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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 29 settembre 2011

UN ALTRO INQUISITO "GRAZIATO" dalla maggioranza di governo PdL+Lega

Il povero paese dei balocchi e degli impuniti parte2

Il "ministro" Saverio Romano
La maggioranza PdL + Lega garantisce l'impunità ad un altro "illustre inquisito" del governo Berlusconi.

Eccoci di nuovo, con una brillante votazione, PdL + Lega + Responsabili (di che ?)  salvano il "ministro" Saverio Romano inquisito per ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO.

E ancora una volta, gli strepitii a senso unico della Lega per la legalità, si fermano dinanzi alle volontà dell'imperatore "santo puttaniere" di Arcore (così l'ha definito l'on. Rotondi della Nuova DC).
Più facile sbraitare contro gli IMMIGRATI, accusandoli ipocritamente e falsamente di nefandezze inesistenti.

L'allegra ammucchiata, dopo il voto, con Romano, Berlusconi & C
Poi....... se l'inquisito (questo per davvero) è in casa propria o degli alleati , allora lo si protegge.
Ancora una volta QUESTA INDECENTE MAGGIORANZA fa scudo e salva un suo uomo.
Il campionario di chi è INDAGATO ed ha incarichi di governo o è nella maggioranza che lo sostiene è molto vasto.

Si, indubbiamente la maggioranza di Berlusconi &C ha una spiccata caratteristica:  
avere un numero QUALIFICANTE E SEMPRE PIU' CONSISTENTE DI INQUISITI.
L'indecenza e LO SCHIFO ormai debordano.

Sotto, l'articolo di Liberazione sul voto parlamentare.


martedì 27 settembre 2011

DOMENICA 2 OTTOBRE 2011 NONA PASSEGGIATA NELLA BRUGHIERA


DOMENICA 2 OTTOBRE 2011
NONA PASSEGGIATA NELLA BRUGHIERA

ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA "LE STAGIONI DEL PARCO" ORGANIZZATO DALLE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO
PER CONOSCERE IL 
 PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA:

Dalla Valle del Seveso 
al Lago Azzurro
inclusa visita dell'Oratorio di Santo Stefano
e del Parco di Villa Cenacolo a Lentate sul Seveso

a cura di:

- Associazione Ecologica La Puska

- Amici dell'Arte
di Lentate sul Seveso

Percorso
su sentieri segnalati di circa 8,5 km (durata 4 ore)

Munirsi di scarpe adatte per andare nei boschi.

Ritrovo ore 8.30 a Lentate 
presso parcheggio area mercato di Via Varese

Informazioni ed iscrizioni:

www.amiciarte.it   prenota@amiciarte.it       tel. 366.4511175
www.lapuska.com   info@lapuska.com           tel. 349.2981983

In caso di maltempo, la mattina di domenica,
chiamare i numeri di telefono sopra indicati 
per accertarsi se l'uscita è annullata.

venerdì 23 settembre 2011

La Lega salva un'altro inquisito del "governo" Berlusconi

Il Paese dei balocchi e degli impuniti


Da un po' non commentavamo la sequenza INFINITA di scandali e pluriinquisiti che caratterizzano la maggioranza che "governa" il Paese.
Un Paese stremato da una crisi economica di cui, fino a ieri, i ministri negavano l'esistenza.
Una crisi economica e di credibilità politica che sta mettendo in ginocchio chi si guadagna il pane ONESTAMENTE.
E LORO ?
La maggioranza dei pluriinquisiti non si pone alcun problema e prosegue imperterrita nei suoi traffici e nella sua complicità e connivenza verso chi usa la sua carica di parlamentare per interessi individuali.
Ci risiamo.
Gli inquisiti nella maggioranza di "governo" PdL + Lega + "responsabili" ormai abbondano, così come abbomdano e crescono le inchieste giudiziarie ove sono coinvolti Berlusconi e i suoi fidi.
Ieri, con un voto segreto, è stata respinta la richiesta di arresto per Marco Milanese, deputato PdL, braccio destro di Tremonti, accusato dalla Magistratura per CORRUZIONE, ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, RIVELAZIONE DI SEGRETI D'UFFICIO.
Se qualcuno si era illuso che la Lega, con il voto favorevole all'arresto di ALFONSO PAPA, avesse modificato la sua impostazione politica e la sua accondiscendenza sulle SCHIFEZZE di questo "governo", infarcito di PLURINQUISITI, si ricreda.
La loro legalità "di facciata" si ferma agli strepitii razzisti contro gli immigrati clandestini.
Chi detiene il potere e ha cariche importanti, non è come gli altri cittadini e, pur essendo inquisito, non può risponderne alla Giustizia come un qualsiasi cittadino.
Ci pensano LORO a proteggerlo.
Questo SCHIFO deve finire il prima possibile. 
Ne va della DIGNITA' DEGLI ONESTI !
(sotto l'articolo de "il Manifesto sulla vicenda Milanese).


mercoledì 7 settembre 2011

Autostrada Pedemontana: a Lentate Sul Seveso l'ennesimo gioco ai danni dell'ambiente

Meda 07/09/011

LENTATE SUL SEVESO:
per ricostruire le case degli espropriati da Pedemontana 
SI CONSUMA ULTERIORE SUOLO 
A DANNO DELLE AREE VERDI TUTELATE.

Il Sindaco PdL di Lentate Massimo Sasso
Dopo MACHERIO, dopo SEREGNO, anche a LENTATE SUL SEVESO, per dare la possibilità di ricostruire le proprie abitazioni agli espropriati (diritto sacrosanto) si ricorre ai soliti trucchi da "itaGLIetta", il tutto CON ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO AI DANNI DELLE AREE VERDI TUTELATE.

Questa volta, grazie alle verifiche di Iolanda Negri, Consigliere Comunale di LENTATE FUTURA, aderente ad INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, sono però chiare le motivazioni che spingono a queste incondivisibili scelte:
FAR PAGARE AI SOLI CITTADINI E ALL'AMBIENTE I COSTI DEGLI ESPROPRI, EVITANDO DI ACQUISIRE TERRENI GIA' EDIFICABILI O AREE A STANDARD PERCHE' "TROPPO ONEROSI" PER SOC. PEDEMONTANA.

Così, per trovare il terreno ove costruire la nuova abitazione degli espropriati, meglio puntare sulle aree del Parco Regionale delle Groane, aree agricole che "costano meno" e che, magicamente, con la complicità dell'Amministrazione PdL-Lega-CdU, divengono poi EDIFICABILI.

UN GIOCHETTO da "furbetti dell'autostrada" , giusto per contribuire ulteriormente ALLO SCHIFO URBANISTICO E VIABILISTICO che in BRIANZA ormai domina.

E la Provincia di Monza e Brianza dopo aver pontificato sulle "bellezze" del suo PTCP interverrà o starà per l'ennesima volta alla finestra ?

L'articolo de "Il Giornale di Seregno" sulla vicenda della ricolocazione delle case degli espropriati 
a Lentate Sul Seveso

giovedì 1 settembre 2011

Intervista ad Arturo Calaminici, portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi sull'operato del coordinamento e sulla nuova legge regionale (pessima) sui Parchi.

Meda 01/09/011


Arturo Calaminici, portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi, di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte, ha rilasciato un’intervista alla stampa locale di cui sotto riportiamo il testo.

Il Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi ha promosso il presidio e i contatti con le forze politiche d’opposizione in Consiglio Regionale (PD, SEL, IdV, UdC) al fine di bloccare o, perlomeno, di modificare nei suoi aspetti peggiori, la legge “ammazzaparchi”.


Arturo Calaminici, 
portavoce del Coordinamento
Domanda:
Arturo Calamici l’Associazione Amici Parco Nord e il Comitato No Eliporto pochi mesi fa hanno concluso una battaglia vittoriosa contro l’Eliporto al Parco Nord e dopo poco sono scesi di nuovo in trincea per una nuova “crociata”. Ci spieghi contro cosa, chiarendo subito che purtroppo questa volta non avete (abbiamo) vinto ma limitato le perdite?

Risposta:
Abbiamo costituito, per affrontare questa ultima difficile prova, un Coordinamento delle Associazioni Parchi Lombardi. Ed è a nome di questo promettente e già utilissimo strumento che rispondo all’intervista. “Crociata” definirei il tentativo della Giunta lombarda di imporre una ennesima versione della Legge Ammazzaparchi. La nostra, la chiamerei piuttosto “resistenza civile” e atto di responsabilità democratica. Abbiamo saputo sollecitare e organizzare la partecipazione di decine di associazioni e di tanti cittadini alle nostre manifestazioni e questo, assieme alla ferma opposizione della minoranza in consiglio regionale, ha portato a risultati importanti, che, seppure non annullano tutti gli effetti negativi della legge, pure, su alcuni punti qualificanti, li hanno contenuti radicalmente.

Domanda:
Cosa non vi piace di questa legge, ribattezzata “ammazza parchi”, approvata dal Consiglio Regionale nel luglio scorso dopo un primo stop dovuto a frizioni fra Lega e PDL?

R:
La proposta di legge avanzata dall’assessore Colucci era sbagliata nei presupposti e nelle finalità. Essa, assieme alla assai discutibile decisione di abolire i Consorzi dei Parchi, decisione contrastata da giuristi della portata di Gustavo Zagrebelski, prevedeva sostanzialmente il “commissariamento regionale” dei Parchi. Nella proposta originaria era infatti previsto che la Regione nominasse, senza possibilità di successiva revoca, direttamente propri rappresentanti nei Comitati di gestione dei parchi. La legge come alla fine è stata approvata, prevede invece che la Regione indichi sì un nome, ma che spetta alla assemblea del parco accettarlo ed eleggerlo, e con la possibilità eventualmente di revocarlo. Inoltre, la legge ora prevede che questo nome sia scelto tra le persone più qualificate presenti sul territorio del parco e tra coloro che hanno dimostrato di avere interesse e cura del parco stesso. Dunque, non mi sembra un piccolo risultato quello ottenuto su questo punto. Ciò nonostante l’idea di una presenza della Regione nella gestione quotidiana e minuta del parco è un’idea sbagliata alla radice, totalmente in contrasto con lo sbandierato federalismo della Lega e con il principio di sussidiarietà tanto caro a Formigoni.

Domanda:
Molti sostengono che la legge 86 del 30 novembre 1986 che governa i parchi andava comunque cambiata visto che aveva diversi decenni sulle spalle. Voi cosa proponevate?

R:
Certo, la legge 86, legge gloriosa dico io, è del 1983: una nuova legge quadro è necessaria, almeno per due motivi. In questi ultimi trent’anni è cambiato il mondo, ed in particolare sono cambiati il territorio, l’ambiente, il paesaggio: è cambiata la casa, la nostra casa comune, l’oikos. Ecologia, rimanda alla “casa”. Una possente opera di distruzione ha investito il territorio ed oggi non basta più salvare, cosa per altro assai difficile come abbiamo visto, le isole, le oasi, le aree naturali: dobbiamo mettere in questione la qualità complessiva del territorio ed utilizzare l’esperienza che abbiamo maturato nella costruzione dei parchi per proteggere meglio l’assieme complessivo del territorio. L’altro motivo per cui è giusto un riordino e quindi una riforma globale della legge sui parchi è il fatto che in questi decenni essa è stata sottoposta ad una continua manipolazione. La legge approvata a fine luglio è la sedicesima leggina di modifica, ed in questo guazzabuglio ormai non ci si raccapezza più.

Domanda:
Cosa cambia adesso per il nostro amatissimo Parco Nord? Dobbiamo aguzzare occhi e orecchie perché il rischio di una colata di cemento o di insediamenti di infrastrutture inopportune all’interno del nostro polmone verde sono molto più facili?

R:
Il punto più pernicioso della proposta di legge Colucci era quello per cui tutti gli ambiti urbanizzati interni ai parchi, sarebbero stati, con un sol tratto di penna, cancellati, tolti ai parchi, deperimetrati, come si dice. Una roba sconvolgente! Bene, quella norma siamo riusciti a farla togliere. E questo è il risultato di gran lunga maggiore ottenuto dall’opposizione, politica e civile, a quel disastroso progetto. Se fosse passata, sarebbe cambiata totalmente la geografia dei grandi parchi come il Parco Sud o il Ticino che da soli contengono all’interno del loro perimetro oltre un centinaio di comuni. Ma anche il Parco Nord non ne sarebbe uscito indenne. Basti pensare ai nuclei urbani di via Petrarca e di via Clerici: incuneati nel parco, ci saremmo trovati foreste di cemento, alte, svettanti, e incombenti sul parco.

Domanda:
Bolle qualche altra fregatura in pentola o potete prendervi un periodo di meritato riposo dopo queste due epiche battaglie?

R:
Nessun riposo. Dobbiamo dare solide fondamenta al nostro Coordinamento, allargandone la partecipazione, e dobbiamo alimentare il dibattito sulla condizione di gravissimo degrado dell’ambiente, sull’inesausta volontà di continuare a consumare territorio (la Regione Lombardia è in testa alla classifica delle regioni divoratrici di aree libere), sulla sconvolgente incuria e sugli scempi del paesaggio e dei beni culturali.
Siamo arrivati a un punto limite, oltre c’è l’abisso della perdita di identità del nostro Paese.

sabato 27 agosto 2011

Dibattito e passeggiata nella Brughiera a cura del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera ha ripreso la sua attività dopo la breve pausa estiva. 
Invitato dall'Auser di CANTU' ha allestito la mostra sul Parco presso la festa AUSER al Bersagliere e animato un dibattito. Vi proponiamo sotto l'articolo.

A seguire anche il programma della passeggiata di Domenica 28/07/011 all'oasi del Bassone , lungo le rive del Rio Acquanegra, promossa dalle Associazioni e gruppi aderenti al comitato per promuovere la conoscenza della Brughiera.


COMITATO   
PER  IL PARCO  REGIONALE DELLA  BRUGHIERA

DOMENICA 
28 AGOSTO 2011
SESTA PASSEGGIATA 
NELLA BRUGHIERA

ALL’INTERNO DEL PROGRAMMA 
“LE STAGIONI DEL PARCO” 
ORGANIZZATO 
DALLE ASSOCIAZIONI 
DEL TERRITORIO PER CONOSCERE 
IL PARCO REGIONALE 
DELLA BRUGHIERA:

Dall’Acquanegra al Bassone 
acque e ambienti del parco

a cura del Museo Civico 
e dell'Associazione Ecologica La Puska di Lentate sul Seveso

L'oasi della torbiera del Bassone
Una nitticora al Bassone
Il rio Acquanegra
Percorso su sentieri segnalati di circa 10 km
(durata 4 ore  e 30’ circa)
Munirsi di scarpe adatte per andare nei boschi.

Ritrovo ore 8.00 alla stazione FS di Camnago-Lentate.
Trasferimento in treno fino a Cucciago
quindi attenzione ad arrivare in orario
per avere il tempo di fare i biglietti
(costo a carico dei partecipanti).

Informazioni ed iscrizioni:

www.lapuska.com    info@lapuska.com  Tel. 349.2981983

In caso di maltempo, la mattina di domenica, chiamare
il telefono sopra indicato per accertarsi
se viene annullata l’uscita.

Mappa del percorso

venerdì 29 luglio 2011

Presidio contro la legge Regionale ammazzaparchi e novità dal Consiglio Regionale

La mobilitazione del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi, in stretto collegamento con i gruppi consiliari di opposizione del Consiglio Regionale, ha sortito i primi effetti.
La maggioranza che governa la Regione Lombardia ha rivisto il Progetto di Legge 76 sui Parchi.
E' stata eliminata la parte riguardante la modifica dei confini dei Parchi ed è stata assoggettata al PARERE VINCOLANTE dei PARCHI la possibilità di derogare sui vincoli di tutela qualora si pianifichino opere pubbliche regionali che necessitino aree all'interno dei Parchi.
Rimane, purtroppo, aperta l'aspetto della struttura di governo dell'ente Parco Regionale.
Su questo punto, la Regione insiste nel voler una voce in capitolo, anche se con una posizione più "soft" (albo dei Presidenti dei Parchi, condivisione della scelta con le strutture gestionali del Parco e con il territorio).
La mobilitazione e la condivisione degli obiettivi con le minoranze in Consiglio, hanno portato ad un primo risultato.

E ancora una volta, Sinistra e Ambiente di Meda ha fatto la sua parte per TUTELARE l'AMBIENTE e IL TERRITORIO, lavorando e spendendosi con tutti gli altri gruppi del Coordinamento Associazioni Parchi.

Sotto le foto del presidio e il comunicato stampa del portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi Arturo Calaminici.

Gli aderenti a Sinistra e Ambiente al presidio









Artuto Calaminici illustra le novità al presidio





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Il Comunicato stampa




Parchi, Calaminici: 
abbiamo evitato il peggio, 
ma i parchi meritano molto di più

Il Coordinamento associazioni parchi lombardi ha sollevato nei mesi scorsi quattro questioni rispetto al progetto di legge regionale sui parchi. 
Due di queste questioni hanno trovato sostanziale accoglimento nella delibera approvata oggi dal consiglio regionale.
Una corregge la possibilità di estendere le deroghe per la realizzazione di opere pubbliche (oggi prevista solo per le opere comprese nella legislazione nazionale) anche a quelle inserite nella programmazione regionale.
L’altra correzione si riferisce alla possibilità di manomettere i confini dei parchi. 
Secondo il progetto di legge presentato originariamente, gli ambiti urbanizzati o produttivi interni ai parchi avrebbero potuto essere tolti dai parchi e rimesse sul mercato, col risultato di dare mano libera a nuove cementificazioni.
“Aver raggiunto l’obiettivo di correggere questi aspetti assai negativi e pericolosi  - afferma Arturo Calaminici, consigliere provinciale del Pd e referente del Coordinamento associazioni parchi lombardi - è un successo straordinario al quale siamo contenti di aver concorso come Coordinamento. 
Restano però altri due punti sui quali permane il nostro pieno dissenso. 
Il primo riguarda la volontà della Regione Lombardia di procedere allo scioglimento dei consorzi per dar luogo a non meglio precisati Enti Pubblici. 
In verità i consorzi dei parchi sono già enti pubblici (sono enti pubblici territoriali) e, secondo anche autorevoli giuristi, non dovrebbero essere sottoposti ad alcun scioglimento”.
“L’ultima dolente questione – continua Calaminici - concerne la nomina di rappresentanti regionali nei Consigli di Gestione dei parchi. 
Questa è l’attuazione rovesciata e beffarda del tanto sbandierato federalismo. 
La Regione, infatti, toglie spazio ai comuni e invade un ambito, quello amministrativo, che non è di sua competenza. 
Non c’è alcun motivo per cui la Regione debba ingerirsi nella gestione quotidiana e minuta dei parchi. Ci troviamo di fronte ad una concezione centralistica che fa anche strame del principio di sussidiarietà”.
“Insomma, siamo contenti, perché poteva andare assai peggio, ma non rassegnati. Pensiamo che una legge quadro sui parchi – conclude Calaminici - dopo trent’anni dalla precedente, sia necessaria, ma che essa debba essere affrontata con un impegno, un respiro culturale e una disponibilità al confronto ben diversi”.


Milano, 28 luglio 2011

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale: a che punto siamo

Dopo l'incontro alla Provincia di Monza e Brianza sul PTCP, il Coordinamento dell'OSSERVATORIO PTCP , di cui SINISTRA e AMBIENTE è parte, ha prodotto un comunicato stampa che fa il punto della situazione.  Eccovi il testo.

COMUNICATO STAMPA
COSA CI ATTENDIAMO 
DAL NUOVO PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE 
DI MONZA E DELLA BRIANZA E COME LO VALUTEREMO

Nel corso del mese di luglio, l'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, ha incontrato l'assessore Antonino Brambilla, la Fondazione Lombardia per l'Ambiente e i tecnici della Provincia che stanno lavorando al nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
Durante la riunione ci è stato mostrato lo stato di avanzamento del PTCP, l'individuazione degli ambiti agricoli strategici, la composizione della rete verde provinciale e sono state affrontate parte delle osservazioni già presentate dall'Osservatorio che, durante gli incontri fatti in precedenza, parevano essersi smarrite.
Mentre constatiamo con soddisfazione che la maggioranza delle osservazioni per la zona del Vimercatese, sono state accolte, ancora non s'è compreso se le numerose osservazioni presentate dal Comitato per l'Ampliamento del PLIS Brianza Centrale, siano state rinvenute, valutate e considerate.
Naturalmente anche questa volta abbiamo effettuato un secondo invio alla Provincia.
Le aree agricole strategiche nella bozza di PTCP (zone gialle)
Tuttavia, la partita decisiva sul consumo di suolo, è più difficoltosa laddove tale consumo ha raggiunto livelli intollerabili, ovvero nella Brianza Centrale. 
Lì permangono ancora alcune distonie sulle quali manteniamo la più assoluta attenzione e dove abbiamo presentato puntuali osservazioni, anche perché sarà la zona che verrà maggiormente colpita dal passaggio di Autostrada Pedemontana. 
Come abbiamo infatti sottolineato e condiviso con la Provincia anche durante tale riunione, è certamente un bene per tutti tutelare il più possibile il territorio provinciale da nuove ed inutili costruzioni tramite l'integrazione fra ambiti agricoli e rete verde e prevedendo al loro interno l'inedificabilità assoluta, ma ci sono alcune "battaglie" che vanno simbolicamente combattute.
Su Seveso e Meda avevamo presentato delle proposte precise:

1)     ampliamento del Bosco delle Querce su Seveso lungo l'area agricola di via della Roggia, dato che ad oggi, il progetto di Pedemontana prevede lo sbancamento di 1/3 del bosco (piano espropri docet). Al momento, tale osservazione non pare essere stata accolta. 
Tuttavia abbiamo rilevato come i dati in nostro possesso sulla destinazione d'uso dell'area fossero in contrasto con quelli raccolti dalla Provincia, per la quale tale area sarebbe destinata a servizi. In realtà all'Osservatorio risulta che tale area, ultimo lembo agricolo di notevole entità sul territorio di Seveso, sia un'area "bianca", cioè un'area per cui la destinazione d'uso non è fissata, in quanto, secondo le informazioni da noi raccolte, la destinazione d'uso a "servizi" non è stata accettata a suo tempo dalla Regione. 
Per l'Osservatorio quindi è assoggettabile da parte della Provincia all'interno degli Ambiti Agricoli Strategici ed abbiamo dunque ribadito tale richiesta. 
La Provincia si è riservata di valutare i nuovi elementi informativi emersi durante la riunione;

2)      Tutela dell'ambito di cava nella valle dei mulini a Meda, che potrebbe diventare un'importante corridoio ecologico con il PLIS della Brughiera Briantea. 
Anche in questo caso però la proposta di inserimento di tale area negli ambiti agricoli strategici non è stata accolta. Ciò nonostante, abbiamo rilanciato l'idea di vederla inserita all'interno della rete verde provinciale, perché intatto rimane il potenziale valore ecologico dell'area in questione. Anche in questo caso la Provincia si è riservata di esaminare tale possibilità verificando il piano cave provinciale e la previsione del piano di recupero specifico per quella cava al termine del suo utilizzo. 
Auspichiamo che in questo caso non si verifichi un secondo caso Carate Brianza, dove le cave sono poi state destinate ad espansioni industriali ed artigianali.

Ovviamente seguiremo con estrema attenzione entrambi i casi.

Abbiamo lamentato ancora la difficoltà ad avere accesso a documentazione disponibile (cartografie, grafici, tabelle, relazioni, norme, ecc.) del PTCP in itinere, da poter valutare con attenzione da parte dell'Osservatorio, dato che il sito dedicato alla VAS del PTCP, annunciato da Fondazione Lombardia per l'Ambiente durante la prima riunione pubblica di VAS, non è ancora stato attivato. 
La Provincia si è perciò resa disponibile a fornirci i materiali da noi desiderati, che abbiamo puntualmente ricevuto e che analizzeremo al fine di far pervenire alla Provincia, quanto prima, tutte le osservazioni e i suggerimenti del caso.
Registriamo l'impegno della Provincia di Monza e della Brianza nella definizione della rete verde provinciale e degli Ambiti Agricoli Strategici all'interno delle quali, l'Assessore Antonino Brambilla, ha dichiarato di voler impedire qualsiasi tipo di edificazione. 
Condividiamo questa impostazione, tuttavia aspettiamo di poter avere e valutare l'impianto normativo che dovrebbe rendere concreta questa previsione.
Tuttavia ci sentiamo, fin da ora, di sottolineare come dalla rete verde provinciale manchino ancora tutti i comuni non direttamente interessati dal tracciato di Pedemontana e dalle opere ad esso connesse. 
Questa attuale mancanza esclude importantissime porzioni del paesaggio più che rappresentative dell'identità paesistica del territorio provinciale nonché importanti connessioni ecologiche, sia locali che di collegamento tra parchi esistenti. In particolare ci riferiamo (aree protette a parte) ai comuni del settore settentrionale della provincia, quelli del paesaggio collinare morenico che fanno da corona alla Valle del Lambro. 
Nondimeno, a titolo di esempio, al momento, si riscontra la non inclusione nella rete verde provinciale: della porzione meridionale del Plis Brianza Centrale (il Parco Agricolo del Meredo); del Bosco urbano di Lissone; nel Comune di Albiate, dell'unico effettivo corridoio ecologico tra il Plis Brianza Centrale e la Valle del Lambro (ad est di quello indicato dalla rete verde); della connessione tra il Molgora (Curone) ed il Rio Vallone a sud di Ronco; della connessione tra il Rio Vallone e il Parco Adda Nord a sud di Busnago. 
Tutte osservazioni che faremo pervenire all'attenzione della Provincia e che speriamo possano essere accettate.
Nel corso della riunione purtroppo non è stato possibile chiarire in maniera esaustiva le intenzioni della Provincia su ulteriori segnalazioni fatte durante l'incontro dall'Osservatorio per i terreni agricoli di Monza: della Cascinazza, del Quartiere Sant'Albino e del viale delle Industrie, del Quartiere Casignolo e del Parco del Villoresi a San Fruttuoso, importanti snodi ecologici di collegamento con PLIS e parchi già esistenti, che per lo strumento di pianificazione vigente risultano agricoli e che per questo a parer nostro dovrebbero essere inseriti negli Ambiti Agricoli Strategici del nuovo PTCP, che però pare non andare in quella direzione. 
Ci siamo riservati di presentare le dovute segnalazioni nel merito segnalando con precisione tali ambiti.
Infine, riguardo l'allarme lanciato da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, sostenuto anche dal FAI e da WWF e Legambiente Lombardia, riguardante l'inopportuna ricollocazione degli espropriati di immobili da parte di Pedemontana, che hanno ottenuto dalle amministrazioni comunali locali la possibilità di effettuare nuove edificazioni all'interno dei PLIS esistenti a Seregno o all'interno di Ambiti Agricoli Strategici o nei pressi di zone di alto interesse paesistico delle Torrette a Macherio, si ribadisce la piena solidarietà agli espropriati, tuttavia, pur riconoscendo che la provincia, per effetto di una legge nazionale che permette in questi casi ai comuni di andare in deroga a tutti gli strumenti di pianificazione, non ha effettivi poteri di veto, nuovamente sottolineiamo la nostra contrarietà per questo modo miope degli amministratori locali di operare, quando sul mercato ci sono un grande numero immobili vuoti in vendita, e chiediamo alla provincia di coordinare questi e possibili futuri casi simili che si dovessero presentare, varando incisive azioni politiche di coordinamento sovra comunale che possano permettere di salvaguardare il prezioso suolo della Brianza, trovando sul mercato immobiliare alloggi già esistenti da destinare agli espropriati di Pedemontana.

Sul PTCP abbiamo tante aspettative e richieste che abbiamo elaborato e stiamo elaborando. 
Quello che vogliamo però non è - e non sarà - un ruolo passivo.
Non ci accontentiamo di ricevere solo informazioni sullo stato e sull'iter del PTCP. 
Chiediamo il riconoscimento del nostro ruolo attivo attraverso il RECEPIMENTO delle nostre proposte. Il nostro giudizio complessivo sul PTCP verterà quindi, sull'effettivo ascolto a noi dato da parte della Provincia e sui fatti concreti che conseguentemente verranno messi in pratica. 
 Siamo la realtà sociale più attiva e partecipante nei confronti del nuovo PTCP, di questo ed in più occasioni la Fondazione Lombardia per l'Ambiente ci ha dato atto, rappresentiamo tanta gente che ha a cuore l'ambiente della Brianza e che spera che esso venga finalmente sottoposto a forte tutela specialmente nei confronti degli appetiti edificatori di molte amministrazioni locali che vorrebbero ripianare i bilanci comunali sacrificando la risorsa più preziosa non rinnovabile che abbiamo: il nostro suolo, il nostro territorio, il nostro paesaggio.
Per l'OSSERVATORIO PTCP MB
Il Portavoce Paolo Conte

giovedì 28 luglio 2011

DI NUOVO ALLA RIBALTA: avviso di garanzia per Brambilla, Ponzoni, Perri e Riva

da repubblica

Avviso di garanzia al vice presidente della provincia di Monza, 
a due imprenditori e all’ex sindaco di Giussano

di GABRIELE CEREDA

Antonino Brambilla (PdL)
ANCHE il vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza, Antonino Brambilla (Pdl) e un ex assessore, Rosario Perri, sono accusati di corruzione nell’inchiesta che coinvolge a Monza l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni
È quanto emerge dopo che nei giorni scorsi sono stati inviati agli indagati gli avvisi di proroga delle indagini preliminari. Perri fino a luglio dello scorso anno era assessore alle Società partecipate dell’ente provinciale, e si era dimesso dopo essere finito nelle carte dell’inchiesta “Infinito” che ha alzato il velo sulle connivenze tra cosche e politica in Lombardia (nell’informativa dei carabinieri era messo in relazione con il caposocietà del nucleo locale della ‘ndrangheta a Desio, Candeloro Pio, finito poi in carcere). 
Indagati anche Giulio Mosca e Ornello Mariani, due imprenditori della zona, oltre all’ex commercialista di Ponzoni, Sergio Pennati, e al sindaco uscente di Giussano, Franco Riva, di centrosinistra.

Massimo Ponzoni (PdL)
L’inchiesta della magistratura monzese, coordinata dal sostituto procuratore Giordano Baggio, ruota intorno ad una presunta tangente di 220mila euro versata tra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore edile Filippo Duzioni a Ponzoni, ai tempi coordinatore provinciale del Pdl. A lui, grazie alle proprie influenze nel mondo politico, sarebbe toccato intercedere presso pubblici funzionari (Brambilla, Perri e Riva) per cambiare la destinazione d’uso di alcune aree trasformandole da agricole in edificabili. 
Un favore ricambiato con un posto assicurato nella giunta provinciale. Cosa che poi accadde per tutti tranne che per Riva, uomo del centrosinistra, inviso al Pdl uscito vincente dalle elezioni del 2009.
Sotto le lente di ingrandimento della Procura due zone di Desio, dove Perri per anni è stato a capo dell’ufficio tecnico e Brambilla ha ricoperto la carica di assessore all’Urbanistica; e una a Giussano. 
Qui l’area in gioco è quella di via Prealpi, a ridosso della Valassina, dove dovrebbe sorgere un outlet di 25mila metri quadrati. 
A Desio invece i due interventi riguarderebbero via Mascagni, dove è previsto un centro commerciale di 35mila metri quadrati con torre uffici di 80 metri, e la zona di san Giuseppe, al confine con Seregno, interessata da costruzioni per 45.350 metri quadrati. «Con quali criteri sono stati scelti gli assessori?», domanda Mimmo Guerriero capogruppo del Pd. «Mi auguro che esista ancora la presunzione di innocenza », replica il presidente della Provincia, Dario Allevi.

venerdì 22 luglio 2011

Giovedì 28/07/011 presidio davanti alla REGIONE LOMBARDIA contro la legge regionale ammazzaparchi

DICIAMO LA NOSTRA sul PROGETTO DI LEGGE 76 della REGIONE LOMBARDIA che RIDIMENSIONA I PARCHI REGIONALI.

Giovedì 28/07/011, presidio 
davanti alla REGIONE LOMBARDIA 
per dire NO alla legge AMMAZZAPARCHI

domenica 17 luglio 2011

Fermiamo la Proposta di Legge Regionale che vuole ridimensionare i Parchi Regionali. SCRIVI UNA MAIL IN REGIONE LOMBARDIA

Il Progetto di Legge "ammazzaparchi" fa un ulteriore passo in avanti.

Per questo, il Coordinamento S.O.S Parchi Lombardi, (di cui Sinistra e Ambiente è parte), invita tutti ad una prima azione consistente nell'inviare una mail agli indirizzi sottoriportati, allegando la cartolina e se lo volete, aggiungendo un vostro pensiero per evitare la catalogazione come spam.


INDIRIZZI di INVIO:







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La situazione attuale
- a cura del Coordinamento S.O.S Parchi Lombardi

Peggio non poteva andare. 
La Commisione regionale ha licenziato il Progetto di Legge 76 che modifica (in modo rovinoso) la vigente legge sui parchi.
Il testo è rimasto, salvo minime rettifiche di limitati aspetti inessenziali, quello che era originariamente. Quello che era ancor prima della seduta di giugno del Consiglio, nel corso della quale, vi ricordate, era stato approvato l'emendamento che eliminava la pretesa della Regione di nominare propri rappresentanti nei futuri Consigli di Gestione.

Ebbene, in Commissione quel voto di Consiglio è stato cancellato (e questa è un'autentica bestemmia istituzionale e democratica!) ed è stata ripristinata la presenza dei rappresentanti-commissari regionali.

Pare che la proposta di Legge approderà in Consiglio a fine mese, probabilmente il 27 e 28 luglio: lunedì dovrebbe essere fissato il calendario e quindi sapremo esattamente quando.
Il testo, almeno per quello che si evince dall'andamento della Commissione di ieri, arriverebbe in Consiglio alquanto blindato. 
Però, non si può sapere, ci saranno molti voti segreti e quindi potrebbe esserci qualche sorpresa. 
Naturalmente, gli esiti saranno condizionati anche da tutto quello che sapremo fare fuori dal Palazzo.
Pista ciclabile nel Parco regionale delle Groane
Se non ora quando?
Vale anche per noi, vale anche per i parchi, la domanda che è risuonata nelle piazze italiane affollate di donne: se non ora quando?
Non abbiamo scelta: abbiamo (intendo il più largo fronte  civile e democratico che si è manifestato nella critica e nella proposta puntuali al Pdl) espresso le nostre ragioni, abbiamo evidenziato i rischi che quel testo dischiude rispetto alle aree protette, abbiamo sollevato il problema del degrado progressivo e inarrestabile a cui soggiacciono il territorio, l'ambiente e il paesaggio lombardi, il male che si continua a fare alla casa nostra, comune, di tutti. Niente! Ora non ci resta che farci sentire, che dare corpo (e animo) alle nostre ragioni. In modo fermo, in forme legali e democratiche, unitarie, ma forti e incisive. Prima che la legge sia approvata e, eventualmente, anche dopo. Senza rassegnazione, senza che ci mettiamo la coda tra le gambe, come loro vorrebbero.

Oasi LIPU nel Parco regionale delle Groane

Il Coordinamento,  
per parlare solo di noi, di quello che noi possiamo fare, del contributo che noi possiamo recare. Il Coordinamento, che ancora è solo allo stadio di idea, di pura possibilità che sta a noi decidere di cogliere, deve rapidamente materializzarsi e formarsi effettivamente. E' nel corso di questa battaglia, per la quale, del resto, è stato concepito, che deve mostrare di essere uno strumento utile, capace di dare al nostro impegno, quello quotidiano che sosteniamo con le nostre associazioni, quella forza e ampiezza di orizzonte senza il quale i nostri sacrifici rischiano di essere vanificati.
Questa proposta di legge è micidiale, e lo è per tutti. 
Non risolve alcuno dei nostri problemi e tutti li aggrava. 
Dobbiamo impegnarci assieme per fermarla.
Parco Regionale Valle del Lambro; il Lambro a Verano B.za foto d'epoca

Parco Regionale Valle del Lambro: il Lambro a Triuggio

Fermarla prima.
Dobbiamo fare lo sforzo di far emergere il dissenso che c'è, ed è vasto e plurale, nei confronti di questo progetto. Per cui la prima cosa è essere in tanti e uniti tra di noi, ma anche collegati e solidali con gli altri, per esempio le grandi associazioni: Legambiente, WWF, FAI, ecc., coi Comuni e i Sindaci, coi Parchi (inteso gli organismi di gestione che nel corso delle consultazioni si erano espressi in modo critico: su 24 presidenti di parchi regionali, ben 23 erano stati contrari). 
Abbiamo dieci giorni di tempo, pochi, pochissimi. 
Però potremo fare diverse cose.
A titolo di esempio: usare internet per mandare messaggi all'assessore e alle forze politiche, soprattutto quelle di maggioranza e in specie la Lega, sollecitare i sindaci e far approvare se è possibile in questo scorcio di tempo ordini del giorno chiari e precisi, preparare un grande sit-in per il giorno di discussione in Consiglio, e via inventando.
Tutto è possibile, ma una cosa sarebbe bene che non lo fosse: che noi vittimisticamente ci rassegnassimo senza tentare.

 Il Coordinamento S.O.S PARCHI LOMBARDI