Il gruppo di SINISTRA e AMBIENTE opera a Meda, provincia di Monza e Brianza - MB.
Siamo un soggetto politico locale che lavora sul territorio, dicendo la nostra anche su vicende di politica nazionale ed estera.
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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare
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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA
A CAMBIARE IL PAESE
DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà,
sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche. Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.
"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa." (da Il mondo secondo Fo)
Ne avremmo fatto volentieri a meno, avremmo preferito scrivere e dibattere d'altro, ma, purtroppo, causa le recenti esternazioni del Sindaco Caimi sul nostro Consigliere Comunale (riprese dalla stampa), per il gruppo di Sinistra e Ambiente corre l'obbligo di una risposta adeguata alle stesse e di alcune precisazioni.
E' la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale sulla Pedemontana avanzata da un gruppo di Consiglieri, compreso quello di Sinistra e Ambiente, l'elemento scatenante che innesca le esternazioni di Caimi.
Tenete presente che la Commissione Territorio e Ambiente attende da tempo una disponibilità del Sindaco a relazionare dettagliatamente sul tema. (ne abbiamo trattato qui).
Da Il Cittadino del 06-12-014
La RISPOSTA DEL GRUPPO DI SINISTRA E AMBIENTE:
LA REALTA’ RIBALTATA DI CAIMI.
Poca memoria e una realtà ribaltata in ciò che Caimi, a ruota libera, esprime ed è ripreso da blog e giornali, rispetto al nostro Consigliere Comunale.
Poca memoria perché il Sindaco dovrebbe sapere che la maggioranza l’hanno decisa GLI ELETTORI e non gli umori di un Sindaco e gli elettori hanno scelto, nel 2012, una COALIZIONE POLITICA con anche Sinistra e Ambiente al suo interno.
Poca memoria perché non si ricorda che Sinistra e Ambiente è stata fondamentale nell'elezione del sindaco, sia nel primo turno delle amministrative sia e soprattutto al ballottaggio dove Caimi ha prevalso per un solo voto, cosa che dovrebbe tenere in considerazione, invece di lanciarsi in filippiche oltremisura.
Ribaltamento della realtà perché dalla nascita della Coalizione, Sinistra e Ambiente ha sempre chiesto con cocciutaggine INCONTRI POLITICI di maggioranza tra tutta la Coalizione, l’esecutivo e il Sindaco. Incontri che sono la normalità in tutti i luoghi dove una Coalizione amministra. Incontri che però, a Meda, non si sono mai tenuti per esplicita volontà del Sindaco.
Tutto nel solco del “ci confrontiamo solo con quelli che la pensano esattamente come noi” tant’è che l’esecutivo ha operato senza alcuna collegialità con gli appartenenti alla coalizione, senza la ricerca di sintesi, ma solo “informando”.
Confusione, perché Caimi non distingue tra il ruolo ISTITUZIONALE di Sindaco, comprensivo della partecipazione alle COMMISSIONI ISTITUZIONALI e un ruolo politico che sarebbe proprio del gruppo del Pd e non suo. E’ il Sindaco di tutti o è il segretario di un partito ?
Anche se a Caimi non piace, Sinistra e Ambiente e non il solo suo Consigliere Comunale sono “maggioranza” e Colombo è Presidente della Commissione Territorio e Ambiente perché il centrosinistra ha vinto (di un pelo) le elezioni a Meda e Sinistra e Ambiente ne è parte. Caimi è Sindaco anche per i voti di Sinistra e Ambiente. Se non lo ricorda più, cogliamo l’occasione per rammentarglielo.
Sul fatto specifico che il nostro Consigliere Comunale abbia firmato con altri per un consiglio sulla Pedemontana, ricordiamo che è una prerogativa di ogni Consigliere ai sensi del regolamento ma soprattutto che un Consiglio Comunale, un incontro pubblico istituzionale sulla Pedemontana e pure una relazione del Sindaco in Commissione Territorio e Ambiente, avrebbe dovuto tenersi da tempo, sia per condividere informazioni sia per un sano dibattito tra tutti, anche con argomentazioni differenti. Ma questo, per Caimi pare una scelta “d’opposizione”. Che significa ? Da quando chiedere di informare e di dibattere è diventato “fare opposizione” ? Ma forse, anche qui fa tutto il Sindaco.
Insomma invece di attacchi “ad personam” sarebbe più opportuna una profonda riflessione sul metodo e sulle azioni attuate. Ma forse chiediamo troppo. Sinistra e Ambiente Meda
Dopo la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale sulla Pedemontana sottoscritta da 5 Consiglieri, l'OdG proposto è stato inserito al primo punto in un Consiglio Comunale che si terrà in data MERCOLEDI 10-12-014 dalle ore 20.30 presso il palazzo Comunale in Piazza Municipio a Meda.
L'inchiesta "Mafia Capitale" della Procura di Roma ha scoperchiato l'ennesimo verminaio di questo povero paese, balzato al primo posto in Europa nel rapporto Trasparency International per quanto riguarda l'indice della CORRUZIONE percepita.
Una corruzione e un malaffare che in quel di Roma coinvolge personaggi della destra neofascista, della malavita, gestori di cooperative sociali, funzionari collusi, ex assessori della giunta capitolina e presidenti di consiglio targati Pd.
C'è un aspetto ODIOSO e particolarmente DISGUSTOSO tra i "rami d'affari" di questa cupola. Quello sulla gestione delle "emergenze" Rom e Sinti e quello sui rifugiati.
Hanno "lucrato" anche su questo, aumentando a dismisura l'inserimento di persone nei campi e nei centri gestiti dalle cooperative legate a questo malaffare, immaginatevi con quale servizi poi effettivamente resi e con quali conseguenti tensioni sul territorio .
Un ciclo che in quel di Roma non ha fatto altro che alimentare poi dimostrazioni di stampo razzista e la becera campagna della destra xenofoba contro i campi e i centri di prima accoglienza.
Questo è il nostro paese.
Sotto, due articoli de Il Manifesto che illustrano con chiarezza la vicenda.
Mafia capitale dell’emergenza
— Eleonora Martini, ROMA,
Roma. Il
«pericolo» rom, l'allarme immigrati e gli sbarchi di minori non
accompagnati dal Nord Africa. Occasioni ben colte dal sistema di
corruzione politico-criminale ricostruito nell'inchiesta «Mondo di
mezzo».Dai «campi nomadi» ai centri di accoglienza: il giro d'affari dei
solidalizi «mafiosi» indagati dalla procura di Pignatone. E gli enti
che si sono arricchit.
«Lo sai quanto ci guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga
rende meno», dice Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa
29 giugno (aderente alla LegaCoop), durante una telefonata
intercettata dai Ros nell’ambito dell’inchiesta sulla «mafia
capitale». Poi, in un’altra conversazione: «Tutti i soldi utili li
abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli
immigrati». Nell’ordinanza di arresto firmata dal Gip Flavia
Costantini si riportano i contatti dei sodali di Buzzi con Emanuela
Salvatori, responsabile rom e sinti del V Dipartimento del
Campidoglio.
Gli investigatori in più parti riferiscono «la capacità» dei
sodalizi indagati «di interferire nelle decisioni dell’Assemblea
Capitolina in occasione della programmazione del bilancio
pluriennale 2012/2014 e relativo bilancio di assestamento di Roma
Capitale, avvalendosi degli stretti rapporti stabiliti con
funzionari collusi dell’amministrazione locale, al fine di ottenere
l’assegnazione di fondi pubblici per rifinanziare “i campi nomadi”,
la pulizia delle “aree verdi” e dei “Minori per l’emergenza Nord
Africa”, tutti settori in cui operano le società cooperative di
Salvatore Buzzi».
E in effetti è sulle «emergenze», lo sappiamo — in questo caso
rom, rifugiati e minori non accompagnati, altre volte sono state le
calamità naturali — che si costruisce la fortuna della
criminalità organizzata. Non a caso il 21 maggio 2008, l’allora
premier Silvio Berlusconi firmò il decreto per dichiarare lo «stato
di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi»
che venne poi prorogato fino a tutto il 2011. Ed è la Capitale il
laboratorio per la realizzazione del “sistema campi”, più volte
stigmatizzato dalle istituzioni europee.
Fu «proprio nel triennio 2009–2011 che la giunta Alemanno —
racconta Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio —
spese, per la gestione degli 11 insediamenti istituzionali nei
quali vivono circa 5.000 degli 8.000 rom presenti a Roma e per le 54
azioni di sgombero forzato che hanno coinvolto circa 1.200 rom, oltre
34 milioni di euro l’anno». Un conto presto fatto se si aggiunge alla
gestione corrente del “sistema campi”, che costa al Campidoglio
circa 24 milioni l’anno, i 32 milioni reperiti dal Viminale per
accompagnare il triennio dell’emergenza, durante il quale tutto era
permesso, e i soldi venivano erogati ad affidamento diretto, senza
bandi di concorso. «In realtà è prassi anche della gestione corrente
dei campi», continua Stasolla.
Prendiamo per esempio il “villaggio della solidarietà” di
Castel Romano, il più grande di Roma, quello che tra il 2010 venne
ampliato per accogliere le famiglie rom sgomberate dai “campi
tollerati” di La Martora e Tor de’ Cenci. E per il quale, secondo
l’ordinanza di arresto, Buzzi avrebbe chiamato il Comune per chiedere
«l’allargamento dell’allargamento». Secondo il dossier redatto dalla
“21 luglio”, per ospitare 989 abitanti sono stati spesi nel 2013
(cifra simile anche negli anni precedenti) 5.354.788 euro, di cui il
70,7% per la gestione, il 17,1% per la sicurezza, il 12% per la
scolarizzazione e zero per l’inclusione sociale. Il 93,5% dei fondi
sono stati erogati in affidamento diretto ai 16 soggetti operanti.
Ma è Eriches (l’Ati della cooperativa di Buzzi, la 29 giugno) che
si aggiudica la maggior parte del malloppo: il 36,1% dei fondi.
Complessivamente, per segregare 4391 rom negli 8 villaggi
attrezzati, si sono spesi 16,4 milioni di euro l’anno; per
concentrare 680 persone nei 3 «centri di raccolta rom», i romani
hanno pagato altri 6,2 milioni circa; e per allontanare 1231 persone
nei 54 sgomberi forzati del 2013 se ne sono andati altri 1,5 milioni.
L’altro grande affare è quello dei rifugiati e richiedenti asilo,
per ciascuno dei quali gli enti gestori che vincono i bandi emessi dal
Viminale attingendo ai fondi Sprar (il Sistema di protezione per
richiedenti asilo) percepiscono 35 euro al giorno. Secondo
l’inchiesta di Pignatone, Luca Odevaine, il capo gabinetto di
Veltroni, si sarebbe adoperato (ma questo non è un crimine) per
orientare i flussi di smistamento sul territorio italiano dei
rifugiati facendo levitare da 250 a 2500 i posti assegnati a Roma.
Ma è sui minori non accompagnati che il «Mondo di mezzo», secondo
gli inquirenti, concentra maggiormente le attenzioni. Ovvio,
perché per ogni ragazzo straniero il budget erogato sale a circa 50
euro al giorno. Durante l’«emergenza Nord Africa» del 2011, a Roma
arrivarono circa duemila minori, anche se «a volte, quando
arrivavano nei centri, ci accorgevamo che in realtà erano adulti
e dovevamo rifiutarli», racconta Gabriella Errico, presidente della
cooperativa Un sorriso che gestisce il centro di Tor Sapienza
balzato agli onori delle cronache. L’assegnazione della gestione
delle strutture, in quel periodo, veniva fatta «solo ed
esclusivamente dal Comune» senza bandi.
«Re incontrastato dell’assegnazione dei progetti per l’accoglienza
rifugiati e minori è il consorzio Ericles che fa capo alla Coop. 29
giugno — racconta Claudio Graziano, responsabile rifugiati
dell’Arci — seguita dalla Domus caritaris, del Vicariato e da
Axilium e Arciconfraternita, eredi della vecchia La Cascina, di
Comunione e liberazione». Tutti gli altri enti gestori arrivano
largamente dopo. «Anche se — aggiunge Graziano — districarsi nel
ginepraio di enti che gestiscono i centri per minori
è difficilissimo perché cambiano continuamente nome».
Non solo: tra centri affidati dagli enti locali con i fondi Sprar
e quelli aperti dalla prefettura nei periodi di “emergenza” «nessuno
sa bene quante siano le risorse e come vengono distribuite». «In
tanti anni che lo chiediamo — conclude Graziano — non siamo mai
riusciti ad ottenere un tavolo di coordinamento di questi servizi
di accoglienza».
Sequestrati beni per 200 milioni.
Le indagini puntano alla Regione
— Andrea Colombo, ROMA,
Mafia capitale. Decisivo per i pm il ruolo di Carminati. Alemanno: «Ho sbagliato dal punto di vista umano»
Massimo Carminati
Ieri mattina, a Regina Coeli, sono cominciati gli
interrogatori. Nessuno dei 14 indagati sentiti dai magistrati,
tranne l’ex ad dell’Ama Franco Panzironi, ha aperto bocca. Lo stesso
Panzironi non è andato oltre il ribadire la propria innocenza. Ma
la vicenda è appena all’inizio. Filtrano voci su una nuova e imminente
ondata di iscrizioni nel registro degli indagati, e questa volta
toccherebbe alla Regione Lazio.
La magistratura, intanto, ha disposto il sequestro dei beni di
alcuni indagati: robetta da 204 milioni. Macchine, terreni,
appartamenti, negozi, quote societarie: di tutto si può dubitare
tranne che del rapido arricchimento dei presunti aderenti
all’organizzazione ribattezzata dagli inquirenti «Mafia Capitale».
Una parte di quei capitali, 40mila euro, sarebbe finita anche alla
Fondazione Nuova Italia dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno,
che si è autosospeso da tutte le cariche in Fratelli d’Italia e al
Tg1 ha dichiarato: «Sicuramente ho sbagliato a sottovalutare la
componente umana, non ho dato la giusta attenzione alla scelta della
squadra, mi assumo la responsabilità politica». Ma è solo una
delle onde che si avviano a sommergere la politica romana, e neppure
la più grossa. Nell’epicentro del terremoto c’è il Pd.
Il M5S chiede lo scioglimento del Comune, la presidente della Camera
Laura Boldrini esprime«sdegno totale». L’esponente del Pd della
capitale Roberto Morassut vuole «l’azzeramento del Pd romano». Il
sindaco Ignazio Marino promette che «con i cittadini onesti Roma
cambierà davvero». Ma non sono gli strepiti, questi e molti altri,
a restituire il senso di quanto profonda sia la scossa. Sono i fatti
in sé, senza bisogno di commenti.
L’elemento da alcuni punti di vista più inquietante dell’intera vicenda
è la facilità con cui Massimo Carminati è passato dal controllo
quasi totale sugli appalti e sulle nomine nel corso dell’era Alemanno
alla conferma di un potere quasi identico con i successori.
Stando a quanto la magistratura ha deciso di rendere pubblico,
proprio del potere personale di Carminati si tratta. Più che di
«Mafia Capitale» si dovrebbe infatti parlare di «Carminati
Capitano». Nella ricostruzione degli inquirenti, l’ex «Nero» della
Magliana non è solo «la figura apicale», ma il perno intorno a cui
ruota ogni cosa, tutt’al più in tandem con Salvatore Buzzi, l’ex
detenuto comune (omicidio colposo ai danni della consorte) che
aveva creato un impero nelle cooperative sociali, a partire da
quella cooperativa «29 giugno» fortemente sponsorizzata e poi
protetta dall’ex assessore regionale al Bilancio Angiolo Marroni,
Pd (non coinvolto, va sottolineato, nell’inchiesta in corso).
L’elemento coercitivo in base al quale la procura di Roma contesta
l’associazione mafiosa ex 416bis è costituito, a conti fatti, solo
dalla presenza di Carminati, sufficiente, scrivono gli
inquirenti, a incutere terrore. In realtà di episodi di violenza,
per quanto riguarda il «mondo di sopra», non ne risultano quasi,
e anche le minacce sono limitate. A renderle temibili è solo il fatto
che provengano da tanto criminale.
Almeno stando a quel che se ne sa al momento, l’aspetto
dell’associazione mafiosa è davvero fragile, basato appunto all’80%
e oltre sulla partecipazione, anzi sulla direzione, di Carminati.
Con tutta la fiducia possibile nei togati, è un po’ poco.
Soprattutto, la deflagrante accusa di aver costituito una Cosa Nostra
romanesca rischia di non mettere nel dovuto risalto quel che
l’inchiesta e le intercettazioni raccontano del livello, che dire
basso è ancora niente, raggiunto dalla politica a Roma, come
probabilmente in molte altre importanti realtà locali. Non a caso
una quantità di vicende affrontate dagli inquirenti è citata nelle
carte per dare un’idea della situazione, ma senza che sia stato
raccolto il materiale probatorio necessario per procedere.
A leggere le carte dell’inchiesta non sembra tanto di trovarsi di
fronte al Padrino quanto a una versione all’amatriciana, ma non meno
ignobile, di House of Cards. Pressioni, manovre, anche minacce,
corruzione, condizionamenti di ogni tipo per piazzare le persone
ingiuste al posto giusto. In realtà, più che ai suoi trascorsi
criminali con la Magliana, sembra che Carminati debba il potere
e l’influenza di cui gode a quelli di neofascista noto e stimato in
quell’ambiente. Dicono ad esempio che proprio Carminati abbia
offerto la propria alta garanzia a sostegno di Riccardo Mancini,
l’ex ad di Eur spa, inviso ai suoi ex camerati arrivati al potere
a Roma per alcune delazioni e accuse ai tempi degli spari. E ancora
Carminati avrebbe speso il suo persuasivo carisma per convincere
l’ex capo della segreteria di Alemanno, Lucarelli, a confermare il
ruolo della cooperativa di Buzzi «29 giugno», inizialmente
destinata a essere affondata in quanto eredità della passata
amministrazione di centrosinistra.
Ma qualunque fosse il fondamento del potere di Carminati è un
fatto che, dopo aver trasformato gli appalti romani (e non solo) in
una fonte inesauribile di arricchimento con la giunta Alemanno, il
gruppo abbia proseguito col vento in poppa anche con
l’amministrazione di centrosinistra. Lo ha fatto, se le accuse
saranno confermate, molto più comprando che minacciando. In diverse
intercettazioni Buzzi parla senza mezzi termini di Mirko Coratti,
presidente dell’assemblea capitolina, come di un dipendente a libro
paga.
Sarà la magistratura a stabilire quanto il malaffare sia permeato
all’interno del Campidoglio che però, oggi, appare come una fogna
a cielo aperto.
Nel Consiglio Comunale di Meda del 27/11/014 si è trattato il tema del progetto di aggregazione tra Brianza Energia Ambiente (Bea) e Consorzio Est Milano (Cem Ambiente), i due soggetti che si occupano di rifiuti. Il comune di Meda, ricordiamolo è socio di BEA al 7,34%.
Il primo passaggio contemplato nel progetto di fusione è l'emissione ex novo e il successivo acquisto incrociato di un pacchetto di azioni per un valore di 750.000 euro per cui BEA si troverebbe a possedere il 4,97% del capitale di CEM e CEM il 4,76% del capitale di BEA.
Dopo tale operazione e entro la data del 31-12-2016, le due società dovranno dare applicazione al Piano di Aggregazione e Sviluppo (vedi a fondo post l'allegato), potranno anticipare la fusione o potranno decidere, anche separatamente, la chiusura di tale procedimento.
Insomma, all'apparenza in Consiglio ci si doveva occupare di una mera delibera per autorizzare un aumento di capitale per BEA finalizzato all'acquisto di azioni CEM.
Come ambientalisti, non potevamo però esimerci dal rimarcare alcune riflessioni e valutazioni rispetto all'intero panorama sia dell'aggregazione sia sulle preoccupazioni concernenti le politiche di BEA per il FORNO INCENERITORE DI DESIO.
Ora, è per noi un fattore positivo che si cerchi di costruire un nuovo soggetto PUBBLICO che gestisca il ciclo dei rifiuti. Un ciclo delicato e complicato, in cui il controllo pubblico è per noi essenziale per poter decidere il piano industriale, le tipologie e le priorità d'investimento.
Un controllo pubblico che non deve essere evidentemente spartizione di cariche ma deve consentire l'efficenza e la rispondenza a criteri di trasparenza e dove deve pesare anche la componente sociale e ambientale e non solo quella economica.
E qui sta il punto.
L'attuale piano industriale di BEA (ce ne siamo occupati qui) non contlempa un'indicazione chiara che porti in tempi ragionevoli alla dismissione della tecnologia d'incenerimento e alla chiusura del forno di Desio, soppiantandolo con altre tecnologie che consentano il recupero spinto del rifiuto.
Non la contlempa perchè non accantona risorse economiche utili al "decommising" del forno ma solo per generici studi affidati a terzi (al Politecnico ma non a altre esperienze avanzate).
Non è la stessa cosa di un accantonamento di fondi SPECIFICO, MIRATO e FINALIZZATO.
La fusione BEA-CEM, se arriverà a compimento, porterà alla costituzione di una realtà nuova in grado di erogare il servizio integrato di gestione dei rifiuti su 60 comuni (+ 2 che a breve entreranno) per un totale di 750.000 abitanti e la bellezza di 372.000 t/anno di rifiuti attualmente trattati.
Anche ipotizzando che si centri l'obiettivo di una raccolta differenziata pari all'80% (vedi piano), secondo le stime in progressione del gruppo di lavoro dello stesso Pd provinciale, resterebbe una quantità di rifiuto residuo pari a circa 67.000 t/anno, più che sufficiente a portare alla saturazione il forno inceneritore di Desio per gli anni futuri.
Una condizione che garantirebbe un volume costante e certo di "carburante" per l'inceneritore di Desio.
Una condizione per cui l'incenerimento rischia di confermarsi come una scelta perenne.
Per questo, come ambientalisti oggi come in occasione della passata discussione in CC, (vedi qui e anche qui) continuiamo quindi a chiedere che nel piano industriale sia definito chiaramente l'obiettivo del superamento e dell'accantonamento dell'incenerimento, con l'implementazione di nuove tecnologie.
Una richiesta che può essere portata dai Sindaci o loro delegati (se ne hanno la volontà politica) nell'assemblea dei soci BEA in vista di un nuovo piano industriale per la nuova realtà che nascerà dalla fusione.
Per la ragione semplice che l'argomento dovrà di nuovo essere preso in esame, al compimento della fusione, in Consiglio Comunale, il nostro rappresentante Colombo, ha evidenziato la necessità che questo argomento sia trattato con i dovuti gradi di approfondimento in sede di deputata commissione, invitando PER TEMPO a relazionare non solo i vertici di BEA ma anche enti indipendenti che hanno prodotto studi sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Brianza quali, ad esempio, la Scuola di Agraria di MB.
Di questa complicata partita si deve prendere consapevolezza completa oltretutto considerando che in molti comuni del Bacino BEA, sulla raccolta rifiuti operano altri operatori (GELSIA e ECONORD), con politiche gestionali differenti.
A Meda, in particolare, la raccolta è appaltata a ECONORD che gestisce la piattaforma ecologica di Lentate al servizio anche di Meda e con un contratto che scadrà nel 2016.
Le variabili sono molte e per Sinistra e Ambiente, la giunta di Caimi non può proporre sempre e solo un metodo di lavoro "last minute" su decisioni immodificabili dell'esecutivo.
Dopo aver esplicitato e argomentato quanto sopra, il nostro voto sull'OdG specifico in CC è stato di astensione.
Il 24-11-014, presso il Centro Visite del Bosco delle Querce a Seveso, s'è tenuta la conferenza stampa promossa ed organizzata da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE sugli aggiornamenti concernenti l'infrastruttura autostradale pedemontana.
Con i rappresentanti di Insieme in Rete Gianni Del Pero e Alberto Colombo, al tavolo dei relatori erano presenti il Sindaco di Seveso Paolo Butti e il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta.
Le comunicazioni di Insieme in Rete erano centrate sugli aspetti degli incontri del coordinamento ambientalista con ARPA e con Concessioni Autostradali Lombarde (CAL).
In particolare si sono riportate informazioni sul ruolo di ARPA, sulla caratterizzazione dei suoli contaminati da TCDD e sui contenuti del rapporto della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ove vengono segnalate alcune mancate ottemperanze alle prescrizioni CIPE per la Tratta B1.
Alla conferenza stampa erano presenti anche Rosella Rivolta, Sindaco di Lentate Sul Seveso, Giuliano Soldà, Sindaco di Bovisio Masciago e l'Assessore Luca Vaghi per il Comune di Cesano Maderno.
I dettagli sono esplicitati nel comunicato di Insieme in Rete che proponiamo unitamente al corposo materiale relativo alle mancate rispondenze delle prescrizioni CIPE per la tratta B1 e ai dettagli sulle analisi di ARPA del 2008/09.
Venerdì 22-11-014, è stata protocollata la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale sulla Pedemontana.
La richiesta è stata formulata ai sensi dell'art 21 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, laddove è prevista la facoltà dei Consiglieri, almeno 1/5, di richiedere un Consiglio su argomenti specifici da loro considerati degni di essere discussi nell'assise.
La richiesta porta la firma di 5 consiglieri, tra i quali anche quello di Sinistra e Ambiente. Una composizione come si può notare, trasversale su di un testo di richiesta condiviso, con il preciso obiettivo che il tema venga seriamente affrontato nell'assise istituzionale.
Sinistra e Ambiente, per parte sua, ritiene infatti, non più ISTITUZIONALMENTE rimandabile una approfondita informazione ed un confronto nel merito di tutte le criticità connesse all'infrastruttura.
Nel Consiglio Comunale del 20-11-014 s'è discusso del Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) che è stato approvato con i voti di Pd e Lista Buraschi, l'astensione di Meda per Tutti (la Lega ha abbandonato l'aula).
Sinistra e Ambiente ha deciso di non partecipare alla votazione.
Le motivazioni le ha illustrate il nostro Consigliere Colombo nelle linee scritte del suo intervento che sotto riportiamo, intervento ripreso anche sommariamente nell'articolo de Il Cittadino (vedi in fondo).
Il 28-11-2013 con delibera consiliare, veniva approvata l’adesione al PATTO DEI SINDACI. E’ passato UN ANNO da quella data e, in prossimità della scadenza temporale entro cui va presentare il PIANO d’AZIONE per l’ENERGIA SOSTENIBILE per la riduzione di CO2, l’amministrazione ha inoltrato la documentazione del PAES in Commissione Territorio e Ambiente che l’ha analizzata nel corso di tre incontri.
A tutti non sfuggirà che questo processo è stato attivato “last minute”, con tempi ristretti, a ridosso d’una scadenza non rinviabile, per analisi approfondite atti a consentire proposte d’azione dettagliate per il PAES da parte dei componenti della Commissione. Una tempistica più ampia avrebbe consentito incontri CONGIUNTI anche con l’assessorato al Bilancio, utili a misurare volontà e spazi per gli stanziamenti economici POSSIBILI per sostenere l’effettiva CONCRETIZZAZIONE delle azioni previste nel PAES. IL TEMPO PER FARLO, dal 28-11-2013, C’ERA.
E’ evidente che con questa premesse e questa situazione, saggezza suggerirebbe di evitare perlomeno dichiarazioni “glorificanti”.
Purtroppo questo non è stato il solo ostacolo.
L’elaborazione del PAES, affidata come noto ad una società esterna ha mostrato quelle che non esitiamo a definire lacune metodologiche.
Sin dal primo incontro della Commissione Ter. e Amb, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha evidenziato come la documentazione del piano ricalcasse, a volte troppo fedelmente, quello presentato nel Comune di Borgomanero, tanto dal riproporre in alcune schede, iniziative là tenutesi e dati riguardanti quel Comune e non quello di Meda.
Ce ne siamo accorti perché il gruppo di Sinistra e Ambiente ha fatto una lettura attenta del documento, che invece evidentemente altri soggetti deputati non hanno fatto PRIMA di portare quel documento in Commissione.
Insomma era difficile lavorare su materiale con tali refusi e sulla versione iniziale, abbiamo chiesto una sostanziale e robusta riscrittura.
La situazione s’è parzialmente riproposta nella seconda seduta, dove ancora la documentazione presentava richiami inappropriati al documento di Borgomanero. Sinistra e Ambiente, nonostante le critiche avanzate, non s’è però sottratta ad un ruolo attivo e ha formulato proposte e richieste.
Lo ha fatto SENZA ALCUN PREGIUDIZIO, con un’analisi NEL MERITO del documento. lo ha fatto soprattutto chiedendo e proponendo che si definisse un maggior dettaglio nelle schede delle azioni da intraprendere da qui al 2020 per evitare che il PAES resti, come molti altri piani, una PURA DICHIARAZIONE d’INTENTI. In particolare abbiamo proposto:
una maggior definizione per stanziamenti economici dell’amministrazione (quelli EFFETTIVI, escludendo quelli ipotizzati per la partecipazione a bandi il cui esito è evidentemente non garantito) più corposi risultando quelli previsti su 5 anni (sino al 2020) a nostro avviso insufficienti.
l’indicazione di DATE per interventi d’istallazione di uno o più impianti fotovoltaici, in aggiunta agli esistenti, su edifici pubblici.
un chiaro impegno e una data per una nuova CASA DELL’ACQUA con relativo stanziamento (cifra questa abbordabile – 6500 euro- con convenzione con BRIANZACQUE)
un minimo crono programma d’intervento sulla sostituzione dei restanti semafori a lampada con quelli a led e sulla sostituzione dei punti luce dell’illuminazione pubblica con tecnologia a led
l’implementazione di una scheda per identificare azioni atte all’incremento della quota di raccolta differenziata
l’identificazione dei possibili incentivi fatti a base di sgravi fiscali su IMU e TASI per gli interventi di recupero energetico sulle abitazioni di privati
una temporizzazione di massima degli interventi da effettuare per il recupero energetico degli edifici comunali (bandi certi)
l’ampliamento della ZTL, attualmente prevista solo in pza Vittorio Veneto
la certezza d’uno stanziamento per PISTE CICLABILI (Meda è in una situazione IMBARAZZANTE in termini di km realizzati) SENZA RIMANDARE IL TUTTO ALL’ATTESA DEI FONDI DI PEDEMONTANA oltretutto con un incomprensibile richiamo alla greenway che non passa da Meda (la parte progettuale PIU’ VICINA e localizzata a Cesano, Bovisio Masciago, Limbiate e Ceriano Laghetto). Ai fondi di Pedemontana E’ LEGATA la realizzazione dei due progetti LOCALI di Compensazione ambientale (n15) con all’interno una ciclabile.
un attività finanziata (sarebbe una cifra decisamente sostenibile) per pubblicizzare il sito sul Patto dei Sindaci e lo sportello Green Point affinchè possano essere realmente conosciuti e operativi
Il risultato finale elaborato non ha implementato quanto sopra esplicitato ed è, purtroppo, per noi inadeguato, lontano dalle nostre aspettative e corre il rischia di configurarsi come un PAES d’obbligo, fatto di fretta, in vista della scadenza ravvicinata e obbligatoria per la presentazione.
Ma per noi ambientalisti, il PAES è e deve essere cosa seria, dove anche l’amministrazione comunale deve impegnare sue risorse, non solo con partecipazione a bandi di terzi.
Certo, il PAES è per sua natura un piano modificabile nel tempo.
Bene, proprio su questo verificheremo quale sarà l’atteggiamento futuro effettivo dell’amministrazione e se nei previsti momenti di verifica e monitoraggio l’esecutivo si ricorderà e terrà conto anche dei nostri suggerimenti e soprattutto se le previsioni verranno trasformate o meno in certezze.
Così, mentre abbiamo votato a favore dell’adesione al Patto dei Sindaci perché come ambientalisti ne condividiamo le finalità, ora ci risulta difficile sostenere convintamente il collegato piano d’azione perché contiene troppi punti d’incertezza e ha prospettive d’impegno a nostro avviso labili.
Per tutte le criticità prima evidenziate, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha deciso di non partecipare alla votazione sul documento PAES. Sinistra e Ambiente e il suo gruppo consiliare.
In passato, ci eravamo occupati qui della vicenda riguardante un ambito di trasformazione nel Comune di Lissone denominato AT7 che avrebbe comportato l'edificazione su di un'area verde per un volume edificabile pari a 72.520mc suddivisi su due lotti, a
destinazione residenziale e terziario, con 4 edifici di 10 piani
(altezza 32mt) sul lotto A e 6 edifici a 4 piani più due torri di 10
piani sul lotto B.
Una vera e propria colata di cemento.
In data 02/12/013, il Consiglio Comunale di Lissone, a maggioranza, aveva coraggiosamente dato mandato alla Giunta di Concetta Monguzzi di stralciare dal PGT questo progetto non approvandolo.
Lo aveva fatto sulla base di una proposta di Delibera dell'Assessore al Territorio con delega
all'Urbanistica, Maria Rosa Corigliano.
La delibera prendeva in considerazione lelinee d'indirizzo della variante al PGT, le indicazioni del PTCP provinciale e l' osservazione (elaborata in seno al coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP) presentata dal WWF LOMBARDIA e dal circolo A. LANGER di
LEGAMBIENTE MONZA.
La società che aveva presentato il progetto aveva fatto ricorso al TAR.
Bene, possiamo dare una buona notizia.
Lo scorso 6 novembre 2014 il TAR della Lombardia ha respinto il ricorso presentato da Sofim Società Finanziaria S.p.a., Impresa Edile Fratelli Faletra S.r.l. e Pierluigi Bresciani, contro il Comune di Lissone.
Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, a seguire l'incontro dei Sindaci della Tratta B2 con il Presidente di Regione Lombardia Maroni, ha trasmesso i propri commenti in merito alla giornalista di MB News Giulia Santambrogio che li ha ripresi in un articolo sul giornale online della provincia di Mb.
A partire dal tentativo di far credere che si sia discusso e analizzato le opere complementari in Commissione Consiliare Territorio e Ambiente. La realtà è, purtroppo, differente visto che attendono ancora una risposta le sollecitazioni del nostro Consigliere Comunale, che è anche Presidente della Commissione, al Sindaco ed all’Assessore affinchè si rendano disponibili, in quella sede, a dettagliare e ad esaminare congiuntamente ai componenti della Commissione i progetti di opere complementari locali (compresa dunque la tangenzialina).
Contrariamente a quanto scrive l'Assessore Buraschi, non ci risulta che la proposta avanzata dall'Associazione Cittadini Quartiere Polo e dal Centro Promozione Brianza comporti la rinuncia alla realizzazione dello scavalcamento della linea FS Milano Chiasso e alla riqualificazione di Via Vignazzola, considerato che la proposta in oggetto non contempla l'eliminazione di tali previsioni progettuali.
Nella risposta, si parla di "progetto esecutivo di pedemontana". Un progetto "esecutivo" che però formalmente ancora non c'è, tant'è che nè la soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) nè Concessioni Autostradali Lombarde (CAL) lo definisco in tal modo, visto che le fasi di validazione ancora non sono state nè completate nè ufficializzate, e per alcuni contenuti neppure la progettazione "esecutiva" in quanto tale è stata elaborata (vedi, per l’appunto, gli aspetti della viabilità medese).
Ciò significa che esistono ancora spazi di confronto con APL sulla configurazione delle opere di viabilità accessoria e complementare, come del resto dimostrato dal tavolo tecnico tra i Comuni di Meda e Seveso con APL, al quale Meda ha chiesto una modifica all'accesso allo svincolo di Pedemontana di Meda, con l'aggiunta di una rotonda, all’interno del Parco Naturale del Bosco delle Querce ed in una zona dove ancora non è stata effettuata nessuna analisi del livello di contaminazione da Diossina TCDD. Il cosiddetto "miglioramento" dello svincolo, definito nel 2012, cui accenna l'Assessore aveva ed ha invece lo scopo di non intaccare il perimetro del Bosco delle Querce, non prevedeva tale modifica ed è stato il prodotto di un’attività intensa dei gruppi e delle associazioni ambientaliste.
Sinistra e Ambiente ha la conoscenza che le aree verdi su cui è previsto il transito della tangenzialina hanno gradi di tutela nel PTCP (l'abbiamo proprio evidenziato nella nostra interrogazione) e proprio per questo motivo, spezzarne la continuità con NUOVA VIABILITA' non può che essere un fattore negativo che non può essere ignorato o sminuito solo per il fatto che il vicino PLIS Brianza Centrale risulta essere "peraltro già attraversato da altre strade e collegamenti". Vero, ma queste strade e collegamenti erano preesistenti alla creazione del PLIS, la tangenzialina è strada “AGGIUNTIVA”.
Nel calderone delle “imprecisioni” o “maleinformazioni” evidenziamo il passaggio relativo alla richiesta di accorpamento dei territori di Brughiera al Parco Regionale delle Groane (che Sinistra e Ambiente aderente al Comitato per il Parco Regionale della Brughiera ha promosso direttamente, caldeggiando da tempo azioni concrete da parte della “nuova” amministrazione) con l'idea di chiedere l'ampliamento del PLIS Brianza Centrale alle aree verdi di Meda Sud.
Il Parco della Brughiera, che noi auspichiamo, ha rango Regionale mentre il Brianza Centrale è Parco Sovraccomunale, quindi non vi sarebbe alcun conflitto, anche per il fatto che le aree di Meda interessate sono contigue Plis Brianza Centrale e non alla Brughiera.
E’ pertanto al PLIS BRIANZA CENTRALE che quest’ultime aree libere di Meda Sud vanno accorpate, con un atto di richiesta e disponibilità in tal senso da parte dell’Amministrazione medese.
Ecco, ci siamo, uno dei PEGGIORI decreti del governo di Renzi, lo "Sblocca Italia" o meglio, il Rottama Italia o Sblocca Cemento come è più appropriato definirlo, è passato anche al Senato con il solito "voto di fiducia" per evitare qualsivoglia tentativo di modifica e per garantirela sua approvazione entro l'11-11-014.Un decreto che contribuirà sicuramente ad ulteriore consumo di suolo e a peggiorare la situazione ambientale del paese.
C’è fiducia nel «Rottama Italia»
— Roberto Ciccarelli, ROMA,
Sblocca Italia. Via
libera del Senato a cemento, trivellazioni e concessioni autostradali.
M5S: «Decreto approvato con omissis». Sel: «Esautorato il parlamento»
I senatori di Sel espongono lo striscione del movimento "No Triv"
Fidatevi di lui perchè sbloccherà l’Italia. Quando la
ministra per i rapporti per il parlamento Maria Elena Boschi ha
certificato la nuova richiesta di fiducia del governo al Senato sul
decreto del cemento, delle trivellazioni e delle concessioni
autostradali ai monopolisti del settore — lo «Sblocca Italia» ribattezzato «Rottama Italia» da Altreconomia nel pamphlet scaricabile online
— ieri l’opposizione è esplosa. Senza avere bisogno di riforme
costituzionali, l’esecutivo Renzi esercita i suoi poteri di
eccezione. La scusa è data dalla scadenza del decreto prevista per
l’11 novembre. Nei fatti è l’anticipazione dei poteri commissariali
che lo Sblocca Italia prevede per mettere il turbo alle grandi opere
e negare i poteri di contrattazione degli enti locali e delle
comunità interessate alla tutela del territorio e del patrimonio
e a un loro sviluppo diverso. Risultato: il parlamento è stato
esautorato, l’opposizione messa a tacere, mentre è stata posta la
fiducia su un provvedimento dove ci sono degli omissis.
La denuncia è del senatore del Movimento 5 Stelle Luigi Gaetti
secondo il quale «la maggioranza ha presentato nello Sblocca Italia
la richiesta di approvare una convenzione sulle concessioni
autostradali i cui documenti, gli schemi di convenzione con i fondi
stanziati sono stati secretati». In questo modo, il Senato è stato
chiamato «a esprimersi su materie che neppure il governo conosce,
a scatola chiusa, prendere o lasciare». «Il governo, con lo Sblocca
Italia, rinnova le concessioni autostradali senza indicare per
quale numero di anni. A meno che »due puntini« vogliano significare
un numero. Lo fa senza una gara, e questo è un regalo a chi quelle
concessioni già le possiede, perpetuando il regalo fatto già dal
governo Berlusconi. La percentuale di guadagno per lo Stato, sui
proventi netti dei pedaggi, sarà solo del 2,4%».
Per le opposizioni «è un regalo al gruppo Gavio che ha in
concessione diverse tratte autostradali del Nord Italia» Il
senatore M5S Sergio Puglia si è sdraiato sui banchi del governo con
le mani sporche di inchiostro. Alla fine della bagarre i Cinque
Stelle sono stati deferiti. Era dal 1992 che i senatori non votavano
una fiducia dal loro banco. La seduta è stata sospesa, per poi
riprendere poco dopo. «Un intero ramo del parlamento è stato
totalmente esautorato» ha detto il capogruppo M5S Alberto Airola che
ha accusato il presidente del Senato Piero Grasso «di gestione
incompetente dell’aula» nella discussione avvenuta nella mattinata
di ieri. La risposta del Partito Democratico non si è fatta
attendere. «L’atteggiamento dei Cinque Stelle è inqualificabile,
hanno impedito di votare la fiducia, un atto che ha connotati
squadristici, perchè lo stanno facendo fisicamente». Questo è il
parere del senatore Pd Miguel Gotor. secondo il quale i Cinque Stelle
avrebbero impedito «l’esercizio della democrazia parlamentare».
Si sono fatti sentire i senatori di Sinistra Ecologia e Libertà
che hanno denunciato con eguale forza il «regalo ai concessionari
delle autostrade». «La proroga per le concessioni senza gara — ha
detto Arturo Scotto — è un giochino che costerà all’Italia
un’infrazione da parte dell’Unione Europea perchè è una norma che non
rispetta il diritto comunitario, non rispetta il mercato e nemmeno
i consumatori». Questo non è l’unico aspetto del corredo degli
orrori contenuto nello «Sblocca Italia». Ci sono le trivellazioni
per il petrolio autorizzate in tutti gli angoli, e i mari, del paese.
Un provvedimento contro il quale si batte il coordinamento No
Triv. Prima della sospensione della seduta, i senatori di Sel hanno
fatto un blitz ed esposto uno striscione simbolo del movimento
«No Triv».
«Con il Jobs Act e questo decreto Sblocca Italia il governo state
di fatto facendo carta straccia dei diritti e state svendendo il paese
— ha gridato Loredana De Petris (Sel) — Invece di salvaguardare
ambiente e territorio, con questo testo state continuando
a distruggere l’Italia, oltre a quello che vi siete inventati con
i rifiuti, tra discariche e inceneritori senza senso». Reazioni
fortissime che traducono le tensioni prodotte dalla decisione del
governo di procedere spedito sulla sua strada. In questo quadro
andrebbe spiegata la decisione di Renzi di non recarsi domani
a Bagnoli, contrariamente a quanto annunciato, anche per evitare di
affrontare una dura contestazione. La commissione ambiente del
Senato ha infine approvato un odg che impegna il governo a bloccare
le trivellazioni nel canale di Sicilia. Quella approvata ieri con
157 voti è la 29° fiducia accordata al governo Renzi.
Intanto, mentre si pensa a rilanciare LA CEMENTIFICAZIONE,
un tuffo nella Storia
a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale
Nuova uscita de "Le Stagioni del Parco 2014"
ore 8.45 partenza dal parcheggio del Parco in via
Pisquirei a Parè.
salita all'area umida di Parè con visita del biotopo, sconfinamento in
Svizzera per visita del punto più a sud della Confederazione Elvetica, rientro
sul percorso in territorio italiano (portarsi la CARTA DI IDENTITÀ' non
scaduta!).
ripartenza verso Sorgenti del Seveso con visita
(con assaggio dell'acqua della sorgente).
ripartenza verso Fortino della Prima Guerra
Mondiale con visita e spiegazione.
Abbeveratoio della Prima Guerra Mondiale
Salita al punto panoramico di Pin Umbrela che
abbiamo recentemente riqualificato con un bellissimo balcone panoramico.
visita alle trincee in galleria del Pin Umbrela
che il Parco ha riqualificato e messo in sicurezza lo scorso anno (portare
torcia).
discesa al balcone panoramico del Monte Sasso
discesa e visita alle Trincee della Majocca
(postazioni in bunker e galleria) riqualificato lo scorso anno.
rientro verso Chiesa di San Rocco (Cavallasca) e
possibilità di rinfresco a prezzo concordato ore 13.00 circa presso il centro
polifunzionale del Parco.
ore 14.30 ripartenza verso parcheggio di Parè
ore 15.00 parcheggio di Parè e chiusura giornata.
Chi non si può fermare per l'eventuale rinfresco potrà avviarsi al parcheggio
delle auto senza aspettare il resto del gruppo.
L'escursione sarà coordinata e guidata
con l'aiuto delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Parco.
Per informazioni sul Parco Spina Verde
visita il seguente Link:PARCO SPINA VERDE