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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 6 novembre 2014

NUOVA "FIDUCIA" DI RENZI SULLO "SBLOCCA CEMENTO"

Ecco, ci siamo, uno dei PEGGIORI decreti del governo di Renzi, lo "Sblocca Italia" o meglio, il Rottama Italia o Sblocca Cemento come è più appropriato definirlo, è passato anche al Senato con il solito "voto di fiducia" per evitare qualsivoglia tentativo di modifica e per garantirela sua approvazione entro l'11-11-014.Un decreto che contribuirà sicuramente ad ulteriore consumo di suolo e a peggiorare la situazione ambientale del paese.
C’è fiducia nel «Rottama Italia»

Sblocca Italia. Via libera del Senato a cemento, trivellazioni e concessioni autostradali. M5S: «Decreto approvato con omissis». Sel: «Esautorato il parlamento»
I senatori di Sel espongono lo striscione del movimento "No Triv"




Fida­tevi di lui per­chè sbloc­cherà l’Italia. Quando la mini­stra per i rap­porti per il par­la­mento Maria Elena Boschi ha cer­ti­fi­cato la nuova richie­sta di fidu­cia del governo al Senato sul decreto del cemento, delle tri­vel­la­zioni e delle con­ces­sioni auto­stra­dali ai mono­po­li­sti del set­tore — lo «Sblocca Ita­lia» ribat­tez­zato «Rot­tama Ita­lia» da Altre­co­no­mia nel pam­phlet sca­ri­ca­bile online — ieri l’opposizione è esplosa. Senza avere biso­gno di riforme costi­tu­zio­nali, l’esecutivo Renzi eser­cita i suoi poteri di ecce­zione. La scusa è data dalla sca­denza del decreto pre­vi­sta per l’11 novem­bre. Nei fatti è l’anticipazione dei poteri com­mis­sa­riali che lo Sblocca Ita­lia pre­vede per met­tere il turbo alle grandi opere e negare i poteri di con­trat­ta­zione degli enti locali e delle comu­nità inte­res­sate alla tutela del ter­ri­to­rio e del patri­mo­nio e a un loro svi­luppo diverso. Risul­tato: il par­la­mento è stato esau­to­rato, l’opposizione messa a tacere, men­tre è stata posta la fidu­cia su un prov­ve­di­mento dove ci sono degli omissis.
La denun­cia è del sena­tore del Movi­mento 5 Stelle Luigi Gaetti secondo il quale «la mag­gio­ranza ha pre­sen­tato nello Sblocca Ita­lia la richie­sta di appro­vare una con­ven­zione sulle con­ces­sioni auto­stra­dali i cui docu­menti, gli schemi di con­ven­zione con i fondi stan­ziati sono stati secre­tati». In que­sto modo, il Senato è stato chia­mato «a espri­mersi su mate­rie che nep­pure il governo cono­sce, a sca­tola chiusa, pren­dere o lasciare». «Il governo, con lo Sblocca Ita­lia, rin­nova le con­ces­sioni auto­stra­dali senza indi­care per quale numero di anni. A meno che »due pun­tini« vogliano signi­fi­care un numero. Lo fa senza una gara, e que­sto è un regalo a chi quelle con­ces­sioni già le pos­siede, per­pe­tuando il regalo fatto già dal governo Ber­lu­sconi. La per­cen­tuale di gua­da­gno per lo Stato, sui pro­venti netti dei pedaggi, sarà solo del 2,4%».
Per le oppo­si­zioni «è un regalo al gruppo Gavio che ha in con­ces­sione diverse tratte auto­stra­dali del Nord Ita­lia» Il sena­tore M5S Ser­gio Puglia si è sdra­iato sui ban­chi del governo con le mani spor­che di inchio­stro. Alla fine della bagarre i Cin­que Stelle sono stati defe­riti. Era dal 1992 che i sena­tori non vota­vano una fidu­cia dal loro banco. La seduta è stata sospesa, per poi ripren­dere poco dopo. «Un intero ramo del par­la­mento è stato total­mente esau­to­rato» ha detto il capo­gruppo M5S Alberto Airola che ha accu­sato il pre­si­dente del Senato Piero Grasso «di gestione incom­pe­tente dell’aula» nella discus­sione avve­nuta nella mat­ti­nata di ieri. La rispo­sta del Par­tito Demo­cra­tico non si è fatta atten­dere. «L’atteggiamento dei Cin­que Stelle è inqua­li­fi­ca­bile, hanno impe­dito di votare la fidu­cia, un atto che ha con­no­tati squa­dri­stici, per­chè lo stanno facendo fisi­ca­mente». Que­sto è il parere del sena­tore Pd Miguel Gotor. secondo il quale i Cin­que Stelle avreb­bero impe­dito «l’esercizio della demo­cra­zia parlamentare».
Si sono fatti sen­tire i sena­tori di Sini­stra Eco­lo­gia e Libertà che hanno denun­ciato con eguale forza il «regalo ai con­ces­sio­nari delle auto­strade». «La pro­roga per le con­ces­sioni senza gara — ha detto Arturo Scotto — è un gio­chino che costerà all’Italia un’infrazione da parte dell’Unione Euro­pea per­chè è una norma che non rispetta il diritto comu­ni­ta­rio, non rispetta il mer­cato e nem­meno i con­su­ma­tori». Que­sto non è l’unico aspetto del cor­redo degli orrori con­te­nuto nello «Sblocca Ita­lia». Ci sono le tri­vel­la­zioni per il petro­lio auto­riz­zate in tutti gli angoli, e i mari, del paese. Un prov­ve­di­mento con­tro il quale si batte il coor­di­na­mento No Triv. Prima della sospen­sione della seduta, i sena­tori di Sel hanno fatto un blitz ed espo­sto uno stri­scione sim­bolo del movi­mento «No Triv».
«Con il Jobs Act e que­sto decreto Sblocca Ita­lia il governo state di fatto facendo carta strac­cia dei diritti e state sven­dendo il paese — ha gri­dato Lore­dana De Petris (Sel) — Invece di sal­va­guar­dare ambiente e ter­ri­to­rio, con que­sto testo state con­ti­nuando a distrug­gere l’Italia, oltre a quello che vi siete inven­tati con i rifiuti, tra disca­ri­che e ince­ne­ri­tori senza senso». Rea­zioni for­tis­sime che tra­du­cono le ten­sioni pro­dotte dalla deci­sione del governo di pro­ce­dere spe­dito sulla sua strada. In que­sto qua­dro andrebbe spie­gata la deci­sione di Renzi di non recarsi domani a Bagnoli, con­tra­ria­mente a quanto annun­ciato, anche per evi­tare di affron­tare una dura con­te­sta­zione. La com­mis­sione ambiente del Senato ha infine appro­vato un odg che impe­gna il governo a bloc­care le tri­vel­la­zioni nel canale di Sici­lia. Quella appro­vata ieri con 157 voti è la 29° fidu­cia accor­data al governo Renzi.

Intanto, mentre si pensa a rilanciare LA CEMENTIFICAZIONE, 
questo è lo stato del PAESE REALE:

 

martedì 4 novembre 2014

IL 9-11-014 AL PARCO SPINA VERDE


DOMENICA 9 NOVEMBRE 2014
AL PARCO SPINA VERDE
CON RITROVO ALLE ORE 8,30 A PARE' (CO)
PRESSO IL PARCHEGGIO DI VIA PISQUIREI.
CURATA DA: COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA. 


Parco Regionale Spina Verde:
un percorso nella geologia
un tuffo nella Storia a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale

Nuova uscita de "Le Stagioni del Parco 2014"
  • ore 8.45 partenza dal parcheggio del Parco in via Pisquirei a Parè.
  • salita all'area umida di Parè con visita del biotopo, sconfinamento in Svizzera per visita del punto più a sud della Confederazione Elvetica, rientro sul percorso in territorio italiano (portarsi la CARTA DI IDENTITÀ' non scaduta!).
  • ripartenza verso Sorgenti del Seveso con visita (con assaggio dell'acqua della sorgente).
  • ripartenza verso Fortino della Prima Guerra Mondiale con visita e spiegazione.
  • Abbeveratoio della Prima  Guerra Mondiale
  • Salita al punto panoramico di Pin Umbrela che abbiamo recentemente riqualificato con un bellissimo balcone panoramico.
  • visita alle trincee in galleria del Pin Umbrela che il Parco ha riqualificato e messo in sicurezza lo scorso anno (portare torcia).
  • discesa al balcone panoramico del Monte Sasso
  • discesa e visita alle Trincee della Majocca (postazioni in bunker e galleria) riqualificato lo scorso anno.
  • rientro verso Chiesa di San Rocco (Cavallasca) e possibilità di rinfresco a prezzo concordato ore 13.00 circa presso il centro polifunzionale del Parco.
  • ore 14.30 ripartenza verso parcheggio di Parè
  • ore 15.00 parcheggio di Parè e chiusura giornata. Chi non si può fermare per l'eventuale rinfresco potrà avviarsi al parcheggio delle auto senza aspettare il resto del gruppo.
L'escursione sarà coordinata e guidata con l'aiuto delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Parco.

Per informazioni sul Parco Spina Verde visita il seguente Link:PARCO SPINA VERDE


venerdì 31 ottobre 2014

VARIANTE AL PGT: UNA RISPOSTA "SCOLASTICA" ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


All'ultimo giorno utile (una risposta scritta, secondo il regolamento vigente, va data entro 15 gg dalla presentazione dell'interrogazione, altrimenti l'interrogazione passa in Consiglio Comunale) il 30-10-014 è arrivata la risposta dell'Assessore Buraschi all'interrogazione protocollata dal nostro Cons. Comunale in data 15-10-014 sulla VARIANTE AL PGT.

Però .... però la risposta contiene scarsissimi elementi per chiarire lo stato dell'iter della Variante.

Non chiedevamo un riassunto di quelli che sono i passaggi previsti dalla normativa, la Legge Regionale 12 del 2005, che conosciamo, così come già sappiamo dove trovare, nel sito del Comune, le documentazioni relative alla Variante.
Chiedevamo qualche elemento sui contenuti degli indirizzi, dati e recepiti dal professionista, volevamo capire a che punto erano i lavori di stesura e magari qualche data, anche se approssimativa.
Nella risposta non c'è nulla di tutto questo, solo dei rimandi.
Certo la VAS è in fase di redazione. Chiaro, è un documento "obbligatorio" se si fa una variante, lo dice la legge 12, così come ancora la legge 12 definisce le modalità di partecipazione .......... quando queste verranno attivate, ancora non è dato sapere, così come non è ancora dato sapere quali siano le linee guida della Variante.

Per finire, nessuna risposta al quesito se sugli Ambiti di Trasformazione, ATR, previsti dal PGT VIGENTE (approvato dal Pd) siano o meno stati depositati progetti.

Sotto, in sequenza, la risposta dell'Assessore e il testo della nostra interrogazione.




IL PAES, IL TAGLIA-COPIA-INCOLLA E LA NECESSITA' DI UN LAVORO SERIO


In data 29-10-014, si è riunita la Commissione Territorio e Ambiente per iniziare l'analisi del Piano d'azione per l'Energia Sostenibile (PAES), documento contenente le azioni da attivare da parte del comune di Meda nell'ambito del Patto dei Sindaci per la riduzione della CO2.
La stesura del PAES è stata assegnata il 17-07-014 con Determinazione n° 82 dall'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio e impegno di spesa complessivo di euro 6737,33, ad una societa d'ingegneria (vedi testo determinazione).
Sinistra e Ambiente, ha letto molto attentamente quello che è il primo elaborato del PAES inoltrato dall'Amministrazione -in data 23-10-2014- ai componenti della Commissione e ha scoperto nella parte descrittiva del "Piano delle Azioni" alcune evidenti anomalie, frutto di un sistema di produzione del documento "singolare".
Il piano proposto è la riproposizione di quello elaborato per il Comune di Borgomanero (Novara) dalla stessa società anche lì incaricata del lavoro.
La riproposizione, purtroppo, si allarga anche alla produzione del documento che,  probabilmente per sviste da parte dell'estensore, non è stato "mondato" dai rifererimenti locali (quelli di Borgomanero) prima di proporlo a Meda.
Così, nella scheda INF07 relativa a Meda, (vedi sotto) appaiono descrizione che con Meda nulla c'entrano, perchè frutto di una incompleta cancellazione o di un  maldestro copia/incolla  rispetto alla scheda d'origine presente nel PAES di Borgomanero.

La seconda pagina della scheda INF07 di Meda con le incongruenze in rosso
La scheda di Borgomanero
Al proposito, vedi al parafrafo,"promotori" dove appaiono Legambiente e l'IT Leonardo da Vinci (che a Meda non ci sono) e al paragrafo "Tempi e Modalità d'implementazione" il richiamo ad una "settimana della mobilità sostenibile, avvenuta a settembre 2012, con appuntamento localizzato in Pza Martiri e corso Cavour" in realtà mai avvenuta a Meda ma fatta a Borgomanero, nelle zone richiamate che sono vie di Borgomanero e non di Meda.
Altri strafalcioni alla scheda INF04 laddove si fa cenno a 6 impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici quando a Meda sono solo 4. Anche qui, i 6 impianti fotovoltaici menzionati sono a Borgomanero e nella scheda relativa a quella Città.
Alla scheda INFO09 si cita che il Comune intende realizzare degli incontri nelle scuole mirati alla conoscenza della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Gli incontri avverranno nelle scuole nel 2013. Non è un semplice errore di data, ma quello che prevedeva il PAES di Borgomanero la approvato il 27/05/2013.
Andiamo avanti e sulle schede relative alla quantificazione del risparmio energetico (RES01 e RES02) relative all'efficienza nell'illuminazione e alla sostituzione degli infissi, i dati per le ton/anno di CO2 risparmiate, corrispondono esattamente a quelle della scheda di ........... Borgomanero.
Peccato che Borgomanero abbia un numero di abitanti inferiore a Meda, con un numero di nuclei famigliari differenti oltre che con un numero di abitazioni diverse e quindi con esigenze e consumi non proprio assimilabili, in termini di efficientamento energetico, con quelli di Meda.

Come può la Commissione Territorio e Ambiente lavorare su di un documento con simili inesattezze ?
Il documento è stato controllato preventivamente da Assessore all'Ecologia e dall'ufficio Tecnico per garantirne la qualità, la conformità e adeguatezza rispetto al denaro pubblico speso ?

In sede di Commissione e in fase di apertura dei lavori, il Presidente A. Colombo (che è anche nostro Consigliere Comunale) ha preventivamente sollevato queste anomalie e le correlate domande e ha chiesto esplicitamente di elaborare un documento INTERAMENTE consono alla situazione medese su cui poi la Commissione potrà fare le sue analisi.

In aggiunta, da una prima lettura, risulta poi che alcuni aspetti delle criticità “energivore” di Meda, non siano state prese in considerazione, vedi il Palazzo Comunale, non definendone le azioni correttive da intraprendere.
Inoltre, in analogia con quanto previsto nel PAES di Borgomanero, nell’inventario dei consumi energetici e delle emissioni, l'amministrazione ha deciso di non includere le industrie medesi, visto la situazione di crisi attuale.
Capiamo la motivazione ma questo inficia la possibilità d'intervenire su quelle attività, anche medio-piccole, che impattano significativamente nei consumi energetici, e quindi avrebbero un’indubbia importanta nelle azioni di efficientamento.

Insomma, l’attenzione di Sinistra e Ambiente ha già messo in luce alcune carenze di metodologia e (speriamo) messo le basi per un lavoro serio. 
Tocca ora all’amministrazione decidere quale grado di attenzione e di impegno riservare all’elaborazione del PAES.
Già risulta però insufficiente l’arco temporale su cui la Commissione potrà lavorare sul PAES, considerata la complessità dell’analisi e la ravvicinata scadenza per la sua approvazione, decisa dalla Giunta per il 20-11-014.

NOTA; per vedere il documento PAES di Borgomanero e verificare le parti "riproposte" a Meda come da nostra descrizione: 
http://www.comune.borgomanero.no.it/pagina.aspx?IDpagina=636&IDarea=115 

giovedì 30 ottobre 2014

IL BEL PAESE ..... DEL CEMENTO E DEL VUOTO



Una marea di case VUOTE. E' quello che risulta dai rapporti ISTAT a seguire il censimento del 2011.
Un patrimonio e una volumetria INUTILIZZATA, edifici costruiti non per soddisfare le esigenze abitative, ma per mera speculazione, con un consumo di suolo da brivido.
Eppure, con il decreto Sblocca Italia il governo Renzi continua ad avvallare nuove edificazioni e, spesso, anche nei PGT i Sindaci non hanno il coraggio di stoppare questo obbrobrio, dando priorità alla saturazione del vuoto prima di consentire nuove edificazioni.

Un articolo de Il Manifesto che fa un'analisi impietosa della situazione italiana.


Il Belpaese affoga in un mare di case

Dati choc. 7 milioni di abitazioni vuote (una su quattro) e oltre 9 miliardi di metri cubi edificati invano... A dispetto del declino demografico e socioeconomico, nel Belpaese si continua a costruire. Ora grazie anche allo «Sblocca Italia», che arriva a strumentalizzare dissesti e tragedie per avallare nuove cementificazioni. E al Meridione il quadro peggiora.
Ormai ad ogni tem­po­rale un po’ più deciso si rischia il disa­stro; e non solo nelle situa­zioni come Genova in cui l’idiozia urba­ni­stica ha negato l’assetto eco­mor­fo­lo­gico, ma dap­per­tutto, in quel che resta del Belpaese.
Il com­bi­nato tra sur­plus di ener­gia e entro­pia atmo­sfe­rica da muta­zione cli­ma­tica e sfa­scio del ter­ri­to­rio da iper­ce­men­ti­fi­ca­zione gene­ra­liz­zata si rivela micidiale.
Il primo dato che emerge è la forte inten­si­fi­ca­zione del con­sumo di suolo; rad­dop­piato nell’ultimo ven­ten­nio. Il con­tral­tare di ciò — che signi­fica distru­zione di eco­si­stemi e assetti idro­geo­lo­gici e quindi dis­se­sti, oltre che per­dita di pae­sag­gio– è costi­tuito dall’abnorme quota di volumi vuoti – non solo resi­den­ziali – che sono stati rea­liz­zati nelle città e nei paesi italiani.
L’Istat che ha ormai con­cluso l’elaborazione dei dati del cen­si­mento 2011 mostra che siamo di fronte a un patri­mo­nio inu­ti­liz­zato di sva­riati milioni di stanze e di quasi 20 miliardi di metri cubi per volumetrie.
Gli appar­ta­menti inu­ti­liz­zati sono più di 7 milioni: in attesa del dato esatto rela­tivo ai vani, infatti, ipo­tiz­zando un’ampiezza media di 2,8 stanze per appar­ta­mento, si rive­lano ten­den­zial­mente esatte le stime degli osser­va­tori legati al Forum Sal­viamo il Pae­sag­gio (circa 20 milioni).

Un “salto” significativo
L’aumento di vuoto nel decen­nio è stato pari al 350%. Rife­ren­dosi ai dati del cen­si­mento 2001, qual­che anno fa la Fillea-Cgil, infatti, soste­neva «in Ita­lia abbiamo oltre 2 milioni di abi­ta­zioni vuote, solo a Roma sono circa l’8% dell’intero patri­mo­nio abi­ta­tivo, 82.812 immo­bili». Tut­ta­via più che il dato appa­riva già con­si­stente e signi­fi­ca­tivo il “salto” di ordine di grandezza.
«Il numero di stanze per abi­tante è nel nostro paese tra i più ele­vati. Pur tut­ta­via l’accesso alla casa rimane un pro­blema di non facile solu­zione per­lo­meno per i gio­vani e per gli immi­grati in ambiente urbano. Il para­dosso è che le nostre città pur essendo – se si eccet­tuano i qua­li­fi­cati cen­tri sto­rici e qual­che isola di buona edi­li­zia degli anni ’50 e ’60 – un enorme ammasso di case più che uno spa­zio urbano non sono in grado di dare rispo­sta alla domande di case a buon mer­cato (e non neces­sa­ria­mente a canone sociale)» – sot­to­li­nea­vano gli urba­ni­sti del poli­tec­nico di Milano Arturo Lan­zani e Gabriele Pasqui, nel 2011.

I numeri sono clamorosi
I dati con­clu­sivi for­niti oggi dall’Istat, rife­riti al cen­si­mento ultimo sono cla­mo­rosi: oggi il numero degli edi­fici pre­senti sul ter­ri­to­rio nazio­nale è pari a circa 14,5 milioni per poco più di 31 milioni di appar­ta­menti resi­den­ziali. In attesa di avere il dato netto circa le volu­me­trie e le stanze, appare accet­ta­bile la stima — assai pru­den­ziale — di almeno 18 miliardi di mc edi­fi­cati, di cui 15,5 mld (84,3%) di metri cubi resi­den­ziali; lad­dove il fab­bi­so­gno nazio­nale aggre­gato è di 6,2 mld di mc (siamo 62 milioni di per­sone, inclu­dendo una stima molto lar­gheg­giante anche degli immi­grati non censiti).
Le Regioni meri­dio­nali esa­spe­rano il qua­dro nazio­nale: la Cam­pa­nia pre­senta circa 1 milione di edi­fici, di cui 65.000 vuoti e inu­ti­liz­zati per una popo­la­zione di 5.760.000 abi­tanti, la Puglia rispet­ti­va­mente 1.100.000 e 54.200 per 4 milioni ca di abi­tanti, la Basi­li­cata 117.000 e 11.700 per 580.000 abi­tanti, la Sici­lia 1.722.000 e 132.000 per circa 5 milioni di abi­tanti, la Cala­bria 750.000 e 90.000 (1.250.000 e 420.000 alloggi) per poco meno di 2 milioni di abi­tanti (il 40% del patri­mo­nio resi­den­ziale è vuoto e in molti paesi dell’interno ormai esi­stono più case che abi­tanti !); la Sar­de­gna risente della cogenza del Piano Pae­sag­gi­stico, recen­tis­si­ma­mente ripri­sti­nata, e pre­senta “solo” 570.000 edi­fici, di cui 70.000 vuoti o inu­ti­liz­zati, per 1.640.000 abitanti.
Il dato rela­tivo agli appar­ta­menti vuoti – o scar­sa­mente uti­liz­zati– è stra­bi­liante: quasi un allog­gio su quat­tro è vuoto, con una ”punta” pre­sen­tata ancora dalla Cala­bria con una quota pari al 40%; seguono Sici­lia e Sar­de­gna con circa il 30% del patri­mo­nio abi­ta­tivo inu­ti­liz­zato, ancora in Pie­monte 1 allog­gio su 4 è vuoto, lad­dove in Veneto e Toscana il rap­porto è di uno su cin­que circa poco meno del Lazio (22%) e poco più della Lom­bar­dia (16%).

40 mila stanze di troppo
Per quanto riguarda le città, anche in attesa del dato finale , si pos­sono con­si­de­rare con­si­stenti le pro­ie­zioni par­ziali, che pre­sen­tano quote di vani vuoti supe­riori a 100.000 a Torino, Milano e Roma, poco meno a Napoli, decine di migliaia nelle città di Vene­zia , Padova, Bolo­gna, Firenze e Genova. In diverse città del sud il numero dei vani costruiti supera quello degli abi­tanti (ancora in Cala­bria, a Reg­gio, il “top” con 40.000 stanze in più dei resi­denti!), in molte aree interne, non solo meri­dio­nali, gli edi­fici sono più degli abitanti.
Emerge una con­si­de­ra­zione: solo fino a venti anni fa il dato forse più signi­fi­ca­tivo era il rap­porto abitanti/stanze; con il cen­si­mento 2001, per l’emergere della “cascata di case”, oltre alla rile­vanza di aspetti più socio­lo­gici, quale la ten­den­ziale forte cre­scita delle fami­glie mono­nu­cleari, è apparso con­si­stente par­lare in ter­mini di abitante/appartamento. Oggi diventa signi­fi­ca­tivo e ico­nico il rap­porto abitante/edificio.
In Pie­monte abbiamo poco più di 3 abi­tanti per edi­fi­cio, in Lom­bar­dia poco meno di 5, in Toscana poco più di 4, nel Lazio all’incirca 5.
Nelle regioni meri­dio­nali abbiamo addi­rit­tura meno di 3 abi­tanti per edi­fi­cio in Sar­de­gna e in Sici­lia, 2,5 in Cala­bria (!), 5 in Cam­pa­nia, 3,2 in Basi­li­cata, poco meno di 4 in Puglia, che è in linea con il dato medio nazionale.

Una ren­dita sem­pre più finanziaria
Ci siamo chie­sti a lungo per­ché nel nostro paese si con­ti­nuasse a costruire, a dispetto del declino demo­gra­fico (la quota di immi­gra­zione appare tut­tora rela­tiva) e socioeconomico.
La spie­ga­zione è stata for­nita dagli stu­diosi di mar­ke­ting immo­bi­liare: da tempo non si costrui­sce più per la domanda sociale (che infatti — nono­stante tutto il patri­mo­nio vuoto citato — resta in parte ine­vasa): la ren­dita fon­dia­ria, poi immo­bi­liare si è tra­sfor­mata sem­pre più in finan­zia­ria. I «nuovi vani» dove­vano costi­tuire le «basi con­crete» per «costru­zioni vir­tuali» di fondi d’investimento o rispar­mio gestito. A parte la quota di edi­fi­cato — «lavan­de­ria», ovvero fina­liz­zata al rici­clag­gio di capi­tale ille­gale, facil­mente intrec­ciata al primo.
La schi­zo­fre­nia delle poli­ti­che urba­ni­sti­che delle ultime fasi ha lar­ga­mente favo­rito tutto ciò, con acce­le­ra­zioni da parte del pre­sente governo.
A parte i goffi ten­ta­tivi di rein­ter­pre­tare i dis­se­sti da sfa­scio come «inef­fi­cienza buro­cra­tica per man­cata rea­liz­za­zione di opere» e stru­men­ta­liz­zare anche i disa­stri per segui­tare a sfa­sciare il ter­ri­to­rio, le poli­ti­che di tutela e atten­zione all’ambiente e al pae­sag­gio sono solo dichia­rate: in realtà si tenta di con­ti­nuare ad aggi­rarle per rea­liz­zare nuove “Grandi opere inu­tili” e cemen­ti­fi­ca­zioni; come dimo­strano lo «Sblocca Ita­lia» e il ddl Lupi, da can­cel­lare subito. Lad­dove ciò che è neces­sa­rio è costi­tuito dal recu­pero dell’enorme patri­mo­nio, degra­dato e inu­ti­liz­zato (con oppor­tuni stru­menti di accesso anche al patri­mo­nio pri­vato e equi pre­lievi fiscali, soprat­tutto sul vuoto, gran parte del quale è oggi esen­tasse per­ché «bene desti­nato alla vendita»).
Una poli­tica che inte­gri anche l’altra emer­genza asso­luta rap­pre­sen­tata dal risa­na­mento del ter­ri­to­rio nazio­nale; per cui ser­vono 50 miliardi di euro: altro che i tre dichia­rati — a fronte dei 200 milioni scarsi real­mente dispo­ni­bili — da Renzi.

venerdì 24 ottobre 2014

CON I LAVORATORI, PER LA DIGNITA' E CONTRO IL JOB ACT

Sinistra e Ambiente sta con i lavoratori e con i diritti del lavoro.
Anche noi pensiamo che il job act imposto da Renzi sia un decreto sul lavoro che non risolve ma peggiora la precarietà, un decreto che non creerà occupazione ma che renderà ancora più ricattabili i lavoratori.
Un decreto su cui non v'è stato alcuna volontà di confronto da parte del governo, un decreto dove i diritti dei lavoratori vengono utilizzati come merce di scambio per accreditare l'immagine di un premier in Europa.
Alla "leopolda" lasciamo andare chi fa politiche di destra o annunci ad effetto per i creduloni ........ 



giovedì 23 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA TANGENZIALINA A MEDA SUD

Fermo restando il giudizio negativo di Sinistra e Ambiente sull''infrastruttura autostradale denominata "Pedemontana" che continuiamo a considerare inutile e d'impatto pesante per il territorio, non ci sottraiamo dal confronto con soggetti che sul tema, a partire dalle loro preoccupazioni, elaborano suggerimenti e chiedono risposte all'amministrazione.

Invitato in data 21-10-014 alla conferenza stampa dell'Associazione Cittadini Quartiere Polo e del Centro Promozione Brianza sulle problematiche connesse alle opere complementari di pedemontana localizzate proprio nel quartiere Polo (Meda Sud) con annesse legittime apprensione sui volumi di traffico indotti e aggiuntivi che interesseranno il quartiere, il Cons. Comunale di Sinistra e Ambiente ha raccolto quanto lì illustrato e successivamente ha presentato un'interrogazione per meglio comprendere la valutazione e le azioni dell'amministrazione medese rispetto ad una proposta fatta dai due gruppi per una differente soluzione progettuale per la "tangenzialina".
Tangenzialina che si configura, nel progetto definitivo della tratta B2 di pedemontana e nella definita "bozza di progetto esecutivo", come opera viaria impattante per il consumo di suolo e il tortuoso tragitto che spezzerebbe la continuità di un'area verde meritevole d'essere inserita nel PLIS Brianza Centrale con cui confina.
Sull' ampliamento del PLIS anche alle superfici medesi, sono altresì stati protocollati i suggerimenti e le proposte per la Variante al Pgt da parte del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB e dall'Ass.Brianza Centrale (clicca qui per vederli).
La soluzione proposta dai cittadini del quartiere Polo meriterebbe un'analisi dettagliata e approfondita da parte dell'Amministrazione poichè consentirebbe un miglioramento rispetto all'attuale previsione progettuale per la possibilità di suddividere i volumi di traffico su due strade, per l'utilizzo di una viabilità già esistente da potenziare o riqualificare, per la riduzione del consumo di suolo e perchè permetterebbe di preservare un'area verde mantenendo la sua unità.
Una zona libera che, nel caso di un suo frazionamento e dell'attraversamento stradale, potrebbe correre evidenti rischi d'essere edificata. 
Meda, non necessita d'ulteriore cemento, il suo territorio è già urbanizzato a dismisura.

La tangenzialina a Meda Sud secondo il progetto di viabilità complementare a pedemontana
La soluzione proposta dall'associazione Cittadini Quartiere Polo e dal Centro Promozione Brianza
Sotto, l'interrogazione del cons. comunale di Sinistra e Ambiente


venerdì 17 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA SULLA VARIANTE AL PGT



In data 15-10-014, il Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente, Colombo, ha protocollato a nome del gruppo un interrogazione relativa alla VARIANTE al PGT.
Scopo della mozione, ottenere informazioni  sullo stato dell'iter della Variante, considerato che il 30-05-014 è stato affidato l'incarico al raggruppamento temporaneo di professionisti denominato "Candiani125" rappresentato dal capogruppo Arch. Marco Daniele Engel.
Vi terremo evidentemente informati sulla risposta di Sindaco e Assessore.

giovedì 16 ottobre 2014

SBLOCCA ITALIA: UN DECRETO CONTRO L'AMBIENTE

Dove sono le cosidette "attenzioni" all'ambiente e alla green economy che Renzi sbandierava in un passato recente ? Semplicemente NON CI SONO.
Con lo Sblocca Italia, (clicca qui per il testo) Renzi e il suo Governo, nel nome della "semplificazione" delle procedure e del "riavvio dell'economia" generano un decreto nemico del territorio e dell'ambiente.
Un decreto dove si da priorità agli inceneritori (tutti da portare alla saturazione rispetto alla capacità autorizzata d'incenerimento), dove si programmano nuovi impianti in tutta la penisola, con cantieri sottoposti alle normative di deroga per i "siti di interesse nazionale", con buona pace delle politiche per la raccolta differenziata e il riutilizzo.
C'è poi il ricorso alle figure dei "commissari straordinari", alle deroghe sulle norme urbanistiche, vera e propria deregulation per l'edilizia, al pericolosissimo "silenzio=assenso".
Non mancano nemmeno le autorizzazioni prioritarie e facilitate per nuove trivellazioni anche offshore, il bel regalo ai concessionari privati delle autostrade, con il prolungamento delle concessioni senza alcun bando di gara etc. etc.
Insomma, siamo alle solite liturgie: per supportare fantasiosi meccanismi di rilancio dell'economia, si sacrificano e si svendono l'ambiente e il territorio.

Contro il decreto Sblocca Italia s'è tenuto un sit-in davanti a Montecitorio il 16-10-014:

Sul tema, alleghiamo ciò che scrive il Forum di Associazioni SALVIAMO IL PAESAGGIO

Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani.

È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio.
Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell’omonimo Parco Nazionale.
Si arriva al paradosso che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l’economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento.
Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva.
Nel Decreto la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all’economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti.
Le grandi opere con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l’esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli.

Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione accentrando il potere in poche mani ed escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio.

Il provvedimento si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità.

Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro-ambientale con forme di economia diffusa, dal turismo consapevole all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.

mercoledì 15 ottobre 2014

EXPO: CONTINUANO CORRUZIONE E MALAFFARE

Si amplia l'inchiesta giudiziaria su Expo e vie d'acqua.
Ora Antonio Acerbo finisce agli arresti domiciliari unitamente a Dome­nico Mal­tauro, collaboratore "esterno" della soc. Maltauro e Andrea Castel­lotti della soc. Tagliabue.
Insomma Expo oltre a "mangiare la terra" continua a dimostrarsi un pozzo senza fondo per la corruzione e il malaffare. Ricordiamo che la Maltauro è presente anche nel raggruppamento di imprese che sta realizzando la Pedemontana.


Expo, ai domiciliari Antonio Acerbo,
ex responsabile del Padiglione Italia

—  Luca Fazio, MILANO, 14.10.2014

Milano. Nuova tegola giudiziaria. Arrestato il top manager già indagato per turbativa d'asta e corruzione. Lo stesso provvedimento colpisce un imprenditore e un manager. Il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, adesso potrebbe decidere di commissariare le cosiddette "Vie d'Acqua", l'opera più contestata dell'esposizione universale che comunque verrà ultimata solo dopo il 2015.
Tutti ten­gono fami­glia in que­sto paese. Dun­que anche Anto­nio Acerbo, l’ex respon­sa­bile del Padi­glione Ita­lia dell’Expo ed ex com­mis­sa­rio dele­gato per il con­te­sta­tis­simo pro­getto delle “Vie d’Acqua”, finito ieri agli arre­sti domi­ci­liari nell’ambito dell’inchiesta con­dotta dai pm di Milano Clau­dio Git­tardi e Anto­nio D’Alessio. Lo stesso prov­ve­di­mento è scat­tato anche per l’imprenditore vicen­tino Dome­nico Mal­tauro e per Andrea Castel­lotti, mana­ger della società Taglia­bue. Secondo il gip del Tri­bu­nale, i tre potreb­bero “com­met­tere ulte­riori reati della stessa spe­cie”.

Anto­nio Acerbo, che era già finito nel regi­stro degli inda­gati per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta, e che il 2 otto­bre si era dimesso dalla carica di com­mis­sa­rio, pare abbia truc­cato le gare d’appalto in cam­bio di con­su­lenze per il suo figliolo (Livio). Secondo i pm non si inta­scava i soldi ma pre­ten­deva lucrosi con­tratti per le società del suo erede, e agli atti ci sarebbe la con­fes­sione dell’ad della società Taglia­bue. Prima che top mana­ger, è un padre. Intanto, l’impresa di costru­zioni Giu­seppe Mal­tauro riba­di­sce “la pro­pria estra­neità ai fatti” scri­vendo che “Dome­nico Mal­tauro non è dipen­dente dell’impresa e non rive­ste all’interno della mede­sima né di altre società del gruppo alcuna fun­zione, essendo tito­lare di una pro­pria atti­vità impren­di­to­riale con la quale col­la­bora con l’impresa Giu­seppe Mal­tauro”. Ecco un altro pro­blema di fami­glia, ma su scala aziendale.

L’ipotesi della Pro­cura di Milano — e l’evidente com­pli­carsi della situa­zione per uno dei mana­ger più impor­tanti nomi­nati per gestire l’esposizione uni­ver­sale che comin­cerà fra sei mesi — forse obbli­gherà il pre­si­dente dell’Autorità nazio­nale anti­cor­ru­zione Raf­faele Can­tone a pren­dere, final­mente, una deci­sione ope­ra­tiva. Tanto che ormai appare “pro­ba­bile” il com­mis­sa­ria­mento di uno dei tanti pro­getti inu­til­mente farao­nici pen­sati (male) per l’Expo mila­nese, le cosid­dette “Vie d’Acqua”, l’opera che più di altre ha pro­vo­cato con­te­sta­zioni dal basso mobi­li­tando cit­ta­dini, cen­tri sociali e asso­cia­zioni. Giro d’affari sti­mato: più di 100 per col­le­gare il sito dell’esposizione con la Dar­sena di Milano, obiet­tivo che comun­que a causa del ritardo nei lavori sarà rag­giunto (forse) dopo l’esposizione. “Potrebbe essere com­mis­sa­riato”, ma non è detto, per­ché Raf­faele Can­tone, come sem­pre, prima di pren­dere una deci­sione vuole vederci chiaro. Signi­fica che anche que­sta volta biso­gnerà atten­dere “una attenta let­tura dell’ordinanza” prima dell’eventuale com­mis­sa­ria­mento della com­messa vinta dalla Mal­tauro. Potrebbe essere riso­lu­tiva la riu­nione con­vo­cata dal governo che si svol­gerà domani pome­rig­gio a Milano per fare il punto sull’Expo, ci saranno il mini­stro Mau­ri­zio Mar­tina, lo stesso Can­tone, il com­mis­sa­rio unico di Expo Giu­seppe Sala, il com­mis­sa­rio di Padi­glione Ita­lia Diana Bracco, e poi Bobo Maroni e Giu­liano Pisapia.

Ma è impro­ba­bile che que­sta nuova “tegola” possa agi­tare più di tanto i ver­tici della poli­tica mila­nese e lom­barda. La vice­sin­daco di Milano, Lucia De Cesa­ris, è stata piut­to­sto chiara: “Si parla di un capi­tolo già chiuso, la per­sona era già fuori gra­zie anche a una forte presa di posi­zione del sin­daco Pisa­pia. Il sin­daco, infatti, aveva chie­sto ad Acerbo “un passo indie­tro” per “sal­va­guar­dare la repu­ta­zione del nostro paese”. Il pre­si­dente della Regione Lom­bar­dia, Roberto Maroni, invece non ha nes­sun com­mento da fare. Né può pre­oc­cu­pare la pro­vo­ca­to­ria pro­po­sta del por­ta­voce del M5S in regione, Andrea Fia­sco­naro, secondo cui gli ita­liani dovreb­bero almeno essere esen­tati dal pagare il biglietto per visi­tare i padi­glioni di Rho-Pero: “Abbiamo già pagato abbon­dan­te­mente per Expo in cor­ru­zione, malaf­fare, tan­genti e denaro pub­blico, i cit­ta­dini one­sti e la società sana è ves­sata da un carico fiscale ecces­sivo anche a causa della cor­ru­zione che ruota intorno ai nostri eventi e che ci rende il paese più cor­rotto d’Europa”.

E comun­que, quand’anche fos­simo in buona o pes­sima com­pa­gnia, lo stesso Raf­faele Can­tone ha pre­ci­sato che l’Enac non può fare alcuna veri­fica sugli appalti dei padi­glioni stra­nieri, cioè sulla stra­grande mag­gio­ranza dei lavori in corso (si sta lavo­rando giorno e notte per non cor­rere il rischio di fare una figu­rac­cia mon­diale). “Ci siamo posti que­sto pro­blema — ha ammesso Can­tone — e con il pre­fetto abbiamo chie­sto agli ammi­ni­stra­tori stra­nieri di effet­tuare con­trolli. Con alcuni paesi stra­nieri, pochi a dire il vero, abbiamo rag­giunto un’intesa: lad­dove ci sono osta­tive ven­gono segna­late alla sta­zione appal­tante, ma rimane comun­que un sistema poco efficiente”.

Da il Fatto Quotidiano

martedì 14 ottobre 2014

DOMENICA 19-10-014: A SPASSO NEL PARCO BRUGHIERA BRIANTEA CON IL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE

DOMENICA 19 OTTOBRE 2014 
A MEDA (MB)
CON RITROVO ALLE ORE 8,30 
AL PARCHEGGIO LUNGO LA VIA PESCARENICO ANGOLO VIA COLOMBARA.
CURATA DA:  
COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA
 ASSOCIAZIONE PRO LOCO PRO MEDA

E' questa la 17^ uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2014"
Partenza entro le 8:45
Prima parte del percorso lungo il sentiero n° 6 del PLIS Parco Brughiera Briantea che ripercorre la vecchia via ferrovia a scartamento ridotto delle fornaci fino a raggiungere la via per Mariano Comense a Lentate sul Seveso per entrare nella proprietà Cassina con visita al parco faunistico.
Da qui, al termine della visita, si riprende il sentiero n°6 per avviarsi verso la "zoca di pirutit" e portarsi di nuovo sul sentiero per il rientro al punto di ritrovo.

LA NUOVA CONFIGURAZIONE DELLA PROVINCIA DI MB


Il nuovo Presidente della provincia di MB, come era previsto, è Gigi Ponti, con il 63,2% dei voti mentre la lista Brianza Rete Comune raccoglie il 57,13 % dei voti e elegge 10 Consiglieri Provinciali.
3 consiglieri Provinciali vanno alla lista Insieme per la Brianza (F.I+N.c.d), 2 consiglieri alla Lega e 1 consigliere alla lista Brianza Civica.
Ricordiamo che alle votazioni avevano diritto a partecipare solo i Sindaci e i Consiglieri Comunali della Provincia di MB e che è stato applicato un macchinoso sistema di "voto ponderato" in funzione del numero di abitanti per ogni comune della provincia. (il voto dei cons. Comunali di Meda pesava 108).
I Consiglieri della lista Brianza Rete Comune che sono risultati eletti,sono quelli evidenziati in rosso nella tabella sottostante


Gli eletti sono quindi:

Pietro Virtuani (cons. com di Brugherio)
Roberto Scanagatti (sindaco di  Monza)
Giorgio Garofalo (cons. com di Seveso)
Orietta Vanosi (cons. com di Bovisio Masciago)
Domenico Guerriero (ex cons prov)
Valeria Fasola (cons. com di Nova Milanese)
Concetta Monguzzi (sindaco di Lissone)
Roberto Invernizzi (sindaco di Bellusco)
Renato Casati (sindaco di Verano Bza)
Paolo Brambilla (sindaco di Vimercate)

Alcuni li conosciamo già e con loro ci siamo rapportati sulle tematiche ambientali e del governo del territorio nonchè sul PTCP.
Sinistra e Ambiente proseguirà su questa strada, insieme agli altri gruppi del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP, in un confronto dialettico fatto anche di critiche e proposte per la tutela del territorio.

Per gli altri gruppi, sono stati eletti per Insieme per la Brianza (F.I+N.c.d) Federico Romani (ex cons prov), Riccardo Borgonovo (sind. Concorezzo) e Gabriele Volpe (ex cons prov.);
per la Lega : Andrea Monti (ex ass prov) + Andrea Villa (cons. com. a Desio)  mentre per Rete Civica entra in consiglio Rosario Mancino (ex cons prov di Fratelli d'Italia anche se in lista con Rete Civica).

mercoledì 8 ottobre 2014

CON IL COMITATO PARCO REGIONALE BRUGHIERA ESCURSIONE A FIGINO SERENZA TRA IL TORRENTE SERENZA E LE VILLE STORICHE

DOMENICA 12 OTTOBRE 2014 A FIGINO SERENZA (CO) - 
RITROVO ALLE ORE 8,30 IN VIA DE GASPERI 
PRESSO IL PARCHEGGIO DEL MERCATO - EX TESSITURA.
CURATA DA: ASSOCIAZIONE "GRUPPO VOLONTARI VALLE SERENZA".

E' questa la quattordicesima uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2014"
Partenza entro le 8:45
Prima parte del percorso lungo il sentiero n° 11 del PLIS Parco Brughiera Briantea quindi a Novedrate visita dall'esterno della portineria del castello di Carimate e poi alla Villa Casana all'interno del parco ex IMB ora E-Campus.
Da qui si riprende il sentiero attraversando il torrente Serenza e le sue migliaia di anni di storia geologica con l'affioramento consistente del "Ceppo Lombardo".
Poi si prosegue per Carimate con visita al Torchio ex stalle + castello (stiamo ancora aspettando se possibile visitare le sale).
Dopo un'occhiata al Santuario Madonna dell'Albero si prosegue verso Montesolaro dove è situata la Villa Nobili Calvi - Radice Fossati.
Poi sempre lungo il sentiero n° 11 rientro a Figino Serenza con visita alla Villa Ferranti / Pozzobonelli  e rinfreschino offerto dal Gruppo Volontari Valleserenza intorno alle 13.00/13.30.
In caso di pioggia l'escursione è comunque confermata in quanto può essere effettuata anche su strada asfaltata (ovviamente se non diluvia o non ci sono temporali !).

martedì 30 settembre 2014

INSIEME IN RETE: COMUNICATO SULLA PEDEMONTANA E LE PREOCCUPAZIONI PER IL TERRITORIO


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui Sinistra e Ambiente è parte) continua con coerenza ad occuparsi dell'inutile ed impattante autostrada pedemontana.
Lo fa con la preoccupazione di un'infrastruttura la cui realizzazione è arrivata a Lentate sul Seveso (fine tratta B1), senza le opere di connessione e priva di qualsivoglia Compensazione Ambientale sia sulla tratta A in fase di completamento sia sulla B1, con il RISCHIO DIOSSINA che incombe per la tratta B2  e con Regione Lombardia e APL che ancora non hanno formalizzato alcun piano di  caratterizzazione chimico-ambientale del suolo per definirne il grado di contaminazione da TCDD come previsto dal DL 152.
In merito, APL ha inoltrato a giugno una lettera ai Sindaci della B2 + Desio che potete trovare in fondo al post, dove ammette che la caratterizzazione andrebbe fatta "ma di non detenere il possesso legale ne tantomeno materiale delle aree in interesse" e che "la titolarità dell'intervento debba essere affidata alla Regione".
Ma la Regione, il 24-02-014, a mezzo dell'Assessore Terzi  (nella sua risposta scritta ad un'interrogazione del Consigliere Corbetta riportata alla pag 12 delle slide di Insieme in Rete) identifica in APL il soggetto che deve fare la caratterizzazione in contradditorio con ARPA.
Insomma, con questo rimpallo, al momento attuale, nessuna caratterizzazione è stata fatta, probabilmente anche perchè, come diciamo da tempo, i costi della conseguente bonifica sulle aree attraversate dall'autostrada sarebbero elevati.

Intanto anche il Sindaco di Seveso Paolo Butti evidenzia le sue preoccupazioni su "Il Cittadino on line" (vedi articolo).

Il comunicato di INSIEME IN RETE

L'articolo de "Il Cittadino di MB on line" del 29-09-014

Pedemontana, sindaci B2 «Ci appelliamo a Scanagatti
Seveso -
Pedemontana: ora i sindaci della tratta B2 invocano anche l’aiuto del nuovo presidente Anci e sindaco di Monza, Roberto Scanagatti. E in merito ai costi di bonifica delle aree colpite da diossina emerge che sarà necessario sborsare una cifra astronomica, cioè decine di milioni di euro. Peccato che, in sede di approvazione del bilancio di Società Pedemontana, avvenuta il 24 settembre, sia il collegio sindacale sia la società di revisione dei conti sia, addirittura, l’amministratore delegato della stessa società per azioni, Salvatore Lombardo, abbiano sottolineato l’incertezza finanziaria e il rischio che anche la prima parte dell’opera (le tratte A e B1) possa non arrivare in tempo per Expo. Sul tema, il sindaco di Seveso, Paolo Butti, si è soffermato anche durante l’ultima Commissione capigruppo, dopo che la lettera inviata a luglio al presidente del consiglio, Matteo Renzi, e al ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, proprio sul tema “Pedemotana” è rimasta, ad oggi, senza risposte. «Con i sindaci della tratta B2 ho deciso di spingere ancora i consiglieri regionali del territorio a presentare al Pirellone una nuova interpellanza su Pedemontana - spiega Butti - E tutti insieme abbiamo convenuto che è necessario rivolgerci anche al nuovo presidente di Anci, il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, affinché si faccia intermediario tra noi e la Regione per convincere il Governatore, Roberto Maroni, ad incontrarci e fare il punto, una volta per tutte, sulla delicata questione. Perché è da aprile, periodo in cui abbiamo avuto l’ultimo confronto - sottolinea - che dalla Regione non abbiamo più avuto risposte alle nostre richieste di convocazione». Intanto, la situazione si è fatta ancora più critica. «Nell’ultimo confronto in Regione riguardante il monitoraggio delle ex zone A e B - continua il sindaco di Seveso - è emerso, tra le altre cose, che Pedemontana deve assolutamente fare gli ulteriori carotaggi ambientali richiesti dal Cipe e mai effettuati. E che per bonificare l’area colpita a suo tempo da diossina e sui cui si snoderà parte dell’autostrada - precisa - accorreranno decine di milioni di euro». Intanto, «è noto - continua Butti - che pure la defiscalizzazione, cioè i 480 milioni di euro di mancate tasse concessa quest’estate dal Cipe, servirà solo alla Società per coprire le spese maggiori. Non certo per invogliare le banche ad aprire i rubinetti o a investire capitali nell’opera». Così, «nel frattempo gli scavi sono arrivati a Copreno - scandisce il primo cittadino di Seveso - e qui si apre un altro drammatico rischio, che nessuno di noi si augura. Quello, cioè, che l’autostrada resti monca causando enormi disagi di inquinamento e traffico ai Comuni vicini».

Sara Ballabio
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La lettera di APL ai Sindaci sulla caratterizzazione chimico-ambientale

DUE ESCURSIONI NATURALISTICHE E STORICHE CON IL COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA


Due belle uscite con Comitato per il Parco Regionale della Brughiera, il Gruppo Naturalistico della Brianza, il gruppo Brianza Centrale, e l'Ass. Brianze per conoscere i nostri boschi, la cultura e la storia del nostro territorio:

la prima SABATO 4  OTTOBRE dalle 8,45 con partenza dalla stazione ferroviaria di CABIATE attraverso i boschi della Brughiera con tappa ai laghetti della Mordina e Azzurro.

La seconda il giorno dopo, DOMENICA 5 OTTOBRE nel Parco Regionale Valle Lambro dalle 8,45 con ritrovo al parcheggio di via Resegone ad ALBIATE è un percorso storico-artistico-naturalistico.

Non mancate.




sabato 27 settembre 2014

PERCHE' NON SI CONSENTE ALLE COMMISSIONI COMUNALI DI LAVORARE E DI DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO ?


Le riunioni delle Commissioni Consiliari sono parte fondamentale dell'attività amministrativa comunale quale luogo di informazione, valutazione, confronto e di contributo propositivo.
Questo però dipende molto sia dall'atteggiamento dei componenti delle commissioni sia dalla disponibilità della Giunta alla collaborazione.
Su questo punto è opportuno soffermarci, premettendo che queste riflessioni escludono al momento la Commissione Regolamento e Statuto che ha incontri frequenti perchè i commissari (1 per ogni gruppo politico presente in CC) stanno rivedendo il Regolamento per il funzionamento del CC e non c'è necessità d'interazione con l'esecutivo.
Veniamo alle situazioni critiche.
Il nostro Consigliere Comunale, che è anche Presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Alberto Colombo, ha più volte sollecitato Sindaco e Assessore competente a comunicare una data di disponibilità per la loro presenza in Commissione stessa, utile per riprendere gli incontri sulla spinosa questione dell'autostrada Pedemontana. 
Da ormai tanto tempo nessuna risposta è arrivata.
Eppure, già dall'ultimo incontro tenutosi della Commissione Territorio (fine aprile 014), con la presenza del Sindaco, c'era materia di confronto e di valutazione che va oltre le stringate comunicazioni fatte in apertura di Consiglio Comunale.
Anche sul progetto di ampliamento e riqualificazione della Residenza Socio Assistenziale per anziani Giuseppe Besana Onlus, progetto importante per la Città di Meda che risulterebbe nella fase finale del suo iter, s'è evidenziato al Sindaco l'opportunità e la necessità che venisse presentato nella Commissione preposta.
Sul punto, il Sindaco ha dichiarato che inviterà la Onlus Giuseppe Besana al prossimo Consiglio Comunale.
Bene, ma non è la stessa cosa di un passaggio in Commissione, dove si sarebbe potuto prendere visione e capire meglio le planimetrie e la documentazione tecnica in modo più dettagliato .
Insomma, perchè non si vuole consentire alle Commissioni di operare nel pieno delle loro attribuzioni e potenzialità e le si considera solo quando vi sono passaggi puramente formali ?
La Giunta e il Sindaco in particolare, stanno mostrando di porre scarsa attenzione al ruolo e all’importanza del lavoro di Commissione considerandole evidentemente come un soggetto da coinvolgere "alla bisogna" solo per scadenze e atti amministrativi  dove la convocazione è d'obbligo e quindi, appunto, come espletamento di semplice e mera formalità.
Eppure, quando se ne presenta l'occasione, i componenti della Commissione sanno e sono in grado di dare contributi.
Come sul passaggio relativo all'analisi dello schema di convenzione tra i Comuni di Meda e Seveso, la Regione, l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del BOSCO DELLE QUERCE.
In Commissione Territorio e Ambiente, il 22-09-014, l'argomento è stato affrontato con uno scambio informativo e una discussione che, ferme restando anche valutazioni differenti, ha saputo sintetizzare alcune richieste (formalizzate nel verbale sotto) alla Giunta e all'Ufficio Tecnico competente in materia.

Sotto lo schema della convenzione, poi approvata in Consiglio Comunale del 25-09-014 su cui Sinistra e Ambiente si è espressa con voto favorevole.