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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 30 marzo 2023

CICLABILI URBANE E GREEN LANE: GLI AMBIENTALISTI LOCALI INCONTRANO L'AMMINISTRAZIONE DI MEDA.

Nel capitolo ambientale del programma elettorale 2022 del gruppo medese di Sinistra e Ambiente-Impulsi v'era la promozione della mobilità sostenibile e l'agire per concretizzare una rete di piste ciclabili cittadine definite nell'ambito del progetto sovraccomunale "Green Lane".
Il 27-3-023, insiema ad altri gruppi con cui spesso ci coordiniamo, ci siamo confrontati sul tema con l'amministrazione di Meda, presente con il Sindaco e con l'assessore all'Urbanistica.

Ecco il report dell'incontro.


Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
incontrano l’amministrazione di Meda per parlare di ciclabilità.

Lunedì 27-3-023, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda presente con Alberto Colombo, Legambiente Seveso rappresentata dal Presidente Maurizio Zilio e da Gemma Beretta, il Comitato per il Parco Regionale Groane-Brughiera con il Presidente Tiziano Grassi si sono incontrati con il Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e con l’Assessore con deleghe a Urbanistica e Ambiente, Andrea Boga.
 
L’incontro, chiesto dai gruppi ambientalisti aveva come oggetto un confronto sulla mobilità sostenibile a Meda e la creazione di una rete ciclabile cittadina che si implementi con il progetto “Green Lane – corsia o sentiero verde”.
Per questo, invitato dai gruppi locali, era presente anche Gianluca D’Amato del comitato promotore per la Green Lane che ha informato sulla sua storia e la sua configurazione.

I gruppi hanno illustrato la necessità di lavorare per la creazione di piste ciclopedonali che sul territorio del Comune di Meda colleghino tra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana quali scuole, uffici comunali, luoghi culturali e storici, luoghi di socialità. 
Il fine è quello di incentivare ed innescare l’uso della bicicletta per gli spostamenti brevi (4-5 km) desaturando una viabilità caotica per la prevalenza dell’auto.
In aggiunta ai punti di interesse della Green Lane a Meda riguardanti l’interscambio trasportistico e il patrimonio storico/culturale e ambientale già presi in considerazione e corrispondenti alla Stazione ferroviaria FNM, alla Villa Antona Traversi + Chiesa di San Vittore, ai Boschi della Brughiera con la Zoca dei Pirutit e alla Ciclovia Meda-Milano, anche le scuole secondarie superiori quali il liceo M. Curie, l’istituto commerciale Milani, il Centro di Formazione Professionale Terragni, costituiscono poli scolastici da rendere accessibili alla mobilità lenta.
Altri luoghi collegabili sono gli istituti delle scuole primarie e secondarie dell’obbligo (Anna Frank, Diaz, Traversi, S. Giuseppe, S.Giorgio, Tre Venezie) così come gli oratori, il centro sportivo, le chiese, il centro anziani, i parchi e le aree verdi etc.
Importante risulta l’utilizzo dell’asta spondale del Tarò/Certesa che può costituire un collegamento nord/sud.
Si tratta quindi di progettare, finanziare e realizzare ciclopedonali in sede propria che consentano una mobilità differente, meno impattante ed invasiva di quella costituita dall’uso costante dell’auto anche laddove se ne potrebbe fare a meno.
Avere percorsi che permettano gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola con l’uso della bicicletta in ambito urbano e interurbano anche per le incombenze quotidiane, evitando il ricorso all’auto privata, segnerebbe un primo passo per una transizione ecologica corretta, migliorando la qualità della vita.
L’”urban lane” medese complementerebbe la Green Lane, progetto a cui aderiscono ora 7 comuni - tra cui Meda. Progetto originariamente nato dal basso da una idea condivisa dalle associazioni del territorio a partire dal Comitato Associazione Sacra Famiglia di Cesano Maderno.
La Green Lane ha ricevuto alcuni finanziamenti provinciali per alcuni completamenti di collegamento e per la progettazione sovraccomunale.
Una pianificazione locale è possibile, approfittando dell’elaborazione del nuovo PGT e definendo un Piano cittadino delle Ciclabili, adeguatamente coperto da risorse finanziarie per concretizzare in tempi brevi la realizzazione dei percorsi identificati.
 
L’amministrazione s’è dichiarata aperta ed interessata ad agire per la ciclopedonabilità annunciando che opererà in fase di pianificazione sul Documento di Piano legato ad un Masterplan del Verde, dove verranno identificate “4 vie verdi” con tracciati ciclabili (via Trieste, via Cialdini, via Indipendenza, via Angeli Custodi) ed “una via azzurra” (il torrente Tarò/Certesa) e che questo documento sarà oggetto di prossima illustrazione e confronto. 
Da parte dei presenti, è stato chiesto un coinvolgimento per identificare i punti di interesse su cui costruire la ciclabilità comunale, annunciando attenzione ai contenuti del nuovo PGT e osservazioni allo stesso. 
 
Misureremo la reale volontà di questa amministrazione sulla base delle azioni e degli atti che attuerà per rendere Meda ambientalmente sostenibile.
 
Meda 28-3-023 
 
Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda, 
Legambiente Circolo Laura Conti - Seveso, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera

sabato 18 marzo 2023

COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI A MEDA: UNA CONDIVISIBILE DELIBERA DI CONSIGLIO PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE D'INTERESSE REGIONALE

Il 16-3-023 abbiamo presenziato al Consiglio Comunale di Meda dove s'è discussa e approvata una delibera consigliare per  attivare una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) nella nostra città.
Dopo la serata di presentazione del 6-12-022, invero poco partecipata, s'è concretizzato un ulteriore passaggio.

MANIFESTAZIONE D'INTERESSE REGIONALE
Sulla CER,il Comune di Meda intende prioritariamente partecipare alla Fase 1 della Manifestazione d'Interesse lanciata da Regione Lombardia e dovrà, entro il 30-4-2023 presentare una proposta progettuale di comunità energetica da costituire nel territorio, sulla base delle indicazioni operative contenute nell'avviso regionale.

Qualora ritenuta meritevole, la proposta di CER sarà inserita in un apposito elenco, con possibilità, in funzione del punteggio ottenuto, di passare alla Fase 2, riservata alle candidature che abbiano superato la soglia minima di ammissibilità.
La Fase 2 della Manifestazione d'interesse regionale prevede specifiche misure di supporto economico per i soli nuovi impianti a fonte rinnovabile di proprietà dei soggetti pubblici della comunità energetica.
La dotazione regionale del supporto, purtroppo decisamente esigua, è pari a 20 Milioni di euro, suddivisi sul 2023 e sul 2024, utilizzabili per l'istallazione e l'avvio di impianti di produzione compresi nelle seguenti tipologie:

- Impianti solari fotovoltaici;
- Impianti idroelettrici;
- Impianti eolici;
- sistemi di accumulo;
- collettori solari termici;
- impianti aerotermici, geotermici, idrotermici e pompe di calore;
- impianti alimentati a biomassa (liquida, solida gassosa).

LA COSTITUZIONE DI UNA CER A MEDA
Il Comune di Meda, che riveste il ruolo di soggetto pubblico aggregatore, ha sinora raccolto l'adesione alla CER di una serie di cittadini affittuari delle case comunali e con questa iniziale configurazione parteciperà alla Manifestazione d'Interesse Regionale, avvalendosi del supporto dell'Agenzia Innova21 per la stesura della Relazione Tecnica.
La ricerca di adesioni alla CER, aperta anche a soggetti sociali ed imprese prosegue e proseguirà poichè l'adesione può avvenire anche dopo la costituzione formale della CER.
Gli affiliati alla CER possono essere i produttori di energia rinnovabile, i consumatori della stessa e chi è produttore e al contempo consumatore, mettendo a disposizione l'energia eccedente.
La massima potenza ammessa per una CER è pari ad 1 MegaWatt.
Per aggregarsi nella stessa CER, bisogna risiedere nell'area servita dalla rete elettrica collegata alla stessa cabina primaria.
Al momento, una piccola porzione di Meda risulta esclusa poichè sottesa ad una cabina primaria differente. Per recuperare anche quest'area, l'amministrazione interverrà presso il gestore della rete elettrica.

La produzione e l'autoconsumo di Energia Rinnovabile (fotovoltaica nel caso di Meda) porta con sè vantaggi ambientali con meno CO2 emessa, sociali per il coinvolgimento di soggetti, gruppi ed associazioni ed economici per le tariffe incentivate sull'energia prodotta in ambito CER che viene consumata. Tariffe incentivate stabilite dalla normativa e riconosciute dai gestori .
L'amministrazione medese ha inizialmente identificato per la CER, l'istallazione di un tetto fotovoltaico sulle scuole Diaz per il quale chiedere l'accesso al finanziamento della Fase 2 della Manifestazione d'Interesse.
La potenza dell'impianto fotovoltaico è ancora da quantificare in funzione del numero di aderenti alla CER e dei consumi dell'istituto scolastico.

TEMPISTICHE E SCADENZE
Nella seconda metà del 2023 dovrebbero essere definiti gli esiti del bando regionale e, in caso di risultato positivo, si passerà alla Fase 2 per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico con il supporto economico regionale. Seguirà una necessaria campagna di informazione e sensibilizzazione per far crescere il numero di aderenti della CER.
Dovrà inoltre essere definita la struttura giuridica della CER, un passaggio importante che auspichiamo basata su principi solidaristici e di attenzione alle fasce deboli. 

IL PARERE DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI E DEGLI ALTRI GRUPPI DELLA COALIZIONE RAPPRESENTATI DAL CONSIGLIERE MARCELLO PROSERPIO
Il gruppo di Sinistra e Ambiente-Impulsi, sta seguendo e seguirà con attenzione l'azione dell'amministrazione per costituire una CER a Meda.
Abbiamo contribuito alla stesura dell'intervento del Consigliere Comunale Marcello Proserpio che per nome anche del nostro gruppo, del PD e di Meda Aperta s'è dichiarato favorevole all'approvazione della delibera consiliare sulla CER, dando suggerimenti e chiedendo un coinvolgimento e una promozione efficace per una partecipazione diffusa.

martedì 14 marzo 2023

PIANO URBANO MOBILITÀ SOSTENIBILE: IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB HA PRESENTATO LE SUE OSSERVAZIONI ALLA PROVINCIA

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva e propositiva, ha elaborato un comunicato stampa per accompagnare le osservazioni al Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) della Provincia di MB.

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, confermando la sua costante attenzione agli atti d’orientamento alla pianificazione territoriale sovracomunale, mercoledì 8 marzo ha protocollato alcune osservazioni al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), adottato dal consiglio Provinciale il 26 gennaio scorso. Si auspicano risposte positive.

Il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, era già intervenuto nel procedimento della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) propedeutico alla stesura del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della provincia di Monza e Brianza.
Lo avevamo fatto con una ventina di proposte, alcune delle quali sono state accolte, recepite e integrate nella corposa documentazione del PUMS.
Ora, dopo che il Consiglio Provinciale lo ha adottato nella seduta del 26 gennaio 2023 e prima della sua approvazione, abbiamo protocollato le nostre osservazioni, alcune delle quali ripropongono parte dei suggerimenti su cui non v’era stata una risposta sufficientemente adeguata, unitamente a nuove notazioni. Il documento, elaborato collegialmente dal Coordinamento Ambientalista “Osservatorio PTCP di MB”, consta di sette osservazioni ed alcune considerazioni.

Osservazioni
1. Poiché la documentazione relativa al PUMS adottato risulta molto corposa e costituita da diverse centinaia di pagine, si chiede che venga redatta una Relazione illustrativa di sintesi del Documento di Piano (Quadro conoscitivo - Quadro progettuale - Allegati) in modo tale da agevolare la lettura dei documenti stessi. Anche in altri Piani (PTR, PTCP, PGT, altri Piani) questo tipo di elaborato illustrativo viene normalmente redatto e allegato ai Piani;

2. Si chiede che nella documentazione relativa al PUMS, a fronte dell’elenco degli obiettivi del “Progetto Moving Better” (del 2013) e del “Piano strategico sulla mobilità ciclistica” (del 2014) vengano inseriti i risultati raggiunti e le azioni attuate nel corso di questi 8/9 anni. Ciò è possibile farlo senza attendere una successiva fase di monitoraggio del PUMS;

3. Si chiede di prevedere nel Quadro conoscitivo del Documento di Piano del PUMS uno specifico capitolo che illustri e quantifichi i parametri “Reddito - Popolazione” e “Tendenza insediativa - Mobilità” in Provincia di MB. Questo al fine di comprendere i legami e i fenomeni che inducono mobilità sul nostro territorio. Quelli riportati ora negli elaborati non chiariscono tali correlazioni;

4. Nel Quadro conoscitivo del DdP del PUMS, nell’immagine relativa alla zonizzazione acustica dei Comuni, mancano alcuni comuni. Risulta quindi necessario aggiornare quella carta (pur estratta da fonte regionale o da altra, peraltro non aggiornata);

5. Si chiede una simulazione al 2025 e al 2030 delle emissioni di inquinanti atmosferici, qualora l’autostrada Pedemontana venga realizzata. Inoltre, si chiede che negli elaborati sia aggiornata la valutazione sulla variante della tratta D di Pedemontana rispetto all'iniziale previsione D lunga con quella attualmente oggetto di studio di fattibilità, ossia la tratta D breve. 
A tale proposito, si riferisce che il Parco Agricolo Nord Est ha ufficialmente comunicato gli impatti ambientali della tratta D denominata “breve” che attraverserà il territorio del Parco. Si chiede venga considerata tale comunicazione.

6. Si segnala che è opportuno inserire negli obiettivi una riduzione di nuove infrastrutture stradali, soprattutto in contesti come il vimercatese dove si rileva maggior presenza di comparti liberi di dimensioni più estese e a maggiore qualità ambientale.

7. Si chiede di considerare gli effetti della realizzazione di Pedemontana in termini di traffico a livello provinciale, elemento significativo per la valutazione del PUMS. Da alcuni studi trasportistici risulta che, se quella infrastruttura venisse realizzata, il traffico di breve percorrenza, per evitare il pedaggiamento si riverserebbe sulle strade di collegamento intercomunale, che già ora in condizioni critiche, subirebbero incrementi di traffico notevoli portandoli alla saturazione e alla congestione.

Considerazioni 
- In conclusione si ritiene che per quantificare e gestire oggi la questione relativa al traffico e alla mobilità risulta necessario dotarsi di strumenti informatici aggiornati, di rilevazione, di monitoraggio e di simulazione, anche in tempo reale degli spostamenti, strumenti che non si riducano alla sola lettura “a strati” del territorio, ma di adeguati programmi dinamici che considerino tutte le variabili in atto e gli esiti previsti e prevedibili.
- La complessità dei fenomeni in corso (anche poco noti) non può ridursi ad alcune carte, norme tecniche e relazioni, sia pur di diverse centinaia di pagine scritte. Anche i metadati e gli algoritmi di Google o di altri gestori degli spostamenti (es. AMAT) possono essere utili in tal senso.
 
LA NOSTRA VALUTAZIONE SUL PUMS.
Il PUMS, pur contenendo analisi interessanti, per la sua generalità e per il suo essere uno strumento di pianificazione strategica con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), corre il grosso rischio di restare un puro documento cartaceo dimenticato in qualche archivio provinciale o comunale, trattandosi di un Piano informale senza alcuna prescrizione vincolante sia per la Provincia sia per i suoi Comuni. 
É già successo con i piani precedenti, su cui tuttora manca un ritorno sulla loro effettiva implementazione.
Affinchè il PUMS abbia una reale efficacia applicativa, servirebbe un serio, costante e frequente monitoraggio per verificare la reale attuazione delle azioni previste. Il Piano non può inoltre prescindere da un coordinamento con le amministrazioni, gli enti e gli organismi che hanno facoltà d’intervento e di stanziamento di fondi, unitamente ad una reale volontà politica di guidare una vera transizione ecologica anche per quanto riguarda la mobilità in Brianza.
La pianificazione di nuove infrastrutture quali l’autostrada Pedemontana Lombarda che attraverserà la Provincia di MB, non va purtroppo nella direzione di un cambio di passo, favorevole a dare priorità al trasporto pubblico e a una differente mobilità. 
Conferma invece una programmazione “vecchio stile” che privilegia ancora l’uso dell’automezzo privato e il trasporto su gomma, con imponenti risorse economiche lì destinate nonostante il provato impatto sull’ambiente, sul traffico e sulla viabilità intercomunale che ne deriverà. 
Oltretutto, la prevista opera compensativa, la ciclabile “Greenway”, richiamata nel PUMS della Provincia, rischia di restare un’incompiuta poiché non ancora finanziata e con realizzazione rimandata solo a completamento avvenuto di tutte le tratte (B2, C e D).
Nei fatti, Regione Lombardia, che è ente centrale tra gli interlocutori del PUMS, ostinatamente ha voluto e vuole il completamento della Pedemontana scegliendo di investire su una mobilità insostenibile, ponendo una pesante ipoteca sulla possibilità d’una programmazione trasportistica differente e rendendo di difficile applicazione una buona parte degli obiettivi dello stesso PUMS.

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB

Monza e Brianza, 13 marzo 2023

martedì 7 marzo 2023

IL PARCO GROANE-BRUGHIERA ACCOGLIE LE OSSERVAZIONI AMBIENTALISTE CONTRO LE STRADE NEL PARCO. ATTO IMPORTANTE MA NON RISOLUTIVO, SERVE CONTINUARE AD OPPORSI


Il 3-3-2023 sull'albo pretorio del Parco regionale Groane-Brughiera sono state pubblicate le controdeduzioni alle osservazioni presentate in fase di approvazione della Variante al Piano Territoriale Coordinato (PTC).
Tra queste, v'erano quelle di una serie di gruppi ambientalisti facenti parte del Coordinamento per una Mobilità Sostenibile No Canturina bis, inoltrate per chiedere che l'Ente Parco stralciasse dalla documentazione approntata qualsiasi riferimento ad ipotesi progettuali di nuove strade entro i confini dell'area tutelata delle Groane-Brughiera.
In proposito, anche Sinistra e Ambiente - Impulsi, in qualità di aderente al coordinamento, aveva presentato osservazioni in linea con l'obiettivo di contrastare l'idea di nuove strade nel Parco.
Le controdeduzioni hanno accolto il contenuto delle osservazioni del Coordinamento e di Sinistra e Ambiente-Impulsi con la formula:
"Preso atto delle motivazioni dell'osservante e di quanto previsto all'art. 18.3 della LR 12/2005 e smi, si propone l'eliminazione dalle tavole del PTC della "viabilità di previsione vigente" e di ogni tracciato riportato sulle stesse".

Questa decisione da parte dell'Ente Parco, sicuramente frutto anche del "pressing" esercitato dai gruppi ambientalisti, non chiude evidentemente la partita.
Nell'ambito della gerarchia delle fonti normative, sopra il PTC del Parco vi sono il Piano Territoriale Regionale (PTR) e il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).

É la stessa struttura del Parco a scriverlo nelle controdeduzioni ad un'altra osservazione: 
"Si evidenzia che ai sensi dell'art. 18.3 della LR 12/2005 e smi "Le previsioni del PTCP concernenti la realizzazione, il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture riguardanti il sistema della mobilità, prevalgono sulle disposizioni dei piani territoriali di coordinamento dei parchi regionali di cui alla legge regionale 30 novembre 1983, n. 86".

Ed è lo stesso Direttore Girelli a specificarlo in un articolo su La provincia di questi giorni:


ALTRE OSSERVAZIONI

Sinistra e Ambiente, con Impulsi, aveva poi presentato alcune osservazioni specifiche sull'art 32 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) riguardanti "Zone Fornaci archeologia industriale" e sull'annosa vicenda dei confini difformi a Meda.

PIANO DI SETTORE FORNACI
Il piano di settore Fornaci è delineato dalle norme tecniche di attuazione (NTA) che definiscono e consentono la tipologia di interventi sulle aree dismesse, dentro il perimetro del Parco Regionale, dove sono ubicate le antiche fornaci con forno Hoffmann per la produzione di mattoni. 
Si tratta di norme che a nostro avviso sarebbe necessario rendere più stringenti, per governare meglio il riuso di queste aree evitando l'approvazione di proposte che premino la prevalenza di un'edilizia composta da residenziale di lusso o da insediamenti commerciali impattanti.
Purtroppo l'Ente Parco non è stato lungimirante e ha respinto tutte le osservazioni  che avevano l'obiettivo di modificare alcune norme di attuazione.

CONFINI DEL PARCO A MEDA
La nostra osservazione che chiedeva di correggere la difformità dei confini medesi del Parco Groane-Brughiera è stata respinta con una controdeduzione non condivisibile poichè esclude un'area che prima era invece compresa nel perimetro PLIS Brughiera poi confluito a mezzo delibera di Consiglio Comunale nel Parco Regionale Groane-Brughiera. Difficile comprendere le ragioni del respingimento, considerato che un'analoga osservazione del comune di Meda è stata invece accolta anche se non è chiaro su quali aree sia avvenuta la rettifica dei confini. Vedremo di approfondire meglio in una futura analisi cartografica.

mercoledì 1 marzo 2023

PER NULLA PUBBLICIZZATO IL CONSIGLIO COMUNALE A SEVESO SULLA PEDEMONTANA

Il 27-2-2023, tra gli OdG del Consiglio Comunale di Seveso è stato trattato all'ultimo punto una "Comunicazione sullo stato dell'opera di Pedemontana".
Erano presenti per relazionare, il direttore generale della soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) Sabato Fusco, il direttore tecnico Paolo Simonetta, Barbara Vizzini, responsabile ufficio Ambiente della società e Andrea Monguzzi referente tecnico.
La prima cosa che occorre sottolineare è la scarsissima comunicazione da parte dell'amministrazione rispetto a questo importante passaggio informativo in Consiglio Comunale attivato dalla sindaca Alessia Borroni (Lega) anche per rispondere a precedenti interrogazioni sollevate da più consigliri di minoranza, tra cui il rappresentante di Seveso Futura con cui da tempo collaboriamo.
La pubblicizzazione di questo Consiglio Comunale è stata effettuata solo con il dovuto avviso sul sito web del Comune, senza alcuna ulteriore promozione. Solo chi va costantemente sul sito o chi è stato avvisato personalmente poteva esserne al corrente.
Questo nonostante l'amministrazione sevesina abbia più volte sbandierato la sua volontà di informare. Conseguentemente, pochissime le presenze dei cittadini e anche molta disattenzione tra i banchi della maggioranza che si sono pressochè svuotati durante l'illustrazione dei tecnici di APL.
Insomma, verificato anche il nervosismo della maggioranza mostrato durante la serata, pare evidente che non v'era volontà di coinvolgere effettivamente la cittadinanza nel passaggio informativo sulla Pedemontana.
Oltretutto, è stato annunciato che da marzo, lo streaming della seduta, così come quelli delle prossime sedute, rimarranno sul canale yutube per qualche giorno per poi essere rimossi senza essere conservati in una playlist accessibile.
Eravamo fisicamente presenti al Consiglio Comunale perchè cerchiamo sempre di seguire le vicende riguardanti questa impattante ed inutile autostrada per tenere informata la cittadinanza.
Dalla registrazione ufficiale del Consiglio, abbiamo tratto le parti relative all'illustrazione dei tecnici di APL integrandole con altri dettagli.

TRACCIATO AUTOSTRADALE TRATTA B2
Come si nota dalle cartografie, il passaggio tra Meda e Seveso da due a tre corsie per senso di marcia, ruberà due ettari al Bosco delle Querce mentre rotonde, strade di accesso e una vasca di laminazione andranno a compromettere l'area di via della Roggia, zona di possibile espansione del polmone verde.
Sulla vasca di laminazione, APL ha dichiarato d'essere disponibile a definirne meglio la struttura ma che resterà un'area interclusa alle persone. Sulle superfici libere di via della Roggia verrà anche insediato il cantiere operativo.
Dopo la galleria "Seveso", la galleria artificiale "Baruccanetta" sarà con scavalco della ferrovia, in sopralzo, copertura e collegamento tra i lati opposti.

PIANO OPERATIVO DI BONIFICA ZONE CONTAMINATE DA DIOSSINA TCDD
Il Piano Operativo di Bonifica (POB), conseguente alla Caratterizzazione dei suoli, come da tempo abbiamo illustrato in modo dettagliato, prevede la bonifica di 37 aree suddivise in 8 lotti funzionali con presenza di Diossina TCDD nel Top Soil (primi 20 cm) e nello strato Intermedio (fino ad 1 metro).
Si asporterà il terreno (40.000 mc pari a 71.000 ton.) che non verrà stoccato in loco ma portato- dopo caratterizzazione a banco a mezzo analisi chimiche - in tre tipo di discarica: per rifiuti non pericolosi, per inerti e per rifiuti pericolosi.
Si eseguirà un collaudo di avvenuta bonifica sempre con analisi chimiche sul fondo scavo e sulle pareti.
ARPA è coinvolta nelle attività.
I lavori di movimentazione della terra contaminata saranno effettuati applicando cautele quali:
uso di nebulizzatori per abbattere le polveri, bagnatura piste, lavaggio ruote mezzi, reti di contenimento polveri, interruzione azioni in caso di giornate ventose, monitoraggio strumentale di polveri e diossina dispersa.
I costi stimati, comprensivi di una quata del 30% di imprevisti, sono quantificate in 16.417.000 euro.
La bonifica verrà attivata quando la soc. APL entrerà in possesso dei terreni interessati.

COMPENSAZIONI AMBIENTALI PER SEVESO
Su Seveso sono previste due Compensazioni Ambientali denominate Progetto Locale (PL) 18 e PL19 - quest'ultima in condivisione con Cesano Maderno.
PL 18 è a ovest del Bosco delle Querce mentre PL 19 si trova a Baruccana/Cesano M. e verrà, purtroppo, interessata dai lavori di potenziamento della linea ferroviaria Saronno-Seregno. Per tale motivo, APL ha chiesto ai Comuni interessati di identificare un luogo differente per la compensazione.
La soc. APL ipotizza l'uso di tale cifra anche "per ampliare il Bosco delle Querce ad est della SS35".
In realtà, ci preme evidenziarlo, l'ampliamento necessiterebbe in primis di atti amministrativi da parte di Regione Lombardia e dei Comuni di Meda e Seveso più che di investimenti diretti, peraltro già nelle possibilità di chi lo gestisce.
Dei 30,5 milioni di "budget ambientale" (secondo APL) per le tratte B2 e C, 1.781.000 euro sono destinati per le compensazioni ambientali a Seveso. Non è però stato chiarito se queste cifre siano effettivamente disponibili.

BUDGET PER OPERE VIABILISTICHE
Il budget di 60 Mln di euro - puramente virtuali poichè non nelle disponibilità di APL - da suddividere tra alcuni comuni della tratta B2, è stato da alcuni di loro in parte utilizzato, previo anticipo della quota da parte di Regione Lombardia.
A Seveso restano 7,3 Mln sui 12 inizialmente assegnati.

CANTIERIZZAZIONE
La realizzazione della tratta B2, per prescrizione CIPE, avverrà mantenendo in esercizio l'attuale superstrada Milano-Lentate S/S. Saranno create deviazioni del tracciato, in un avanzamento lavori per fasi realizzative.

EXTRACOSTI
I tecnici di Pedemontana non sono stati molto chiari rispetto agli aumenti dei costi realizzativi dovuti agli extracosti delle materie prime. Hanno parlato genericamente di un "meccanismo di compensazione" e di una "linea di finanziamento ad hoc". Con ogni probabilità si aspettano altro denaro pubblico che copra questi aumenti.

PEDAGGIAMENTO
E' stato annunciato uno studio del traffico sulla tratta B2 avente lo scopo di verificare la possibilità di scontistiche. Come da tempo scritto ed evidenziato negli studi trasportistici, la realtà sarà banalmente costituita da un travaso del traffico di breve e media percorrenza sulla viabilità intercomunale che porterà alla saturazione molte arterie.
 
TEMPISTICHE
Secondo APL, i lavori dovrebbero partire tra fine anno 2023 e inizio 2024, dopo che il progetto esecutivo è stato completato. É l'ennesimo cronoprogramma. Il contraente Webuilt  ha 1000 giorni per realizzare, per fasi, la tratta B2 e C. Quando la cantieristica sarà pronta, APL la condividerà con le amministrazioni.
Ci attende un futuro complicato per il nostro territorio, dove Regione Lombardia ha deciso, con denaro pubblico, di costruire un'inutile e impattante autostrada.

giovedì 23 febbraio 2023

IL LUPO NEL PARCO GROANE-BRUGHIERA: PERCHÉ NO ?

Serata interessante quella organizzata dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) tenutasi il 22-02-023 presso la sede del Parco Regionale Groane-Brughiera a Solaro.

Mauro Belardi, biologo e divulgatore scientifico, referente del progetto "Life Gestire 2020" ha trattato il tema dell'espansione e della presenza del Lupo nelle aree di pianura, in prossimità delle aree urbanizzate e antropizzate.
Da qualche anno non sono più così rari gli avvistamenti, non più soltanto in aree montuose, ma anche in alcune zone della Pianura Padana. Si tratta di Lupi solitari o di branchi che seguono le loro prede e la possibilità di cibarsi fino a ridosso delle aree urbanizzate.
Ecco che questo predatore, potrebbe anche arrivare nel nostro Parco delle Groane e della Brughiera e come già successo in altri luoghi, scatenare irrazionali e ingiustificate paure e strumentali polemiche.
Meglio dunque sapere, meglio conoscere le abitudini e il comportamento del Lupo, un animale che comunque non è un pericolo per l'uomo ed è un elemento importante e regolatore all'interno della catena alimentare dell'ecosistema.

Va sin da subito chiarito che il Lupo ha da sempre condiviso con l'Uomo gli stessi spazi e che si è ritirato in zone remote, di foresta e in alta montagna solo per sfuggire alle persecuzioni e salvare la propria esistenza.
É una specie intelligente e tra le maggiormenti adattabili della nostra fauna.

Per la sua sopravvivenza è sufficiente che trovi cibo in abbondanza e che non subisca persecuzioni. Non è una specie "Wild" e nemmeno una specie di montagna. Con l'Uomo ha sempre avuto un rapporto conflittuale poichè sono sempre stati in competizione per il medesimo habitat e le medesime risorse.
Le risorse "Wild" che necessitano al Lupo sono quelle relative al momento di incontro del branco a scopo anche riproduttivo  che deve avvenire in un'area poco frequentata da altre specie, Uomo in primis.
Lupi solitari o in dispersione dal branco possono muoversi in più luoghi, inclusi grandi città, pianura agricola, colline urbanizzate, golene di fiumi, aree ad elevata concentrazione turistica. 

In Italia, il branco stabile è mediamente composto da 4 a 8 individui, di cui una coppia fissa di due animali riproduttori, dai cuccioli nati dell’anno e da altri soggetti gregari. Il branco occupa e difende un territorio che può variare dai 100 ai 400 km² e nella maggioranza dei casi si attesta attorno ai 150 km². Quando il numero degli esemplari del branco aumenta, c'è l'abbandono da parte dei soggetti sessulmente maturi che vanno in dispersione cioè alla ricerca di un'area e di un individuo di sesso opposto con cui accoppiarsi e costituire il proprio branco.

Il Lupo, nelle aree in cui è insediato o in cui transita si ciba delle specie che trova e per quanto riguarda le aree di pianura di pecore, caprioli, cinghiali, minilepri, fagiani, nutrie e, laddove illegalmente scaricati, di scarti di macelleria, carcasse, rifiuti organici. Aggredisce anche cani da caccia e cani domestici.

In altri Stati, il fenomeno dell'espansione del Lupo è stato attentamente monitorato per identificare le configurazioni territoriali che favoriscono la "presenza" o la "permanenza" del Lupo. É favorita la "permanenza a lungo termine" in aree remote mentre in prossimità dell'urbanizzato cerca "rifugi" sicuri per la sua "presenza" anche non duratura. In alcune città europee, il Lupo è presenza accertata.

In Italia si sta assistendo ad un fenomeno di espansione della presenza del Lupo verso le aree agricole, con recenti osservazioni di un branco localizzato nella golena del fiume Po. Presenze rilevate anche nei territori di Roma, Firenze, Bologna, Genova, Parma etc. Nel 2019 un Lupo è stato tratto in salvo dal Naviglio Grande di
Milano.

In Lombardia, non c'è ancora una diffusa colonizzazione, pur facendo da cerniera tra il Piemonte ad Ovest e le Regioni ad est (Trentino, Veneto e Friuli) con popolazioni di lupi più numerose. É stata accertata la presenza nelle zone dell'alta Valtellina, nelle zone alpine tra Sondrio e Brescia, in Valchiavenna, nell' OltrePo pavese, in Provincia di Lodi, tra il comasco e la Svizzera oltre ad altri passaggi sporadici.

L' esistenza di rifugi, aree boscate e aree indisturbate anche molto piccole, potrebbe consentire la presenza di branchi anche in zone di pianura antropizzata ma con territori a disposizione del branco più contenuti.
Il Parco delle Groane-Brughiera, per le sue caratteristiche è potenzialmente un ambiente sub-idoneo alla presenza del Lupo.

Cosa può succedere qualora il Lupo arrivasse anche nel Parco Regionale Groane-Brughiera ?

Gli incontri tra il predatore e l'uomo saranno probabili e scateneranno irrazionali paure e la strumentalizzazione costruita per dimostrare l'incompatibilità della sua presenza. La probabilità che l'evento venga trasformato in un problema è alta.
I comportamenti illegali nell'abbandono dei rifiuti e nella cattiva gestione di animali d'allevamento o domestici faranno da contorno alle predazioni.
Sarà comunque essenziale e necessario un rapporto informativo costante con chi esercita attività di allevamento sul territorio, con chi pratica la caccia e con la cittadinanza.


 

Dopo aver partecipato a questa interessante serata, ci viene da aggiungere che, qualora il Lupo dovesse arrivare nel Parco Regionale Groane-Brughiera, avrà una vita difficile. Molti sono i pericoli che lui e non l'uomo dovrà affrontare, a partire dalle innumerevoli e frequentate arterie viabilistiche lì presenti con il rischio di investimenti costanti durante gli attraversamenti, la presenza di attività poco rispettose dell'ambiente, della fauna e della flora, una scarsa quantita di "cibo di qualità" costituita dalla selvaggina di grossa taglia poichè, per ora, di ungulati v'è stato solo qualche avvistamento. Sicuramente un suo arrivo, più completo per l'ecosistema se accompagnato dallo stabilizzarsi degli ungulati, costringerebbe anche a un salto di qualità nella tutela e gestione naturalistica di questo polmone verde.


mercoledì 25 gennaio 2023

DOV' È IL RAPPORTO DELLA PROVINCIA DI MB SULLE INTESE RAGGIUNTE CON CONSUMO DI SUOLO NEGLI AMBITI DI INTERESSE PROVINCIALE ?


I gruppi ambientalisti, tra cui Sinistra e Ambiente di Meda, riuniti nel coordinamento "Osservatorio PTCP di MB", hanno stilato un comunicato stampa per informare circa la mancanza della Provincia di MB nel relazionare sullo stato delle intese raggiunte con i Comuni laddove sono stati pianificate edificazioni nelle aree classificate nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) come Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) .
Gli AIP, come viene spiegato nel comunicato, sono superfici dove, purtroppo, il consumo di suolo è consentito, previo il raggiungimento di un'intesa tra il Comune richiedente e la Provincia di MB.
Per restituire una fotografia quanto più reale delle intese siglate ed approvate, del consumo di suolo consentito e della realizzazione delle compensazioni ambientali concordate e definite, è stato più volte chiesto di elaborare il previsto rapporto riassuntivo che comprenda anche questi dati. L'ultimo rapporto è del 2019 e riguarda gli anni dal 2014 al 2016.




martedì 24 gennaio 2023

IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) E MEDA: ANALISI E PRIMO BILANCIO

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, (PNRR) parte del programma Next Generation EU promosso dalla Commissione Europea nel luglio 2020, è, per la quantità di risorse profuse (complessivamente 235,12 mld €), l’intervento di dimensione epocale che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e accompagnare le nostre
comunità lungo un percorso di transizione ecologica, sostenibile ed inclusiva.

Meda come l'ha utilizzato?

L'amministrazione medese è stata in grado di coglierne le opportunità?
Se tralasciassimo la prima delle sei missioni in cui si articola il piano (Digitalizzazione, Innovazione e Sicurezza nella Pubblica Amministrazione), perchè obbligatoria per tutti i comuni italiani e su cui comunque per la sua importanza ritorneremo alla fine, potremmo concludere che la precedente amministrazione comunale abbia praticamente deciso di rinunciare a questa irripetibile e straordinaria occasione.
Anche il progetto di una ciclabile che arriverà a Meda dal PLIS GruBria non è propriamente da intestare alla nostra amministrazione poichè riguarda una pianificazione della Provincia di Monza e Brianza.
L’unico progetto dell'amministrazione medese, peraltro non propriamente suo e in più accettato con riserva dalla Provincia, non ha ottenuto i finanziamenti perché ritenuto non coerente con le finalità della missione 6 (Salute) cui si riferiva.
Si tratta di Meda-Aid, la nuova e più funzionale sede del servizio ambulanza dell’AVIS oltre che dell’Aido, della Protezione Civile, de L’Abbraccio e del servizio donazione sangue. Incomprensibilmente nessun ulteriore progetto è stato avanzato nonostante gli ambiti in cui intervenire fossero molteplici e non mancassero le necessità per agire immediatamente.
Eppure quella giunta, guidata allora come oggi dal sindaco Santambrogio e sostenuta sempre dal centrodestra modificato nelle sue componenti, già amministrava da ben quattro anni quando nell’aprile del 2021 l’Italia presentò il piano definitivo alla Commissione Europea.
Ammettiamo pure che i tempi di raccolta delle proposte prima e di partecipazione ai bandi dopo erano stretti, ma ai comuni non è mai mancata l’assistenza tecnica della Provincia, dell’IFEL e dell’ANCI che pure si è mossa per prorogare i termini per la presentazione delle domande per i fondi, che altri comuni brianzoli stanno oggi ricevendo. 

Il motivo secondo noi?
Se non si vuole sostenere l’inverosimile tesi secondo la quale la nostra città fosse a posto, anche negli anni a venire, si è portati a rispondere che mancavano progetti, o quantomeno, se anche ci fossero stati, erano evidentemente carenti e non allineati alla definizione degli obiettivi, ai risultati attesi e alle tempistiche, condizioni imprescindibili per essere finanziati, dimostrazione di quanta poca visione di futuro rispetto ai temi affrontati dal PNRR caratterizzasse l’operato diquella giunta.
Soloa titolo d’esempio, nello stesso periodo noi di Sinistra e Ambiente+Impulsi sollecitavamo affinché si puntasse primariamente ad incrementare e a riqualificare il patrimonio edilizio residenziale pubblico mediante interventi di manutenzione e di efficientamento energetico, ad allestire piani di rigenerazione urbana, a realizzare ciclabili, il museo del mobile, l’asilo nido comunale, programmi di inclusione sociale per soggetti fragili e vulnerabili, come disabili e anziani. 

Sospettiamo che gli altri 4 pilastri, oltre a quelli già citati, su cui si struttura il Piano, vale a dire Transizione verde, Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, Coesione sociale e territoriale e Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani, non trovino, secondo le logiche e le aspettative del PNRR, accoglienza nella cultura di chi amministra negli ultimi mandati a Meda che non dispone né delle specifiche progettualità né di chiavi di letture appropriate a comprendere la portata e gli effetti dei cambiamenti in corso.
Le crisi, economica, energetica, ambientale e generazionale da cui derivano, ad ogni modo interpellano
ciascuno di noi, per cui tutti quanti, a vario titolo, siamo chiamati a fare la propria parte.
Ci riferiamo specialmente all’importante comparto produttivo legno-arredo presente in città: ad un osservatore attento e preoccupato non sfugge l’assenza di un “consorzio” che in modo sistematico incoraggi e sostenga le imprese, specialmente le più piccole della filiera che in genere non dispongono di un patrimonio di consapevolezza e di risorse sufficienti, a divenire sostenibili facendo sì che la produzione rispetti i limiti del nostro pianeta e mettendo il benessere dei lavoratori al centro dei processi di produzione (Industria 5.0). 

Per una transizione ecologica vera serve utilizzare esclusivamente legname proveniente da foreste gestite in modo responsabile, pannelli certificati privi di formaldeide, tessuti ed imbottiture naturali o rigenerate, investire nell'approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili, fare ricerca e innovare nella riciclabilità e dismissione dei prodotti, nella riduzione di imballaggi e degli scarti, in processi produttivi meno inquinanti e pericolosi che prevedano l’uso di vernici ad acqua composte da materie prime naturali e il recupero, una volta depurate, delle acque usate anche nel ciclo dei trattamenti galvanici. 

Come altrimenti si ritiene di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55 per cento rispetto allo scenario del 1990 entro il 2030? 

A Meda non disponiamo di politiche di economia circolare, di gestione dei rifiuti domestici con misure di ulteriore minimizzazione (mediante la raccolta puntuale) dell’indifferenziato e smistamento, riutilizzo e riciclaggio in siti più vicini, delle sue componenti differenziate, di gestione e di tutela del verde pubblico e privato, di strumenti che riducano e rallentino il traffico e incentivino e premino: la mobilità lenta, il risparmio idrico, la produzione di energia da impianti fotovoltaici fino al 45% del fabbisogno di elettricità e da pompe geotermiche, e di provvedimenti contro l’inquinamento e di riduzione delle emissioni. 

E’ indispensabile un cambio netto di rotta. 

Il regolamento del Next Generation EU prevede che un minimo del 37 per cento della spesa per investimenti e riforme programmata nei PNRR nazionali debba sostenere gli obiettivi climatici. 

Inoltre, tutti gli investimenti e le riforme previste da tali piani devono rispettare il principio del "non arrecare danni significativi" all’ambiente, la cui tutela, insieme alla biodiversità e agli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni è ora riconosciuta anche nella Costituzione sia nella parte dedicata ai Principi fondamentali (art.9), che in quella che disciplina i rapporti economici (art.41 limiti dell’iniziativa economica privata).
Nonostante queste promettenti premesse inducano a credere che la cura e la rigenerazione di questo bene comune siano, a questo punto, scontate, permangono volontà politiche ed imprenditoriali pronte ad ostacolarle piegandole ai propri interessi. 

E’ il caso di Pedemontana: considerando il cemento e l’asfalto ancora fattori strategici di successo nell’economia che verrà, la Lega e i suoi alleati che governano Regione Lombardia e in parte i comuni della tratta, perseverano a sostenerla. Un’autostrada vecchia di 40 anni, dai costi iperbolici a fronte dei benefici previsti, divoratrice di risorse altrimenti destinabili, rischiosa per la comunità a causa delle ricadute negative sul fronte del traffico e delle criticità legate alla diossina a Seveso e Meda, progettualmente approssimativa, tanto che non è ancora definito dove e come dovrebbe terminare. 

Il PNRR è decisamente l’esempio da seguire: per la prima volta stabilisce un criterio e pretende la prova degli esiti per ottenere i pagamenti.
Ne consegue che nel caso delle pubbliche amministrazioni, esse potranno verificare quante e quali competenze di tipo tecnico e organizzativo manchino per garantire certezze nei servizi fondamentali in salute, welfare, scuola, mobilità, casa e ambiente.
I fondi ai Comuni permetteranno di procedere a nuove assunzioni; gli apparati amministrativi, rinnovati e innovati con la formazione del personale, potranno fronteggiare la domanda di servizi in aumento e in un contesto di spese per investimenti che aumenteranno. 

L’analisi del PNRR della provincia di Monza e Brianza formulata dalla Rete delle Liste Civiche ambientaliste e di sinistra, evidenzia che i comuni oggi gestiscono solo una parte dei contenuti amministrativi; sebbene abbiano una funzione strategica, i servizi maggiori sono esternalizzati.
Si nota che gli interventi nei territori sono stati una sommatoria di interventi puntuali più che un’agenda di sviluppo, miopi verso le criticità della condizione socio-economica delle persone e che permangono tuttora chiusura al dialogo sociale e al coinvolgimento, che ne hanno caratterizzato la costruzione.
Il cambiamento sarebbe ancora più forte se diventasse anche un Piano dei Cittadini che devono essere informati e coinvolti e si ricercasse una più intensa partecipazione ai processi decisionali della società civile e delle sue rappresentanze.

Invitando tutti insieme a ricercare le risposte, domanda: di quali strumenti nuovi necessiteremo per continuare il cammino di Ripresa e Resilienza dopo che nel 2026 terminerà il PNRR?

Quali ‘vuoti’ saranno rimasti e come li colmeremo?

giovedì 12 gennaio 2023

IL COORDINAMENTO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE - NO CANTURINA BIS INCONTRA IL PARCO GROANE-BRUGHIERA CHIEDENDOGLI DI OPPORSI A NUOVE STRADE NEL PARCO

A distanza di un po' di tempo, torniamo ad occuparci dell'argomento Canturina bis, la progettata strada che la Provincia di Como vorrebbe realizzare facendola transitare in aree che sono parte del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera (vedi immagine).
Proprio con rappresentanti del Parco, il 10-1-023, s'è incontrata una delegazione del Coordinamento per la Mobilità Sostenibile - No Canturina bis al fine di comprendere volontà e parere dell'ente sull'intenzione di costruire una strada in aree sottoposte ad un livello di tutela ambientale.
S'è considerato che nella formulazione della Variante generale al Piano Territoriale del Parco adottata il 21-12-2021, risulta essere stata presa in considerazione l’ipotesi progettuale e la volontà di alcune Amministrazioni locali e della Provincia di Como per la realizzazione della strada denominata “Canturina bis".
Nell'incontro abbiamo sottolineato la necessità di una espressione chiara da parte dell’Ente Parco che dichiari l’incompatibilità della Canturina Bis rispetto all'obiettivo di tutela dell'ambiente e del territorio incluso nel perimetro del Parco.
Ci ha un poco stupito come sinora l’unica presa di posizione data dal Parco sia quella esplicitata due anni fa all’amministrazione provinciale di Como, inserita poi anche nella relazione tecnica dei documenti concernenti la variante al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), in cui sostanzialmente l’ente si è pronunciato per un tracciato della Canturina Bis localizzato ai bordi del Parco, in prossimità dell’abitato di Cantù e secondo quanto definito nel PTCP provinciale.
L'anno scorso, la medesima Provincia di Como ha consultato i comuni di Carimate, Figino Serenza, Cantù e Mariano Comense sull'ipotesi progettuale del tracciato “gronda”, ma non si è curata di chiedere, raccogliere e formalizzare un parere “ufficiale” del Parco che riteniamo essere molto importante.
La struttura tecnica del Parco, non ha escluso che Regione Lombardia, che già ha caldeggiato di non inserire nel PTC le opere stradali previste nel suo Piano Viabilistico, possa avocare a sé pareri e autorizzazioni.
Su richiesta del Coordinamento è stato esplicitato lo stato dell'iter della Variante al PTC che vedrà nei prossimi mesi l’Assemblea dell’ente discutere sulle controdeduzioni alle osservazioni. Tra di esse vi sono anche quelle presentate come Coordinamento e come gruppi ad esso aderenti che chiedono lo stralcio dei progetti della Canturina Bis e della tangenzialina ovest di Mariano.
Rispetto alla tangenziale di Mariano, che al momento non risulta contemplata nel PTC in quanto non presente negli attuali strumenti di pianificazione urbanistica comunali (peraltro con un PGT in fase di variante proprio per l’inserimento di tale infrastruttura), l’indicazione del Parco di realizzarla in aderenza all’urbanizzato è stata ritenuta non fattibile dall’amministrazione marianese.
In conclusione, essendo stati presenti, ci sentiamo poco rassicurati dal confronto con i rappresentanti del Parco Regionale Groane-Brughiera, vista l'attuale mancanza di una posizione chiara e non ambigua sull'argomento.
 
Sinistra e Ambiente - Impulsi Meda
 
Sotto, il comunicato stampa congiunto del Coordinamento per una Mobilità Sostenibile - No Canturina bis sull'incontro.
 

giovedì 22 dicembre 2022

SULL'INCONTRO MEDESE PER LE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI (CER)


Comunità Energetiche Rinnovabili:
un prezioso strumento di cittadinanza attiva

 

Il 6 dicembre 2022 si è tenuto un incontro pubblico dal titolo “Comunità Energetiche, dal dire al fare”. All’incontro Sinistra e Ambiente – Impulsi era presente per raccogliere informazioni e per valutarne i contenuti.
Se scopo della riunione, organizzata dall’amministrazione comunale di Meda, era quello di spiegare cosa siano le comunità energetiche rinnovabili e di fornire le informazioni necessarie per avviarle, si può certamente affermare che il risultato sia stato solo parzialmente conseguito.
Chi scrive ha dovuto ricorrere alla successiva ricerca e lettura di testi per integrare quanto nella serata è emerso faticosamente. Colpa in parte di una regia che ha previsto interventi che avrebbero dovuto introdurci nell’argomento ma che si sono invece distinti per la ripetizione di notizie già note e per la pochezza informativa per comprendere la novità della loro istituzione previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) in cui alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è affidato un ruolo da protagonista nel processo di trasformazione del sistema energetico europeo.
Impalpabile l’esposizione di Alessandro Corbetta della Lega, consigliere e componente della Commissione Ambiente di Regione Lombardia, che ha quantificato in 22 milioni di euro lo stanziamento regionale per le CER. Questo scarso finanziamento servirà per coprire le manifestazioni d’interesse che dovranno essere presentate entro l’anno. È stata comunque annunciata la proroga temporale fino ad aprile 2023.
Scontata la sola lettura di dati che ha fatto Pavarin di APA Confartigianato, priva però di un approfondimento per svelare le ragioni delle dinamiche e delle scelte economiche e geopolitiche che hanno determinato, a partire dal 2019, le impennate dei prezzi delle forniture di energia, insostenibili per famiglie ed imprese (fino a +986% per l’elettricità e +1065% per il gas rispetto al 2004).
Come se non fossimo in grado di comprenderne la gravità e non ci fossimo già mossi di conseguenza, ha concluso suggerendo ai presenti di verificare le condizioni economiche dei contratti che ognuno dei presenti ha stipulato con i distributori e in ultimo di abbassare le temperature delle nostre abitazioni. Inevitabile decidere di stare un poco più al freddo, ma poi, purtroppo si continua a basare il sistema energetico su fonti fossili che risentono di dinamiche non controllabili dai governi, esponendo i consumatori alle fluttuazioni del mercato su prodotti senza futuro in Europa. 
Necessario dare un’idea dell’ordine di grandezza degli interventi che il solo governo Draghi ha messo in atto per fronteggiare il caro bollette (dalla nota di aggiornamento al Def, pubblicata il 30 settembre 2022):
nel corso del 2021 e 2022 circa 62,6 miliardi (3,3 per cento del PIL) di cui 5,5 miliardi (0,3 per cento del PIL) per il 2021 e 57,1 miliardi (3,0 per cento del PIL) per il 2022, inclusivi dei 3,8 miliardi stanziati con la legge di bilancio per il 2022.
Le misure sono raggruppate in quattro categorie: contenimento dei costi delle bollette, bonus sociali per le utenze elettriche e del gas, crediti di imposta per le imprese, riduzione delle accise sui carburanti.
Tra le azioni volte a contrastare il generale aumento dei prezzi, quella più rilevante è senz'altro l'erogazione delle indennità una tantum (9,8 miliardi) a diverse categorie di lavoratori, pensionati e beneficiari di altre prestazioni sociali. A questi vanno aggiunti 9,1 miliardi (decreto Aiuti quater, ultimo trimestre 2022) più 21 miliardi (legge di Bilancio 2023) per i provvedimenti rinnovati dal governo Meloni fino al primo trimestre 2023.
Viene da chiedersi quali effetti si sarebbero prodotti se simili ingenti risorse fossero state investite in efficienza energetica e fonti rinnovabili.

L'attività della Provincia di MB

Inerenti a ltema della serata i contributi dell’architetto Antonio Infosini, dirigente della Provincia di Monza e Brianza, della dott.ssa Brogi e dell’ing. Bartolomeo in rappresentanza della cooperativa ènostra con cui la Provincia ha attivato un percorso per verificare la fattibilità di progetti di produzione, autoconsumo collettivo e individuale con la costituzione di comunità energetiche rinnovabili.
Per scelta della Provincia, la proposta è rivolta esclusivamente alle piccole-medie imprese del territorio per concretizzare nel breve-medio termine un risparmio sui costi energetici e nel medio-lungo termine l’incremento di impianti da fonti pulite e rinnovabili.
Lo studio di fattibilità si è concluso ipotizzando 4 diverse tipologie pilota (cluster) cui corrispondono diversi scenari d’investimento a seconda dei quali si produrranno benefici economici conseguenti.
Sono stati validati 20 progetti dei 32 presentati, nessuno dei quali nel nostro comune, non essendoci candidature di soggetti medesi. Sebbene quello del legno e arredamento non sia un comparto industriale particolarmente energivoro, lascia comunque perplessi il disinteresse delle aziende medesi a partecipare ad un progetto che offre loro indubbi vantaggi economici e ricadute positive anche in termini d’immagine.
Certo è che le comunità energetiche fanno appello a forme di alleanze e all’assunzione di responsabilità ambientale, economica e sociale che forse la cultura produttiva medese non dispone nella sua completezza. D’altronde per una nascente comunità energetica le imprese del territorio, che dispongono con abbondanza di ampie coperture sugli edifici su cui installare impianti, sono necessariamente una risorsa fondamentale.
Ma non solo alle aziende è rivolto l’invito alla costituzione delle Comunità Energetiche.

Come funzionano le CER
Come hanno esposto i relatori di énostra, tutti, che siano cittadini piuttosto che enti, scuole, cooperative, condomini o amministrazioni, possono apertamente e liberamente aderire in modo revocabile a queste entità giuridiche che permettono di produrre, condividere e consumare energia elettrica generata da nuovi impianti fotovoltaici (o da altri impianti di energia rinnovabile, per esempio geotermico), basta che si trovino in prossimità dei consumatori, tutti nella rete di distribuzione della cabina primaria.

Sebbene l’Italia abbia da subito recepito la direttiva UE in materia di sostenibilità energetica del 2018, con l’obiettivo entro il 2030 di produrre, anche mediante le CER, fino al 32% del fabbisogno di elettricità da fonti rinnovabili (aumentato al 45% con il recente programma RePowerEu), mancano ancora i decreti attuativi del decreto legislativo di fine 2021 e l’approvazione delle tabelle dei nuovi incentivi da parte dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera). Questo vuoto ritarda l'avvio delle CER.
Delle circa cento CER di cui si conosce l’esistenza, solo alcune unità sono al momento operative. Distribuiscono periodicamente ai loro aderenti benefici economici grazie al risparmio in bolletta e ai più sostanziosi incentivi statali. Un risparmio stimato intorno al 20%, dipendentemente dalla posizione geografica e dal rendimento dell’impianto, per ogni kilowattora prodotto.
La ripartizione del risparmio tra gli aderenti è stabilita liberamente da ciascuna comunità attraverso un contratto e spetta solo per quella parte di energia consumata nella stessa fascia oraria di produzione. Da ciò appare subito chiaro come queste realtà, la cui potenza complessiva non deve superare un megawatt (vale a dire 1 milione di watt che corrispondono per es. a 2500 pannelli FV da 400W ciascuno) con tutti gli utenti collegati alla stessa cabina primaria e che continuano a pagare per intero la bolletta al proprio fornitore di energia, possono essere solo frutto di un equilibrio di interessi diversi, come risultato di uno studio preliminare in cui vengono analizzati attentamente i consumi reali e i loro flussi.
Se sono evidenti i benefici economici stabili e importanti, tali da garantire un ritorno dell’investimento stimato in pochi anni, sono intuibili quelli ambientali con significativa diminuzione delle emissioni di CO2. Dei benefici sociali si stanno accorgendo le amministrazioni comunali promotrici dell’iniziativa.

Cosa sta facendo Meda
L’amministrazione medese segue due filoni.
Quello di puntare a CER con aziende locali che hanno impianti fotovoltaici installati di recente o che intendono installarli. Per ora le disponibilità son tutte da cercare e creare.
L’altra azione, che non ha riscosso successo, è rivolta alla creazione di una comunità energetica con le famiglie delle case di proprietà comunale, sui cui tetti vorrebbero installati pannelli fotovoltaici, a costo praticamente quasi zero, utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Legge Regionale 2/2022.

Questa difficoltà, inspiegabile per il sindaco Santambrogio se non con ragioni comunicative, obbliga chiunque si dedichi alla cosa pubblica a qualche riflessione.
Com’è possibile che famiglie, presumibilmente in situazioni di povertà energetica, rinuncino alla possibilità di un risparmio sui consumi delle loro bollette e non forniscano il numero fondamentale della loro fornitura (il pod) per l’attivazione?
Noi ipotizziamo che qualsiasi comunità, non solo quelle energetiche, necessiti di tempo per essere costruita e che servano molteplici sforzi per facilitare la partecipazione e la consapevolezza di chi si vuole coinvolgere. Occorre dotarsi di strumenti adeguati e di una strategia a lungo termine che non ci pare abbiano questa amministrazione e la maggioranza che la sostiene.
Una maggioranza chiusa e indisposta al confronto, che appare inadeguata e impreparata ad affrontare seriamente temi come la transizione ecologica e le disuguaglianze sociali che sono tra loro intrecciati.
E’ il caso per esempio dell’emergenza abitativa che già ante Covid era in crescita preoccupante: rischia ora di divenire un fenomeno non più governabile con gli sfratti che incombono dopo la fine della moratoria (come scritto sui documenti dei Piani di Zona – Ambito territoriale di Seregno, cui Meda fa capo) a cui si deve aggiungere la cancellazione del governo Meloni dalla manovra del fondo sostegno all’affitto e di quello per morosità incolpevole.
É carente il numero di alloggi pubblici e le pessime condizioni di una parte di quelli comunali ne impediscono l’accessibilità e c'è la difficoltà per una parte sempre più numerosa delle famiglie medesi a fronteggiare le spese per l’affitto.
S'è sollecitato l’amministrazione a che ne riordinasse il sistema, aumentasse immediatamente l’offerta con la sistemazione dell’ex CFP per l’housing sociale (da questa giunta ulteriormente rimandata) e tracciasse, mettendola a disposizione, una mappatura puntuale degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per riqualificare e ridurre il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio pubblico.
In tale situazione, le comunità energetiche rinnovabili e i fondi del PNRR sono per gli enti comunali indubbiamente un’opportunità e uno stimolo.
A Meda, giocare d’anticipo una partita in solitaria senza preventivamente confrontarsi e dialogare, ha fatto si che la CER non sia stata adeguatamente compresa.
Una buona amministrazione non deve solo curare gli aspetti tecnici e formali ma impegnarsi a creare un tessuto di relazioni solidali e collaboranti costituito da tutti coloro che abitano il territorio e che riconoscono la responsabilità di viverlo insieme. 
Enti e associazioni laiche e religiose che sviluppano temi sociali, ambientali, solidaristici, assistenziali e culturali nell’interesse generale delle comunità in cui operano possono esercitare un ruolo determinante di facilitazione, di garanzia e di coprogettazione.
Sono tre i motivi, coerenti con gli scopi istituzionali delle comunità energetiche, che ci spingono a suggerirne il loro coinvolgimento: le finalità che perseguono, il radicamento territoriale e infine i modelli di governance.
E’ tempo in cui le istanze locali possono fare la differenza purché trovino nuove forme di aggregazione dal basso in grado di attivare percorsi di cittadinanza.
Proponiamo quindi alla cittadinanza intera e a chi a vario titolo la rappresenta l’avvio di un processo partecipativo diffuso con l’apertura di uno sportello dedicato ad informare, ricercando la fattiva collaborazione del terzo settore, degli amministratori e delle proprietà d’immobili (residenziali, commerciali o industriali), e delle parrocchie, cui ricordiamo, il Comitato Scientifico e organizzatore delle Settimane sociali della Chiesa ha rivolto l’appello, lanciato a Taranto lo scorso anno e ripreso dalla Diocesi di Milano nel convegno del 15 ottobre scorso, a favore di «un rapido avvio dei processi necessari a sostenere la nascita di Comunità energetiche rinnovabili».