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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 14 aprile 2015

INSIEME IN RETE APPROFONDISCE SULLA CARATTERIZZAZIONE

INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE approfondisce ulteriormente con un suo comunicato dettagliato i punti controversi e le perplessità sulla proposta di Piano di Caratterizzazione delle zone contaminate da TCDD.


13-04-015

PEDEMONTANA: 
VALUTAZIONI DI INSIEME IN RETE 
SULLA CARATTERIZZAZIONE

La proposta di piano di caratterizzazione delle aree influenzate dall'incidente Icmesa, presentato dall’Associazione Temporanea d’imprese con capofila Strabag, è stato analizzato in modo approfondito dal coordinamento “Insieme In Rete Per Uno Sviluppo Sostenibile”. Riteniamo sia indispensabile conoscere nel dettaglio i contenuti della proposta di Piano di Caratterizzazione per poterlo valutare, con l’obiettivo di evidenziare i rischi che potrebbero richiedere la necessità di fermare la dannosa avanzata dell’autostrada pedemontana.
L’azione di Insieme in Rete ha messo a fuoco la criticità DIOSSINA sulla tratta B2 e su parte della C e ha indotto, quantomeno, la Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), all’imprescindibile rispetto delle leggi vigenti.
Sulla proposta di Piano di Caratterizzazione, Insieme in Rete non può che esprimere perplessità per le valutazioni di merito e i criteri prescelti nella redazione del Piano. Perplessità che abbiamo già comunicato ad ARPA nell’incontro tenutosi il 23/03/2015 auspicando che tali questioni siano affrontate in modo puntuale dai soggetti competenti.

Vediamone le criticità più evidenti.

Il primo punto che non condividiamo si evidenzia già nelle prime pagine della relazione che introduce la proposta di piano di caratterizzazione: sono elencate sia le indagini del 2008 realizzate in contraddittorio con ARPA che avevano rilevato la presenza di diossina (TCDD) nella zona di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago sia le indagini realizzate nel 2012 dalla società Strabag, per conto di APL. Nel documento introduttivo di APL questi carotaggi di Strabag vengono considerati  come “adempimento alla prescrizione Cipe n° 3”.
Ma queste ultime analisi non sono utilizzabili perché non sono state validate da ARPA, come invece lo furono quelle del 2008 e sono state effettuate con metodi non condivisi con ARPA.
Vanno quindi definiti nuovi sondaggi anche laddove queste analisi “non certificate” furono effettuate.

APL considera la caratterizzazione solo per il tracciato dell’autostrada localizzato nelle ex aree A, B, R del disastro Icmesa mentre esclude sondaggi ambientali sulle connessioni, le opere di viabilità complementare e accessoria, per quanto si trovino nelle medesime aree (A, B, R).
E’ una limitazione non accettabile poiché anche per la realizzazione di tali interventi viabilistici si andrà a scavare. Il piano va quindi implementato con analisi anche su queste aree (es. tangenzialina di Meda sud, connessioni di Bovisio e Desio etc).

Il Piano propone una maglia di campionamento, cioè l’indicazione dei punti dove si preleverebbero i campioni da analizzare, con passo 100x100 metri per le ex zone B e R , criterio che fa riferimento alla tipologia per “indagini preliminari” nei SIN (Siti Interesse Nazionale). Sarebbe opportuno, invece, aumentare la densità dei punti di campionamento per descrivere adeguatamente la situazione in tutto l’areale interessato dalla ricaduta di diossina nel quale si vuole realizzare la Pedemontana.

L’ubicazione di alcuni sondaggi non rispetta, peraltro, neanche questo criterio geometrico, vedi la zona distributore di Desio e lo svincolo di Bovisio M., dove addirittura mancano i sondaggi sul lato sinistro del progetto autostradale. Qui, la linea di demarcazione della zona R corre esattamente al centro della pedemontana.
Ricordiamo, soprattutto ai Sindaci, che sono i responsabili ultimi della salute dei cittadini, che la delimitazione delle aree in A, B e R fu un accorgimento istituzionale, decisamente approssimativo effettuato sulla base di analisi fatte con la tecnologia disponibile nel 1976. La diossina si depositò in modo più esteso e “capriccioso”, come avviene normalmente nei fenomeni che hanno a che fare con gli agenti atmosferici (il vento, diceva Laura Conti, non segue le linee di demarcazione tracciate dalla Regione Lombardia).
Il principio di cautela, quindi richiederebbe di approfondire le analisi anche oltre questi limiti “artificiosi”.

Negli anni successivi all’incidente ICMESA, in alcune zone fu effettuata una ricopertura con terreno nuovo, mentre in altre furono effettuate arature. Quindi, il solo campione superficiale, proposto da Strabag, non basta perché il primo spessore di terreno non e’ quello contaminato  essendo nuovo, riportato o rivoltato.
Su questo punto, ci risulta che il 9-04-015, in sede di Conferenza dei Servizi gli Enti di controllo hanno già definito che tale modalità operativa non è adeguata e che si dovrà procedere ad un campionamento più profondo ed accurato.

Anche nel caso di superamenti del “solo” limite di diossina previsti per la destinazione d’uso verde, le indagini e le analisi devono essere adeguatamente approfonditi, perché la diossina è pericolosa anche in quantità infinitesimali.

Molte di queste nostre valutazioni sono state oggetto di confronto nella Conferenza dei Servizi, lì riportate anche dagli enti chiamati a dare il loro parere e contributo. Questo ha sortito la richiesta a Strabag e ad APL di un’implementazione del documento di Piano di Caratterizzazione.

INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE


La mappa con i sondaggi proposti da Strabag/APL

Sotto una breve rassegna stampa.
Come Sinistra e Ambiente spendiamo due parole per rimarcare le strampalate e decisamente fuori luogo dichiarazioni del sindaco di Meda Gianni Caimi, che non ha ancora compreso come l'affidamento di incarico da parte di TUTTI gli altri Comuni (Seveso, Desio, Cesano M., Bovisio M, Barlassina - solo Meda si è autoesclusa) ad UN GEOLOGO è propedeutica a un'attenta analisi del Piano di Caratterizzazione DEI SUOLI  e di SUOLI, solitamente si occupano i GEOLOGI e non altri.
Evidentemente TUTTI gli altri sindaci, come noi, conoscono bene la professionalità del geologo incaricato e la sua approfondita conoscenza dell'argomento pedemontana e diossina con le sensibilità ambientali necessarie.
Conoscenza, a nostro avviso, sicuramente maggiore di quella del tecnico preferito da Caimi.
Ma probabilmente, il problema di Caimi, oltrechè personale è legato alla sua granitica certezza e volontà di volere l'autostrada pedemontana ad ogni costo e di pensare e voler gestire secondo il suo "stile da oligarchia" la delicata partita. 
Riprendendo quindi l'articolo, se c'è qualcuno di dubbia terzietà e correttezza istituzionale è proprio il sindaco di Meda che continua a rendersi indisponibile a relazionare dettagliatamente in merito a pedemontana (e non solo) nella deputata assise istituzionale: la Commissione Territorio e Ambiente.
Ne abbiamo trattato qui e qui.

mercoledì 8 aprile 2015

INSIEME IN RETE SUL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE DI PEDEMONTANA NELLE ZONE CONTAMINATE DA TCDD

La copertina della proposta di Piano di Caratterizzazione

Il 3-03-015, la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha inviato a più soggetti la "PROPOSTA  DI PIANO DI CARATTERIZZAZIONE DELLE AREE INFLUENZATE DALL’INCIDENTE ICMESA" presentato dall'appaltatore dell'infrastruttura Pedemontana, il Raggruppamento Temporaneo d'Imprese con capofila Strabag.
Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, dopo aver ottenuto copia del documento a mezzo accesso agli atti, lo ha analizzato attentamente e ha prodotto un primo comunicato stampa sull'argomento.
E' intenzione di Insieme in Rete seguire attentamente tutti i passaggi tecnici di questa delicata fase, a partire dalla Conferenza dei Servizi del 9-04-015 avente tema proprio i contenuti del documento di proposta di piano di caratterizzazione.
Sulla Pedemontana, il Piano di Caratterizzazione e il rischio Diossina Insieme in Rete intende organizzare quanto prima una conferenza stampa pubblica per illustrare le perplessità, anche tecniche, di questo elaborato.
Evidentemente continuiamo a ribadire che questa infrastruttura è inutile e devastante per il territorio.

giovedì 2 aprile 2015

AUTOSTRADA PEDEMONTANA: UN'INFRASTRUTTURA INUTILE IDROVORA DI RISORSE


Dopo gli arresti di Incalza & C per le malversazioni sugli appalti delle "grandi opere" e le dimissioni di Maurizio Lupi per i suoi "collegamenti confidenziali e fiduciari" con gli inquisiti, ora c'è qualche "problemino" anche per la PEDEMONTANA.
CANTONE e l'Autorità Nazionale Anti Corruzione mettono sotto la loro lente, con una relazione ispettiva inviata alla Corte dei Conti e alla Procura, l'appalto assegnato al Raggruppamento Temporaneo d'Imprese, con a capo IMPREGILO, per la realizzazione sia della TRATTA A di Pedemontana, quello da Cassano Magnago  a Lomazzo, sia delle tangenziali di Varese e Como.

In questo appalto, c'è stato un AUMENTO dei costi di ben il 47 %.
Un assegnazione dei lavori che, a giudizio degli ispettori di Cantone, non appare in linea con quanto previsto nella legge 162 del 2006 sugli appalti.
Insomma, una segnalazione (per ora) di probabile malaffare sull'infrastrutture autostradale.
Non finisce poi qui perchè, sulla Soc Autostrada Pedemontana Lombarda aumentano anche le vicende in cui risulta coinvolto il Presidente Marzio Agnoloni. 

Ecco sotto l'articolo di Repubblica che tratta la vicenda.


La notizia, ha suscitato la preoccupazione e l'allarme dei Sindaci della tratta B2, oltrechè una mozione in Parlamento.
Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE da tempo denuncia l'inutilità e l'invasività dell'autostrada Pedemontana chiedendo che si fermi la sua realizzazione e che si facciano, laddove l'autostrada già c'è, le previste COMPENSAZIONI AMBIENTALI.

Anche i Sindaci facciano dunque un passo in avanti, prendendo atto dell'inaffidabilità degli enti che continuano ostinatamente a volerne il completamento  e chiedendone di conseguenza lo stop.

 

martedì 31 marzo 2015

A MEDA SI CONTINUA A CONSUMARE SUOLO

L'AC4 di via Piave
Avevamo trattato l'argomento sul nostro blog qui e relazionato sulla risposta alla nostra interrogazione.
L'iter del Piano attuativo per l'ambito di trasformazione AC4 di via Piave è ora arrivato all'ADOZIONE.
Con delibera di Giunta, n° 63 del 25-03-015, la proposta progettuale avanzata dalla proprietà è stata adottata.
A Meda dunque, SI CONTINUA INGIUSTIFICATAMENTE A CONSUMARE SUOLO. 
Su una delle ultime aree verdi è infatti prevista l'edificazione di TRE EDIFICI AD USO PRODUTTIVO e CAPANNONI su più livelli.
Eppure, le strutture simili VUOTE sono molte a Meda (innumerevoli cartelli vendesi/affittasi) e non vi è alcuna necessità di averne altre.
Certo, sull'AC4 i proprietari dovranno cedere delle superfici e farsi carico di realizzare parcheggi, aree a standard nonchè una zona di "Orti urbani" (una posizione poco felice, accanto ad una zona produttiva).
Secondo il testo della convenzione (da stipulare entro un anno, pena la decadenza del piano attuativo), la proprietà ha la facolta di realizzare gli edifici entro 10 anni dalla firma della stessa, anche per lotti funzionali in fasi temporali diverse mentre dovrà realizzare le opere di urbanizzazione entro tre anni.
Per Meda, il risultato è solo che si perderà un altro pezzo di suolo libero in un territorio dove ormai le aree inedificate si contano sulle dita di una mano.
Ecco dunque il primo frutto avvelenato di un PGT approvato dal PD senza lo stralcio degli Ambiti di Trasformazione.
La scelta attuata nel 2012 dalla giunta di Caimi espone al rischio che, qualora la proprietà chieda l'avvio, le previsioni edificatorie degli ATR si possano concretizzare.
Con l'AC4 questo è avvenuto.
E' altresì grave che nonostante le ripetute richieste fatte da più Consiglieri Comunali, dal gruppo di Sinistra e Ambiente e dal nostro Consigliere A.Colombo, in veste di Presidente della Commissione Territorio e Ambiente, nè il Sindaco Caimi nè l'Assessore Buraschi abbiano ritenuto opportuno dare una corretta  informazione relativamente agli iter sugli Ambiti di Trasformazione.
Se Meda perde un altro pezzo di area ancora libera, uno degli ultimi prati nella giungla di cemento e asfalto che ci circonda , lo dobbiamo anche alle scelte di questa amministrazione tutta targata PD, che non ha avuto il coraggio di approvare un PGT senza gli ATR, specie quelli sulle superfici verdi e libere.

Intanto, su quali comparti e in che modo la VARIANTE GENERALE AL PGT intenda agire, a distanza di mesi, ancora non è dato sapere.

Ci sarebbe ancora la possibilità, ma bisogna avere per l'appunto, coraggio, di cambiare orientamento, magari sfruttando la fase di osservazioni, per non arrivare alla proposta fatta per l'AC4.
C'è invece l'obbligo morale, in coerenza con il programma elettorale, di adottare quanto prima la variante al PGT con l'eliminazione di tutti gli altri ATR.

I numeri dell'AC4
Sotto, per saperne di più, il verbale di deliberazione con la documentazione tecnica allegata.



venerdì 20 marzo 2015

GRANDI OPERE = GRANDI "AFFARI"


Un'indagine della Magistratura con tanto di "arresti illustri" sta confermando l'esistenza del verminaio che ruota intorno alla realizzazione delle cosidette "Grandi Opere".
Ormai l'elenco dei casi di corruzione, malaffare, appalti pilotati etc. si fa sempre più lungo: Mose, Expo, Tav, infrastrutture autostradali e avanti di questo passo.
Così, un fiume di denaro scorre in continuazione, gestito da una "cupola" che ha fatto del dogma delle infrastrutture "strategiche" la ragione di un sistema che si autoalimenta nell'illegalità diffusa.
Ora è toccato ad alcuni fedelissimi dell' ex Ministro LUPI, la cui responsabilità, per ora POLITICA e disinvolta, appare evidente anche nei contenuti delle intercettazioni.
Si tratta di personaggi di grosso calibro: Incalza, uomo che nei meandri del Ministero delle Infrastrutture e nelle annesse commissioni incarna da anni il ruolo di un "insostituibile" o meglio, di un irremovibile, il suo stretto collaboratore Pacella, l' imprenditore Perotti e il manager Cavallo.
Ritorna anche il nome di Acerbo, collegato a illegalità in ambito Expo.
Tutti con collegamenti diretti - risultanti dalle intercettazioni- con Maurizio Lupi.
Ed erano preoccupati persino del fatto che risorse economiche destinate alle "Grandi opere" potessero essere dirottate sulle emergenze alluvioni ...........
In Brianza, non si corre questo rischio, visto che si agisce in senso opposto, stornando 60 milioni per la linea tramviaria da Milano a Limbiate su .... Expo naturalmente.

Insomma, in questo belpaese, grandi opere (comprese quelle di dubbia utilità o certa inutilità) = grandi "affari" e .... costi che lievitano.

Sotto, l'articolo de Il Manifesto sugli arresti e a seguire, articolo de il Fatto sui contenuti dell'inchiesta.


giovedì 19 marzo 2015

PEDEMONTANA: MOZIONE IN REGIONE LOMBARDIA SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI


Da tempo lo andiamo dicendo, evidenziandolo anche nei momenti informativi e di confronto sul territorio tenuti dal coordinamento ambientalista Insieme in Rete.
Chi si ostina a volere l'autostrada Pedemontana, che continuiamo a ritenere infrastruttura inutile e dannosa per ambiente e territorio, sta trascurando la realizzazione delle COMPENSAZIONI AMBIENTALI.
Non c'è infatti traccia di esse nè sulla tratta A, già aperta alla percorrenza nè sulla tratta B1, dove i lavori sono in una fase avanzata.
Stiamo parlando delle COMPENSAZIONI AMBIENTALI, già previste anche dalle prescrizioni del CIPE (la n° 9 in particolare), di cui il coordinamento ambientalista Insieme in Rete ha l'intera carrellata progettuale.
Non si può far finta di nulla e ferma restando la nostra contrarietà e il giudizio negativo, laddove l'autostrada è nei fatti (purtroppo) esistente, va chiesto che, come parziale "riduzione del danno" SIANO REALIZZATE LE PREVISTE COMPENSAZIONI AMBIENTALI.
Non solo. 
Va evitato che attorno al tracciato autostradale sia un fiorire di edificazioni selvaggie e capannoni.
Per questo, già il 1-10-013, un gruppo di Associazioni  e gruppi facenti parte del coordinamento ambientalista, aveva presentato un'osservazione comune nell'ambito della revisione del Piano Territoriale Regionale (PTR) per un PIANO D'AREA che impedisca l'inedificabilità ai lati delle tratte autostradali già realizzate.

Non si può pensare che alla devastazione del Bosco della Moronera, del Bosco del Battù e al consumo di aree verdi si sommi altro disastro con orrendo cemento ai lati dell'autostrada, così come è già ad esempio la Milano-Venezia.

Il gruppo dell'M5S in Regione Lombardia, con il Cons. Corbetta, ha raccolto questo allarme e ha presentato in Consiglio Regionale una mozione che alleghiamo sotto.
Vi terremo evidentemente aggiornati sull'iter della mozione.

Intanto, la tratta A, aperta al traffico, si sta dimostrando l'ennesimo FLOP, con un numero di veicoli in transito bassissimo (circa 18.000) invece dei 60.000 giornalieri previsti.
Questo nonostante non vi sia pedaggio per gli utenti (quota presa in carico da Regione Lombardia).
Quando verrà applicata la tariffazione (circa 3 euro per percorrere 15 km !) quali saranno i numeri delle percorrenze ? Dovremo attenderci un ulteriore finanziamento pubblico al gestore per coprire i mancati introiti ?
Insomma, Pedemontana come la Brebemi.

L'articolo sulla denuncia di Legambiente Lombardia:



sabato 7 marzo 2015

LA VICENDA BEA e CEM TORNERA' IN CONSIGLIO COMUNALE ?

Articolo de Il Cittadino del 7-03-015

Dopo alcuni mesi, ritorna sulle pagine della stampa la questione della fusione BEA-CEM.
Le notizie riportano le intenzioni della Provincia di MB di creare un ATO (Ambito Territoriale Ottimale) che si occupi dei rifiuti e che, giocoforza, coinvolga anche GELSIA.
Come si è arrivati a questo punto ?
Facciamo un po' di informazione sull'argomento.
In questi mesi alcuni accadimenti hanno pesantemente influito sull'iter di quella che voleva essere il progetto di fusione tra BEA e CEM.
Innanzi tutto una "clamorosa svista" dettata dalla fretta di attuare uno scambio reciproco di azioni tra le due società, facendolo ratificare dalle due assemblee dei soci di CEM e BEA che si sono tenute il 18-12-2014.
Però... però..... lo scambio di azioni è saltato visto e considerato che si violava l’articolo 2360 del codice civile che vieta la sottoscrizione reciproca di azioni:

"E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona."

Quindi, in una confusione totale, il 18-12-014 l'assemblea dei soci di CEM modificava l'ODG togliendo il passaggio relativo allo scambio di azioni mentre in quella di BEA veniva approvato l'OdG comprensivo dell'illecito scambio azionario.
Eppure alcuni Comuni soci di BEA (Seveso, Bovisio Masciago, Desio e Lentate S/S) avevano chiesto il rinvio dell'assemblea per approfondire. 
Nella votazione sul punto dello scambio azionario, nel verbale, è registrata la contrarietà dei Comuni di Bovisio M, Seveso, Desio, la non partecipazione al voto di Varedo oltrechè l'assenza di Lentate.

Anche in alcuni Consigli Comunali (laddove svolti prima del 18-12-014) s'era rimarcata l'insufficienza del livello informativo e di confronto.
A Meda, nel CC del 27-11-014, Sinistra e Ambiente aveva proprio evidenziato la necessità di un approfondimento in Commissione Territorio e Ambiente e la inappropriata fretta con cui si voleva trattare l'argomento, in stile "last minute".
Un approfondimento da fare anche sugli aspetti del Piano Industriale che NON CONTEMPLA accantonamenti per la dismissione del forno inceneritore. Come da previsione, siamo rimasti inascoltati.

La vicenda si complica ulteriormente con la Sentenza del TAR n. 00287/2015 del 23/01/015, inviata perarltro anche alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Milano per eventuali loro competenze.
In essa, il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso avanzato da Gelsia Ambiente Srl contro il Comune di Limbiate, annullando tutti gli atti mediante i quali l’Amministrazione limbiatese intendeva affidare direttamente a Bea i servizi di igiene ambientale a partire dal dal 1° gennaio 2015.
Oltre alle motivazioni con cui il TAR ha annullato la Delibera di Giunta e di Consiglio di Limbiate, quella del TAR risulta essere una sentenza oltremodo pesante per BEA perchè vi si scrive che per come risulta configurata la società, (mista con capitale al 90% pubblico ma con presenza al 10% di COMEF srl, un privato gestore del rifacimento turbina) questa non è conforme alla assegnazione secondo il modello del Partenariato Pubblico Privato Istituzionalizzato (PPPI) in quanto il partner privato non è "un soggetto selezionato per svolgere operativamente il servizio integrato di gestione dei rifiuti".
A causa della presenza in Bea Gestione di un socio privato, non si può configurare nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società interamente pubblica, e anche questo il TAR lo dice molto chiaramente:
Oltretutto, la presenza in BEA del socio privato, non consente nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società che deve essere interamente pubblica.
BEA, per tentare di aggiudicarsi il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti ha dunque una sola strada, quella di partecipare all'apposito bando di gara che deve essere indetto dai Comuni.
Una strada che non piace molto a BEA che preferisce evidentemente il modello d'affidamento PPPI e quello diretto.


Intanto dopo che BEA ha scelto di diventare una società mista, anche GELSIA, dopo il fallimento della fusione con ACSM-AGAM è alla ricerca di un patner privato. 
Qui, il rischio è che GELSIA cerchi di nuovo (come per la vicenda del tentativo di fusione con ACSM-AGAM) un socio con un impianto di incenerimento di cui essa è priva.

Insomma, una vicenda complicata, da esaminare in tutte le sue criticità con un adeguato confronto in tutte le assise.
Una partita dove è in atto anche uno scontro di livello politico cui partecipano attivamente i Cda di Bea e Gelsia.
Una partita dove oltre alla creazione di un soggetto pubblico che gestisca i rifiuti, deve essere contemplato e non ignorato l'obiettivo dello spegnimento del forno inceneritore di Desio e dell'implementazione di nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti. 
Su quest'aspetto, come ambientalisti, la nostra attenzione sarà sempre alta.

Alcune amministrazioni hanno messo in calendario un Consiglio Comunale per annullare le parti dispositive della delibera di Consiglio riguardante lo scambio di azioni (vedi sotto).

L'OdG del Cons. Comunale di Brugherio del 6 e 9 marzo 015

Se l'argomento dovesse essere oggetto di Consiglio Comunale a Meda, verificheremo se cambierà o meno il metodo che finora è stato eclusivamente VERTICISTICO e senza alcuna volontà di approfondimento e dialogo.
Con risultati, a dire il vero, non certo entusiasmanti, anzi, decisamente pasticciati e sicuramente frutto di un'eccessiva fiducia malriposta rispetto agli organi di governo di BEA.

Per Meda, in un futuro non lontano, si dovrà altresì decidere, possibilmente senza soluzioni pasticciate, in merito alla scadenza al 1 maggio del 2016 del contratto con Econord, azienda che si occupa della raccolta rifiuti con conferimento all'impianto di smaltimento di Desio.
Insomma siamo di fronte all’ennesima – questa volta davvero grave – prova di dilettantismo e dabbenaggine dei vertici di Bea e di tutto il cocuzzaro di sindaci brianzoli che ha continuato a fidarsi ciecamente di chi governa questa società pubblica. -

giovedì 26 febbraio 2015

ESONDAZIONI A MEDA E MANUTENZIONI CORSI D'ACQUA: LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


Sinistra e Ambiente, dopo le inondazioni dell’ 8 Luglio e del 15 Novembre 014, ha verificato che nessun intervento di manutenzione del Tarò (o Terrò) e dei torrenti che scendono dall’altopiano del Parco della Brughiera è stato successivamente attuato. Abbiamo allora stimolato l’Amministrazione con una interrogazione nella quale, subdolamente, si anticipavano anche alcune possibili azioni.

L’assessore Nava, competente per la Protezione Civile, ma non per i Lavori Pubblici ( assessorato che forse avrebbe dovuto battere un colpo per segnalare la sua presenza in attività utili alla città), ha risposto confermando che quello che Sinistra e Ambiente chiedeva si è provato a farlo.
Almeno sulla carta. O meglio, purtroppo ancora solo sulla carta.

Nonostante il sindaco abbia più volte rilasciato dichiarazioni e comunicazioni approssimative e contraddittorie, denotando inadeguatezza nella gestione della situazione, Nava informa che il comune di Meda ha richiesto, con due delibere di giunta, la partecipazione ad un bando di Regione Lombardia per il finanziamento delle attività di  progettazione per la "pulizia"  del Tarò tra Cabiate e Cesano, che peraltro sarebbe di competenza della Regione, e per la messa in sicurezza di una frana nel bacino della Valle di Cabiate, detta anche Valle di Mezzo.
C’è però una pesante limitazione in questa richiesta: il bando regionale finanzia solo la progettazione ma non la realizzazione degli interventi. E a Meda non ha bisogno di ulteriori progetti non realizzabili. Già ce ne sono nei cassetti del Comune.

In un altro passaggio Nava informa anche che sono stati attivati contatti con la Protezione Civile (come Sinistra e Ambiente, sommessamente, suggeriva) e questo è sicuramente un’iniziativa molto positiva. E speriamo di vederla presto tramutata in attività.

Ma sia che si voglia considerare tali operazioni come attinenti alla Protezione Civile, oppure veri e propri Lavori Pubblici, andrebbero stanziate nel Bilancio Comunale le relative risorse economiche e serve quindi, diciamo noi, mettere lì due soldi per cominciare a lavorare da subito.
Basterebbero una ruspa/escavatore con un camion per fare, chiaramente con attenzione per l'alveo e l'ambiente circostante, una prima manutenzione grossolana delle vallette di competenza comunale.
L'affiancamento di volontari della protezione civile e operai del comune consentirebbe anche di "lavorare di fino" con motoseghe, rastrelli, pale e vanghe. Tutto per una prima rimozione del materiale d'ostruzione e dei rifiuti portati dalla passata piena.
Senza aspettare che qualcuno, da qualche parte, decida di farsi carico della manutenzione dei nostri corsi d’acqua che se lasciati ad un progressivo degrado sapranno ricompensarci alla prossimo piena.

Sotto, il testo dell'interrogazione e la risposta dell'assessore alla Cultura, allo Sport e alla Protezione Civile Massimo Nava.



martedì 24 febbraio 2015

PEDEMONTANA: UN'INFRASTRUTTURA INUTILE E SENZA FONDI, MA A MEDA ..........


Sulla Pedemontana, da circa 15 giorni la stampa locale riporta la notizia dell'ufficializzazione della totale mancanza di fondi per l'avanzamento dei lavori oltre Lentate sul Seveso.
In particolare, i sindaci della tratta B2 che avevano richiesto l'anticipazione a Regione Lombardia dei fondi per realizzare anticipatamente i lavori di una serie di cosidette "misure compensative" VIABILISTICHE (art 51. delle prescrizioni CIPE) sono stati nei fatti e come del resto prevedibile, prima ammansiti con la promessa della Regione sulla fattibilità di questo stanziamento e poi, nel Collegio di Vigilanza dell'11-02-015, è stato loro comunicato definitivamente CHE QUESTI FONDI PROPRIO NON CI SONO E TANTOMENO POTRANNO ESSERE ANTICIPATI.

Le motivazioni e il giudizio di contrarietà sull'inutilità dell'autostrada Pedemontana di SINISTRA E AMBIENTE e del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui siamo parte attiva) è nota da tempo.
Quanto è successo proprio non ci stupisce.
Ora, due valutazioni.
La prima è generale rispetto all'atteggiamento dei sindaci che dovrebbero prendere atto di essere stati illusi sui sessanta milioni per le opere viabilistiche , superare la posizione di volere "la pedemontana fatta bene" e fare i conti con la realtà e cioè che questa infrastruttura oltre che inutile, zeppa di criticità, devastante per ambiente e territorio ha come corollario dei soggetti politici e istituzionali che la vogliono a tutti i costi, senza credibilità alcuna.
Si chieda quindi, molto realisticamente che CI SI FERMI con questo progetto autostradale e unitamente ai sindaci delle tratte A e B1 che, laddove l'autostrada ormai c'è, siano realizzate le COMPENSAZIONI AMBIENTALI per tentare un minimo di ricucitura rispetto ai danni causati.

La seconda considerazione è locale.

Non ci piace che a Meda, un problema di tale portata continui a restare confinato, anche a titolo di relazione e comunicazione, nelle sole stanze dell'esecutivo.
A Meda dobbiamo infatti accontentarci di leggere notizie sulla convocazione, altrove, di Commissioni proprio sul tema Pedemontana, dove gli assessori alla partita perlomeno relazionano sui passaggi avvenuti.
Già perchè a Meda, anche sulla Pedemontana,  il sindaco Caimi e l'assessore Buraschi non ritengono utile essere presenti o chiedere loro la convocazione di una Commissione Territorio e Ambiente  e proseguire così con gli incontri precedentemente attivati dal Presidente della Commissione stessa, incontri che si sono interrotti per l'indisponibilità a presenziare proprio di sindaco e assessore.
Eppure ci sarebbe molto su cui interloquire, a partire dall'iter dell'esecutivo della B2, della criticità DIOSSINA, di quel che accadrà rispetto alla viabilità complementare di Meda che non potrà essere realizzata nè con i fondi di Pedemontana nè tantomeno con "gli anticipi virtuali e inesistenti" di Regione Lombardia.
Su questo punto, nei precedenti incontri di Commissione Territorio e Ambiente, il gruppo di Sinistra e Ambiente aveva sollevato il problema di cominciare a ragionare su soluzioni differenti, svincolate dai fondi di Pedemontana. Risposta non pervenuta.
Insomma, Meda, buco nero della trasparenza e della partecipazione.


Gli articoli in oggetto:

Articolo de Il Giornale di Seregno 24-02-015 pagina di Cesano M.

Articolo de il Cittadino 21-02-015

Articolo de Il Giornale di Seregno 17-02-015

Articolo de Il Giorno 12-02-015





domenica 22 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE AC4 e AT1: LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


Vista la "non disponibilità" del sindaco Caimi e dell'assessore Buraschi a relazionare sugli Ambiti di Trasformazione e la variante al PGT in sede di Commissione Territorio e Ambiente, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha presentato alcune interrogazioni per avere informazioni in merito.
Il fatto che non si voglia rapportarsi in sede di Commissione, è già di per se stesso GRAVE e conferma l'atteggiamento ESCLUDENTE che l'esecutivo di Caimi applica nel suo operare.
La risposta dell' assessore all'interrogazione lascia molti punti oscuri ed è singolare per alcuni richiami.
Si fa infatti riferimento alle osservazioni al PGT del 2012 del PD - che con altre avrebbero consentito lo STRALCIO degli Ambiti di Trasformazione.
Peccato che le stesse furono BOCCIATE dallo stesso PD (il voto di Sinistra e Ambiente fu invece favorevole al loro accoglimento).
Risultato: nel 2012 venne APPROVATO DAL PD un PGT con gli ambiti di trasformazione e quindi LA POTENZIALE POSSIBILITA' DI CONSUMARE ALTRO SUOLO LIBERO.
Nulla si dice sul dettaglio del Piano Attuativo dell'AC4 in termini di VOLUMETRIE ne tantomeno sulle planimetrie degli edifici lì previsti, nascondendosi dietro il passaggio formale e burocratico della "non esistenza" di decisioni finali prese.
Però, però ........ è dall'ottobre 2013 che la proprietà ha chiesto l'avvio dell'iter e quindi esiste una proposta e una procedura avviata con relativa documentazione. Di quanto sta avvenendo si deve dunque sapere solo a Piano Attuativo APPROVATO ?
Oltretutto, ricordiamolo  ancora: l'iter per l'AC4, così come altri ambiti di trasformazione, può partire GRAZIE AL FATTO CHE IL PD HA APPROVATO il PGT dell'Amministrazione di Taveggia COSI COM'ERA.
C'è' quindi una responsabilità politica del Pd medese e dell'esecutivo di Caimi qualora l'avvio degli ATR e la loro successiva adozione e approvazione produca ulteriore CONSUMO DI SUOLO in una Meda già PESANTEMENTE URBANIZZATA.
Sull' AT1 (area ex Medaspan + campo sportivo PUBBLICO di via Busnelli), anche qui si continua a perseguire una gestione ESCLUSIVA e circoscritta su quello che si sta facendo e la risposta dell'assessore chiarisce ben poco.
Cosa si vuole fare sull'AT1 ? Con quali volumetrie ?
Domande legittime che continuano a non avere una risposta ufficiale.
Come gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente abbiamo inoltrato anche una richiesta di ACCESSO AGLI ATTI sia sull'iter dell'AC4 sia sull'AT1.

L'interrogazione di Sinistra e Ambiente sugli Ambiti di Trasformazione AC4 e altri (AT1 in particolare)



La risposta dell'assessore alla pianificazione Territoriale e Lavori Pubblici Simona Buraschi.

15-02-20 Risposta Scritta Interrogazione Sinistra e Ambiente (AC4 e Altri ATR) by Sinistra E Ambiente

venerdì 13 febbraio 2015

MEDA: CRONACHE CONSIGLIARI


Giovedì 12-02-015, in Consiglio comunale, il nostro rappresentante Colombo, nei due minuti previsti per comunicazioni, ha evidenziato nella sede Istituzionale, la grave situazione delle ultime vicende relative alla Commissione Regolamento e Statuto e alle inaccettabili chiusure da parte di Caimi e della sua Giunta rispetto agli argomenti da affrontare nel lavoro delle Commissioni Consiliari.

Ecco il testo del suo intervento nella versione completa:

Meda 12-02-015

Mentre amministrazioni di comuni a noi prossimi o vicini danno spazio al lavoro delle commissioni sia sugli aspetti inerenti argomenti di delibera consiliare sia su temi non direttamente legati ad un pronunciamento del consiglio ma importanti per le tematiche concernenti la gestione del Comune e lo fanno con la disponibilità a relazionare e ad interagire dei soggetti istituzionali deputati, dandone comunicazione sui siti comunali e rendendone pubblici i verbali, a Meda si percorrono strade differenti che chiudono gli spazi alla partecipazione e alla condivisione anziché ampliarli.

Così si passa dalla volontà di controllo sull’agire della commissione con richieste “alla bisogna”, di modifica di articoli già approvati o addirittura già operativi, che inficiano il lavoro portato avanti con volontà di sintesi unitaria nella commissione Regolamento e Statuto, arrivando persino  A ELEGGERE UN NUOVO PRESIDENTE CON SOLO 2 VOTANTI SU 7, procedura la cui legittimità ci riserviamo di verificare nelle opportune sedi, al chiedere interpretazioni del regolamento laddove vi sia un’intenzione espressa da un Presidente di Commissione, (Territorio e ambiente) che dopo aver verificato l’interesse anche di altri commissari, vorrebbe portare in quell’assise la possibilità di avere scambi informativi e di merito su aspetti essenziali che riguardano la variante al PGT e ciò che si sta muovendo rispetto agli Ambiti di Trasformazione (ATR) del vigente PGT, dove paiono in avvio piani attuativi.
Sembra che l’interlocuzione su questi aspetti, così come lo è stato per la pedemontana ove nonostante solleciti consecutivi, i passaggi in commissione sono stati di fatto stoppati PER L’INDISPONIBILITA’ A PRESENZIARE DEL SINDACO E DELL’ASSESSORE (con buona pace delle dichiarazioni del capogruppo Pd che per ben due volte in sede di consiglio comunale dichiarava che la sede di discussione su quel tema era la commissione territorio e ambiente) sia qualcosa di inaccettabile per questo sindaco e per questo esecutivo.

E’ INVECE INACCETTABILE PER NOI CONSIGLIERI COMUNALI NON ESSERE MESSI A PARTE DI CIO’ CHE STA SUCCEDENDO SULLA VARIANTE AL PGT E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE !

Perché, se è pur vero che è l’esecutivo che ha il compito e la funzione di decidere, è anche vero che non può essere accettata una gestione “proprietaria” che esclude qualsivoglia possibilità di interazione.
DOVE E QUANDO SI POTRA’ DISCUTERE DI QUESTI GRANDI TEMI CHE NON SONO DI MERA PROPRIETA' INDIVIDUALE ?
DI COSA SI HA PAURA ?
DI DOVER APPLICARE IL PRINCIPIO DELLA TRASPARENZA DEL PROPRIO OPERARE ?
DI “NEMICI” CHE POSSONO SCALFIRE IL METODO DA CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CHE QUESTO ESECUTIVO USA DA TEMPO ?


Per chi ha letto "il Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati, questo esecutivo da’ proprio l’immagine d’essere ossessivamente chiuso dentro la sua fortezza Bastiani in attesa eterna di un Nemico, un nemico che non c'è.

Che utilità hanno le commissioni se devono solo, con stanche liturgie, ratificare quanto già deciso senza un minimo di lavoro che possa essere di stimolo per noi tutti ?
LE AZIONI E I COMPORTAMENTI DI QUESTO SINDACO E DEL SUO ESECUTIVO MOSTRANO CHIARAMENTE COME SI VOGLIA SCIENTEMENTE ridurre gli strumenti di lavoro di cui dispone il cc a sole strutture puramente di cornice, utili solo a sfornare acriticamente pareri (solo e strettamente se richiesti) che siano perfettamente in linea con l’operato della giunta.
Per questo hanno bisogno di soldatini ubbidienti che si fidino CIECAMENTE. 
Esattamente quello che NON DEVE ESSERE UN CONSIGLIERE COMUNALE che deve essere preparato ed esercitare il suo DIRITTO a DARE CONTRIBUTI.

Eppure nel programma elettorale Caimi e il PD parlavano di TRASPARENZA, di dialogo costante con i cittadini di “apertura al costante confronto con la cittadinanza”.

EBBENE A DISTANZA DI TEMPO PRENDIAMO ATTO CHE UNA DERIVA COSTANTE VERSO UNA GESTIONE ESCLUDENTE HA PRESO IL SOPRAVVENTO.

RIVOLGO PERTANTO UN APPELLO AI COLLEGHI CONSIGLIERI DEL PD a RAGIONARE E AD APPROPIARSI DEL PROPRIO RUOLO, DIFFERENTE DA QUELLO DELL'ESECUTIVO.

Alberto Colombo Consigliere di SINISTRA e AMBIENTE


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ADESIONE AL PARCO REGIONALE GROANE PER UN GRANDE PARCO

Sempre in consiglio comunale, s'è approvata con il voto di tutti i consiglieri (1 Sinistra e Ambiente, 8 PD, 2 Lega Nord, 1 Meda per Tutti, 1 Ncd - non votante la cons. Galimberti della Lista Buraschi per il dubbio di un conflitto d'interessi) la Delibera di "inclusione nel perimetro del Parco Regionale delle Groane delle aree (di Meda ndr) attualmente interessate dal PLIS Brughiera Briantea".

Meda si aggiunge quindi ai Comuni di Cantù, Carimate, Fino Mornasco, Grandate, Lentate sul seveso, Mariano Comense, Vertemate con Minoprio e Carugo che hanno già deliberato in merito.

Un passo in più per avere un grande Parco Regionale che comprenda l'attuale Groane cui si sommano i territori della brughiera, con l'idea e l'auspicio di avere tutti i 24 Comuni della originaria proposta istitutiva del Parco Regionale Brughiera, con un nome differente ma con la tutela Regionale che è quella che ci interessa.
Un'idea di tutela su cui da anni lavora instancabile il COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.

L'auspicato Parco Regionale Groane+Brughiera
Sotto, la proposta di delibera poi approvata nel Consiglio Comunale:

mercoledì 11 febbraio 2015

MEDA: DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA O OLIGARCHIA DECISIONALE ?


Continua la telenovela della Commissione Regolamento e Statuto con il tandem Daelli (Pd) e Molteni (Ncd) in piena attività.
Il 9-02-015, il sindaco Gianni Caimi ha convocato la Commissione per procedere alle elezioni del nuovo Presidente e del Vicepresidente essendosi Santambrogio dimessosi dalla carica a seguito delle vicende precedentemente relazionate.
Colpo di scena, il voto per l'elezione deve essere segreto, anche se segreto non è poichè le schede distribuite sono "pesate" e quindi riconducibili a chi esercita il voto.
Pesate cioè: quella di Daelli (Pd) vale 9, quella per Santambrogio (Lega) vale 3 e tutte le altre, quelle di Sinistra e Ambiente, Meda per Tutti, Lista Buraschi, Ncd e IdV valgono 1.
In pratica è come se il rappresentante del Pd e della Lega, firmassero il loro "voto segreto". Quindi, la segretezza del voto è un puro esercizio di pensiero.
Ma non è finita qui.
Santambrogio della Lega non si presenta, Zannin dell'IdV non c'è da tempo e Daelli (Pd) legge una dichiarazione che è una sua autocandidatura alla Presidenza "per la maggioranza" e indica Molteni Ncd (che caso ) per la Vicepresidenza.
Viste le premesse poco garantiste, Colombo (Sinistra e Ambiente) e Busnelli (Meda per Tutti) dichiarano di non voler partecipare al voto. 
Logico quindi porsi il problema della liceità della votazione visto che per il Presidente hanno votato in 2 componenti su 7 e per il Vicepresidente in 3 (è entrata la Cons. Galimberti della Lista Buraschi) componenti su 7.
Qualcuno obietterà che per la validità del voto, si considera il voto pesato cioè 9 (Daelli Pd) + 1 (Molteni NcD) ma di fatto, il Regolamento non dice nulla in merito e, ritenere valida una seduta di Commissione con soli 2 componenti su 7, oltretutto con all'odg l'elezione di Presidente e Vice, ci pare un azzardo e l'ennesima forzatura.

Ora invece focalizziamoci sulla dichiarazione di Daelli menzionata poco sopra che  contiene un ultimatum a nome della "maggioranza" verso tutte "le minoranze" a trovare un accordo tra loro per la nomina della Presidenza altrimenti ........
Una dichiarazione dove si mostra di non aver ancora compreso che è il ruolo di Consigliere Comunale, con le sue attribuzioni,  ad essere al centro dell'attività della Commissione, indipendentemente dall'appartenenza ad uno schieramento di "maggioranza" o "minoranza".
Sorgono altresì spontanee alcune domande da rivolgere al rappresentante del Pd: ma di quale "maggioranza" parla ?
Quella uscita dalle urne del 2012 ? Se si, s'è dimenticato di consultare Sinistra e Ambiente.
Se la "maggioranza" è altra, qual'è la sua composizione ? Pd da solo ? Pd con Molteni ?
Andiamo avanti.
Nella dichiarazione di Daelli c'è la volontà del Pd (tutto ?) o meglio, dell'esecutivo a trazione Caimi e con supporter Molteni, di concretizzare finalmente il tanto agognato controllo su TUTTE le commissioni Recita l'ultimo capoverso:
"verranno a costituirsi, se approvate, nuove commissioni con la rappresentanza di tutti i gruppi consiliari, con conseguente e successiva elezione dei presidenti e vicepresidenti ",
intendendo che la configurazione di TUTTE le commissioni, quindi anche delle 4 permanenti sarà "pesata", come da emendamento proposto da Molteni nella seduta del 27-01-015.
Così, si realizzerà l'obiettivo dell'esecutivo di Caimi: avere commissioni dove il Presidente è possibilmente espressione del Pd e dove, comunque, i numeri sono tali dal garantirsi da qualsivoglia sorpresa rispetto ai pareri, pur non vincolanti, della commissione su argomenti di delibera. 
Avremo Commissioni "svuotate" delle loro potenzialità di interazione e di elaborazione propositiva, senza la facoltà di chiedere approfondimenti su argomenti specifici importanti e quindi assise "pesantemente blindate" e di finta consultazione solo su delibere consiliari definite dalla giunta.
Eh si, perchè solo su questo l'esecutivo vuole che siano convocate le commissioni, con buona pace della tanto sbandierata trasparenza e del tanto richiamato coinvolgimento.
Certo, nell'attività amministrativa medese esistono problemi più concreti da affrontare, ma sono le regole che, di comune accordo, ci si da che definiscono metodo e luoghi ove trattare anche questi problemi, per evitare che argomenti "importanti" che determinano il destino della nostra città - Variante al PGT, Ambiti di Trasformazione, Urbanistica, Infrastrutture, Viabilità, Ambiente etc, restino di esclusiva proprietà di pochi, senza possibilità di condivisione. 
Questa si chiama oligarchia ed è il metodo che stanno applicando gli attuali amministratori medesi.

La dichiarazione scritta del rappresentante Pd in Comm. Reg stat

martedì 10 febbraio 2015

BRIANZA: BASTA CONSUMO DI SUOLO, MANTENERE LE AREE AGRICOLE STRATEGICHE DI VILLASANTA

Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB - di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, venuto a conoscenza del rilancio di un progetto del Gigante e della soc. Rialto per un insediamento commerciale/logistico e di confezionamento prodotti a cavallo dei comuni di Arcore e Villasanta, esprime il proprio parere di contrarietà e la propria preoccupazione per il rischio di nuovo ed ulteriore CONSUMO DI SUOLO nella Provincia di MB.
Il comunicato è già stato ripreso nella pagina provinciale de Il Giorno che alleghiamo.

In giallo l'area interessata da progetto Gigante/Rialto, in marroncino e perimetrate di rosso, 
le Aree Agricole Strategiche (AAS) tutelate dal PTCP Provinciale


No a ulteriore consumo di suolo: 
mantenere le Aree Agricole Strategiche a Villasanta

Era il 2010.
"Apprendiamo dalla stampa che la Società Rialto S.r.L avrebbe richiesto all’amministrazione comunale di Arcore l’autorizzazione alla costruzione di un nuovo centro outlet su un vasto terreno di sua proprietà al confine tra Arcore e Villasanta. Secondo i dati riportati dalla stampa locale si tratterebbe di una struttura commerciale di ben 26.500 metri quadrati che andrebbe a ricoprire di cemento buona parte dei 35 mila metri quadrati del terreno in questione".
Sul progetto esprimemmo immediatamente la nostra contrarietà. "La costruzione dell’outlet si inserirebbe in un’area già densamente abitata portando ad un incremento del traffico e dell’inquinamento già oggi poco sostenibili. Il commercio locale affronta oggi una crisi strutturale molto pesante. L’apertura di nuovi outlet e centri commerciali potrebbe rappresentare il colpo di grazia per tanti piccoli commercianti arcoresi e dei paesi vicini, davvero si vuole questo? Ricordiamo inoltre che i negozi di vicinato sono fondamentali per il mantenimento di un tessuto urbano vivo e sano, a misura d'uomo."
Il progetto outlet fu sospeso, anche perché l'amministrazione di Villasanta non acconsentì alle richieste e anzi fece inserire i terreni  negli Ambiti Agricoli Strategici del  Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Monza e Brianza.

Siamo nel 2015
Apprendiamo dalla stampa: "Un grande centro di produzione per la merce a marchio Il Gigante, uffici e 300 nuovi posti di lavoro. È questo il progetto che la società Rialto, madre del centro commerciale di Villasanta, si propone di realizzare e il suolo su cui dovrebbe sorgere è arcorese. Si parla dell’area già di proprietà del privato che si trova sotto il cavalcavia della Sp 45,in prossimità del quadrifoglio viabilistico del Gigante.
I vertici della Rialto hanno incontrato sia l’amministrazione comunale di Arcore che quella di Villasanta.
A Villasanta, per ora, il Pgt parla chiaro, l’area è agricola, ma approfondimenti non sono esclusi".
Sembrerebbe dunque che la società Rialto S.r.L sia tornata al progetto originario di sito produttivo.

Edificare solo su aree dismesse e senza consumare altro terreno verde o agricolo.
Riteniamo non sia accettabile la proposta di derubricare dalle Aree Agricole Strategiche la porzione delimitata nel comune di Villasanta, inserita nel 2010 nel Ptcp di Monza e Brianza su espressa richiesta dell'amministrazione comunale di Villasanta. La salvaguardia dei pochi terreni agricoli rimasti in Monza e Brianza è stata una prerogativa essenziale per la stesura del PTCP provinciale strumento urbanistico che pur contenendo alcuni aspetti carenti che ci auguriamo siano migliorati quanto prima,  abbiamo ritenuto comunque essere un passo avanti per un riequilibrio territoriale nell'ambito della provincia più urbanizzata d'Italia. 

In coerenza con quanto espresso dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di MB, chiediamo alla Provincia di Monza e Brianza, o Area Vasta di Monza e Brianza e al Comune di Villasanta di non acconsentire alle richieste per il cambio di destinazione d'uso dell'area agricola strategica di Villasanta e al contrario di assumere un ruolo chiaro e netto e rilanciare nelle ulteriori trattative, come unica soluzione praticabile, l’individuazione  di altra collocazione negli innumerevoli siti  produttivi dismessi presenti in provincia e in particolare ad Arcore e Villasanta.

Monza 09-02-015
Coordinamento Osservatorio Ptcp Monza e Brianza