Il gruppo di SINISTRA e AMBIENTE opera a Meda, provincia di Monza e Brianza - MB.
Siamo un soggetto politico locale che lavora sul territorio, dicendo la nostra anche su vicende di politica nazionale ed estera.
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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare
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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA
A CAMBIARE IL PAESE
DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà,
sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche. Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.
"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa." (da Il mondo secondo Fo)
Il Comune di Brenna ha nei suoi confini un ampia fascia verde e boschiva caratterizzata anche da valli facenti parte del reticolo idrico minore del Tarò-Certesa tra cui il vallone di Brenna o valle della Roggia Vecchia..Tutte queste aree pregiate dal punto di vista naturalistico e ambientale sono parte della Brughiera. Il comune di Brenna, ha inizialmente appoggiato l'azione trentennale dell'allora denominato Comitato Parco Regionale Brughiera (ora Comitato
Groane-Brughiera di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte) per la creazione di un Parco Regionale sull'ecosistema Brughiera, facendo anche parte dell'omonimo PLIS. Venutasi a concretizzare l'opportunità dell' accorpamento con il già esistente Parco Regionale Groane, l'amministrazione di Brenna ha inspiegabilmente deciso di non aderire all'inclusione avvenuta nel 2017. Con lei anche Alzate Brianza, Capiago–Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio, tutti comuni parte dell’Area di Rilevanza Ambientale D10 della Brughiera.
Il Zoc del Peric è un PLIS di grande importanza, dove è presente una area umida ma che ha caratteristiche ecosistemiche differenti dalla brughiera oltrechè un grado di tutela più debole rispetto ad un Parco Regionale.
Il PLIS Zic del Peric
Sentiero nel vallone di Brenna
I gruppi ambientalisti dell'ambito Brughiera vorrebbero dunque far comprendere all'amministrazione di Brenna che la strada più logica e consona è ancora quella dell'adesione, con tutti gli ambiti verdi, al Parco Regionale Groane - Brughiera.
Un atto che consentirebbe oltrechè un inclusione ecosistemica totalmente compatibile anche una continuità territoriale con il PLIS "Zoc del Peric".
Certo sarebbe poi logico, importante e utile vedere in un futuro vicino un grande Parco Regionale con al suo interno anche il Zoc del Peric, così come gli altri comuni che ora si son chiamati fuori.
Un nutrito numero di gruppi ed associazioni del territorio della Provincia di Monza (tra cui le medesi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà) e di quella di Como su cui è allocato il Parco Regionale delle Groane e della Brughiera hanno stilato un comunicato/documento dove esprimono la loro ferma contrarietà al progetto che prevede la realizzazione di una tangenziale denominata "canturina bis" nel comune di Cantù.
Tratteggiato in rosso il tracciato della "canturina bis". In verde le aree boscate
Ancora una volta c'è chi pensa di risolvere i problemi di traffico con una nuova strada, anche questa come la tangenziale di Mariano Comense, dentro alcune aree libere e verdi della Brughiera, ora incluse in un Parco Regionale. Certo, opporsi alla realizzazione di nuove strade significa assumere una posizione difficile perchè molti vedono in questi progetti di tangenziali la soluzione al problema del traffico urbano che attanaglia il canturino e il comune di Mariano. Chi supporta questi nuovi tracciati stradali vuole spostare il traffico di attraversamento dalle zone centrali o da quelle problematiche incanalandolo su una bretella esterna e poco importa se così si andrebbero ad intaccare e a compromettere definitivamente zone verdi libere quali quelle della Serenza, da poco entrate a far parte di un Parco Regionale. Senza dimenticare che qualsiasi nuova arteria, nel tempo, non fa che richiamare nuovi volumi di traffico dimostrandosi quindi nei fatti non risolutiva dei problemi di viabilità. Sarà difficile ottenere ripensamenti e fare accantonare definitivamente queste facili "soluzioni" che raccolgono consensi trasversali. Certamente serviranno collegialità e condivisione tra i gruppi firmatari del documento poichè solo un'azione prolungata di tutti ci consentirà di ampliare il numero dei soggetti contrari alla realizzazione di questo nastro d'asfalto.
La Provincia di Monza e Brianza sta espletando la fase preliminare della Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) riguardante la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di MB per l'adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo (ai sensi della Lr 31/2014) e del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS). Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (con Sinistra e Ambiente di Meda parte attiva) sta seguendo da tempo tutti i passaggi formali che riguardano gli aspetti connessi alla gestione del territorio provinciale, cercando, laddove possibile, d'intervenire con propri contributi.
Il 24-9-2019, l'Osservatorio aveva già inviato alla Provincia di MB una serie di suggerimenti propedeutici al Documento di indirizzo per
l'adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo.
Ora si tratta di contributi al documento di "scoping" cioè l'elaborato "di orientamento" nel quale vengono espressi i fondamenti e le metodologie sui quali verrà costruito il Rapporto Ambientale (RA) e che contiene la ricognizione dei primi dati ambientali, dai quali derivano le criticità e le problematiche che il RA successivamente tratterà in modo dettagliato. Il documento di scoping riguarda anche l'iter di elaborazione e stesura del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), di cui sono fissati i Macro-obiettivi minimi obbligatori e i principali temi di approfondimento.
Va rimarcato che la Legge Regionale 31 sul consumo di suolo, non è particolarmente restrittiva, contiene moratorie e, pur essendo in vigore dal 2014, non ha certamente ne fermato ne rallentato l'aumento della cementificazione.
Nei giorni 20 e 21 settembre 2020, unitamente ad alcune elezioni regionali e comunali, si terrà il Referendum per confermare o meno la legge di riforma Costituzionale sulla riduzione del numero di Parlamentari eletti alla Camera e al Senato. Il numero dei deputati alla Camera scenderebbe dagli attuali 630 a 400 mentre i senatori da 315 a 200. Il Parlamento nelle sue due assise di camera e senato passerebbe da 945 a 600 membri, più i senatori a vita. Alla base di questa legge costituzionale, fortemente voluta dal movimento Cinque Stelle (M5S) c'è un rincorrere demagogico delle pulsioni di antipolitica presenti nel nostro Paese, un propinare una narrazione distorta su presunti sostanziosi risparmi sui costi della politica che tali non sono ma che, conti alla mano, appaiono decisamente insignificanti nel loro ammontare. Se consideriamo che, in base a quanto riporta il bilancio della Camera, nel triennio 2018-2020 per pagare indennità e rimborsi a 630 deputati lo Stato spende ogni anno 144,9 milioni di euro, ricaviamo un costo annuo di 230 mila euro a deputato. Una riduzione di 230 deputati creerebbe un risparmio potenziale di 52,9 milioni di euro ogni anno. Il Senato spende invece 249.600 euro l’anno per senatore. Un taglio di 115 membri di Palazzo Madama farebbe risparmiare circa 28,7 milioni di euro ogni anno. Si tratterebbe quindi rispettivamente del 5,5% delle spese totali di Montecitorio e del 5,4% di quelle di Palazzo Madama. Tra Camera e Senato, quindi, i risparmi sarebbero al massimo di 81,6 milioni di euro ogni anno. Questa cifra, rapportata al nostro debito pubblico, significa lo 0,005% e un seicentesimo scarso di quanto spende l’Italia ogni anno solo di interessi sul debito stesso. Se le intenzioni di chi ha supportato questa modifica costituzionale erano quelle del tagli dei costi, più efficace sarebbe stato agire sul dimezzamento delle cospicue indennità dei Parlamentari, azione che invece non è stata minimamente presa in considerazione.
Fortemente intaccato risulterebbe invece il diritto di rappresentanza dei cittadini italiani che vedrebbero drasticamente ridursi la possibilità di essere rappresentati in Parlamento da una persona da loro scelta.
L’Italia ha oggi, con 945 parlamentari eletti e 60,4 milioni di abitanti, un rapporto di 1 eletto ogni 64 mila persone.
Se passasse la riforma costituzionale, con 600 parlamentari eletti, avrebbe un rapporto di un eletto ogni 101 mila persone. Alla stessa stregua , i gruppi politici minori rischierebbero di non essere più presenti nel Parlamento. Nei fatti, tagliare il numero dei parlamentari comporterebbe il reclutamento di una classe politica più subalterna ad un "capo" sia nella definizione delle liste sia nella successiva fedeltà di mandato e meno legata al territorio.
La tanto disprezzata "casta" ne uscirebbe addirittura rafforzata.
Il problema del Parlamento è di natura qualitativa e non quantitativa ed è giusto chiedere di essere MEGLIO rappresentati mentre è dannoso essere MENO rappresentati.
LOZZA è un comune in Provincia di Varese con circa 1260 abitanti, una superficie di 1,71 km q. Ben il 50 % del suo territorio è occupato e martoriato da due cave insediate complessivamente su 86.000 mq (0,86 kmq). Nel piccolo comune passa ed è in esercizio da 5 anni la prima tratta della tangenziale di Varese, compresa nel progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda. Insieme alla realizzazione della tangenziale e nel quadro del progetto globale della Pedemontana, erano e sono previste le Compensazioni Ambientali, interventi che, nell’intento iniziale, avrebbero dovuto essere un tentativo di parziale ricucitura ambientale dei territori danneggiati dal passaggio dell’autostrada e delle due tangenziali, quella di Varese e quella di Como. Attualmente, dopo che gli elaborati sono stati discussi con i Comuni, probabilmente anche con l’avvicendarsi di diverse amministrazioni, ben poco e’ rimasto dei progetti originali, al punto che difficilmente si potrebbero definire questi interventi quali “opere di compensazione ambientale”. Come gruppi ambientalisti che da anni si occupano dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, tentando di contrastare l’assurda ostinazione a voler realizzare e completare un’infrastruttura inutile, dispendiosa e pesantemente impattante per il territorio, cerchiamo comunque anche di monitorare l’andamento e la concretizzazione di queste Compensazioni Ambientali, per verificarne la qualità e la loro effettiva attuazione. Per Lozza, le compensazioni ambientali inizialmente definite erano il Progetto Locale 41 che coinvolge anche i comuni di Varese, Vedano Olona, Malnate e Morazzone e il P.L. 41 bis riguardante il recupero delle cave De Luis e Premazzi. Il PL 41 è un intervento localizzato lungo l’asta dei fiumi Olona e Lanza, attorno al tracciato della ferrovia dismessa della Valmorea. Comprende due ambiti principali di intervento: uno lineare, centrato sul percorso ciclabile della Valmorea, ed uno areale che interessa la piana agricola fra Lozza, Vedano e Castiglione Olona. L’intervento sulla piana di Lozza prevedeva il proseguimento del percorso ciclabile lungo il tracciato della vecchia ferrovia, che trova un punto critico nel superamento dello snodo di Lozza e poi corre lungo il rettifilo della piana fino a rientrare a sud nella valle dell’Olona. Sempre analizzando il progetto, un primo intervento è la realizzazione di un doppio filare con una fascia a prato lungo la strada nord sud che incanala la visuale lungo il tracciato storico. Il secondo intervento è la creazione di un nuovo bosco nella porzione nord della piana ad ispessire la fascia di mitigazioni del tracciato autostradale e la vista dei capannoni esistenti a sud di Lozza.
Per Vedano Olona è prevista la riqualificazione di porzioni dei boschi sulla sponda est dell’Olona fra il fiume e l’abitato.
La misura compensativa PL 41 bis sulle cave consisteva nel ripristino della vegetazione delle aree di cava Premazzi (di circa 28.000 mq) e De Luis (di circa 58.000 mq). Nell’ipotesi progettuale iniziale v’era il riempimento delle cave con materiale di riporto o proveniente dagli scavi di APL, il recupero ambientale per una superficie di circa 37.000 mq, di cui 24000 a nuovo bosco e 10000 mq a prato arborato e due percorsi ciclo pedonali per una futura fruibilità di circa 500 metri per la ex cava Premazzi e di 300 metri per la ex cava De Luis. Questi erano i contenuti delle Compensazione ambientali riguardanti il comune di Lozza, inizialmente definiti nella fase di progettazione della Pedemontana. Ben diverso appare il progetto ora approvato e finanziato per Lozza, anche se viene ripresentato come Compensazione Ambientale conseguente alla realizzazione della tangenziale di Varese, opera viabilistica complementare all’autostrada Pedemontana. Infatti, a fronte del mutamento del territorio causato dalla realizzazione della tangenziale, l'Amministrazione è intervenuta nell’iter progettuale e procedurale chiedendo e scegliendo di eseguire le seguenti opere: Illuminazione pubblica viale del cimitero, Drenaggio idrico nelle vie Brianza e Veneto, Parcheggio V.le Brianza, Marciapiede in v.le Piave, Parcheggio in via Montello, Impianto fotovoltaico, Percorsi ciclo pedonali. Il tutto con un esborso per la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda decisamente contenuto pari a un milione e mezzo di euro. La cancellazione di 1500 mq di bosco per realizzare le ciclabili non verrà compensata poiché non è prevista, nel progetto elaborato dal Comune e da APL, alcuna nuova piantumazione.
Siamo ben lontani da quanto era stato definito nei progetti di Compensazione ambientale.
In Provincia di Monza e Brianza due sono le scadenze temporali che riguardano la gestione del territorio.
Il 12-8-020 è la data di scadenza per la presentazione di osservazioni/proposte sulla "Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante al PTCP in materia di infrastrutture per la mobilità" mentre il 10-09-020 è il termine limite per osservazioni/proposte per la "Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante del PTCP per l’adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo".
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva e propositiva) ha rilanciato il suo contributo collegiale su alcuni aspetti riguardanti le infrastrutture e la mobilità, chiedendo anche un differimento dei termini temporali a settembre al fine di consentire la presentazione di ulteriori e più approfonditi contributi.
A 44 anni dal disastro della diossina TCDD fuoriuscita dall'ICMESA, una videoconferenza è stata organizzata e proposta dal circolo di Legambiente di Seveso per ricordare il pensiero di Laura Conti, la Memoria e il tempo presente.
Hanno relazionato le docenti universitarie Laura Centemeri (Università di Marsiglia),
Monica Seger (Università William&Mary, Virginia) e Mariateresa
Muraca (Università degli Studi di Verona), insieme a Luana Zanella
(Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano di Simine (primo
presidente del circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso) e Alberto
Colombo (Sinistra e Ambiente di Meda).
LAURA CONTI partigiana, medico, ambientalista, politica e scrittrice, ha legato la sua storia e il suo agire alla drammatica vicenda del
10 luglio 1976 ove, la fuoriuscita di diossina TCDD dall'ICMESA di Meda
contaminò vaste porzioni del nostro territorio.
Le analisi, le ricerche e le pubblicazioni di Laura Conti sono state base e ispirazione per la consapevolezza e per le pratiche e le azioni ambientaliste per un Sapere diffuso che continuiamo a perseguire.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, ha partecipato tra i relatori alla videoconferenza del 10-luglio 2020 proponendo la continuità tra la Memoria, gli scritti e i lavori di Laura Conti sull'ambiente e lo sviluppo insostenibile con il tempo presente.
Un presente dove ancora, in nome dello sviluppo ad ogni costo e del profitto, si vogliono esporre nuovamente cittadini e cittadine al rischio diossina, realizzando un'autostrada laddove il suolo risulta ancora contaminato dalla Diossina TCDD del 1976.
Sotto le slide su cui abbiamo impostato il nostro intervento.
Vi proponiamo inoltre un contributo interessante di Massimiliano Fratter, cittadino di seveso e storico che su quel periodo e sulle cause del disastro ha elaborato molto materiale documentale scrivendo anche un libro.
SEVESO, QUANDO LA
STORIA NON INSEGNA
C'ero.
Ero un bambino in quel “caldo sabato di luglio” del 1976.
Un altro secolo.
Un'altra storia. Forse. E ho tre ricordi nitidi. Il giorno dell'incidente con
il fischio - durato alcuni secondi - e l'odore. Insopportabile. E che inquinò
l'aria per alcune ore, almeno fino a sera.
Il
secondo frammento risale a 10 giorni dopo, quando la notizia della fuoriuscita
della nube tossica dall'Icmesa è ormai di dominio pubblico e i miei genitori
decidono di “evacuarmi” (la mia famiglia non dovette lasciare la casa) e mi
portano dagli zii a Meda (!) ma a nord della fabbrica che si trovava proprio al
confine tra i due paesi.
Il vento, al momento della rottura del disco di
sicurezza (sicurezza di chi??) del reparto “B” soffiava in direzione sud,
sud-est. La zona dove abitavano i miei zii non era stata colpita. O, almeno,
non il 10 luglio 1976 perché l'Icmesa produceva e inquinava dal 1948 (i lavori
di costruzione dello stabilimento erano terminati un anno prima) e non c'erano
all'interno dei suoi obsoleti impianti tecnici ventilatori che potessero
dirigere gli inquinanti da Meda verso Seveso. Perché farlo poi?
C'era il fiume
dove scaricare tutto quello che era possibile scaricare e alle lamentele della
popolazione o delle autorità si rispondeva, spesso, con il denaro o con la
minaccia dei licenziamenti. E il posto di lavoro era “sacro” nell'Italia post
seconda guerra mondiale, nell'Italia degli anni '50. Nell'Italia del boom
economico. Oggi.
In fondo quando morivano le pecore o gli animali si pagava e
di tosse non è mai morto nessuno. Questi italiani! Sempre pronti alla lamentela
invece di ringraziare chi aveva portato denaro e benessere! E comunque
all'Icmesa non si inquinava! Parola di Givaudan Hoffman La Roche! Proprietari
che vivevano in Svizzera.
Dove ordine e pulizia sono valori Sacri. E per gli
ansiosi da presunto inquinamento c'era sempre il Valium (marchio registrato!)
perché Hoffman la Roche teneva (e tiene ancora!) alla salute. E al profitto.
L'ultimo
mio ricordo è legato al periodo successivo e che non può essere collocato in un
periodo preciso. Almeno nella mia mente. Un ricordo fatto di divise e tute.
Erano quelle dei soldati chiamati a pattugliare la zona più contaminata, la
“famigerata” zona A (c'era poi una zona B – non evacuata – e una zona di
Rispetto, con tracce minori di diossina. Io vivevo in quest'ultima area ed ero
“rispettato” quindi!). E quelle degli addetti alla bonifica.
Crescevo e loro
erano lì, parte integrante del mio, del nostro, quotidiano e raccontavano,
evidenziavano, una normalità “altra”. Durata, complessivamente, quasi 10 anni e
che via via cercava di riportare la città ad una vita normale con la fine dei
lavori di bonifica che terminano con la nascita del Bosco delle Querce, avvenuta
nel 1983 e i lavori di costruzione del parco terminati tre anni dopo, nel 1986.
Sono
rimasto. E, poco più ventenne, siamo all'inizio degli anni '90 dell'altro
secolo, incontro un piccolo gruppo di donne e uomini che hanno deciso di
impegnarsi per il bene della Città “adottando” un'area degradata, il Fosso del
Ronchetto.7,5 ettari lontani dal Bosco
delle Querce ma che rappresentano il desiderio di prendersi cura della città
dove vivono. Seveso, appunto. Sono le socie e i soci del locale circolo di
Legambiente, dedicato a Laura Conti, medica e all'epoca dell'incidente
consigliera regionale in Lombardia e molto vicina alla Comunità.
Lei che arriva
da Milano per cercare di comprendere. Per aiutare. Per proporre. Amata dapochi. Avversata da molti. Lei, donna dalle
posizioni forti e dalle parole chiare su molti temi che la democristiana
Brianza bianca non vuole ascoltare. Di cui non si deve parlare. Meglio tacere.
E lasciar passare il tempo.
E dimenticare: “Un anniversario da dimenticare”.
Così “Il Cittadino”, il settimanale locale cattolico più letto all'epoca,
ricordava il ventesimo anniversario dell'incidente, il 10 luglio 1996. Le
amiche e gli amici del Circolo sostengono invece che la rielaborazione di ciò
che è accaduto nel 1976 e le sue conseguenze è un opportunità di crescita e di
cura di una Comunità ancora dolente.
Nonostante la voglia di rimozione.
Crediamo, perché anch'io mi iscrivo a Legambiente, che la Storia sia uno
strumento di sollievo e alla fine del secolo iniziamo ad elaborare un progetto
che diverrà poi la colonna portante di un percorso durato più di 15 anni. Nasce
il “Ponte della Memoria”. Iniziamo a ricostruire l'archivio sociale della
“vicenda Seveso”. Ascoltiamo storie. Raccogliamo storie. Raccontiamo la Storia.
Entriamo
al Bosco delle Querce. Il parco è aperto al pubblico dal 1996 ma quasi nessuno
lo frequenta. All'inaugurazione l'allora presidente regionale Roberto Formigoni
parla davanti al deserto (tranne le cosiddette Autorità e pochi obbligati non
c'è praticamente anima viva).
Il parco è una sorta di “non luogo”. Io stesso
che abito a poche centinaia di metri dall'ingresso non ci sono mai entrato.
Con
il “Ponte della Memoria” inizia un percorso di rielaborazione e
riappropriazione che porterà alla vera e propria apertura del Bosco nel 2004,
quando, davanti a centinaia di sevesine e sevesini (durante la giornata poi
continuo fu l'afflusso per visitare il percorso appena aperto), viene
inaugurato il percorso della Memoria all'interno del parco, undici pannelli per
non dimenticare. E sonotante le persone
che negli anni donano all'Archivio i propri documenti. Le scuole iniziano a
chiedere di essere accompagnate al Bosco per conoscere. E il progetto trova il
sostegno istituzionale del Comune di Seveso e della Fondazione Lombardia per l'Ambiente,
la Fondazione nata nel 1986 proprio per valorizzare l'esperienza di Seveso e
che, per la prima volta, sostiene economicamente un progetto per la Comunità.
Meglio tardi che mai.
Oggi,
dopo tanti anni dedicati allo studio e alla valorizzazione della Storia della
mia città, sono “lontano”.
Non
racconto più Seveso. E nemmeno il Bosco delle Querce. Altri, se vorranno,
potranno continuare. Non può esistere una narrazione esclusivamente individuale
di una Memoria collettiva. E nemmeno una sorta di unica “voce ufficiale”.
Certamente
c'è, a Seveso, ancora molto lavoro da fare affinché quanto seminato con il
Ponte della Memoria continui a dare buoni frutti.
Da coltivare e per compiere,
finalmente, altri passi in avanti e senza omertà o silenzi rispetto anche agli
angoli meno chiari della vicenda.
O a
quelli, volontariamente, taciuti anche dal sottoscritto – all'epoca
responsabile del Progetto - perché non si dovevano alterare alcuni equilibri
“sensibili”. Il Ponte era sostenuto dal Comune. Dalla Fondazione. La Brianza ha
cambiato colorema è solo un'apparenza
perché nella propria intimità è sempre rimasta Bianca. Cattolica.
Reazionaria.Ed è meglio non stimolare
nervi ancora scoperti come i risarcimenti o l'aborto (nel 1976 in Italia
l'aborto non era ancora legale ma nella Bianca Seveso furono autorizzati gli
aborti “a scopo terapeutico” con le donne che sceglievano questa strada
sottoposte ad un vero e proprio processo, quasi una tortura. Senza possibilità
di assoluzione.).
Tutto
è Passato. Andiamo avanti. Fino ad un certo punto perché il processo di
pacificazione non troverà pieno compimento fino a quando non si deciderà di
saturare tutte le ferite. Senza tacere. Con i contributi di tutti. Di tutte.
Senza
dimenticare il pericolo che, silenziosamente, incombe sulla Comunità: quello di
un'autostrada che vorrebbe passare dove oggi c'è il Bosco delle Querce.
Sbancare i terreni mai bonificati. Quelli un tempo classificati in “Zona B” e
dove, sotto, si trova la cancerogena diossina. Riportare a Seveso le tute
bianche visto che all'interno del cantiere si dovrà operare in sicurezza.
Quando
scrivo queste righe (giugno 2020) ci sono il progetto definitivo e la volontà
politica di Regione Lombardia ma, per fortuna, non ci sono ancora i fondi.
E,
nel frattempo,osservo il mio territorio
dove, nel bene e nel male, ci sono le mie radici.
La mia vita. E sono
preoccupato. E mi chiedo se tutto quello che abbiamo costruito negli anni sia
stato utile perché, se dovesse concretizzarsi lo scenario devastante
dell'autostrada Pedemontana Lombarda, dovremo rivivere la Storia.
Calerà il
buio. Tornerà per noi l'incubo. E sarà una tragedia. Tutta italiana questa
volta.
Massimiliano Fratter autore del libro "Memorie sotto il bosco"
Il 23-06-020, applicando le precauzioni di distanziamento, s'è tenuta a Monza la conferenza stampa del Coordinamento ambientalista Osservatorio Ptcp di MB e dei Comitati monzesi per promuovere l'adesione di Monza (con le aree verdi del Villoresi, di S. Fruttuoso e del Casignolo) al PLIS Grugnotorto - Villoresi - Brianza Centrale (GRuBRia).
da sx: Maddalena Viola (Legambiente Circolo di Monza), Giorgio Majoli (coord. Osservatorio Ptcp), Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente Meda e coord. Osservatorio PTCP di MB ), Giacomo Correale
(Comitato via Boito e Comitati di Monza).
Alla stampa è stato consegnato il comunicato unitario ed è stata data l'informazione che la petizione on-line ha raccolto l'adesione di 1076 cittadini che vogliono Monza nel PLIS GRuBRia.
La petizione, con l'elenco dei sottoscrittori, è stata protocollata presso gli uffici del Comune di Monza affinchè Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali ne prendano visione.
Ad aprile ci siamo occupati delle ultime comunicazioni riguardante il Progetto Operativo di Bonifica Revisionato (POB) e dei connessi pronunciamenti di ARPA, Provincia di MB, Comune di Cesano che nei fatti "prendevano atto dei riscontri alle prescrizioni" presenti nell'ultima versione del POB, definito "revisionato", a loro presentato.
Per completare la nostra documentazione mancavano il testo e tutti gli allegati del POB Revisionato.
Dopo un accesso agli atti presso una delle amministrazioni interessate e dopo una lettura dello stesso, di informare sui contenuti effettivi del POB Revisionato, presentato e protocollato da APL nel gennaio 2020.
Cercheremo di dare una sommaria descrizione delle modifiche (poche) e degli aggiornamenti apportati, traendoli direttamente dalla lettura dei documenti ufficiali.
Ci sembra, con ciò, di fare un servizio utile, mentre ancora una volta prendiamo atto
che le amministrazioni locali non hanno messo alcuna cura nel cercare di dare un'informazione
trasparente e non hanno ancora pubblicato nulla in merito al progetto di
bonifica.
Come era prevedibile, le modifiche e le integrazioni al POB iniziale presentato in Conferenza dei Servizi ne lasciano immutata l'impostazione e le scelte e riguardano le poche richieste portate alla discussione dai Comuni (Seveso, Cesano Maderno, Desio, Barlassina, Bovisio Masciago - Meda non ha formulato alcuna richiesta), le prescrizioni dall'Azienda Regionale Protezione Ambientale (ARPA), dell'Agenzia di Tutela della salute (ATS) e della Provincia di Monza e Brianza (MB).
Rimangono senza variazione il numero degli 8 lotti da bonificare (lotti 1, 2, 2A, 3, 3A 4, 5, 6 ) per un volume totale, ora corretto, di 39.927 m3 e una quantità pari a 71.870 tonnellate di terreno contaminato da asportare. Il costo stimato è stato ora quantificato in 10.872.080 euro.
E' stata aggiornata la cartografia che sotto pubblichiamo in un unica mappa riassuntiva.
ATTIVITÀ DI APPROFONDIMENTO ANALITICO SU AREE AGGIUNTIVE
Su segnalazione della Provincia di MB e per prossimità a due punti con valori superiori alla soglia dei 10 ng/Kg, sono state identificate due nuove aree sorgente di contaminazione nel lotto 2 (area 8A con contaminazione nel Top Soil e area A45 contaminata nel livello intermedio).
Tuttavia, su dette aree, APL intende effettuare ulteriori indagini chimiche per confermarle o meno quali aree da bonificare.
Conseguentemente ad un campione di omologa del terreno per identificarne la tipologia ai fini di rifiuto (non quindi della caratterizzazione), l'area sorgente derivatane, viene inclusa all'interno dell'area 8B nel lotto 2.
Nel testo viene ufficializzato il già noto diniego rispetto all'osservazione avanzata dai Comuni di Cesano Maderno- Bovisio Masciago - Seveso - Barlassina - Desio in sede di CdS del 17/09/2019 sulla possibilità di estendere il franco di sicurezza sulle aree contaminate nell'intermedio con un'asportazione aggiuntiva fino a 50 cm oltre al previsto.
APL ha specificato che "non si ravvisa la necessità di approfondire a priori il fondo scavo di tutte le aree intermedie oltre i 20 cm di franco cautelativo già considerato. I fondi scavo saranno oggetto in ogni caso di collaudo: in caso di presenza di collaudi non conformi, si provvederà ad approfondire il fondo scavo".
ADEGUAMENTI E INTERVENTI RISPETTO ALL'ANALISI DI RISCHIO
Alcuni aggiustamenti marginali sono stati attuati nel documento dell'Analisi del Rischio.
Su osservazione della Provincia di MB che chiedeva chiarimenti, l'area A25, dove è prevista la realizzazione di una duna/terrapieno, è ora definita "accessibile ma non fruibile a fini ricreativi".
Sull'area, con contaminazione nel solo livello di suolo intermedio, verrà comunque asportato il Top Soil anche se pulito e successivamente posato il geotessuto per attuare la separazione con l'intermedio contaminato. Si provvederà poi al posizionamento del terreno conforme alla tabella A (10ng/Kg) utile sia per ripristinare il Top Soil sia per realizzare la duna. Lo strato intermedio pur se contaminato non verrà dunque rimosso.
Sulle aree A28 e A33 con contaminazione nel livello intermedio da 0,5 a 1 mt - trattasi di AREE DI CANTIEREvalutate anche nell'analisi del rischio - dopo la rimozione dei primi 0,5 mt di terreno e prima del rinterro con nuovi 0,5 mt conformi, verrà steso uno strato di geotessuto (prima non previsto) a separazione dalla parte contaminata sotto i 0,5 mt che rimarrà in loco.
ATTIVITÀ DI APPROFONDIMENTO ANALITICO SULLE AREE MEDESI A5, A24, A3
E' confermata la decisione sulle aree A5 e A24 (Lotto 1) poste nell'alveo del torrente Certesa a Meda, che, pur comprese nelle superfici contaminate nel Top Soil, saranno assoggettate a bonifica solo se le indagini chimiche integrative di dettaglio, preliminari e propedeutiche al progetto esecutivo autostradale, rileveranno il superamento della soglia di contaminazione di colonna A (10 ng/kg).
Per queste aree, nel POB revisionato si prevedono 2 punti di indagine (invece del singolo punto previsto nel POB precedente) per ogni area tramite la realizzazione di
trincee esplorative spinte fino alla profondità di 2 m dal piano campagna (PC). Verrà ubicato almeno un punto d'indagine per ogni sponda del torrente Certesa.
Stessa cosa dicasi per l'area A3 (Lotto 1) posta sulla scarpata dell'attuale svincolo medese dove si prevedono 2 punti di indagine tramite campionamento manuale fino ad un massimo di 1 m da p.c. Per ogni punto d'indagine sono previsti 2 campioni
rappresentativi dello strato Top Soil (0,00-0,20 m) e dello strato intermedio
(0,20-1,00 m);
Anche sulle aree A8A e A45 si prevedono 2 punti di indagine con trincee esplorative spinte fino alla profondità di 2 m da p.c.. Al fine di indagare nel dettaglio tali aree, per ciascun punto di indagine si prevede il prelievo di n.3 campioni rappresentativi dello strato Top Soil (0,00 - 0,20 m), dello strato intermedio (0,20 - 1,00 m) e dello strato profondo (1,00 - 2,00 m).
Tutte queste attività di indagini integrative sulle aree A3, A5 e A24 ed A8A+A45, saranno eseguite in contraddittorio con ARPA, così come richiesto dalla Provincia di MB e dai Comuni.
GESTIONE E CARATTERIZZAZIONE DEL TERRENO ASPORTATO
I terreni contaminati del Top Soil saranno gestiti e allocati separatamente dai terreni contaminati dello strato Intermedio.
Sono aumentati i campionamenti per la caratterizzazione a banco del terreno prima del suo invio in discarica, passando dagli inziali 192 campioni totali agli attuali 263 campioni totali.
FASE DI COLLAUDO DELL'AVVENUTA BONIFICA
Per quanto concerne il collaudo dell'avvenuta bonifica sulle aree scarificate, all'osservazione della Prov. di MB e dei Comuni di effettuare campionamenti di verifica dell'avvenuta bonifica anche sulle pareti di scavo delle aree Top Soil, la risposta di APL rimanda tutto ad una valutazione con i tecnici ARPA "ed esclusivamente qualora ARPA ritenga in sede di collaudo necessario procedere al prelievo dei campioni in tal senso".
La richiesta dei comuni di non utilizzare l'escavatore per effettuare i campionamenti di collaudo è rimandata a decisioni "condivise con ARPA preliminarmente all'esecuzione ".
GESTIONE DEI PRESIDI AMBIENTALI E DEL TRASPORTO DEL TERRENO CONTAMINATO
Per quanto concerne le indicazioni dell'ATS che chiedeva il mantenimento costante in funzione di tutti i presidi ambientali (nebulizzatori cannon fog, bagnatura piste di cantiere etc.) durante tutte le fasi di lavorazione, scotico, caricamento e movimentazione, APL ha risposto genericamente che "la frequenza di attivazione sarà stabilita in corso d'opera" precisando che "L'approntamento di eventuali presidi aggiuntivi sarà valutato sulla base degli esiti delle analisi previste dai monitoraggi della qualità dell'aria eseguiti nel corso delle attività."
Qualche cautela aggiuntiva per evitare la diffusione e il trasporto involontario di terreno contaminato verrà presadentrole aree di scavo, dove per evitare il contatto tra le ruote dei mezzi e il terreno contaminato, gli stessi transiteranno su piste di frantumato poste sopra il terreno e separate tramite geotessuto dal suolo sottostante. Gli escavatori utilizzati saranno caricati direttamente su autocarri per il trasporto da un'area all'altra di intervento (o area tecnica), senza il contatto su strada pubblica dei cingoli/ruote. Il trasferimento tra diverse aree di scavo e l'uscita, qualora non direttamente collegata alla viabilità pubblica, avverrà su piste di cantiere.
Sotto il documento che illustra il Progetto Operativo di Bonifica Revisionato redatto nel dicembre 019 dopo la Conferenza dei Servizi.
NOSTRE CONSIDERAZIONI
Come è noto, la soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) attuerà la bonifica solo quando entrerà in possesso delle aree ove passerà il tracciato dell'autostrada.
Al momento, non vi sono risorse economiche per completare la tratta B2 e C dell'infrastruttura ed è stata attivata una "manifestazione d'interesse" per trovare finanziatori.
Come prospettavamo nei precedenti post informativi ora c'è la conferma che i contenuti del Progetto Operativo di Bonifica (POB) revisionato poco si discostano dalla precedente versione, dettata principalmente da esigenze di contenimento della spesa.
Restano inalterati i nostri dubbi sul POB, già espressi prima della Conferenza dei Servizi con una lettera ai Sindaci e un giudizio di insufficienza.
Continuiamo ad auspicare e ad operare affinchè si rinunci al completamento dell'autostrada Pedemontana, sopratutto ora che le difficoltà economiche conseguenti all'emergenza del Covid 19 cominciano a farsi sentire e incideranno pesantemente nell'immediato futuro.
Sinistra e Ambiente Meda e Circolo Legambiente Seveso "Laura Conti"
Tra le attività del coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB, soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza (tra loro Sinistra e Ambiente di Meda), vi è anche quella di analizzare (laddove possibile) e valutare procedimenti di politica urbanistica dei Comuni del territorio.
L'OSSERVATORIO PTCP ha dunque protocollato una serie di osservazioni al Piano d'Intervento Integrato, riguardante l'area ex tessitura Schiatti nel Comune di Lentate sul Seveso.
Le osservazioni saranno, unitamente ad altre presentate dai gruppi di opposizione, dal locale Comitato Schiatti e da singoli cittadini, valutate e discusse in Commissione e in Consiglio Comunale in occasione dell'iter di approvazione.
E' un PII che non convince, adottato in fretta e furia dalla Giunta della sindaca Laura Ferrari con contenuti che, se approvati e realizzati, inciderebbero pesantemente sulla configurazione urbanistica di Lentate sul Seveso.
Quella dell'Osservatorio PTCP è stata un'attività generosa di analisi
approfondita e senza primogeniture di sigle. Chi ci ha lavorato ha scelto la
collegialità evitando la presentazione di osservazioni distinte e separate da parte dei gruppi ambientalisti.
IL
COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
CONTRARIO AI
CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO (PII)
SULL’AREA
EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP
di MB (soggetto
al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza), è stato
coinvolto per valutazioni su di un Piano Integrato d’Intervento (PII) elaborato
in fretta e furia dalla giunta di Lentate sul Seveso. Si tratta del PII
riguardante l’area dismessa ex Schiatti, dove era attiva un’industria tessile nata
nei primi anni del ‘900 e ora realtà concreta di archeologia industriale segnalata
come tale, nel 2015, dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Il sito è posto in posizione centrale e potrebbe costituire
una cerniera, attraverso alcuni percorsi ciclabili, anche col Parco delle
Groane e alcuni edifici pubblici, salvaguardando gli immobili per
l’indiscutibile valore storico, testimoniale, urbanistico e sociale.
Purtroppo nulla di queste peculiarità è stato oggetto di ispirazione
nell’elaborazione della proposta del PII adottato (con esigua maggioranza) dal
Consiglio Comunale con deliberazione n. 22 del 19 marzo 2020.
Tutto viene demolito per fare spazio al solito capannone commerciale
sede dell’ennesimo supermercato. Viene inserita anche una Residenza Socio
Assistenziale (RSA) con un progetto altrettanto anonimo che potrebbe essere
realizzato identico altrove, ma non così in un nucleo di antica formazione.
Scompare la memoria storica e nulla di quegli edifici viene mantenuto
e salvaguardato.
Il progetto adottato creerebbe un “non luogo” incapace di cogliere gli
aspetti storici, urbanistici e sociali, collocandovi una funzione commerciale
inutile e dannosa soprattutto per il piccolo commercio di vicinato che ancora
permane in quella parte del comune.
Il progetto non è nemmeno stato sottoposto alla procedura di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS) così come richiesto dalla Provincia di
MB.
Abbiamo pertanto elaborato e protocollato 9 osservazioni che dovranno
essere vagliate dall’amministrazione e discusse in sede di Consiglio Comunale.
Due osservazioni chiedono di non approvare il PII, così come adottato, per l’incompatibilità del PII stesso rispetto al valore storico e architettonico della struttura tenendo invece in considerazione le richieste puntualidal locale Comitato Area
Schiatti, promotore diuna petizione
online.
Altre due osservazioni riguardano gli aspetti agronomici e la tutela
del verde lì esistente. Si fa richiesta di una dettagliata relazione agronomica
con una perizia sulle condizioni degli alberi presenti e la valutazione della
qualità del patrimonio arboreo nonché la conservazione delle essenze esistenti e
la loro valorizzazione per l’importanza ambientale e storica.
L’inserimento nel PII di una nuova media struttura di vendita (in una
zona già satura di tali strutture) desta ulteriori preoccupazioni: per la
viabilità, per l’inquinamento acustico e atmosferico da traffico indotto e per
le ricadute negative sui negozi di prossimità. Questo ci ha portato a formulare
tre osservazioni che sollecitano relazioni d’approfondimento su queste
criticità, non trattate nella documentazione del PII adottato.
Importanti le ultime due osservazioni con la richiesta di annullamento della deliberazione del CC n. 22/2020, il riavvio del procedimento assoggettando il progetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). E’ stata infatti riscontrata
la mancata stesura della (VAS) pur richiesta dalla Provincia di MB e anche ai
sensi della LR 12/2005 che lo prevede qualora, come avvenuto nel caso in esame, si attuino
varianti al Documento di Piano che è atto costitutivo del Piano di Governo del
Territorio (PGT) vigente.
13-05-2020
IL COORDINAMENTO
AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCPDI MB
Da alcuni giorni si parla, si scrive e si dibatte sull'opportunità di regolarizzare un certo numero di lavoratori e lavoratrici che lavorano come braccianti nel settore agricolo (immigrati ma anche italiani senza tutele contrattuali) e come badanti nell'assistenza degli anziani.
Per quanto riguarda i migranti, la proposta al vaglio del Governo intende concedere loro un permesso temporaneo, rinnovabile per un periodo predeterminato.
Il numero stimato totale delle persone interessate è di circa 600.000 .
E' una proposta timida e incompleta poichè le condizioni in cui lavorano questi braccianti sono veramente pesanti, inumane e di degrado, con orari di lavoro massacranti, con l'emarginazione in alloggi di fortuna, in fatiscenti masserie isolate, in baraccopoli improvvisate quasi sempre senza acqua, senza elettricità e con pessime condizioni igieniche e senza alcuna tutela sanitaria
Eppure, sono queste persone che con il loro lavoro, sottopagati e ricattati dai "caporali" e da imprenditori senza scrupoli, consentono a tutti noi di avere cibo in tavola.
Per loro, ultimi tra gli ultimi, i due gruppi medesi di SINISTRA e AMBIENTE e di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ hanno aderito ad un appello promosso nella Provincia di MB dalla rete 23 Marzo Brianza Accogliente e Solidale.
Un appello affinché la regolarizzazione dei lavoratori migranti possa:
essere aperta a tutti coloro che versano in una condizione di irregolarità o che siano titolari di permessi non rinnovabili o convertibili
non sia vincolata alla stretta titolarità di un rapporto di lavoro
preveda requisiti di accesso semplici e chiari.
Solo così si potrebbero evitare le problematiche già vissute in passato e che il provvedimento stesso si trasformi in una farsa discriminatoria e ingiusta.
Per aderire alla Rete oppure semplicemente all'Appello puoi contattare:
Uno dei principali nodi da risolvere in questa fase critica di gestione dell'emergenza Covid 19 è connesso alla gestione della mobilità.
La prima fase, il "lockdown" ha inciso pesantemente sugli spostamenti - pochissimi quelli consentiti e solo per comprovate necessità.
Con l'avvio della "fase 2" le incognite e le situazioni di rischio che potrebbero innalzare il numero dei contagi e dei morti sono molte e questo passaggio va attuato con estrema attenzione e cautela.
Sono pertanto da irresponsabili le pressioni esercitate per "aprire tutto" anche laddove le condizioni di sicurezza e le misure di prevenzione risultano di difficile applicazione.
Critica è e sarà la situazione dei traporti collettivi con l'apertura di aziende grandi e piccole e il ritorno al lavoro di milioni di persone.
Proprio sui trasporti e sulla mobilità è centrato l'articolo di Anna Donati - tratto da Sbilanciamoci - dove vi sono sia elementi d'informazione sia proposte per una mobilità sostenibile.
Accupiamo dunque il nostro tempo libero con una attenta lettura, visto che gli spunti di riflessione sono molti.
C'è un appuntamento che anche quest'anno non possiamo mancare: il 25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE.
Ancora una volta dobbiamo esserci, nonostante il dramma dell'epidemia di Covid 19 che sta colpendo il nostro Paese e il Mondo intero portando lutti e difficoltà tra le persone.
Così, anche se purtroppo quest'anno non potremo essere nelle piazze, facciamoci comunque sentire.
Facciamoci sentire perchè questa è la festa per ricordare chi s'è schierato dalla parte giusta e ha combattuto, con generosità e sacrificio, contro gli orrori del nazifascismo.
Facciamoci sentire contro tutti i miserabili tentativi di sminuire e negare il ruolo della Resistenza, di offuscare questa celebrazione, di riscrivere la Storia.
Continuiamo in questo giorno e nella quotidianetà della nostra vita a ribadire che il fascismo, il razzismo, la discriminazione non possono e non devono essere tollerati.
Vi proponiamo il contributo della Presidente della sezione ANPI di Seveso (sezione frequentata anche da cittadini medesi).
Facciamoci sentire e il 25 aprile alle 15.00, si suona, si canta, si diffonde BELLACIAO in ogni casa (magari con una bella bandiera dell'ANPI sul balcone o alla finestra).
Ci siamo e ci saremo sempre. Viva il 25 Aprile, Viva la Resistenza.
E' passato del tempo da quando l' 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l'ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il citato Decreto Regionale ha formalizzato i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
I gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e il circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno pertanto chiesto al Consigliere Regionale dell'M5S Marco Fumagalli, sempre disponibile a fornirci supporto, di verificare se nel frattempo sia stata elaborata un'integrazione al Progetto Operativo di Bonifica, così come previsto nel Decreto Regionale 14639.
L'accesso agli atti ci ha reso edotti che il Progetto Operativo di Bonifica Revisionato è già stato elaborato ed è stato acquisito ai protocolli degli Enti e delle Amministrazioni interessate sin dal 20 dicembre 2019.
Alcuni enti (ARPA, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Cesano Maderno) si sono già espressi "prendendo atto dei riscontri alle prescrizioni".
Successivamente – per la precisione, il 12-3-2020 - la Direzione Generale Ambiente, Clima e Bonifiche di Regione Lombardia ha trasmesso la sua nota ad APL, CAL, ARPA, ATS, Provincia di MB, Comuni di Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio, Parco Reg. Bosco delle Querce e altri uffici regionali.
Nella nota degli uffici di Regione Lombardia, si certifica che il Decreto regionale 14639 non necessita di
modifiche e integrazioni.
Nei fatti risulta dunque pressochè chiusa la fase di elaborazione del Progetto Operativo di Bonifica, fatto salvo l’adeguamento delle garanzie
finanziarie, in riferimento all’aggiornamento del quadro economico del progetto connesso ad un aggiustamento del quadro economico (spesa stimata per il POB salita ora a circa 10,2 milioni di euro).
L'accesso agli atti in Regione Lombardia non ci ha consentito di avere, al momento, disponibilità del Progetto Operativo di Bonifica Revisionato. Il progetto è protocollato e depositato in formato cartaceo e CD presso gli uffici regionali e dei Comuni ma non è accessibile in Regione poichè "stante le disposizioni impartite dal Segretario generale della Giunta
regionale in merito alle modalità organizzative straordinarie legate
all’emergenza Covid-19, non risulta al momento possibile accedere da
parte del dirigenti e funzionari della Struttura Bonifiche agli uffici
per effettuare la copia del progetto richiesto e dei relativi allegati".
Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno nel frattempo provveduto ad avanzare richiesta di accesso agli atti presso i Comuni di Seveso e Cesano Maderno auspicando tempi più celeri per ottenerne copia.
Sui contenuti del Progetto Operativo di Bonifica s'erano insieme espressi Sinistra e Ambiente di Meda, il Circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso, Legambiente
Lombardia e il Dr. Edoardo Bai dell'Associazione Medici per
l’Ambiente - ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia, presentando ai Comuni una serie di dettagliate osservazioni congiunte, purtroppo non valutate con la dovuta attenzione. (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI).
Sembra che le istituzioni locali si siano accontentate di un Progetto Operativo di Bonifica dettato principalmente da esigenze di "risparmio". Rammarica poi constatare il loro adeguarsi alla modalità opaca con cui Regione Lombardia fa procedere l'iter di Pedemontana, comprensivo del Progetto Operativo di Bonifica, non sentendosi in dovere di tenere costantemente informata la cittadinanza sui contenuti di questa importante procedura che si concretizzerà, pesando sulla vita quotidiana e probabilmente anche sulla nostra salute, qualora APL trovasse i fondi per il completamento dell'inutile e impattante autostrada.
Intanto, all'oggi, sulla pagina dedicata del Comune di Seveso (vedi sotto) solo titoli ma .... nessun documento.
Anche altrove, sui siti di comunicazione ufficiali, il nulla.
Sinistra e Ambiente Meda e Circolo Legambiente Seveso "Laura Conti"