Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------




CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 4 febbraio 2015

I PROFUGHI IN PROVINCIA DI MB

Il 29-01-015 a Monza, s'è tenuto un interessante seminario di studio sui richiedenti asilo in Provincia di MB.
Presenti rappresentanti istituzionali di Provincia e Prefettura, del sindacato, del terzo settore e dell'associazionismo.
I numeri e le relazioni fatte, smantellano totalmente le mistificazioni dei "megafoni della paura" costruite su  informazioni false propinate di proposito. Comportamenti gravi e irresponsabili che generano volutamente confusione e un clima di intolleranza da condannare.
Nella nostra Provincia, una rete comprendente terzo settore e associazioni sta gestendo e governando la situazione in modo più che soddisfacente, con al centro dell'operare la dignità della persona.
Le persone arrivate in Brianza sono state saggiamente diluite sul territorio, evitando la creazione di concentrazioni anomale a rischio ghettizzazioni.
In Provincia, come è noto, il centro di prima accoglienza di via Spallanzani a Monza risulta ormai saturo e da ripristinare alla sua destinazione di dormitorio pubblico. Per questo, si sta cercando di identificare strutture per dei piccoli centri di prima accoglienza da utilizzare solo durante la prima fase di arrivo.
Si cerca poi di prediligire la formula dell'ospitalità in case di piccoli gruppi, con l'attivazione di corsi di italiano e con progetti di attività sul territorio. Attualmente sono stati resi disponibili e sono utilizzati 35 alloggi
Tutto con la copertura economica fornita dal Ministero dell'Interno con il fondo a contributo europeo per i richiedenti asilo. Perchè, ricordiamolo, l'accoglienza e l'integrazione di queste persone sono oltrechè un obbligo derivante dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, anche un dovere di civiltà e solidarietà.
A controprova che il progetto funziona, una notizia che sarebbe da prima pagina ma che nessuno pubblica: nel 2014 non è stato registrato nessun problema di sicurezza.


Sotto, uno dei contributi durante il seminario.

Report accoglienza richiedenti asilo 2014
Brianza terra di speranza
“Diamo una chance a chi arriva in Italia”


La suddivisione dei 650 migranti rich. asilo in Prov di MB

Creare un fondo di solidarietà che favorisca l’accoglienza e i progetti di rientro nei paesi d’origine


Sono circa 650 i migranti presi in carico da marzo 2014 a oggi dalle imprese sociali e dalle associazioni della provincia di Monza e Brianza (un territorio che conta complessivamente oltre 850.000 abitanti) nell’ambito del progetto Emergenza richiedenti asilo 2014. Di questi, 311 sono attualmente presenti nelle strutture di accoglienza predisposte, mentre per i restanti l’Italia è stata un semplice punto di transito, una tappa sul percorso verso altri paesi europei.

Le trecento persone attuali sono provenienti da nazioni di Africa subsahariana e Medio Oriente (Nigeria, Mali, Congo, Ghana, Gambia, Eritrea, Sudan, Somalia, Siria) ed asiatici (Pakistan e Bangladesh): sono persone con storie spesso drammatiche e inimmaginabili, accolte in un paese democratico come l’Italia, paese che insieme ai partner europei ha sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Il progetto viene attuato su mandato ( bando pubblico ) della Prefettura di Monza MB ed è stato discusso e promosso dal Consiglio territoriale della Immigrazione .
Progressivo tra ingressi e uscite


I numeri: gli stranieri in Italia e in provincia di MB

 

Al primo gennaio 2013, in Italia, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno sono, secondo i dati ISTAT, 4.387.721, pari al 7% della popolazione. A Monza sono 13.111, pari al 11% circa della popolazione complessiva, mentre in Brianza gli stranieri sono 65.792, pari a circa l’8% del totale dei residenti.
Gli immigrati presenti nelle strutture di accoglienza temporanee in Italia sono 32.471 (fonte Ministero degli Interni settembre 2014).Per quanto riguarda l’Unione Europea, all'inizio del 2013, la popolazione complessiva è di circa 503 milioni, di cui 20,4 milioni sono cittadini di paesi terzi, pari al 4 % della popolazione totale.

I migranti in Europa


Secondo i dati forniti da EuroStat riferiti al 1 gennaio 2013, nell’ Europa dei 27, al Lussemburgo spetta il primato come stato che, con il 37% di stranieri, mostra la più alta presenza percentuale straniera. L’Italia con il suo 7% si situa un po’ più in basso della metà classifica preceduta da Olanda, Germania, Lituania, Spagna. Nei primi posti di questa classifica compaiono subito Lussemburgo, Cipro, Malta, Belgio, Irlanda.


La rete di accoglienza in Provincia di MB


La rete ha costituito il 29 aprile 2014 un RTI ( Raggruppamento Temporaneo di Impresa ) e propone un progetto condiviso dal punto di vista organizzativo , economico e gestionale.

Le Imprese sociali , le Associazioni , gli Enti che vi partecipano sono: CCB-Consorzio Comunità Brianza; Consorzio Sociale CS&L; ARCI Monza e Brianza;CARITAS Zona Pastorale V; Croce Rossa Italiana;Aeris coop soc; Buena Vista coop. Soc; Fraternità Capitanio coop soc; Associazione Il Mosaico Interculturale onlus; La Grande Casa coop soc; Lotta Contro L’Emarginazione coop soc ; META coop soc; La Meridiana 2 di Mezzago coop soc; Il Melograno coop. Soc. ; Natur& onlus, Novo Millennio coop soc; San Vincenzo coop soc.; Spazio Giovani coop.soc; Parrocchia Santo Stefano protomartire di Cesano Maderno ; Piccolo Cottolengo Don Orione Seregno.

Altre realtà del Terzo Settore della Brianza hanno manifestato la volontà di unirsi alla rete nel 2015 e potranno farlo sottoscrivendo il progetto .


Il progetto e il metodo di lavoro: diffusione , collaborazione, trasparenza, apertura


I migranti sono alloggiati in vari comuni della Brianza. Le storie si assomigliano: i migranti arrivano in Italia dopo una lunga fuga dai paesi che violano sistematicamente libertà e diritti umani, o dove sono in corso conflitti terribili e sanguinosi; oppure persone alla ricerca di un riscatto sociale ed economico difficilmente realizzabile nei paesi d’origine.
Il costo del viaggio mediamente è di circa 3 mila dollari, una cifra che corrisponde ai risparmi di una vita. I richiedenti asilo sono giovani, in media hanno 23 anni, e portano avanti un progetto migratorio che in genere non è individuale e i cui benefici ricadranno sulla famiglia e sulle comunità d’origine.

Il progetto e il metodo di lavoro di questo gruppo di imprese sociali, vuole essere innovativo rispetto alla precedente gestione dell’Emergenza Profughi del Nord Africa; ricalca il precedente progetto provinciale Zaccaria che si è caratterizzato da un accordo tra Enti pubblici di diverso livello (Prefettura, ASL, Provincia, Comuni) con Enti di Terzo Settore di diversa natura (Fondazione di Comunità, Parrocchie, Consorzi e Cooperative Sociali, Associazioni ed Enti di volontariato, ed Enti di rappresentanza sindacale e datoriale).


Il progetto SPRAR


Oltre alla risposta emergenziale, alcuni di questi enti (Consorzio CS&L, Consorzio CCB, Arci, Cooperativa Monza 2000) hanno la gestione del progetto SPRAR, (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) che ha come capofila il Comune di Monza e che prevede anche l’inserimento socio lavorativo per periodi stabiliti (circa 6 mesi) e che ad oggi riguarda 30 persone .


Il Fondo di solidarietà Hope


Attraverso “ Hope” si desidera creare attività mirate di formazione e inserimento dei migranti nella rete territoriale, attraverso l’iscrizione alle scuole di italiano per stranieri, l’orientamento ai servizi del territorio e l’attivazione di percorsi di volontariato e lavori socialmente utili.
Il Fondo è gestito e monitorato in maniera condivisa e trasparente da rappresentanti del terzo settore, dell’ente pubblico e avrà l’obiettivo di favorire progetti individuali di imprenditorialità anche in altri paesi.

I comuni della Provincia di MB che accolgono i rifugiati

martedì 3 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE: PARTE L' AC4 ?


Quando noi del gruppo di Sinistra e Ambiente decidemmo di votare contro il PGT elaborato dalla passata Giunta di Taveggia, uno dei motivi che ci guidò in quella scelta fu la presenza degli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT che, se non stralciati, rischiavano di essere attivati dalle proprietà.

Per questa ragione chiedemmo l'accoglimento delle osservazioni che volevano lo stralcio degli ATR.

Il PD decise invece di approvare quel PGT così com'era, rimandando eventuali modifiche alla Variante Generale al PGT.
Ebbene, alla data in cui scriviamo, la Variante è partita, ma non essendo ancora stata nè adottata nè approvata, sugli ATR sono possibili richieste di attivazione a mezzo dei Piani Attuativi.

Ed è proprio quello che, in sordina e sottotraccia, sta succedendo.

Dopo la determina sull'AT1, in data 28-01-015 è stata pubblicata una Delibera di Giunta dove appare che la proprietà, a partire dalla data del 04-10-2013 con richiesta di attivazione della procedura, aveva già mosso i primi passi sull'AC4.

L'AC4 è l'area di via Piave, contigua all'altro ambito di trasformazione (AC3) di via Indipendenza.
l'AC4 ha un indice volumetrico di 1,5 metro cubo su metro quadro per un volume totale di 19.314 metri cubi.
La destinazione d'uso è "Produttivo".
La delibera di Giunta (che alleghiamo sotto) richiede solo di modificare la proposta di convenzione che è stata presentata.
Il progetto discende dalla fattibilità ammessa dal PGT vigente.


Si fa sempre più concreto il rischio della realizzazione degli ATR (o perlomeno di parte di essi) presenti nel PGT vigente, indipendentemente dalle scelte attuate con la Variante.
Un'opportunità consentita da questo PGT approvato dal PD così come era stato redatto dalla giunta leghista.
Ricordiamolo: il comparto AC3 e l' AC4 fanno parte di una delle ultime zone verdi nell'area urbana di Meda, dove, al netto del PLIS Brughiera, il consumo di suolo supera abbondantemente l'80%.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha chiesto in più occasioni conto sullo stato procedurale degli ATR, lo ha fatto anche in occasione della presentazione della Variante, senza mai avere risposte di dettaglio.
Insomma, anche in questo caso, l'Amministrazione di Caimi si sta muovendo senza minimamente relazionare, nelle opportune sedi, su quanto sta avvenendo.

Certamente non siamo ancora in presenza di un piano attuativo adottato o approvato, ma l'iter è partito e questo può sottrarre aree alla revisione degli ambiti di trasformazione, vanificando l'obiettivo dichiarato nella variante di fermare il consumo di suolo. (vedi sotto)


giovedì 29 gennaio 2015

COMMISSIONE REGOLAMENTO E STATUTO: LE FORZATURE CONVERGENTI DI PD E NCD FANNO SALTARE IL LAVORO COLLEGIALE


Da un anno la Commissione Regolamento e Statuto stava lavorando per la modifica del Regolamento del Consiglio Comunale anche con l'obiettivo di elaborare un nuovo Statuto.

E' stato, sino a un certo punto, un lavoro collegiale: vagliate le proposte, si cercava una sintesi con formulazioni condivise.
Usiamo il tempo passato perché le cose sono cambiate e questo lavoro collegiale è stato vanificato per responsabilità di due soggetti.

Il rappresentante del PD, Gianni Daelli, ha presentato una richiesta di modifica all'art. 15 che regola attribuzioni, competenze e modalità operative delle Commissioni.

Questo articolo era già stato esaminato e modificato con tanto di votazione (verbalizzata) d'approvazione in ben due incontri della Commissione (il 9-10-014 e il 6-11-014).
Ciò, di fatto, oltre ad essere poco corretto in assoluto, annulla il lavoro della commissione per un ripensamento tardivo di una parte. Ma questo per il rappresentante del Pd (il cui voto "pesato" è alto e vale per il numero dei Consiglieri Comunali del Pd, 8) pare non avere alcuna importanza.
Cosa chiede il rappresentante del Pd ?
Chiede di mettere sotto il controllo del Presidente del Consiglio Comunale, Molteni, gli argomenti che possono essere trattati nelle Commissioni, affidandogli un potere che non ha ne potrebbe avere.
Obiettivo, neanche tanto velato, limitare se non evitare, che le Commissioni si occupino "di argomenti importanti per il Consiglio Comunale" quindi non solo quelli programmati per le delibere di Consiglio, ma comunque "importanti" per Meda (es. la Pedemontana.)

A supporto del maldestro tentativo è arrivato poi l'NCD (o ex PdL) Molteni (anche Presidente del Consiglio Comunale) con richieste di modifica di altri articoli, alcuni, guarda caso, sempre riguardanti composizione, ruoli e competenze delle commissioni e anch’essi GIÀ DISCUSSI ED APPROVATI IN PASSATE SEDUTE (addirittura nel caso dell'art. 14, già passati all'approvazione del CC e già operativi) su cui tutti i componenti della commissione avevano trovato un comune denominatore di condivisione.
Insomma, una volontà convergente di riscrivere una parte del Regolamento in base alle proprie esigenze, ignorando il lavoro svolto e sorvolando sul fatto che il Regolamento deve essere uno strumento atto a garantire l'operato del Consiglio Comunale e dei Consiglieri in tutte le loro attribuzioni.
Così, nella seduta del 27-01-015 nonostante tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari, eccetto PD e NCD sottolineassero l'illegittimità, inopportunità e la scarso rispetto delle regole democratiche in questo modo di operare, sempre PD e NCD hanno insistito per votare i loro "emendamenti postumi" con la sola arroganza dei numeri a disposizione per cercare di imporre volontà non condivise.

Per coerenza, per non consentire che lo stravolgimento del lavoro sino a quel momento fatto fosse attribuito a decisione della Commissione, il consigliere di Sinistra e Ambiente, Colombo, ha lasciato l’assise, non partecipando alla votazione assieme al consigliere Busnelli di Meda x Tutti. Galimberti, della Lista Buraschi, votava contro, così come il Presidente della Commissione Santambrogio della Lega Nord.
A quel punto, Santambrogio comunicava le sue dimissioni da Presidente della Commissione, prendendo atto che lo spirito collaborativo era venuto a mancare con il tentativo di modificare le “regole” proprio parlando di Regolamenti.

Cosa ha scatenato questa "involuzione"?
Probabilmente Sindaco e Assessori sono infastiditi dall'attività del nostro Consigliere (Presidente della Commissione Territorio e Ambiente) che da tempo chiede che le Commissioni siano frequenti ma soprattutto, messe nelle condizioni di lavorare in un ottica PROPOSITIVA e non di mera ratifica.
Tali condizioni sono fondamentali soprattutto in questa fase, dove c'è una Variante al PGT in elaborazione e dove altri passaggi delicati, riguardanti la Pedemontana e l’ambito di trasformazione AT1 non devono prendere strade a gestione individuale bensì essere correttamente valutate nelle opportune sedi.
Per questo si vuole "controllare" meglio la situazione ?

L’intenzione dei due soggetti responsabili della rottura svela molte cose, tra le quali la mancanza di un ruolo politico dei Consiglieri del Pd, in difficoltà nel comprendere appieno la distinzione e l'autonomia dell’agire consiliare rispetto all'esecutivo e di come il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale debba essere strumento atto a garantire in primis le prerogative del Consiglio e dei Consiglieri per non avere squilibri.

Pare evidente che il tentativo di "controllo" si avvalga del rapporto personale e di stretta collaborazione tra Sindaco Gianni Caimi e Presidente del Consiglio Bruno Molteni (NCD).
Anomalia soprattutto per i contenuti politici che sottende, certamente non coerenti con gli obiettivi programmatici del centrosinistra che, qualcuno forse ricorda, ha vinto le elezioni a Meda consentendo a Caimi di diventare sindaco.
L'intera vicenda mostra poi come il Presidente del Consiglio sia più "supporter" del Sindaco che "garante" del Consiglio.

Ora, se chi amministra Meda con i voti di una coalizione di centrosinistra tra cui quelli determinanti di Sinistra e Ambiente, intende per sua volontà e convenienza avvalersi di altri soggetti politici estranei alla coalizione, lo dica apertamente, così come aveva dichiarato in CC che per lui Sinistra e Ambiente non è più parte della maggioranza.
Ma dica anche che, con metodi da oligarchia ristretta, s’è decisa l’alleanza con l’NCD, snaturando la volontà degli elettori, la coerenza politica e i contenuti del centrosinistra.

Il gruppo di SINISTRA E AMBIENTE

lunedì 26 gennaio 2015

PEDEMONTANA, SI TAGLIANO NASTRI MA ........ IL TERRITORIO E' DEVASTATO

In occasione dell'"inaugurazione"della tangenziale di Varese e della tratta A di Pedemontana e , anche su richiesta della rivista on-line MBNews, INSIEME IN RETE ha elaborato un comunicato sotto allegato.
Intanto il Maroni, e l'allegra compagnia dei filoautostrada, insiste nel tentare di propinare all'opinione pubblica la necessità e l'impellenza di questa inutile e dispendiosa infrastruttura.
Lo fa promuovendo un'operazione di "offerta speciale" per gli utenti: niente pedaggio sino alla fine di Expo. 
Così, giusto per evitare che si finisca come per la Brebemi, dove il traffico veicolare è pressochè inesistente e i soldi pubblici sono stati buttati per un'autostrada doppione dell'A4. Ma questo mancato introito peserà comunque.
Oltretutto tratta A terminata MA SENZA NESSUNA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI PREVISTE (qui l'elenco completo di tutti i progetti di compensazioni ambientali su tutte le tratte)
Intanto, anche il segretario (renziano) Regionale del PD Alfieri dice la sua sull'autostrada e lo fa, nei fatti, associandosi al coro di quelli per cui questa infrastruttura è indispensabile e va fatta tutta, dimenticandosi delle devastazioni ambientali connesse e delle criticità, contaminazione da DIOSSINA sulla tratta B2 compresa.
 
Il comunicato di INSIEME IN RETE

 
L'articolo de Il Corriere della Sera del 22-01-015 con le dichiarazioni di Maroni, Cattaneo e ....... Alfieri, tutti ostinatamente convinti dell'utilità e della bontà della Pedemontana.
 

Il nostro comunicato è stato ripreso da MBNEWS con due articoli che vi proponiamo sotto:

Pedemontana è realtà. Aperta da ieri la tratta A
Pedemontana (o, almeno, il suo primo tratto) è realtà. Dopo l’inaugurazione di sabato della tangenziale di Varese, nella mattinata di domenica 25 gennaio è stata aperta la carreggiata in direzione Ponte di Vedano/Varese, e, nel pomeriggio, quella in direzione Gazzada/Schianno/A8.
La nuova autostrada, indicata come A60, resterà senza pedaggio fino alla fine del 2015. A partire dall’anno prossimo, invece, entrerà in vigore un sistema di tipo “free flow” (senza caselli né barriere, è un sistema basato su portali elettronici che riconoscono il veicolo, assegnando il pedaggio che potrà essere pagato in automatico, o, in un secondo momento, tramite fattura o via internet).
A tagliare il nastro, Roberto Maroni e l’eurodeputata Lara Comi: grande la soddisfazione di Regione Lombardia per l’inaugurazione. «È stato fatto un lavoro di squadra straordinario – ha commentato il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, ex assessore a infrastrutture e mobilità, che ha voluto ringraziare anche maestranze e lavoratori che hanno contribuito a realizzare “un’infrastruttura che la Lombardia attendeva dal 1965″ -. Siamo riusciti a rompere una parte di quel muro del ghiaccio che abbiamo simbolicamente abbattuto il 6 febbraio 2010: la giornata di oggi è certamente un momento di festa per tutti, ma ci richiama anche alla necessità di guardare avanti e pensare al completamento dell’intera opera che deve essere terminata fino al Gaggiolo, per quanto riguarda le tangenziali, e fino a Osio Sotto per l’asta principale».
Più critici gli ambientalisti. «Per la tratta A Varese-Lomazzo era previsto un pedaggiamento che non potrà essere applicato per problemi tecnici non risolti in tempo utile – ha commentato in proposito il Coordinamento Insieme in Rete -: per questo l’opera, già finanziariamente deficitaria, non potrà contare su quegli introiti. D’altro lato la tratta A sarà aperta senza che sia stata realmente completata». Non sono ancora state realizzate infatti, le compensazioni ambientali previste dal progetto. «Anche nella tratta B1 da Lomazzo a Lentate – conclude il portavoce di Insieme in Rete – i lavori di Pedemontana sono stati avviati in assenza delle opportune autorizzazioni ministeriali e continuano a procedere in sfregio alle prescrizioni del Cipe che riguardano le opere di connessione, di compensazione e di mitigazione, ma anche agli aspetti connessi con la salute dei cittadini, come la movimentazione delle terre dei cantieri».

Pedemontana al via, ecco le voci contro:
il vero timore è la diossina a Seveso

La tratta A di Pedemontana è stata inaugurata: nonostante le proteste, l’autostrada lombarda è ormai realtà. Ci si potrebbe chiedere a cosa servano ormai le manifestazioni e le iniziative di sensibilizzazione (tra le ultime, quella dei manifesti “Sindaco, ferma Pedemontana”): ma il Coordinamento Insieme in Rete non è del tutto d’accordo.
Cosa possono fare i sindaci? «Hanno ancora delle carte da giocare contro Pedemontana – ci ha risposto Alberto Colombo, portavoce di Insieme in Rete -. Il progetto esecutivo dell’opera, molto diverso da quello originario, è oggi un ecomostro costruito a spizzichi e bocconi, nella modalità più retriva che continua a prediligere le faraoniche e costose infrastrutture autostradali, devastanti per il territorio, l’ambiente, la viabilità, la vivibilità e con un dispendio di ingenti risorse economiche praticamente solo pubbliche -. E rimane drammaticamente aperta la questione delle compensazioni ambientali, come spiega Colombo -: Il sindaco di Cislago, Luciano Biscella, ha dichiarato che, dal momento che non è ancora stata realizzata nessuna delle compensazioni prospettate, non concederà l’apertura del tunnel di sicurezza della Pedemontana. Se sarà veramente intenzionato a giocare la sua partita avrà dalla sua la legge: infatti il Cipe ha prescritto che le compensazioni ambientali, e le altre opere di mitigazione e di connessione siano realizzate in contemporanea, quando non prima, della realizzazione del nastro autostradale. Ma la legge non è più cosa in Italia: e infatti anche nella tratta B1 i lavori di Pedemontana sono stati avviati in assenza delle opportune autorizzazioni ministeriali».
Altre azioni sono possibili: Legambiente Lombardia si è rivolta alla magistratura: «Ha fatto bene – risponde sempre Colombo -, ma sarebbe stato meglio che sindaci e uffici comunali si fossero adeguatamente attrezzati, visto l’agire poco trasparente adottato da Pedemontana e da Cal, per verificare la conformità delle procedure alla legge chiedendone il rispetto. Quest’attenzione non c’è stata nei sindaci della tratta B1 e l’ecomostro è entrato senza autorizzazioni sul loro territorio, lo ha sventrato, ha cancellato la Moronera, un bosco di grande pregio ambientale, realizzando 7,5 km di solo nastro d’asfalto, che giace ora in attesa di completamento, di collaudo e di seguenti e immancabili inaugurazioni, un’opera senza le necessarie connessioni, mitigazioni e senza compensazioni ambientali».
E la questione diossina? «A novembre, in una conferenza stampa tenuta con il sindaco di Seveso Paolo Butti e il consigliere regionale Gianmarco Corbetta, abbiamo ribadito il monito a verificare, come da prescrizioni, il livello di contaminazione da Tcdd. Su questo – continua Colombo – chiediamo ai sindaci di esercitare tutto il loro potere e dimostrare la loro responsabilità nei confronti della salute dei cittadini. I sindaci della tratta B2 sarebbero facilitati nel loro doveroso compito, se a monte quella della tratta A e B1 cominciassero finalmente a prendere coscienza di quello che è accaduto sulle loro teste e contribuissero a fermare il prosieguo di un’opera monca chiedendo che i residui finanziamenti siano indirizzati alla realizzazione delle compensazioni ambientali e delle mitigazioni laddove l’autostrada è già in essere».

Articolo de il Giorno del 28-01-015


venerdì 23 gennaio 2015

VARIANTE AL PGT, AT1 ex MEDASPAN e SCELTE URBANISTICHE


In data 30-12-2014 è stata pubblicata sull'albo pretorio una determina dell'area infrastrutture e gestione del territorio che affida un incarico di supporto tecnico-scientifico per la procedura di VAS-VIA "per approvazione del piano attuativo dell'AT1" (allegata sotto).


Di cosa tratta ? 
L' AT1 è l'ambito di trasformazione del PGT vigente sull'area dismessa ex- Medaspan dove si prevedeva il "polo delle stazioni". 
Il PGT che contiene tutti gli ATR (Ambiti di Trasformazione) previsti dall'originale elaborato della passata amministrazione leghista di Taveggia, approvato dal PD nel cc del 23-06-012 con il voto contrario di Sinistra e Ambiente.
La scheda dell'AT1 parla di una superficie di 62.273 mq, con un indice volumetrico molto alto, pari a 3 metri cubi edificabili per ogni metro quadrato con un volume complessivo che può essere di 186.819 mc a destinazione d'uso SERVIZI/COMMERCIALE.

Che significato ha questa determina ?
Da quello che vi è scritto, sembrerebbe si stia avviando l'iter per il piano attuativo sull'area dell'AT1.
E' stato dunque presentato un progetto da parte della proprietà ?
E' possibile, anche se forse non ufficialmente.
Non si capirebbe altrimenti la necessità di affidare tra gli incarichi proprio quello per la VAS-VIA (Valutazione Ambientale Strategica-Valutazione Impatto Ambientale) che si fa su di un progetto per definire cosa si può fare e cosa no.
Ma, a questo punto, se così è, appare probabile che la destinazione d'uso a SERVIZI/COMMERCIALE prevista dal PGT vigente possa essere confermata e quindi non analizzata/modificata dalla variante al PGT che è in fase di redazione.
Che ne sarà poi della zona del campo da calcio di via Busnelli (23.334 mq) compreso nell'AT1 e di PROPRIETA' COMUNALE ? 

In ogni caso, il Sindaco Caimi "si porta avanti" facendo dichiarazioni alla stampa sulla "sua" idea di un albergo più generici "servizi" (probabilmente commerciali) su quest'area, in gran parte proprietà privata (salvo il settore del campo di calcio).
Va evidenziato che in sede di incontro pubblico pubblico sulla Variante, in data 25-11-014, nulla s'era detto di come si intendesse operare rispetto all'AT1se non con una generica scheda  che la identificava come un'area per un progetto "strategico di scala urbana", dove però, sempre da scheda, non era stato attivato nessun piano attuativo. 

Anche in Commissione Territorio e Ambiente, riunitasi la settimana precedente (19-11-014) nulla era stato evidenziato in merito da parte degli amministratori e dai professionisti relatori.

E' dunque cambiato qualcosa nel frattempo o si sta concretizzando una situazione di volontà coincidenti tra la proprietà dell'area e l'amministrazione di Caimi ?

Qualche dubbio suscita anche l’entità dell’incarico per la redazione della VAS: 18.500 euro  (con IVA e oneri fiscali 22.838 euro totali) alla quale si è giunti dopo l’espletamento della procedura sulla nuova piattaforma
elettronica regionale SINTEL per gli appalti pubblici e che ha prodotto uno sconto di solo il 2% sulla base individuata dall’Ufficio Tecnico Comunale. 
La cifra appare sproporzionata specie se letta a confronto di quanto definitivo come costo congruo per l’intera variante di PGT (che presuppone un lavoro ben più complesso e impegnativo), ma anche fuori mercato: per lavori simili su ambiti della medesima complessità una cifra inferiore alla metà è considerata più che remunerativa.

E allora perché questa urgenza? Questa questa cifra spesa? Perché l’incarico è ricaduto proprio su questo professionista che è già coinvolto nell’iter della variante di PGT ?

Sarebbe cosa buona e giusta che si riferisse e si ragionasse su questi interrogativi in tutte le assise comunali deputate, tenendo in considerazione quanto veniva riportato nei punti del Programma della coalizione.

Sinistra e Ambiente continua e continuerà pertanto a chiedere e lavorare, in tutte le sedi, per un'adeguata informazione e una partecipazione VERA perchè le politiche e le scelte urbanistiche non possono essere proprietà esclusiva di alcuni, anche in considerazione dei contenuti della Legge Regionale n° 12 che prevede la più ampia partecipazione possibile sulla materia. 

domenica 18 gennaio 2015

A SINISTRA QUALCOSA SI MUOVE ?

Lo auspico da tempo: è necessario che tutti quei soggetti che ancora pensano che i valori della Sinistra non sono superati dal tempo, che il patto del Nazareno e il governo con l'NCD del Pd a trazione renziana sono una palude mefitica e insana dentro la quale fioriscono solo nuovi oligarchi e leggi e decreti infausti, tutti quei soggetti che sul territorio ancora vogliono qualcosa di differente, debbano parlarsi, debbano trovare comuni denominatori per coordinarsi e lavorare su obiettivi condivisi.
Per questo ho accettato di essere presente e di intervenire all'incontro A SINISTRA E' POSSIBILE organizzato nella cornice di Human Factor (assise lanciata da SEL) e dall'Ass. Patto Repubblicano che raggruppa esponenti della sinistra "civatiana" del Pd.
Iniziativa che si è tenuta a Monza venerdì 16 gennaio all'Urban Center di Monza.
Ho accettato l'invito per dire che  l'attenzione e l'impegno per l'AMBIENTE DEVE essere tra le priorità di azione della Sinistra, di una Sinistra VERA e GENUINA.
Così ho portato l'esperienza di Sinistra e Ambiente di Meda, una piccola realtà che cerca continuamente di coniugare l'unità d'intenti tra individui di diversa provenienza, con uno sguardo sul locale e con un'apertura e una visione  sul territorio attraverso la partecipazione attiva in vari coordinamenti (INSIEME IN RETE, Gruppo OSSERVATORIO PTCP, Comitato per il Parco Regionale della Brughiera).
Ho parlato del lavoro dei gruppi ambientalisti fatto sulle politiche di governo del territorio a livello Provinciale con l'attività sul PTCP e i rapporti con gruppi, istituzioni e amministrazioni con posizioni avanzate.
Dobbiamo andare oltre i confini del singolo Comune perchè in Provincia di MB c'è una vera e propria emergenza ambientale, causata dal più alto livello in Italia di consumo di suolo (55% medio con punte oltre l'80%), dallo scempio dell'inutile infrastruttura autostradale Pedemontana, dalle discariche della 'ndrangheta, dai PGT che ancora continuano a prevedere Ambiti di Trasformazione con nuova edificazione, pur senza un reale bisogno.
Ho evidenziato che l'agire deve essere concreto e costruito sulla conoscenza del territorio e su basi di credibilità e di proposte, così come fatto sulla partita Pedemontana, sul PTCP e sulle interlocuzioni positive con le amministrazioni da parte di gruppi e associazioni ambientaliste.
La serata ha messo nell'agorà delle riflessioni e del confronto le pratiche amministrative, la cultura, la legalità, il lavoro, l'Europa, l'ambiente, il welfare e i diritti.

Diamo gambe e corpo a una Sinistra Possibile.

Alberto Colombo - Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente Meda

Qualificato l'elenco degli interventi:

PRESENTAZIONE HUMAN FACTOR: Chiara Cremonesi 
PRESENTAZIONE PATTO REPUBBLICANO: Luca Pastorino (deputato Pd)
AMMINISTRATORI
- Corrado Boccoli  (vicesindaco di Vimercate)
- Daniele Ratti (assessore al Bilancio di Bovisio Masciago)
- Claudio Colombo (assessore all’ Urbanistica di Monza)

CULTURA
- Stephan Greco ( vicepresidente ARCI Milano-Brianza)
- Raffaele Mantegazza (docente universitario)

LEGALITA'
- Valerio d'Ippolito (Referente  Libera Monza Brianza)
- Lucrezia Ricchiuti (Senatrice PD)

LAVORO
- Simone Pulici (CGIL Brianza)
- Alessandro Gaviraghi (Forum Lavoro),
- Adriana Geppert ( RSU )

EUROPA
- Paolo Sinigaglia (già candidato al Parlamento Europeo)
- Alfredo Somoza (coord. SEL Brianza)

AMBIENTE
- Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente),
- Gemma Beretta (Insieme in Rete),
- Mimmo Guerriero (Consigliere provinciale PD)

WELFARE/DIRITTI
- Annalisa Caron (politiche sociali Cisl Monza Brianza)
- Diana de Marchi (Segreteria Regionale PD )
- Monica Borgonovo (Direzione Regionale PD)


CONCLUSIONI:    - Daniele Farina (deputato SEL) - Lucrezia Ricchiuti (senatrice PD)







venerdì 9 gennaio 2015

PEDEMONTANA: SULLA TRATTA B1 LEGAMBIENTE LOMBARDIA CHIEDE ACCERTAMENTI ALLA PROCURA DI COMO


Ne avevamo già parlato durante la conferenza stampa di INSIEME IN RETE a Seveso del 24-11-014.
Da un documento UFFICIALE della Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, risultava come una serie di prescrizioni del CIPE per la Tratta B1 non fossero state ancora ottemperate e che nello stesso documento, al punto uno della determina, c'era la richiesta di "trasmettere la documentazione relativa alla verifica delle singole prescrizioni NON OTTEMPERATE, come da tabella allegata, PRIMA DELL'INIZIO DEI LAVORI" (pag 3).
Peccato che alla data in cui la Commissione VIA formulava questa richiesta (01-09-014), I LAVORI FOSSERO GIA' PARTITI DA TEMPO, con i cantieri di Lomazzo e Lentate Sul Seveso già pienamente operativi.
Oltretutto alla nuova richiesta di accesso agli atti da parte del Cons. Reg. Corbetta (cui abbiamo fatto da supporto tecnico nell'incontro con CAL) per avere il documento di risposta di CAL alla Commissione VIA sulle mancate ottemperanze, veniva opposto un diniego.
Stessa cosa accadeva per le richieste di accesso agli atti formulate da Legambiente Lombardia.
Quindi, poca trasparenza e cantieri già avviati PRIMA delle dovute risposte sulla mancata ottemperanza ad una serie di prescizioni.

Per questo, Legambiente Lombardia, ha inoltrato una segnalazione alla Procura di Como.

Sotto, vi riproponiamo le prime 3 pagine del documento della Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali (commissione VIA) del 01-09-014, parte di un corposo documento tecnico di 176 pagine, in nostro possesso di cui abbiamo messo a conoscenza anche i Sindaci della tratta B2 e alcuni della tratta B1.



Un breve nostro report; che focalizza le Prescrizioni CIPE non ottemperate sulla Tratta B1.

Prescrizioni Non Ottemperate Al 1 Settembre 2014 Per La Tratta b1 by Sinistra E Ambiente

giovedì 8 gennaio 2015

A MEDA, DAL 13-01-015 IN MEDATECA, INIZIATIVE DEL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

Il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera partecipa all'iniziativa IDEE IN MOVIeMENTO che si tiene nella MEDATECA di Meda (via Gagarin 13) proponendo due serate cinematografiche a tema e un incontro per conoscere l'attività del gruppo.

Martedì 13 gennaio 2015 ore 20,45 film 
“Dove sognano le formiche verdi” di W. Herzog
Sabato 17 gennaio 2015 ore 10,30 
incontri, mostra sul parco e aperitivo

Martedì 20 gennaio 2015 ore 20,45 film 
“Lʼuomo che piantava gli alberi” di F. Back 


Vi proponiamo il materiale degli appuntamenti curati dal Comitato per il Parco regionale della Brughiera

mercoledì 7 gennaio 2015

ORTI URBANI A MEDA: SINISTRA E AMBIENTE INTERROGA MA LA RISPOSTA .................


In data 02-01-015 è pervenuta la risposta dell'Assessore Salimbeni all'interrogazione del gruppo di Sinistra e Ambiente  sugli ORTI URBANI CONDIVISI, protocollata il 19-12-014.
Un interrogazione nella quale, ricordando i contenuti della mozione presentata da Sinistra e Ambiente nel CC del 3-04-014 e bocciata dalla Giunta Caimi e dal PD e verificato, per nostra iniziativa di ricerca, che il Bando Cariplo “Comunità resilienti 2014“ cui il Comune di Meda  aveva partecipato per ottenere un finanziamento per gli orti urbani non era andato a buon fine, abbiamo inoltrato (vedi sotto) una serie di quesiti per capire COSA  l'amministrazione stia facendo per concretizzare quanto prima il progetto di orti urbani.



Ebbene, la risposta dell'Assessore ci pare quanto di più generico si possa immaginare.
Non una parola sugli "strumenti" (vocabolo non ben compreso dall'Assessore) che si intendono utilizzare (altri bandi magari con altri partner ? lavoro di rete con altri Comuni ?); eppure nel territorio della Provincia di MB, Comuni a noi vicini hanno da tempo ottenuto finanziamenti, concretizzato ed avviato quest'esperienza (vedi Cesano Maderno) con obiettivi diversificati.
Uno scambio di esperienze con loro sarebbe importante.
Tra gli "strumenti" amministrativi ci sarebbe anche la Variante al PGT, per identificare le aree ove realizzare gli orti (magari zone degradate da recuperare), ma questo "strumento" non è minimamente contemplato nella risposta.
Nulla sulla volontà di stanziamento economico per il prossimo bilancio, stanziamento che deve evidentemente attuarsi in sinergia con l'Assessorato al Bilancio, magari ragionando anche con le Commissioni Consiliari Istituzioni e Bilancio, Servizi alla Cittadinanza, Territorio e Ambiente. Eppure il tempo per farlo c'è.

Nulla nemmeno sulle tempistiche e neppure sullo stato di coinvolgimento di gruppi, associazioni e singoli, magari con l'apertura ufficiale (e quindi comunicata pubblicamente) di un tavolo di lavoro.
Insomma, visto e considerato le affermazioni allora fatte dall'Assessore e dalla Giunta quando presentammo la Mozione (dissero che ci stavano già lavorando loro), ci saremmo decisamente aspettati qualcosa di più avanzato e concreto.
Evidentemente sull'argomento non smetteremo di fare la nostra parte e ........... magari, sarebbe opportuno per l'esecutivo ripensare ad un coinvolgimento più ampio.
C'è da sperarci ? Difficile se si considera la realtà.

Sotto, la risposta dell'Assessore alle Attività Produttive, Ambiente ed Economia Sostenibili






L'articolo de Il Giorno del 19-01-015, con una imprecisione, forse dettata dall'ascolto della sola versione di Caimi che asserisce che Sinistra e Ambiente, per lui, non fa più parte della maggioranza.
Ma per Sinistra e Ambiente, sono importanti i contenuti e le azioni. Ecco perchè, sugli ORTI URBANI insistiamo, visto oltretutto che Caimi e la sua Giunta ci hanno esclusi da qualsivoglia condivisione di scelte amministrative.




sabato 20 dicembre 2014

LICENZA DI DISASTRO AMBIENTALE E IMPUNITA'

Dopo le assoluzioni dei dirigenti di Eternit per le morti da amianto, a Pescara vengono assolti gli ex dirigenti Montedison per la mega discarica di rifiuti tossici di Bussi che ha inquinato pure le falde che alimentavano gli acquedotti. 
Anche per le vittime della fabbrica tessile della Marlane di Praia a Mare (107 morti) ancora non c'è giustizia. 
Così in questo paese, dove ancora non esiste IL DELITTO AMBIENTALE, i responsabili restano quasi sempre impuniti perchè i reati loro contestati vanno in prescrizione o perchè i tempi lunghissimi delle inchieste e dei processi rendono difficilissima la ricerca della verità. 
Eppure .... eppure, al Senato giace un disegno di legge, il n°1345, già approvato alla Camera che prevede 4 nuovi delitti ambientali PENALMENTE PERSEGUIBILI che, come sempre, è fortemente avversato dalle lobby di quegli industriali più retrivi, quelli che vogliono sempre rimanere impuniti.
Disastro Bussi senza colpevoli
Abruzzo.
Tutti assolti i vertici Montedison, gestori della discarica «più grande d’Europa» nei pressi del fiume Tirino e tra le più inquinate d’Italia. L'avvelenamento delle acque, dunque, non c'è e non c’è stato, anche se controlli e prelievi dimostrano altro. Sarebbero circa 700mila i cittadini della Val Pescara contaminati.

Manifestazione contro la mega discarica di Bussi
Dal disa­stro ambien­tale a quello giu­di­zia­rio. Tutti assolti i ver­tici della Mon­te­di­son finiti alla sbarra nel pro­cesso per la mega­di­sca­rica di tos­sine di Bussi sul Tirino, pae­sello i cui ter­reni sono stati riem­piti di rifiuti tos­sici, inzep­pati in un depo­sito di 25 ettari sco­perto nel 2007. Per la «più grande disca­rica d’Europa», per una delle 37 aree più inqui­nate d’Italia, per una delle emer­genze ambien­tali più impo­nenti del Bel­paese… nes­sun col­pe­vole. Que­sto ha sen­ten­ziato ieri pome­rig­gio la Corte d’Assise di Chieti. Due i reati con­te­stati: avve­le­na­mento delle acque e disa­stro ambien­tale. Il dispo­si­tivo a firma del pre­si­dente Camillo Roman­dini recita: «Visti gli arti­coli 442 e 530 Cpp (Codice di pro­ce­dura penale), assolve gli impu­tati dal reato loro ascritto  ‘avve­le­na­mento acque’ per­ché il fatto non sus­si­ste. Visti gli arti­coli 521 e 531 Cpp pre­via deru­bri­ca­zione del reato con­te­stato B (disa­stro ambien­tale doloso) in quello di disa­stro col­poso ex art.449 Cp (Codice Penale, ndr) dichiara di non doversi pro­ce­dere nei con­fronti degli impu­tati per inter­ve­nuta pre­scri­zione». Le moti­va­zioni ver­ranno depo­si­tate entro 45 giorni. L’avvelenamento delle acque, quindi, stando al ver­detto emesso, non c’è e non c’è stato, anche se con­trolli e pre­lievi dimo­strano altro. Men­tre il disa­stro c’è, ma non è stato inten­zio­nale, non è stato voluto, e, sic­come è pas­sato tanto troppo tempo, nes­suno pagherà, almeno a livello penale, per esso. «Teme­vamo che finisse così — dicono alcuni cit­ta­dini di Bussi -. Que­sto è il posto dei veleni e intorno ci viviamo noi, che aspet­tiamo la boni­fica. La paura è che non si venga a capo di nulla, ora più che mai».
I pm — Giu­seppe Bel­lelli e Anna Rita Man­tini — ave­vano chie­sto con­danne che anda­vano dai 12 anni e 8 mesi ai 4 anni. Gli impu­tati erano 19, fra ex diri­genti e tec­nici dell’allora colosso chi­mico Mon­te­di­son: Camillo Di Paolo, Mau­ri­lio Agug­gia, Vin­cenzo San­ta­mato, Guido Angio­lini, Carlo Cogliati, Nicola Saba­tini, Dome­nico Angelo Alleva, Naz­za­reno San­tini, Luigi Guar­ra­cino, Gian­carlo Morelli, Giu­seppe Qua­glia, Carlo Vas­sallo, Luigi Fur­lani, Ales­san­dro Masotti, Bruno Parodi, Mauro Moli­nari, Leo­nardo Capo­grosso, Mau­ri­zio Piaz­zardi e Sal­va­tore Bon­co­ra­glio. Erano 27 le parti civili costituite.
Per la Corte l’avvelenamento delle acque è, dun­que, una favola. Eppure una rela­zione recente dell’Istituto supe­riore di sanità dichiara che i corsi d’acqua che costeg­giano e cor­rono sotto le disca­ri­che di Bussi potreb­bero aver con­ta­mi­nato, nel tempo, e fino al 2007, circa 700mila cit­ta­dini della Val Pescara. Sem­pli­ce­mente bevendo l’acqua, uti­liz­zan­dola in casa, negli ospe­dali, nelle scuole. Ottan­ta­quat­tro pagine che ana­liz­zano, scien­ti­fi­ca­mente la que­stione, a comin­ciare dalle 250 mila ton­nel­late di sco­rie e scarti della pro­du­zione di cloro, soda, vare­china, for­mal­deide, per­co­lati, clo­ruro di vinile, tri­clo­roe­ti­lene e clo­ruro di ammo­nio sepolti dalla mul­ti­na­zio­nale nel corso della pro­pria atti­vità. Il danno ambien­tale sti­mato è di circa 8 miliardi e mezzo men­tre per la boni­fica occor­re­ranno da 600 — 800 milioni. L’elenco dei veleni sco­vati è lungo… clo­ruro di vinile, tri­clo­roe­ti­lene, esa­clo­roe­tano, tetra­clo­ruro di car­bo­nio, clo­ro­for­mio, diclo­roe­ti­lene: tutti can­ce­ro­geni. E ancora… l’esaclorobutadiene («can­ce­ro­geno e geno-tossico»), gli idro­car­buri clo­ru­rati («can­ce­ro­geni») che supe­rano tal­volta migliaia di volte i limiti di legge, soprat­tutto nei son­daggi e cam­pio­na­menti delle acque in pro­fon­dità. E ancora piombo e mer­cu­rio, che hanno con­ta­mi­nato «in maniera mas­siva il suolo».
«Il disa­stro ce l’abbiamo e ce lo teniamo -, afferma Augu­sto De Sanc­tis, del Forum Acque Abruzzo -. Non ci sono col­pe­voli pur di fronte all’acqua piena di sostanze dan­nose e a un disa­stro accer­tato. Ci siamo scor­dati dei pozzi Sant’Angelo, quelli a valle della mega­di­sca­rica, che furono chiusi nel 2007, dopo le nostre bat­ta­glie, quelli che ancora oggi inquinano?».
«Mi auguro — dichiara Sal­va­tore La Gatta, sin­daco di Bussi — che come per la vicenda dell’amianto cre­sca lo sde­gno nella pub­blica opi­nione». Il primo cit­ta­dino ram­menta anche che, davanti al Con­si­glio di Stato, ad opera della Mon­te­di­son, pende un ricorso con­tro il mini­stero dell’Ambiente che, per via di una sen­tenza del Tar, aveva obbli­gato l’azienda chi­mica ad avviare le ope­ra­zioni di boni­fica del sito. Se ne discu­terà il 4 gen­naio. «Non vor­rei che que­sta sen­tenza — aggiunge La Gatta — possa in qual­che modo pesare sul Con­si­glio di Stato, aspet­tiamo fiduciosi».
«Il fatto che sia stato rico­no­sciuto il disa­stro col­poso — inter­viene il pre­si­dente della Regione, Luciano D’Alfonso — ci legit­tima ad atti­vare una causa per il risar­ci­mento dei danni da parte di chi ha ridotto le acque e le terre dell’Abruzzo in que­ste condizioni».
«Da quanto acca­duto in aula — dice l’avvocato Cri­stina Gerar­dis, dell’avvocatura dello Stato e parte civile nel pro­cesso — posso con­sta­tare che le acque sot­ter­ra­nee, le falde acqui­fere che costi­tui­scono una risorsa fon­da­men­tale per l’uomo, non sono oggetto di tutela. Per­ples­sità e un grande punto inter­ro­ga­tivo ci sono per­ché, stu­diando bene le carte, abbiamo potuto con­sta­tare la gra­vità della situa­zione ambien­tale di quest’area, che ha biso­gno di un giu­sto ristoro».
Afferma invece l’avvocato della difesa Carlo Bac­ca­redda: «Espri­miamo grande sod­di­sfa­zione. C’erano tante aspet­ta­tive da parte dell’opinione pub­blica. È stata esclusa, dalla sen­tenza, qual­siasi fat­ti­spe­cie di dolo».

Centosette morti alla Marlane, ma «il fatto non sussiste»
Calabria.
Sette dirigenti della famosa fabbrica tessile di Praia a Mare erano accusati di disastro ambientale, omicidio colposo plurimo e lesioni. Tra gli imputati principali il conte Marzotto. La difesa annuncia il ricorso in appello
Manifestazione dei familiari delle vittime della Marlane
«Il fatto non sus­si­ste». Nes­suno è col­pe­vole della lenta car­ne­fi­cina che sarebbe avve­nuta nella fab­brica tes­sile Mar­lane di Praia, in pro­vin­cia di Cosenza. Non esi­ste un nesso di causa ed effetto tra le sostanze tos­si­che ina­late e le decine di tumori con­tratti dai 107 ope­rai che all’interno della fab­brica hanno lavo­rato per anni. Non ci sono respon­sa­bi­lità tra quanti avreb­bero dovuto vigi­lare e garan­tire minime con­di­zioni di sicurezza.
A sta­bi­lirlo, dopo un lungo e tor­men­tato dibat­ti­mento e una camera di con­si­glio pro­trat­tasi fino a tarda sera, è stato il tri­bu­nale di Paola che ieri ha assolto tutti gli impu­tati, tra cui il diri­gente di fab­brica non­ché già sin­daco di Praia a Mare, Carlo Lomo­naco. Assolto anche il padrone dell’azienda, il Conte Pie­tro Marzotto.
Cadono dun­que nel vuoto le denunce dei comi­tati ambien­ta­li­sti del Tir­reno cosen­tino e dei fami­liari delle vit­time, a lungo igno­rati dalle isti­tu­zioni pre­po­ste al con­trollo del ter­ri­to­rio e dai sin­da­cati con­fe­de­rali. Il pro­cesso di primo grado non ha accolto le richie­ste della pub­blica accusa che aveva richie­sto pene pesanti per 7 diri­genti e per il tito­lare della fab­brica, impu­tati a vario titolo dei reati di disa­stro ambien­tale, omi­ci­dio col­poso plu­rimo e lesioni gravissime.
Lacrime di rab­bia, urla di indi­gna­zione hanno attra­ver­sato le strade di Paola subito dopo la let­tura della sentenza.
Lunga e tra­va­gliata è stata la vicenda Mar­lane. Durante tutto il pro­cesso, un pre­si­dio per­ma­nente ha sta­zio­nato nei pressi del tri­bu­nale, denun­ciando a gran voce il rischio che un’eventuale pre­scri­zione ponesse gli impu­tati al riparo da pos­si­bili con­danne. La sen­tenza di ieri suona come un’ulteriore beffa per quanti hanno perso la vita, la salute, gli affetti.
Un anno fa Eni-Marzotto aveva rag­giunto un accordo con i fami­liari degli ope­rai dece­duti, otte­nendo la revoca delle costi­tu­zioni di parti civili. Circa sette milioni di euro sareb­bero stati ver­sati com­ples­si­va­mente ai con­giunti delle vit­time ed ai loro avvo­cati. Cia­scuna parte civile ha rice­vuto una somma oscil­lante tra le 20mila e le 30mila euro. Se sull’entità del risar­ci­mento si rag­giunse un accordo, invece in merito alle respon­sa­bi­lità penali ovvia­mente il pro­ce­di­mento è andato avanti, fino al ver­detto di ieri. Per cono­scere nel det­ta­glio le moti­va­zioni che hanno spinto la corte ad assol­vere gli impu­tati, biso­gnerà atten­dere il depo­sito della sen­tenza. Nella requi­si­to­ria della pub­blica accusa, l’arco delle respon­sa­bi­lità si pre­sen­tava ampio. A pro­vo­care danni irre­ver­si­bili alla salute umana ed all’ambiente, secondo il pm, sarebbe stato l’uso di colo­ranti azoici nella fase di pro­du­zione. E, ancora, l’amianto pre­sente sui freni dei telai. Infine, da non sot­to­va­lu­tare la que­stione del pre­sunto sver­sa­mento delle diverse ton­nel­late di rifiuti indu­striali mai smal­tite, che a parere della pub­blica accusa sareb­bero state sep­pel­lite impu­ne­mente nella zona cir­co­stante, a poche decine di metri dal cen­tro abi­tato e da uno dei tratti bal­neari più rino­mati della costa tir­re­nica cala­brese, di fronte alla mera­vi­gliosa isola di Dino.
La sen­tenza di ieri rap­pre­senta una pro­fonda delu­sione per ope­rai corag­gio­sis­simi come Luigi Pac­chiano ed Alberto Cunto, ma soprat­tutto per gli atti­vi­sti della costa tir­re­nica cosen­tina. Anzi­tutto lo scrit­tore Fran­ce­sco Cirillo che a que­sta vicenda ha dedi­cato accu­rate con­tro­in­chie­ste, sfi­dando il clima di osti­lità che si sca­tena ogni qual volta qual­cuno denunci l’impatto deva­stante dell’industrializzazione nel sud Ita­lia e in altre regioni del Paese. Vani­fi­cato anche il ruolo della pro­cura di Paola.
Negli uffici diretti dal pro­cu­ra­tore Bruno Gior­dano, a par­tire dalla seconda metà del decen­nio scorso, sono state avviate inchie­ste giu­di­zia­rie impor­tanti su reati ambien­tali di enorme gra­vità, come quelle sulle navi dei veleni, la cemen­ti­fi­ca­zione dei corsi d’acqua, il man­cato smal­ti­mento dei fan­ghi da depu­ra­zione, l’inquinamento di un mare che di fatto oggi non è più bal­nea­bile per decine di chilometri.

giovedì 18 dicembre 2014

DOSSIER DEI VERDI EUROPEI SULLE AUTOSTRADE AI COMMISSARI PER LA CONCORRENZA


Monica Frassoni, Presidente dei Verdi europei, Anna Donati, esponente di Green Italia-Verdi Europei e gli eurodeputati ecologisti Ernest Urtasun (ES), Margrete Auken (DK) e Pascal Durand (FR), hanno presentato oggi un dossier alle Commissarie Ue per la concorrenza sui possibili AIUTI DI STATO e altri vantaggi concessi dal Governo Italiano alle varie autostrade.
Il coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha collaborato con loro per quanto concerne gli aspetti che riguardano l'autostrada Pedemontana.

LETTERA VERDI UE 
A COMMISSARI PER CONCORRENZA E MERCATO INTERNO, 
ITALIA REGALA MLD A CONCESSIONARIE AUTOSTRADALI 
IN CONTRASTO CON LEGGI UE


dicembre 18, 2014.

Monica Frassoni, Presidente dei Verdi europei, Anna Donati, esponente di Green Italia-Verdi Europei e gli eurodeputati ecologisti Ernest Urtasun (ES), Margrete Auken (DK) e Pascal Durand (FR), hanno presentato oggi un dossier alle Commissarie Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager, e per il mercato interno, Elzbieta Bienkowska, per denunciare possibili aiuti di Stato e altri vantaggi da parte del governo italiano nei confronti di numerose concessionarie autostradali, attraverso defiscalizzazioni e proroghe delle scadenze delle concessioni accordate con lo Sblocca Italia. Si tratta di pratiche in contrasto con la normativa comunitaria, che prevede di rimettere a gara l’assegnazione delle concessioni una volta che queste sono scadute. Poiché nello Sblocca Italia si prevede che prima di concedere tali vantaggi, sia necessario il parere delle autorità europee, l’obiettivo di questa iniziativa è di chiedere alla Commissione di non autorizzare questa evidente violazione delle regole vigenti, che peserebbe in modo considerevole sul bilancio pubblico italiano.

“Nel dossier – dichiarano Frassoni e Donati – denunciamo alla Commissione Ue il tentativo del governo italiano di tornare a concedere proroghe e vantaggi a concessionarie autostradali che già hanno goduto dello stesso privilegio in anni passati, e che oggi tornano a battere cassa. Tra i casi « fuorilegge » interessati dagli aiuti proposti, ci sono le autostrade del Gruppo Gavio, Autobrennero, Autovie, Brescia-Padova, oltre alla Pedemontana Lombarda per la quale è stata chiesta una ingente defiscalizzazione. Sulla Sat è appena stata aperta una procedura d’infrazione perché il governo non ha rispettato le norme in materia di appalti e di durata della concessione.

Quanto alla BreBeMi (direttissima Brescia-Bergamo-Milano) abbiamo segnalato che il Governo ha promesso di contribuire a coprire il crescente deficit di esercizio con 330 mln di euro, pur se la condizione per vincere la concessione era stata la promessa di non pesare sulle casse dello Stato.”

“Denunciamo, infine, l’esenzione fiscale proposta, su base retroattiva, per l’Autostrada Orte-Mestre, un faraonico progetto lungo 400 km che costerà ai cittadini italiani, nella migliore delle ipotesi, 1 milione di euro al km e la cui utilità e rentabilità è fortemente contestata.“

“Assieme a diversi comitati ed associazioni[1] avevamo già preso contatto con i commissari europei per il mercato interno e per la concorrenza nel corso della scorsa legislatura. Sulla base della nostra segnalazione, il Commissario Barnier aveva deciso, di chiedere alle autorità italiane di fornire maggiori informazioni sulll’art.5 dello Sblocca Italia e aveva aperto una procedura chiamata Eu-pilot, fase precedente all’avvio di una procedura di infrazione. Oggi, dopo l’approvazione definitiva dello Sblocca Italia e l’annunciata richiesta di autorizzazione alla Commissione da parte del governo italiano per concedere le proroghe e altri vantaggi, la Commissione Juncker deve agire – concludono Frassoni e Donati -. Anche perché l’Italia non è un caso unico: anche in Spagna e in Francia si verificano casi simili, pur se di portata minore rispetto al caso italiano. In tempi di grave crisi e nella prospettiva di un rilancio di investimenti pubblici è cruciale garantire che essi siano allocati in modo da garantire non solo il rispetto delle regole, ma anche un effettivo impatto sull’economia e sull’occupazione.”

Bruxelles, 18 dicembre

[1] Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato Stop Orte-Mestre, Legambiente Lombardia, Coordinamento Ambientalista “Insieme in Rete”.