralis).
Non rilevato il Biacco, specie presente in passato, probabilmente per la scarsa consistenza della popolazione (pochissimi individui) e la mancanza di connessioni tra il Parco e ambienti naturali adiacenti.
Scomparsa dai rilevamenti la Raganella specie molto esigente dal punto di vista ambientale.
Per l'Avifauna, nel corso del censimento 2009-2011, le specie osservate nel parco, solo per la porzione di Seveso, erano 66, di cui 21 nidificanti.
Il monitoraggio del 2016, ha rilevato 83 specie, comprendenti lo Sparviere, il Falco Pecchiaiolo, l'Astore, la Poiana, il Gheppio, il Gufo, la Civetta, il Picchio Verde e quello Rosso Maggiore oltrechè l'Airone Cenerino.
Questa situazione è destinata o si è probabilmente già modificata per l'avvio di alcuni interventi connessi all'arrivo dei cantieri per l'Autostrada Pedemontana Lombarda che con lo sbancamento e il disboscamento di due ettari del Bosco influiranno pesantemente e negativamente sull'ecosistema e le specie viventi che abitano o frequentano il Bosco.
Un altro fattore di disturbo è costituto dall'accresciuta frequentazione degli umani che dopo la rimozione del recinto, accedono anche alla porzione naturalistica.

IL PONTE DELLA MEMORIA
Sul finire degli anni '90, gli ambientalisti di Seveso, fondatori e attivisti del locale circolo di Legambiente intitolato a Laura Conti, vollero ricostruire gli eventi del disastro diossina con un lavoro di raccolta della documentazione prodotta dai Comitati e dai soggetti politici presenti allora, degli atti ufficiali delle amministrazioni di Meda e Seveso, di Regione Lombardia, dell'Ufficio Speciale etc. nonchè degli articoli dei giornali che si erano occupati del drammatico evento.
Nel 2001 partì il Progetto di ricerca storica-scientifica denominato “Il Ponte della Memoria”  con il circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, Legambiente Lombardia, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Agenzia Innova21 e il Comune di Seveso, cui si aggiunse in seguito poi anche alla 
"Fondazione Corriere della Sera" che mise a disposizione materiale mediatico.

Uno dei pannelli de "Il Percorso della Memoria"
Furono predisposti una serie di pannelli didattici illustrativi "Il Percorso della Memoria" tutt'ora posizionati nel Bosco delle Querce visibili ai visitatori e utilizzati per percorsi di educazione ambientale e storica.
La loro elaborazione, coinvolgendo più soggetti, obbligò ad una condivisione dei testi esplicitati nei pannelli.

Sempre nell'ambito del progetto "Il Ponte della Memoria" nel 2006, uscì il libro “Seveso. Memorie da sotto il bosco”, con un DVD e un film documentario “Seveso 10 luglio 1976: una storia da raccontare.

Nel 2016 anche a Meda, su proposta e con mozione di Sinistra e Ambiente e in continuità con il Ponte della Memoria, sul muro di quella che fu la fabbrica ICMESA. è stato posizionato un pannello che identifica e rammenta il luogo fisico da dove fuoriuscì la nube tossica.

Il pannello a Meda, sul muro dell'ICMESA, unico manufatto rimasto della fabbrica

IL BOSCO DELLE QUERCE TRA DISBOSCAMENTO DI 2 ETTARI A CAUSA DELLA PEDEMONTANA E PARZIALE AMPLIAMENTO
Il Bosco delle Querce è ora minacciato da un disboscamento per far passare l'Autostrada Pedemontana Lombarda, allargando l'attuale sedime della superstrada Milano-Meda-Lentate sul Seveso.
Il progetto definitivo del 2010 prevedeva uno sbancamento di 12 ettari, principalmente allocati nella porzione medese.
Porzione che sarebbe stata spazzata via per raddrizzare il raggio di curvatura dell'attuale asse stradale e consentire una velocità massima ai veicoli in transito di 130 km/h.
 
Contro questo progetto lavorarono con impegno i gruppi e le associazioni ambientaliste che riunite nel coordinamento "INSIEME PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE" organizzarono, in occasione del 10 luglio 201, un grande evento: l'ABBRACCIO AL BOSCO DELLE QUERCE cui diedero il loro patrocinio anche le amministrazioni di Meda e Seveso.

Momenti della manifestazione "Abbraccio al Bosco delle Querce" del 10 luglio 2011
Un evento che raccolse una nutrita partecipazione, mostrando quanto fossero condivise le preoccupazioni e la protesta dei gruppi di Insieme in Rete.
Successivamente con un pressing costante svolto su Regione Lombardia anche in collaborazione con alcuni Consiglieri della Provincia di MB e di rappresentanti in Consiglio Regionale, il 27-4-2012, il Consiglio di Vigilanza di Regione Lombardia approvò un nuovo progetto definitivo rinunciando al raddrizzamento del raggio di curvatura e riducendo lo sbancamento previsto a circa 2 ettari, su aree di confine con l'attuale superstrada. Sbancamento che comporterà il taglio di 3200 alberi adulti.
Una ferita profonda per il Bosco.

Gli ambientalisti di Seveso e Meda con Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso e Seveso Futura, hanno altresì chiesto da anni l'ampliamento del Bosco delle Querce includendone le zone di Seveso a Ovest e quelle a Est prossime a via della Roggia-via dei Vignee.

Manifestazione il 10-7-2021 di Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura  

per chiedere l'Ampliamento del Bosco delle Querce

Dopo un lungo e faticoso cammino fatto di proposte, momenti pubblici, incontri con l'amministrazione sevesina e con la soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), la proposta è stata accettata e tramite la concretizzazione e la conversione di due Compensazioni Ambientali con relativi fondi stanziati da APL, è in iter il processo di ampliamento con atti amministrativi approvati e con elaborati preliminari presentati al luglio 2026.
La mappa con gli sbancamenti e il parziale ampliamento del Bosco delle Querce
LE ATTIVITÀ NEL BOSCO DELLE QUERCE
Il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce è un'area verde che subisce la pressione antropica dell'urbanizzato.
In questi ultimi anni, oltre all'attività svolta in tema di educazione ambientale da parte di Legambiente Lombardia, per tenere alta la sensibilizzazione delle amministrazioni di Meda e Seveso ed in particolare di Seveso in quanto Comune gestore, i gruppi ambientalisti, una serie di associazioni e singoli individui, hanno lavorato per più anni proponendo e attuando una serie di iniziative che hanno spaziato dalla Memoria e dal Significato di questo luogo a attività per il benessere e la tutela della Natura.
Lo hanno fatto con il progetto "INSIEME PER IL BOSCO" approvato anche dal Comitato Tecnico Scientifico del Parco che oltre ad organizzare momenti di approfondimento e visite guidate ha raccontato anche i drammi di altri disastri per l'ambiente e la salute quali il Vajont, Bophal in India con la Union Carbide, Stava con la miniera di Prestavel, Casale Monferraro con l'Eternit.
Nei giorni nostri, con la costituzione del coordinamento INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE s'è data continuità a queste attività decidendo di portare la valenza del Bosco anche fuori dal territorio comunale sevesino con serate divulgative ed informative sul disastro diossina dell'ICMESA a Meda e un omaggio a Laura Conti a Cesano Maderno presso l'Oasi Lipu.

Una serie di iniziative del progetto "Insieme per il Bosco"
IL BOSCO DELLE QUERCE E IL 50°ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA
In occasione del 50° anniversario del disastro colpevole della diossina dell'ICMESA, il Bosco è stato al centro di una serie di attività, momenti celebrativi e riconoscimenti. 
A febbraio 2026, ha ottenuto il marchio di "PATRIMONIO EUROPEO" da parte dell'apposita commissione preposta a vagliare le candidature.
 
Le celebrazioni ufficiali hanno visto, il 10-7-2026, la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Purtroppo e come era prevedibile, le istituzioni locali, nella loro narrazione, hanno completamente sorvolato sulle responsabilità di quel dramma e sulla ferita che il Bosco subirà a causa dell'Autostrada Pedemontana Lombarda.
Per questo, per riportare a un corretto percorso storico, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, hanno scritto al Presidente Mattarella una lettera aperta, così come lo hanno fatto altri cittadini che furono testimoni di quegli eventi. 
 
Nel luglio 2026, anche il testimone verde, il PIOPPO NERO, sopravvissuto alla diossina e alla successiva bonifica con i tagli degli alberi,  è stato inscritto nell'albo regionale degli Alberi Monumentali.
Il Pioppo nero, ad inizio lavori di piantumazione per creare il Bosco e ai giorni nostri.
Il 26-9-026 sono terminati i lavori di approntamento presso il Centro Visite del Bosco a Seveso, del Museo Multimediale sul dramma diossina .
Un Museo alla cui realizzazione i gruppi ambientalisti locali hanno dato il loro contributo su contenuti e immagini.
Alcuni contenuti del Museo Multimediale il giorno della sua apertura

É molto alta l'attenzione degli ambientalisti di Meda e Seveso sul Bosco delle Querce, da loro considerato meritevole oltrechè dell'ampliamento anche d'essere preso in considerazione, pur mantenendo la sua autonomia gestionale, quale parte integrante di un nuovo Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso.

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IL LAVORO DI RICERCA DI SINISTRA E AMBIENTE di MEDA: puntate pubblicate finora

 
 
 

 
 
 

4) 1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA TERZA PUNTATA: 10 LUGLIO 1976 LA DIOSSINA DELL'ICMESA CONTAMINA IL TERRITORIO, POI IL SILENZIO DELLA MULTINAZIONALE, LA MORIA DI ANIMALI, LA CLORACNE.

3)  1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA SECONDA PUNTATA: L'ICMESA AVVIA LA PRODUZIONE DI TRICLOROFENOLO CON PROCESSO E IMPIANTO INSICURI

2) 1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA PRIMA PUNTATA: L'ICMESA DI MEDA INQUINÒ IL TERRITORIO SIN DAL SUO INSEDIAMENTO

1) PREMESSA 1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA


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