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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 30 gennaio 2026

BONIFICA DA DIOSSINA SULLA TRATTA B2 DI PEDEMONTANA: QUALCHE AGGIORNAMENTO

In qualità di gruppi ambientalisti e liste civiche (Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) presenti al Tavolo Permanente sulla Bonifica da Diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana, torniamo a informare in merito ad alcuni aggiornamenti.
Attualmente quasi tutte le aree contaminate a Meda (Lotto1), Seveso (Lotto 2, 2A) e Cesano Maderno (Lotto 3, 3A, 4, 5 e 6) sono state scarificate nello strato superficiale dei primi 20 cm (TOP SOIL) e laddove previsto, nello strato INTERMEDIO sino a 50 cm o sino a 120 cm.

Oltre a quanto già da noi precedentemente pubblicato su: 

BONIFICA DA DIOSSINA: MENTRE ALTRE AREE SORGENTE NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI COLLAUDO, PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA CONTINUANO AD ESSERE RETICENTI NELL' ESAUDIRE LE RICHIESTE DOCUMENTALI

 

PEDEMONTANA E BONIFICA DA DIOSSINA: MOLTE CELLE DELLE AREE SORGENTI NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI CONFORMITÀ

 

BONIFICA DA DIOSSINA: I DATI DI ARPA NON CONVALIDANO 2 DEI PRIMI 3 COLLAUDI

le analisi ARPA e di Parte nel LOTTO 3A a Cesano Maderno, hanno evidenziato il NON RAGGIUNGIMENTO DELL'OBIETTIVO DI BONIFICA di 10 ng/KG su altre due aree sorgenti.

Nel dettaglio: 

Area sorgente 19A:  NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 37
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 9,6 - 11,7

Area Sorgente 33NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA ancora non disponibili 
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 75 - 98 - 90 - 11,6  - 26,8 24 - 29,6 - 26,7  - 12,9 - 29 - 15 - 16,2 - 27,4 - 15,9 - 19 - 22,1 - 17,8 - 17 - 19,2 - 13,8 - 12,4 - 10,9 - 17,5 - 29.4 - 16,7 - 15 - 16,2 - 27,4 - 15,9 - 19 - 22,1 - 17,8 - 17 - 19,2 - 13,8 - 12,4 - 10,9 - 17,5 - 29,4 16,7.
2 non conformità che vanno a sommarsi a quelle certificate precedentemente.

LE QUANTITÀ DI TERRENO CONTAMINATO ASPORTATO
In data 12 gennaio 2026, a distanza di quasi 2 mesi dalla nostra formale richiesta, ci è giunto il riscontro dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con le tabelle relative alla quantità di terreno sinora avviato a smaltimento per tipologia di discarica e connesso elenco degli impianti utilizzati, suddiviso in base ai due operatori incaricati dell'intervento di bonifica.
I dati coprono le operazioni di bonifica sino al 30-11-025.
Nel frattempo c'è stata qualche ulteriore asportazione di terreno contaminato sul Lotto 1 a Meda. 

UNA ULTERIORE NOSTRA NOTA A PEDEMONTANA
L'informazione ha confermato quanto già a nostra conoscenza grazie ai Piani di Smaltimento ottenuti con accesso agli atti presso altro soggetto e ci ha spinti a chiedere ulteriori delucidazioni con una nota inoltrata a Pedemontana in data 23-01-2026.

Nella nota abbiamo chiesto un approfondimento sul destino del terreno classificato per “Discarica Non Pericolosi” pari a 7.917,82 tonnellate, inviato alla soc. VITER S.r.l. che, dal suo sito on line,  risulta titolare di due impianti a Saronno (VA), uno in via H. Grieg 87 (per Rifiuti Speciali Pericolosi e non)  e uno in via H. Grieg 71 (per Rifiuti Speciali Non Pericolosi) dove, secondo il Piano di Smaltimento, è stato inviato il terreno. 
Entrambi i siti risultano però adibiti PER IL TRATTAMENTO e non per lo stoccaggio.
Auspichiamo un chiarimento in merito.

Abbiamo anche ritenuto opportuno far rilevare e rimarcare alcune incongruenze concentrate nell'operatività del Lotto 1 di Meda per l'assenza di alcuni presidi precauzionali precedentemente dichiarati dalla soc Autostrada Pedemontana Lombarda durante gli incontri pubblici illustrativi della Bonifica.

Considerando poi il rilevante numero di celle e di conseguenza di aree sorgenti che non hanno raggiunto l’obiettivo di bonifica, sono stati chiesti ragguagli specifici rispetto ai piani di intervento e al crono programma operativo su queste aree.

giovedì 22 gennaio 2026

1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA PRIMA PUNTATA: L'ICMESA DI MEDA INQUINÒ IL TERRITORIO SIN DAL SUO INSEDIAMENTO

Per la prima puntata nell'ambito del 50° anniversario del disastro Diossina fuoriuscita dall'Icmesa, fabbrica del gruppo Givaudan-Hoffmann-La Roche, vogliamo cominciare occupandoci delle vicende di questa unità produttiva a partire dal suo insediamento a Meda, nel 1945. 
Già da subito, con l'avvio delle produzioni di prodotti chimici di base, fu evidente l'impatto sull'ambiente causato da lavorazioni insalubri, da distruzione incontrollata dei residui, da scarichi e sversamenti che contaminarono le acque, il suolo e l'aria.

L'ICMESA, come anche molte altre imprese chimiche del territorio, svolse un'attività industriale in totale spregio della tutela della salute della cittadinanza accampando giustificazioni inesistenti e assumendo impegni che mai furono mantenuti, anche grazie ad una eccessiva tolleranza di chi doveva vigilare, controllare e far rispettare le normative su salute, lavorazioni pericolose e scarichi industriali. 

Il libro, scritto dallo storico sevesino Massimiliano Fratter"Seveso. Memorie da sotto il Bosco" edito da Auditorium, è parte importante del progetto "Ponte della Memoria" e dedica un capitolo intero agli anni dal 1945 al 1976, anni in cui l'ICMESA fu attiva.
É una ricostruzione dettagliata, frutto di un lavoro di ricerca documentale presso gli archivi dei Comuni e degli Enti territoriali. 
Una ricostruzione che evidenzia come l'attività dello stabilimento chimico di Meda causò inquinamento e preoccupazioni.

Proponiamo la parte che tratta dell'insediamento dell'ICMESA a Meda, nella versione integrale del libro, quale contributo di Storia e Memoria, suddividendola in due puntate.
La prima puntata, che qui alleghiamo, va dal 1945 sino all'avvio della produzione del 2,4,6-Triclorofenolo, un intermedio per diserbanti e disinfettanti.
La seconda puntata, di prossima pubblicazione, tratterà dell'impiantistica e delle lavorazioni per ottenere il Triclorofenolo.
Scelte e lavorazioni che portarono verso il disastro della fuoriuscita della nube contenente anche la diossina TCDD (2-3-7-8 tetraclorodibenzo-para-diossina) del 10 luglio 1976.

Su premesse e motivazioni della nostra attività divulgativa, affinchè il 50° anniversario del disastro diossina dell'ICMESA sia Memoria e non vuota giornata puramente celebrativa, ne abbiamo scritto in: 1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.

sabato 17 gennaio 2026

A MEDA CAMBIA ANCORA IL PIANO ATTUATIVO SULL' AT1 DELL' AREA EX MEDASPAN

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha sempre sostenuto che l'inserimento di strutture commerciali sull'area ex Medaspan, nell'Ambito di Trasformazione AT1 avrebbe costituito un grosso problema per la viabilità del comparto, per i negozi di vicinato medesi e una pesante modifica del corollario urbanistico cittadino.

Dopo la prima approvazione del Consiglio Comunale il 25-1-2016, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente, della prima stesura del "Piano Attuativo “Area di Trasformazione AT1 in variante agli atti del PGT allora vigente", l'operatore OFFICINE MAK (succeduto alla PABEL avendo acquisito da essa l'area) aveva proposto il 3-11-020 un aggiornamento del Piano attuativo che comportava una riduzione delle volumetrie e una nuova configurazione del comparto (ne abbiamo scritto in AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ).

La modifica era stata adottata dalla Giunta il 9-11-020 poi approvata dalla stessa il 20-1-021 respingendo le osservazioni avanzate da Sinistra e Ambiente-Impulsi, con la richiesta di una Valutazione Impatto Ambientale e ne era seguita la stipula della Convenzione aggiornata il 25-5-021.
Atti confermati anche nella prima variante normativa del PGT approvata in CC il 4 aprile 2022 e nell'adozione del 3 luglio 2025 dell'attuale Variante Generale ancora in iter.

All'oggi la configurazione dell'AT1 cambia di nuovo.

L'operatore OFFICINE MAK, anche con BENNET divenuto proprietario nel 2021 di porzioni delle aree comprese nell'AT1, hanno presentato all’amministrazione con nota prot. 32317 del 29/12/2025, documentazione per un'ulteriore proposta di variante del Piano Attuativo “AT1 – EX Medaspan”, dove si apportano modifiche alle previsioni progettuali relative alle strutture commerciali previste, si chiede l'aggiornamento del quadro economico delle opere di urbanizzazione e di intervenire sulla Convenzione per adeguarne gli aspetti negoziali.

I numeri dell'ennesima variante al Piano Attuativo dell'AT1 ex Medaspan (tabella curata da Sinistra e Ambiente)

OFFICINE MAK/BENNET intendono ridurre la Superficie Lorda di Pavimento che scende a mq. 10.801 rispetto ai 15.410 mq della Convenzione 2021, con rinuncia alla Grande Struttura di Vendita articolata nel format distributivo del Centro Commerciale.
Non si modifica però la vocazione a commerciale ripiegando sulla realizzazione di due Medie Strutture di Vendita autonome ed indipendenti tra loro, nei lotti 4 e 5 (proprietà Bennett spa), mentre nei lotti 2 e 3 (proprietà Officine Mak srl) opta per tre Medie Strutture di Vendita la cui somma delle superfici di vendita non eccede il limite della media struttura di vendita, oltre ad una struttura di somministrazione nel Lotto 1 (proprietà Isotta srl).
La rinuncia alla realizzazione della grande struttura di vendita è elemento che comporta la rinegoziazione di alcune opere pubbliche e di urbanizzazione originariamente previste nella Convenzione 2021.

Le modifiche al Piano Attuativo dell'AT1 comporteranno:
  • la soppressione della “piazza sospesa” non più realizzabile;
  • la soppressione della pista ciclabile posta a cavaliere tra i Lotti 2 e3, che non aveva un collegamento con l’esterno del comparto e, quindi, di scarsa fruibilità pubblica;
  • la soppressione del sottopasso sotto la rampa dello svincolo d'entrata/uscita dell'attuale superstrada Milano-Meda-Lentate già previsto per collegare l’ambito alla rotatoria di Via Cadorna con soppressione del tratto stradale in aderenza al cimitero, perché ritenuto non più necessario in rapporto alla riduzione del carico urbanistico;
  • la ridefinizione del perimetro delle superfici a verde pubblico a ovest del comparto, sull’asse del Torrente Tarò;
  • la modifica della rotatoria posta a sud del comparto per collegare le nuove attività commerciali in progetto;
  • la modifica della strada parallela/bretella alla linea ferroviaria, fino al collegamento con Via Busnelli;
  • la modifica alla viabilità interna dell'AT1 con l’eliminazione del tracciato viario originariamente previsto attorno ai Lotti 4 e 5.
Piano Attuativo del 2021

La nuova configurazione dell'Ambito di Trasformazione AT1
con riduzione SLP e con modifiche sulla viabilità accessoria del Piano Attuativo 2025

La determina 12026 dell'Ufficio Area Infrastruttura e Gestione del Territorio del 9-1-026, ha approvato e definito le opere di urbanizzazione primaria da realizzare costituite da:

1) realizzazione nuova rotatoria su Via Cadorna, funzionale all’ingresso all’AT1dimensionata sulla stima dei flussi di traffico attesi;
2) apprestamento nuovo asse di collegamento con via Busnelli, parallelo al rilevato ferroviario FS,
con innesto alla viabilità interna all’AT1con una seconda nuova rotatoria per smistamento dei flussi veicolari ed il passaggio dei mezzi pesanti;
3) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata;
4) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata
confinante con le aree oggetto di Piano Attuativo;
5) realizzazione percorso ciclopedonale di collegamento nord - sud lungo le sponde del torrente
Tarò, con prevista prosecuzione oltre il perimetro del Piano Attuativo, a nord lungo via Cadorna e via
Seveso in direzione del centro storico, a sud lungo il nuovo asse parallelo alla ferroviaria, in direzione
di via Busnelli;
6) approntamento di percorso ciclopedonale di attraversamento del torrente Tarò verso Via Busnelli;

Viene definito anche un termine massimo per la conclusione dei lavori entro la data del 31/12/2026, dando la massima priorità all’apertura al transito della viabilità di collegamento tra la via Cadorna e la via Busnelli, anche in modalità anticipata e provvisoria.

Dal 31/01/2026 al 14/02/2026 è possibile presentare osservazioni in carta libera in triplice copia all’Ufficio Protocollo o a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo: posta@cert.comune.meda.mi.it.

IL NOSTRO COMMENTO
Non abbiamo cambiato ne cambieremo la nostra valutazione su di una scelta urbanistica che abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere sbagliata.
L'ennesima riduzione della superficie lorda di pavimento (SLP) non modifica nei fatti la configurazione e la destinazione d'uso dell'area dove le strutture commerciali lì previste costituiscono un fattore attrattivo e generativo di traffico aggiuntivo che impatterà su un comparto dove da tempo la viabilità è pesantemente critica.
Non pensiamo che la modifica della prevista bretellina di collegamento via Cadorna-via Busnelli possa dare soluzione significativa nel fluidificare il traffico anche perchè rispetto al progetto precedente sposta in avanti, verso l'incrocio semaforico e il passaggio a livello FNM, il punto di separazione tra le direttrici oltre ad innestarsi su di una via dallo stretto calibro qual'è via Busnelli.
L'unica nota positiva interessa l'area libera in prossimità del cimitero recentemente piantumata che verrà preservata, non essendo più interessata dal collegamento stradale tra la bretellina e via Cadorna.
La viabilità accessoria all'AT1 con la bretella verso via Busnelli e la ciclabile
Nel panorama di saturazione veicolare del comparto, rimane poi intatto il problema del superamento della linea ferroviaria FNM per la mancata realizzazione di qualsivoglia intervento dedicato.
Sono passati anni ma ancora non si intravede nessun avvio dei lavori sul dispendioso progetto di sottopasso la cui realizzazione è ritornata in capo alla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda.
Un progetto contestato e con molti aspetti problematici, trovandosi al limitare dell'area considerata a rischio idraulico per esondazioni del Certesa/Tarò. 
In questa ennesima variante che rincorre le esigenze dettate dal mercato, la dotazione a verde e di ciclabili è in riduzione rispetto al Piano Attuativo approvato nel 2021 e minimale anche se considerata come uno step di un collegamento lungo l'asta del Tarò/Certesa.
Riguardo gli aspetti qualitativi del progetto, lo standard per punti di vendita di tali dimensioni è fatto da anonimi cubi di cemento incorniciati da grigi posteggi, esterni e interrati per la struttura medese, con un debole arredo urbano.
Un progetto con caratteristiche "qualitative" scarse (vedi immagine del rendering), che riprende e ripropone le architetture tipiche di simili realizzazioni di cui la Brianza è inflazionata: una piastra di cemento e asfalto per la solita ricetta di un polo commerciale vero e proprio, pur se frazionato su più strutture.
 
 


 

sabato 10 gennaio 2026

1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.

Il 2026 è l'anno in cui ricorre il 50° anniversario del disastro diossina, fuoriuscita il 10 luglio 1976 dall'ICMESA, azienda chimica di Meda, allora proprietà della multinazionale svizzera Givaudan-Hoffman-La Roche.
E' l'anniversario di un evento che non fu un "incidente" ma un disastro colpevole conseguente a scelte di una multinazionale attuate al solo fine di incrementare il proprio profitto.
Una ricorrenza per cui servirà continuare a dire e a diffondere una corretta e approfondita informazione per non assecondare l'affermarsi di una narrazione strumentale, edulcorata e puramente celebrativa. Era già avvenuto in occasione dei 40 anni su cui eravamo intervenuti con le nostra valutazioni e critiche.
Anche per il 50° sarà importante proporre con convinzione i contenuti veritieri di una Memoria che deve essere preservata e rinnovata a vantaggio del tempo presente.

L'aspetto celebrativo già si annuncia e meglio sarà prepararsi e diffidare dei contenuti portati da presenze che non hanno mai operato per diffondere una  Memoria basata su fatti oggettivi, da chi vorrà, in tale occasione, autonominarsi e accreditarsi come esperto, da chi nell'evento cercherà esclusivamente un momento di protagonismo e visibilità, da chi si allineerà a una narrazione annacquata che rimuove un passato di sofferenze e di responsabilità cancellate e un presente dove per far passare l'inutile e impattante autostrada Pedemontana Lombarda si tacita sia lo sbancamento di 2 ettari del Bosco delle Querce sia una bonifica, funzionale al transito autostradale, che sta risultando più complicata del previsto.
Sarà necessario raccontare la storia, gli accadimenti, le omissioni, gli errori, le minimizzazioni, le mobilitazioni, le informazioni  che caratterizzarono il 1976 e gli anni successivi dove si dipanarono le azioni e gli interventi dei protagonisti di una vicenda complicata che ebbe e che ha tutt'ora conseguenze per il territorio brianzolo contaminato dalla  nube di composti chimici tra cui la 2,3,7,8 tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD).

LA CONTINUITÀ DI UN LAVORO SULLA MEMORIA 
Chi da anni sul territorio fa un'intensa e faticosa attività ambientalista non ha atteso questo momento celebrativo per rammentare e attualizzare costantemente ciò che avvenne il 10 luglio 1976.
Già nel corso di questi anni, per non annacquare quella Memoria, il punto di vista ambientalista ha messo al centro il Significato e la Storia del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, polmone verde creato con un intervento di ingegneria ambientale successivo alla bonifica delle aree maggiormente contaminate (Zona A).
Il progetto INSIEME PER IL BOSCO ha ravvivato una narrazione reale di questo luogo, rafforzato anche da importanti  iniziative parallele degli ambientalisti del territorio (Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente circolo Laura Conti Seveso, Seveso Futura) che da tempo e che ogni 10 luglio propongono momenti qualificati di informazione.

INSIEME PER IL BOSCO, consesso di gruppi e associazioni di Seveso e Meda, ha proposto e concretizzato:
- Vajont (esondazione bacino della diga della SADE)
Bophal (isocianato di metile fuoriuscito dall'impianto chimico della Union Carbide)
Stava (esondazione bacino di decantazione della Miniera di Prestavel della Fluormine)
Casale Monferrato (lavorazione dell'Amianto nello stabilimento Eternit). 

Per dare il nostro contributo quale gruppo Ambientalista che ha al suo interno individui che vissero il periodo difficile dalla fuoriuscita della Diossina, su questo blog, proporremo nel tempo una serie di articoli informativi per restituire una Storia e una Memoria completa e corretta di quegli anni.