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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 11 luglio 2015

LA GIUNTA CAIMI RESPINGE L'OSSERVAZIONE DEGLI AMBIENTALISTI E APPROVA ALTRO CEMENTO SU MEDA

La localizzazione dell'AC4
Il 10-07-015 è stata pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Meda la Delibera di Giunta n° 144 dell'8-07-015 in cui si RESPINGE controdeducendo, l'osservazione presentata dal coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, dal WWF e da Sinistra e Ambiente.
Nella stessa delibera la Giunta HA APPROVATO il Piano attuativo sull'ambito di trasformazione AC4 di via Piave, così come era configurato nella Delibera di adozione.

Il Piano Attuativo approvato dalla Giunta Caimi
La giunta monocolore PD ha quindi TUTTA la responsabilità politica di concorrere a nuovo consumo di suolo a Meda, Comune già pesantemente urbanizzato e dove sono numerosi i capannoni e le strutture produttive anche di recente edificazione VUOTE.
Una responsabilità che arriva da lontano, dalla scelta fatta il 23-06-012 dalla Giunta e dai Consiglieri del PD di approvare il PGT (della precedente amministrazione Taveggia) SENZA stralciare gli Ambiti di trasformazione consentendo nei fatti la possibilità di presentare Piani Attuativi sugli stessi per poter edificare.

Certo, ora diranno che "s'è limitato per quanto possibile il consumo di suolo con la cessione di alcune aree", che "si sono diminuite le volumetrie" che "era facoltà della proprietà presentare un progetto e che non si poteva fare altrimenti", insomma, le solite giustificazioni.
Però tutto questo NON SAREBBE AVVENUTO se nel 2012 il PD avesse approvato il PGT STRALCIANDO gli ambiti di trasformazione così come proponeva Sinistra e Ambiente (vedi qui) e anche l'AC4 poteva avere una destinazione d'uso differente, in un contesto di verde urbano

Ora Meda avrà tre capannoni in più e un pezzo di area verde e libera in meno.

venerdì 10 luglio 2015

MEDA: RICHIESTA DI CONSIGLIO COMUNALE SULL'OPERATO DEL PRESIDENTE MOLTENI (NCD)

Dopo le note vicende delle forzature attuate dal Presidente del Consiglio Bruno Molteni (NCD) che hanno blindato e svuotato il ruolo delle Commissioni Consiliari, relegandole oltretutto in una situazione di stallo vista la decadenza dei Presidenti e Vice, alcuni Consiglieri Comunali hanno protocollato il 7-07-015 una richiesta (ai sensi dell'art. 21 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio) di convocazione di un CC ove sia messo all'ODG la"Valutazione dei comportamenti del Presidente del Consiglio Comunale di Meda, sig. Bruno Molteni, ai fini della funzionalità ed efficacia dei lavori consiliari e delle commissioni".
Nel documento si chiede la "votazione  sulla nostra valutazione negativa che censuri l’operato del Presidente, Sig. Bruno Molteni e promuova decisioni che favoriscano la ripresa della piena funzionalità ed efficacia dei lavori consiliari e delle commissioni".

La richiesta è firmata dai Consiglieri Luca Santambrogio e Mirco Busnelli della Lega Nord, da Vilma Galimberti della Lista Con Buraschi per Meda, da Vermondo Busnelli di Meda per Tutti e da Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente.

Il rappresentante di Sinistra e Ambiente ha condiviso e promosso con gli altri la richiesta, indipendentemente dai posizionamenti politici di cosidetta "maggioramza" o "minoramza", ma a pura tutela delle attribuzioni e del lavoro consiliare e ritenendo che Molteni abbia snaturato il suo ruolo di Presidente garante del Consiglio Comunale e dell'attività dei Consiglieri con un atteggiamento sicuramente sconveniente e inopportuno rispetto alla figura di Presidente del Consiglio, di vero e proprio "supporter politico" dell'esecutivo di Caimi.

C'è quindi un giudizio fortemente negativo di Sinistra e Ambiente sul suo agire nonchè il venir meno della fiducia rispetto a lui in quanto figura istituzionale visto e considerato che ha agito come il soggetto politico che risolve i problemi a Caimi nonchè come suo alleato più fedele e fidato.

Qui, l'altro dato politico negativo da registrare è che, da tempo, l'esecutivo e i Cons. Comunali del Pd considerano e preferiscono evidentemente Molteni e l'NCD come nuovo componente di maggioranza. 

giovedì 9 luglio 2015

GLI AMBIENTALISTI DELL'OSSERVATORIO PTCP SULL'URBANISTICA E I PARCHI

Il 6-07-015, a Monza, presso il Circolo Libertà, il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP ha tenuto una conferenza stampa sul tema urbanistica e Parchi nella Provincia di MB.
Si sono trattati alcuni temi relativi alla variante al PGT di Monza e all'ampliamento possibile di alcuni PLIS (Brianza Centrale) e Parchi Regionali (Bosco delle Querce).
Sugli ampliamnenti l'Osservatorio e/o gruppi ad esso aderenti hanno presentato osservazioni e suggerimenti  in alcuni comuni dove sono aperte Varianti o elaborazioni di PGT.
Rivolgendosi all'amministrazione monzese s'è chiesto di concretizzare quanto prima l'adesione ai PLIS Media Valle Lambro e Grugnotorto/Villoresi.
Sotto il comunicato distribuito alla stampa e i link ai primi articoli usciti su riviste online.

Da MBNews:
http://www.mbnews.it/2015/07/urbanistica-il-caso-monza-finisce-sotto-la-lente-dellosservatorio-ptcp/

Dalla Rivista che Vorrei:
http://www.vorrei.org/ambiente/11138-piu-verde-e-piu-parchi-in-brianza.html

sabato 4 luglio 2015

10 LUGLIO: PER NON DIMENTICARE, PER CONTINUARE AD INFORMARE SULLA PEDEMONTANA E IL RISCHIO DIOSSINA


Il 10 luglio 2015 sono trascorsi 39 anni dal disastro ICMESA con fuoriuscita di diossina TCDD e conseguente contaminazione di molte aree nei comuni limitrofi e prossimi.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva), anche quest'anno organizza un evento per continuare ad informare e a discutere della criticità DIOSSINA laddove è ancora previsto il passaggio dell'autostrada Pedemontana.


venerdì 3 luglio 2015

AT1 (ex Medaspan): IL BIGLIETTO DA VISITA DI MEDA ??


GSV ossia Grande Superficie di Vendita, insediamento commerciale, complesso commerciale, galleria commerciale ma anche città del gusto, galleria del gusto, galleria commerciale, sono alcune tra le diciture che si possono trovare nei documenti che sono stati pubblicati sul sito del comune di Meda: http://www.comune.meda.mb.it/cittadino/guida_servizi/518/ dove appare evidente come la variante parziale prevista per l'ambito di trasformazione At1 (ex Medaspan), sui 44624 mq della proprietà, sia in fase avanzata.

Gli elementi del progetto predisposto della PABEL spa, e sponsorizzato dalla giunta di Caimi, sono quelli di una struttura a "wafer" su tre livelli fuori terra pari a 19.900 mq per una Superficie Lorda di Pavimento di 25500 mq.

Cosa verrà realizzato ?

Il cuore del progetto è la parte commerciale ai quali si aggiunge un albergo da 60 stanze e aree per "fitness" e  "benessere".

E il resto ? Il resto sono parcheggi pubblici (22.200 mq complessivi, di cui 9460mq interrati) pertanto con una previsione di 880 posti auto, evidentemente pubblici ma solo ad uso degli spazi commerciali, e parcheggi privati (altri 218 posti auto) aree cedute e aree a standard nonchè 14.500 mq utili per una "zona verde" con a corollario e a confine 2 rotatorie e la viabilità di servizio all'edificio, fatto questo che la rendono residuale e con uno scarsa opportunità di rinaturalizzazione fruibile.
La tavola della suddivisione delle aree sull'At1
Ecco come è configurata la .... struttura di vendita (10.000 mq)

Oltre al fatto che questo intervento non punta certo all’interesse pubblico, è l’analisi ambientale quello che preoccupa di più: possibile che nessun tecnico e amministratore si ricordi che l'area ex Medaspan fu inserita all’interno della ZONA R (di rispetto) conseguentemente al disastro ICMESA e alla fuoriuscita di diossina TCDD.

Nel "rapporto ambientale" redatto dagli uffici comunali questo aspetto non è proprio stato preso in considerazione. Fare qualche analisi precauzionale sulle concentrazioni di Diossina nel terreno? 
Ma anche la stessa pregressa attività della Medaspan avrebbe dovuto indurre ad una maggiore attenzione e si parla genericamente di qualche ipotetica vasca o serbatoio interrato di cui vedremo poi cosa succederà. 
Anche la proprietà ha presentato una indagine preliminare della qualità dei terreni non approfondita.

Su questo progetto, che ha molte similitudini con quello presentato nel 2005 (giunta Asnaghi), anche se allora attorno alla struttura commerciale era prevista una multisala e non l’albergo, è solo Caimi che continua a ripetere  "non si tratta di un centro commerciale".
Eppure ........ eppure analizzate la documentazione e traetene le debite conclusioni

Ricordiamo che nel 2005 ben 1216 cittadini firmarono una petizione per dire no proprio a quello che si configurava come un centro commerciale.

Mentre in altri paesi europei il recupero di aree dismesse, anche di proprietà privata, passa da concorsi di idee pubblici e trasparenti che mettano al centro l’interesse pubblico dell’intervento, a Meda ci si rassegna ed accoda a progetti elaborati dalla proprietà (evidentemente per la propria finalità speculativa) cercando di spacciarli per "innovativi" anche se a base del solito ingiustificato e non richiesto terziario e commerciale.

Ora sembra più chiaro il motivo per cui nel 2012 la giunta condusse il gruppo consiliare del Pd ad approvare il PGT elaborato dalla Lega mantenendo gli Ambiti di Trasformazione: sull'At1 ora è sufficiente una "Variante parziale" per ridefinire il Piano Attuativo sull'area e per l'AC4 si può procedere dopo la sua adozione alla successiva approvazione. Il tutto senza nemmeno passare dal Consiglio Comunale. 

Stralciare gli AT così come chiedeva di fare Sinistra e Ambiente, voleva dire fermare il consumo di suolo con la possibilità di ridiscutere con una variante "pulita" e partecipata anche i contenuti dell'At1.

Ma per Caimi, il "wafer" di cemento con tanto di "attività commerciale" è l’unica a soluzione per Meda. 

Ma sarà anche la soluzione per la rinascita dei negozi di prossimità in centro o sarà la loro pietra tombale?


mercoledì 1 luglio 2015

SINISTRA E AMBIENTE SEGNALA LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUGLI ORTI URBANI


Martedì 23-06-015 è stata approvata in Consiglio Regionale la Proposta di Legge (PdL) n° 130 sugli "ORTI DI LOMBARDIA DISPOSIZIONE IN MATERIA DI ORTI DIDATTICI, SOCIALI PERIURBANI, URBANI E COLLETTIVI".
La PdL, precedentemente discussa in VIII Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi e integrata con emendamenti, diventa pertanto Legge Regionale (la numero 18 del 1-07-015) e oltre a contenere definizioni e modalità operative formalizza anche le misure di sostegno messe in campo dalla Regione Lombardia con concessione di contributi a Scuole, Comuni e a enti gestori di Aree Protette per interventi di progettazione, realizzazione e formazione.
Per queste azioni è definito per il 2016 uno stanziamento pari a 150.000 euro, rifinanziabili negli anni successivi con legge di approvazione del bilancio.

Certo, la cifra stanziata è sicuramente bassa e ci si augura possa essere aumentata negli anni a venire.

Come è noto, Sinistra e Ambiente da tempo chiede che la Giunta medese si attivi per la realizzazione degli ORTI URBANI CONDIVISI.
lo ha fatto con una Mozione - vedi qui (purtroppo respinta nel CC del 3-04-014- vedi qui) e con debita interrogazione e risposta il 2-01-015 (vedi qui).
Abbiamo pertanto inoltrato al Sindaco Caimi e all'Assessore Salimbeni la documentazione relativa alla nuova  Legge Regionale (pubblicata sul BURL il 3-07-015) e pertanto ora in vigore, auspicando vivamente che l'Amministrazione cerchi di percorrere anche questa strada considerato che la Legge Regionale in oggetto prevede che un Comune possa chiedere la copertura economica regionale al 50% presentando un Progetto e un Regolamento.

Sinistra e Ambiente continua a giudicare applicabili ai fini progettuali le linee guida illustrate nella sua mozione.

Sotto, il testo della Legge Regionale divenuta ora vigente con la pubblicazione sul BURL.

lunedì 15 giugno 2015

MIGRANTI RICHIEDENTI ASILO: INFORMARE PER SMONTARE LE MISTIFICAZIONI


La rabbiosa canea contro i migranti e i profughi ha ormai raggiunto un livello disgustoso, a partire dall'utilizzo voluto di terminologie inappropriate, dove i vari Salvini, Maroni &C identificano tutti quanti con l'aggettivo falso di "clandestini".
Uomini e donne con una storia di sofferenze, di abbandono della propria terra a causa di guerre, regimi totalitari e anche miseria vengono disconosciuti nel loro essere parte di UN'UMANITA' che sta pagando a carissimo prezzo la propria provenienza. 
Contro di loro, "politici nostrani" e "governatori di regioni" si scatenano con uno sbraitare da sciacalli per il solo raccatto di voti.
Invece queste persone, come tutte quelle in difficoltà, meritano RISPETTO oltrechè la prevista (dalla Convenzione di Ginevra per i richiedenti asilo) assistenza.
La semina dell'odio verso i più deboli è oltretutto sempre costruita distorcendo o omettendo la verità e la realtà.
Così si alimentano le MISTIFICAZIONI sui migranti "accolti in alberghi di lusso", su una inesistente e cospicua diaria, su risorse "rubate" agli italiani, su "problemi di ordine pubblico" etc. etc.
Una catena infinita di FALSITA'.

Ci preme quindi fare della corretta informazione riguardo all'argomento richiedenti asilo, a partire da un focus sull'attuale situazione della Provincia di MB, dove dal tempo degli arrivi del 2012, sta lavorando positivamente una rete di Associazioni che opera nel sociale e che gestisce e dà supporto a tutti quei migranti richiedenti asilo che sono stati trasferiti nella nostra Provincia.

Un'attività coperta con i fondi messi a disposizione dal Ministero degli Interni, per la maggior parte coperti dalla Comunità Europea con le risorse del Fondo Asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 (e precedentemente 2008-2013).
Questo fondo, suddiviso tra i Paesi UE, si compone di due parti:
  • Fondo Immigrazione e Asilo (3.869 milioni di euro per il periodo 2014-2020) per i differenti aspetti delle politiche comuni europee in materia di immigrazione e asilo.
  • Fondo per la Sicurezza Interna (4.648 milioni di euro per lo stesso periodo) a supporto la cooperazione in materia di sicurezza, inclusa la gestione dei confini esterni dell’Unione.
Per maggiori dettagli:

Un articolo de Il Cittadino del 13-06-015 riporta fedelmente la situazione nella Provincia di MB,  dove, dati alla mano, si sta dimostrando come è possibile gestire una buona accoglienza, quantificando e chiarendo altresì l'origine delle risorse disponibili.
Certo, c'è ancora molto da fare e se tutti i Comuni si rendessero disponibili a fare la loro parte con un'equa distribuzione ed inserimento dei profughi nel loro territorio, il rischio di sovraffollamento nei Centri di prima accoglienza sarebbe evitato e i progetti potrebbero essere migliorati.


La preghiera laica di Erri De Luca per i Migranti dispersi o morti in mare

venerdì 12 giugno 2015

CENTRO STORICO E VARIANTE AL PGT: PASSA IL TEMPO MA ...........

La delimitazione del centro storico nel PGT vigente

Della variante al PGT sinora si conoscono solo linee di indirizzo generali llustrate dall'estensore incaricato in due incontri il 24-11-014 e il 25-11-014.
Dopo tale data, non vi è stato nessun passaggio istituzionale di ulteriore approfondimento nella Commissione Territorio e Ambiente, nonostante i molteplici solleciti dell'allora suo Presidente Colombo e ora la commissione è completamente bloccata causa le note forzature di Molteni (Ncd) e del Pd sulla rappresentanza "pesata" che comportano altresì la rielezione di Presidente e Vice.
L'amministrazione non ha nemmeno promosso passaggi PUBBLICI di approfondimento per coinvolgere la cittadinanza, le associazioni, i gruppi, con lo spirito di suscitare dibattito e raccogliere opinioni, stimoli, suggerimenti.
Sinora tutto s'è svolto con pochissima trasparenza e applicando pedissequamente e in modo restrittivo quanto previsto dalla legge regionale  12, limitandosi ad incontri chiusi con i cosidetti "portatori di interessi" rappresentati dagli operatori economici.

In questo poco edificante quadro,  il 10-06-015, l'amministrazione, con l'assessore Buraschi, ha presenziato e relazionato ad un'iniziativa della Pro Loco e degli Amici dell'Arte sul tema del Centro Storico e della sua possibile riqualificazione.
Un argomento importante e difficile, visto il degrado e il progressivo abbandono in cui versa il comparto attorno a P.za Vittorio Veneto, P.za Volta, P.za Municipio, P.za Cavour (vedi delimitazione sopra).
E' uno dei nodi critici da affrontare con la Variante.
L'iniziativa poteva così essere  un occasione per addentrarsi di più nei dettagli e nelle possibilità fornendo elementi ed ipotesi di lavoro utili per dibattere e confrontarsi.
Invece, nella relazione dell'assessore Buraschi e nell'intervento del sindaco Caimi, hanno prevalso le sole enunciazioni di principio, fermandosi un attimo prima di approfondire su come l'amministrazione intenda operare nella pratica.
Così, quando s'è parlato di Piazza Vittorio Veneto quale nucleo storico tutelato e dei possibili interventi di competenza pubblica, l'amministrazione s'è limitata a dire che si attuerà un progetto illuminotecnico sulle vie di accesso con fondi (150.000 euro) provenienti da un bando.
Bene, ma un po' debole come visione sul da farsi.
Poco s'è detto sulla possibilità di rendere fruibile il parco della storica Villa Traversi, se non che s'è perso un bando che sarebbe servito alla manutenzione arborea.
Al proposito, Sinistra e Ambiente continua a ritenere la fruizione del Parco Traversi a mezzo convenzione con la proprietà un cardine importantissimo perchè strettamente legato con la rivitalizzazione del centro. Punto questo perarltro presente nel programma della coalizione di cui era parte anche il Pd.
 
L'intervento di Giovanni Traversi (proprietario della storica villa) ha fatto trasparire qualcosa di più in merito ad un progetto privato di "recupero del borgo rustico", la parte degli edifici verso le scuole Garibaldi. Ma anche in questo caso, nessun approfondimento da parte dell'assessore.

E' invece evidente che l'amministrazione punta alla realizzazione del piano attuativo per l'At1 nella porzione dell'area ex-Medaspan per utilizzarlo quale "volano" sia per un progetto di riqualificazione del centro storico nella sua completezza (elaborato da professionisti di "fiducia" del sindaco)  sia quale sorgente di risorse economiche.
Ma sull'At1, ancora non si è detto e non si dice con precisione, "per motivi di riservatezza" secondo Caimi, quale sia la reale configurazione del progetto.
Eppure la variante specifica è partita, c'è stata una prima, deludente per qualità e possibilità d'interazione, conferenza di VAS e c'è un progetto depositato da parte della soc. PABEL srl.
Ai dubbi relativi di chi il progetto l'ha visionato, rilevando che contiene una porzione di "commerciale" definita come "galleria del gusto" e "galleria commerciale" con una superficie di vendita non indifferente di 10000mq e che questo aspetto deve essere attentamente valutato rispetto alla crisi profonda in cui versano i negozi di prossimità del centro storico, arriva, più che una riflessione, una risposta molto superficiale dal sindaco che definisce "quelle dell'ipotesi di ipermercato pure illazioni".
Peccato, un ragionamento più approfondito e puntuale sarebbe stato sicuramente più utile al dibattito invece di repliche grossolane o di frasi incomplete pronunciate che lasciano intendere alcune azioni in corso ma non le esplicitano.

Continuiamo a ripeterlo da tempo: la partita della Variante al PGT con le problematica del degrado del centro storico, degli Ambiti di Trasformazione e della necessità di fermare il consumo di suolo, è troppo importante per essere gestita come se fosse di esclusiva competenza di pochi.
Va innalzato il livello di trasparenza, di coinvolgimento e di partecipazione e si deve chiarire e condividere quanto prima quale applicazione pratica è stata o si intende dare agli indirizzi esplicitati nella Variante al PGT. 
Purtroppo l'atteggiamento di Caimi e della sua giunta continua ad essere di totale chiusura.

Sotto, foto del degrado e del "vuoto" di alcune porzioni del centro storico di Meda.

Angolo inizio salita via delle Benedettine

Il fu Bar Giuliani
La Corte Lunga
La Corte Lunga
Retro Corte Lunga

Ex Bar Eden
Qui prima c'era un'edicola
Una sequenza di negozi chiusi in Corso Matteotti
Verso Pza Volta
Verso Pza Volta

martedì 9 giugno 2015

MARONI, ZAIA, TOTI: INDECENZA ISTITUZIONALE


Del tema profughi ce ne eravamo già occupati recentemente qui con una "fotografia" sulla Provincia di MB dove l'accoglienza è stata sinora degnamente gestita.
Torniamo sull'argomento perchè alcuni Presidenti regionali hanno in questi giorni perso il senso della "misura" su questo dramma che coinvolge migliaia di esseri umani, lasciandosi andare ad esternazioni indegne del ruolo che ricoprono.
Esternazioni utili ad una bieca campagna politica fatta sulla pelle altrui facendo puro SCIACALLAGGIO.
E' esattamente quello che Roberto Maroni, Luca Zaia e Giovanni Toti Presidenti della Regione Lombardia, del Veneto e della Liguria stanno facendo, chiedendo minacciando anche di non elargire più contributi ai Comuni che accoglieranno PROFUGHI sul loro territorio.
Lo fanno ignorando bellamente che accogliere i profughi, cioè esseri umani che fuggono dalle guerre e da regimi dittatoriali è un dovere sancito dalla Convenzione di Ginevra. Lo fanno per un meschino calcolo elettorale in vista dei prossimi ballottaggi delle elezioni amministrative, lo fanno per fare da grancassa mediatica alle posizioni xenofobe dei vari Salvini & C.
Eppure .... eppure ..... quando Maroni era Ministro degli Interni, proponeva, in tema accoglienza, un criterio di suddivisione tra le Regioni considerando anche il numero di abitanti di ciascuna regione. Disse allora il Maroni: «Ho proposto un piano per la distribuzione equa e con la sola esclusione dell’Abruzzo, dei rifugiati, con un criterio molto semplice ovvero in base al numero degli abitanti». 
Ora, facendo due calcoli con i dati del numero di profughi forniti dal Viminale e i rispettivi abitanti regione per regione, le percentuali di accoglienza risultanti mostrano che le regioni del nord hanno numeri inferiori rispetto a quelle del sud che attualmente si fanno carico di più profughi. (vedi tabella sotto).
Insomma, IPOCRISIA, FALSITA' SPECULAZIONI, SCIACALLAGGIO sono alla base di queste indecenti affermazioni dei tre Presidenti Regionali.

Tabella fonte nextquotidiano
 L'articolo de Il Manifesto

Secessi

Duemilacinquecento migranti trasferiti verso le regioni del nord. Salvini soffia sul fuoco: «Occuperemo le prefetture». Le minacce secessioniste di Maroni, Toti e Zaia non fermano i piani del governo. Renzi promette contributi ai Comuni che accoglieranno i profughi e apre un nuovo fronte con Bruxelles.


Immigrazione. Il solito affondo di Maroni & C. scatenta una polemica odiosa sulla pelle dei migranti. I presidenti di tre regioni governate dal centrodestra (Lombardia, Veneto e Liguria) minacciano una cosa impossibile da realizzare: il taglio dei fondi ai comuni che accettano il piano di accoglienza profughi del Viminale. Matteo Salvini ipotizza addirittura l'occupazione delle prefetture e il presidente del Consiglio prova almeno a rispondere per le rime. Nel frattempo i migranti continuano a sbarcare sulle nostre coste e non si è ancora spenta l'eco di Mafia Capitale.

Monta la pole­mica. E la nau­sea. Da una parte ci sono poli­tici dell’opposizione che alzano il tiro con­tro i pro­fu­ghi negando loro il minimo della vita — un acco­glienza digni­tosa — e dall’altra poli­tici di governo pale­se­mente inca­paci di gestire la situa­zione che repli­cano fin­gendo grande senso di respon­sa­bi­lità. Sullo sfondo lo scan­dalo di “Mafia Capi­tale”, con il tarif­fa­rio per essere umano per rim­pol­pare le tan­genti desti­nate ai pro­fes­sio­ni­sti dell’accoglienza, un’inchiesta che certo non fa gua­da­gnare punti all’Italia in vista del ver­tice euro­peo del 25 e 26 giu­gno. Lì si deci­derà come e se miglio­rare un piano di acco­glienza che è già un insulto all’umanità: 27 paesi si stanno pal­leg­giando 24 mila pro­fu­ghi in tutta Europa. E solo per caso il nuovo meschino affondo leghi­sta non capita men­tre ci sono altri cada­veri da ripe­scare nel Medi­ter­ra­neo: i migranti arri­vati ieri sono stati tutti sal­vati. 
Que­sta è l’unica buona noti­zia, anche se in ogni momento potrebbe acca­dere un disastro.
Non per que­sto sta­reb­bero zitti per­so­naggi come Roberto Maroni e Mat­teo Sal­vini, soprat­tutto a pochi giorni dai bal­lot­taggi per le ele­zioni comu­nali. 
Il primo, ancora ieri, ha minac­ciato il taglio dei fondi ai sin­daci lom­bardi pronti ad acco­gliere nuovi “clan­de­stini”. 
Che sia una pagliac­ciata — sono le pre­fet­ture cioè il governo a deci­dere dove siste­mare i pro­fu­ghi — non conta niente.
Infatti baste­reb­bero le parole del pre­fetto di Milano per archi­viare la pole­mica: “Milano attende le diret­tive e gli invii che il governo effet­tuerà secondo i cri­teri gene­rali”. Invece il dibat­tito, odioso, è aperto.
Se per il cen­tro­si­ni­stra si tratta di una pro­po­sta irrea­liz­za­bile e irre­spon­sa­bile, per la destra è una buona occa­sione per ricom­pat­tarsi all’insegna del più mise­ra­bile raz­zi­smo. 
I pre­si­denti delle tre regioni gover­nate dal cen­tro­de­stra (Lom­bar­dia, Ligu­ria e Veneto) affon­dano i colpi rite­nen­dosi tito­lari di un discorso che paga sem­pre. 
Ma anche la pre­si­dente della Regione Friuli, Ser­rac­chiani (Pd), ha espresso più o meno il mede­simo con­cetto nei con­fronti dei migranti: “Noi non li pren­diamo, devono pren­der­seli loro”. Brava, se non altro per­ché espli­cita un sentimento.
Di fronte all’arrivo di cento pro­fu­ghi a Genova, il neo pre­si­dente Gio­vanni Toti, smessa la maschera del pacioso mira­co­lato da Arcore, pro­mette che appena si inse­dierà stu­dierà mec­ca­ni­smi per disin­cen­ti­vare i sin­daci liguri ad acco­gliere i migranti. 
Luca Zaia, forte del suo Veneto a tra­zione leghi­sta, giura che non ci sono comuni dispo­sti all’accoglienza e azzarda che anche “alcune pre­fet­ture sono sulla posi­zione di dire no”. Se fosse preso sul serio, sarebbe un ini­zio di seces­sione (roba da cara­bi­nieri). Ma tant’è, ogni presa di posi­zione serve a tirare la volata al cam­pione del raz­zi­smo pop, Mat­teo Sal­vini. La cilie­gina è sua: “Se Renzi e Alfano pen­sano di pren­dere il nord come luogo di sog­giorno per i clan­de­stini hanno sba­gliato tutto! Siamo pronti a bloc­care le pre­fet­ture e pre­si­diare le strut­ture”. La spa­rata come sem­pre fun­ziona e pur­troppo non basta la bat­tuta dell’ex leghi­sta Fla­vio Tosi a chiu­dere il discorso: “La smet­tesse di fare il fan­fa­rone e Capi­tan Fracassa”.
Al di là dei soliti cori di ripro­va­zione, il pre­si­dente del Con­si­glio Mat­teo Renzi cerca almeno di dimo­strarsi all’altezza della verve degli avver­sari, rilan­ciando a sua volta. Prima con un argo­mento ragio­ne­vole che è sulla bocca di tutti: “La scelta di divi­dere i pro­fu­ghi in diverse regioni è una deci­sione di Maroni (quando era mini­stro, ndr) e adesso si è sve­gliato e dice il con­tra­rio”. Poi con un attacco che sem­bra una pro­messa (ma delle sue): “Dob­biamo dare incen­tivi a quei comuni che accol­gono i migranti”, ha dichia­rato dal G7 in Ger­ma­nia. La pre­si­dente della Camera, Laura Bol­drini, ha rispo­sto senza per­dere l’aplomb: “Chi ha ruoli isti­tu­zio­nali deve agire con senso di respon­sa­bi­lità. Quando ci sono momenti dif­fi­cili tutto il paese deve rispon­dere, coeso”. Eh già.
C’è poi una voce, tra le tante, che invoca una rispo­sta chia­mando in causa gli anti­raz­zi­sti che mai rie­scono ad imporsi all’attenzione della pub­blica opi­nione, nem­meno con una bagarre. Quella di don Ciotti: “Non si può ancora una volta gio­care sulla pelle e sulla dispe­ra­zione di tante per­sone. Molte parole sono di raz­zi­smo, offen­dono, tol­gono dignità alle per­sone” e per que­sto serve “un risve­glio che non lasci la parola solo alle voci che divi­dono, umi­liano e allon­ta­nano. 
Alziamo la nostra voce”. Que­sto è il punto. Sal­vini &Co. fanno rife­ri­mento a un elet­to­rato che esi­ste e che rischia di dila­gare pro­prio per­ché aiz­zato da un ceto poli­tico spre­giu­di­cato, men­tre là fuori non c’è nes­sun altro ceto poli­tico dispo­sto a fare altret­tanto per “lisciare il pelo” agli anti­raz­zi­sti smar­riti e depressi. Dice a sini­stra che l’antirazzismo non paga. Forse: ma fino ad ora, c’è qual­cosa che ha pagato a sinistra?



sabato 30 maggio 2015

IMPRESENTABILI NEL CUORE DI ........ EXPO

Nel "FANTASTICO MONDO di EXPO" succede ormai di tutto.
Così dopo il lunghissimo elenco di personaggi indagati per corruzione, turbativa d'asta etc. etc. ora tocca anche alla Presidente di EXPO Diana Bracco finire sotto la lente degli inquirenti per ....... evasione fiscale.

Due articoli de Il Manifesto sull'argomento e ....... un gran finale a fondo post.

L’impresentabile nel cuore dell’Expo

Lo scandalo. La presidente della rassegna, Diana Bracco, indagata per evasione fiscale: sequestrato 1 milione di euro. I pm: «Lavori in ville e yacht figurano come acquisti di macchinari per le sue aziende». La difesa: «Già definito il ravvedimento operoso con l'Agenzia delle Entrate, non c’è nulla di penale»

Diana Bracco, presidente di Expo 2015 Spa
Un’altra bella tegola sull’immagine dell’Expo, e chissà che non possa ripor­tare in piazza i mila­nesi (sarebbe il caso) dopo le pro­te­ste con­tro le deva­sta­zioni dei black block. Que­sta volta a essere “deva­stati”, almeno secondo quanto ipo­tiz­zano gli inqui­renti, sareb­bero i conti dell’erario, a causa di una maxi eva­sione fiscale di circa 1 milione di euro. Diana Bracco, pre­si­dente di Expo 2015 Spa, è inda­gata per eva­sione fiscale e appro­pria­zione inde­bita in qua­lità di pre­si­dente del cda della Bracco spa. L’indagine è stata chiusa ed è stato effet­tuato un seque­stro da circa 1 milione di euro. L’ipotesi è che le fat­ture false siano ser­vite in rela­zione a lavori su case pri­vate e barche.
In sostanza, sareb­bero state pre­sen­tate come fat­ture a carico della mul­ti­na­zio­nale far­ma­ceu­tica di cui Bracco è pre­si­dente e ad (e quindi con regimi fiscali riser­vati alle imprese) docu­menti che invece face­vano capo a lavori pri­vati. Come si legge in un comu­ni­cato del pro­cu­ra­tore della Repub­blica Edmondo Bruti Libe­rati, nell’ambito dell’inchiesta con­dotta dal Nucleo Poli­zia Tri­bu­ta­ria della Guar­dia di finanza e coor­di­nata dal pro­cu­ra­tore aggiunto Fran­ce­sco Greco e dal pm Gior­dano Bag­gio, «è stato noti­fi­cato avviso di con­clu­sione delle inda­gini» a carico di Diana Bracco, di Pie­tro Mascherpa, pre­si­dente del Cda di Bracco Real Estate srl, e di due archi­tetti dello stu­dio Archi­labo in Monza, Marco Pol­la­stri e Simona Calcinaghi.
Bracco e Mascherpa sono accu­sati di eva­sione fiscale attra­verso l’emissione di fat­ture false e di appro­pria­zione inde­bita. Dalle inda­gini «è emerso che fat­ture» per oltre 3 milioni di euro, con­fluite nella con­ta­bi­lità e nelle dichia­ra­zioni fiscali «pre­sen­tate dalle società del gruppo Bracco per i periodi di impo­sta dal 2008 al 2013», erano rife­rite «all’esecuzione di for­ni­ture o di pre­sta­zioni rese presso locali in uso alle mede­sime società ma effet­ti­va­mente rea­liz­zate presso immo­bili e natanti di pro­prietà, ovvero nella dispo­ni­bi­lità» di Diana Bracco e del marito defunto Roberto De Silva.
Lo scorso 5 marzo, si legge ancora nel comu­ni­cato, la Guar­dia di finanza ha ese­guito un decreto di seque­stro pre­ven­tivo emesso dal gip Roberta Nun­nari nei con­fronti di Diana Bracco per 1 milione e 42 mila euro «cor­ri­spon­dente all’importo totale dell’imposta com­ples­si­va­mente evasa per effetto dell’utilizzo delle pre­dette fat­ture». Nella nota si legge infine che lo scorso 21 mag­gio «sono stati depo­si­tati» in Pro­cura da parte della Gdf «i ver­bali di con­sta­ta­zione delle cor­re­late vio­la­zioni di carat­tere amministrativo».
«Non c’è stata alcuna frode fiscale — replica il legale della pre­si­dente Bracco, Giu­seppe Bana — Si tratta di con­te­sta­zioni riguar­danti l’inerenza all’attività di impresa di fat­ture, situa­zione non rile­vante sotto il pro­filo penale, già defi­nita con l’Agenzia delle Entrate con il rav­ve­di­mento ope­roso». «Siamo solo al ter­mine delle inda­gini pre­li­mi­nari — con­clude Bana — e non è stata ancora for­mu­lata la richie­sta di rin­vio a giudizio».
Cebion, Xama­mina, Euclo­rina i mar­chi più noti dei far­maci Bracco, dif­fusi in 100 paesi. Il fat­tu­rato con­so­li­dato del gruppo è di 1 miliardo di euro.
Sono cin­que gli immo­bili di pro­prietà di Diana Bracco, da Ana­ca­pri e Vence, in Pro­venza, dove sareb­bero stati effet­tuati i lavori con­te­stati. E ancora, case a Merate (Lecco), a Nizza Mon­fer­rato (Asti) e a Megeve (Alta Savoia). Secondo le accuse, le fat­ture per lavori di ristrut­tu­ra­zione e riqua­li­fi­ca­zione degli sta­bili che fanno parte del patri­mo­nio per­so­nale di Diana Bracco veni­vano emesse con false cau­sali, facen­doli risul­tare, ad esem­pio, come acqui­sti di mac­chi­nari e mate­riale per aziende del gruppo Bracco.
In que­sto modo, si legge nel prov­ve­di­mento dei pm, sareb­bero state indi­cati «nelle dichia­ra­zioni dei red­diti e Iva delle società Bracco Spa, Bracco Ima­ging Spa, Bracco Real Estate Srl, Spin Spa e Ceber Srl» rela­tive agli anni d’imposta tra il 2008 e il 2013 «ele­menti pas­sivi fit­tizi per com­ples­sivi euro 3.064.435 con un’imposta evasa com­ples­siva ai fini Ires e Iva di euro 1.042.114,70».
«C’è un pos­si­bile danno di imma­gine che deve essere valu­tato — ha com­men­tato il sin­daco di Milano Giu­liano Pisa­pia — Un conto è se c’è un rav­ve­di­mento attivo, un altro se ci sono risvolti penali, che il suo legale, che è di gran­dis­sima espe­rienza, ha escluso».


Sempre dal Manifesto, l'articolo con IL LUNGO ELENCO DEGLI INDAGATI

Milano, le indagini che turbano 

gli umori degli expottimisti

Expo 2015. Ritratto di un «grande evento» a partire dalle inchieste giudiziarie, i patteggiamenti, le multe. Dalla "Cupola degli appalti" in poi


Per il sin­daco di Milano Giu­liano Pisa­pia, l’indagine per eva­sione fiscale che coin­volge la pre­si­dente di Expo Spa 2015 Diana Bracco è «un pro­blema di imma­gine che deve essere valu­tato». Que­sta frase è stato l’unico dub­bio apparso in una gior­nata dei dati di Fede­ral­ber­ghi secondo la quale l’Expo sarà visi­tata da 1,9 milioni di per­sone (erano 20 solo pochi mesi fa). «Stime abba­stanza rea­li­sti­che» ha con­fer­mato l’ad Expo Giu­seppe Sala che sostiene un aumento del 16% del Pil mila­nese nei primi 27 giorni di Expo. «Non c’è mai stata nel pas­sato un’apertura di una Expo così entu­sia­stica» ha riba­dito Pisa­pia. Parole che suo­nano per­lo­meno for­zate dopo la noti­zia dell’indagine su Bracco, vice-presidente per la Ricerca e Inno­va­zione per Confindustria.
A quasi un mese dall’esordio, sull’esposizione uni­ver­sale dedi­cata al culto con­tem­po­ra­neo del cibo si rial­lun­gano invece le ombre di un anno fa quando la pro­cura di Milano spiccò man­dati di arre­sto per Angelo Paris, diret­tore della pia­ni­fi­ca­zione acqui­sti della Expo 2015, per gli ex par­la­men­tari Gian­ste­fano Fri­ge­rio (Dc) e Luigi Grillo (Forza Ita­lia), per Primo Gre­ganti, ex Pci e già coin­volto in Mani Pulite, per Ser­gio Catozzo (Udc Ligu­ria) e l’imprenditore vicen­tino Enrico Mal­tauro. Ai domi­ci­liari finì Anto­nio Rognoni, ex Dg di Infra­strut­ture Lom­barde, già arre­stato per un’altra inchie­sta sugli appalti pub­blici più impor­tanti in Lom­bar­dia, anche rela­tivi all’Expo.
Nell’ottobre 2014 Anto­nio Acerbo era finito agli arre­sti domi­ci­liari per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta e si era dimesso da respon­sa­bile del Padi­glione Ita­lia di Expo. Un mese prima si era dimesso da com­mis­sa­rio Expo per le vie d’acqua per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta. Ad aprile 2015 sono state accet­tate sei richie­ste di pat­teg­gia­mento pre­sen­tate dagli inda­gati della cosid­detta «Cupola degli appalti» che avrebbe influito sulle gare di Expo, Sogin e nella sanità Lom­barda. Grillo ha accet­tato una pena di due anni e otto mesi e una multa di 50 mila euro. Fri­ge­rio una pena di tre anni e quat­tro mesi, Gre­ganti tre anni e una multa da 10 mila euro, Mal­tauro due anni e 10 mesi, Catozzo tre anni e due mesi e un risar­ci­mento a Expo da 50 mila euro. Due anni e sei mesi a Paris e un risar­ci­mento a Expo da 100 mila euro. L’ex sub-commissario Expo Acerbo ha pat­teg­giato tre anni.
Prima dell’inizio di Expo sem­brava essere così tor­nata la nor­ma­lità sulla quale veglia il com­mis­sa­rio anti-corruzione di Raf­faele Can­tone. Ma così non è stato. C’è un altro capi­tolo, signi­fi­ca­tivo, delle inda­gini che riguar­dano il gover­na­tore della Lom­bar­dia Roberto Maroni, accu­sato di indu­zione inde­bita per un con­tratto di col­la­bo­ra­zione con Expo affi­dato a una sua ex collaboratrice.
Pole­mi­che ci sono state a seguito della nomina di Dome­nico Aiello, avvo­cato difen­sore di Maroni in que­sta inchie­sta, nel Cda di Expo a 8 giorni dalla sua inau­gu­ra­zione. In caso di un even­tuale rin­vio a giu­di­zio di Maroni e del diret­tore gene­rale di Expo Chri­stian Malan­gone, Aiello si tro­verà nel dop­pio ruolo di mem­bro del Cda e difen­sore della per­sona con­tro la quale Expo potrebbe deci­dere di rivalersi.
A sua volta, come atto dovuto, l’azienda è inda­gata in base alla legge 231 del 2001 sulla respon­sa­bi­lità ammi­ni­stra­tiva per reati com­messi dai pro­pri diri­genti nell’interesse azien­dale. Quella di Diana Bracco non è l’unico pro­blema di imma­gine che turba gli umori expottimisti.

Tanto per concludere in "italica filosofia":