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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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lunedì 28 settembre 2026

SECONDA INIZIATIVA A MEDA DI "INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE" SULLE CONSEGUENZE PER LA SALUTE DEI VIVENTI DOPO IL DISASTRO DIOSSINA DEL 1976

Dopo l'evento del 4 luglio 2026 sul Sapere Operaio e la Nocività, anche la serata, sempre organizzata dal Coordinamento di gruppi ed associazioni INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, tenutasi a meda il 23-9-026 con il patrocinio dell'amministrazione medese e della Fondazione Monza e Brianza, ha raccolto un'ottima presenza di cittadini e cittadine interessati all'argomento sulla salute dei viventi dopo il disastro della diossina dell'ICMESA del 10 luglio 1976.

Beatrice Oleari di Fare e Gemma Beretta di Legambiente Seveso
Beatrice Oleari di FARE e Gemma Beretta di Legambiente circolo Laura conti di Seveso che hanno illustrato il lavoro e le attività proposte come INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, coordinamento composto da gruppi ambientalisti, associazioni e singoli individui che hanno già operato unitariamente a Seveso con i programmi di INSIEME PER IL BOSCO negli anni precedenti.
Tutte le iniziative, avviate ormai da 4 anni, hanno seguito due filoni ben definiti: far vivere con attività compatibili e non impattanti il Bosco delle Querce facendo comprendere il  significato di questo luogo indissolubilmente legato al disastro della Diossina dell'ICMESA del 1976 e rinnovare con eventi mirati la Memoria, senza alcun annacquamento in occasione del 50° anniversario di quella tragedia.
 
Al centro Luigi Losa della Fondazione Monza e brianza
Gli incontri proposti a Meda per il 50° anniversario hanno raccolto il patrocinio dell'amministrazione e della Fondazione Monza e Brianza che era presente ed è intervenuto con il suo VicePresidente Luigi Losa, già giornalista de Il Cittadino che all'epoca e sin dai primi giorni, scrisse una serie di articoli, anche per il Corriere della Sera, sulla drammatica vicenda. 

L'intervento del Sindaco di Meda Luca Santambrogio (a sx)
Il Sindaco di Meda, Luca Santambrogio, portando i suoi saluti ha evidenziato l'importanza di questi incontri poichè diffondono un'informazione più dettagliata e specifica su quegli eventi tragici, informazione che rischierebbe di perdersi se ci si limitasse ai passaggi dei media in occasione del 50° anniversario. Ha dato merito ai gruppi di Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco per l'attività svolta. 
Alberto Colombo
Alberto Colombo, ambientalista medese ha relazionato in merito agli effetti della diossina sui viventi, a partire dai più di 3000 animali domestici deceduti nei primi giorni cui fece seguito l'abbattimento di 76.000 capi di bestiame presenti negli allevamenti per impedire che la TCDD entrasse nel ciclo alimentare.
Ha informato sulle campagne di monitoraggio sanitario effettuate dal 1976 in avanti, riprendendo da esse i dati sugli effetti acuti con i casi di cloracne, sull'aumento dei fattori d'incidenza per una serie di patologie, dalle malattie cardiovascolari alle leucemie, ai linfomi non-Hodgkin, ai tumori etc. nonchè sulle conseguenze sulla salute generativa e mentale, sul sistema riproduttivo e su quello generativo, con il dramma delle interruzioni di gravidanza.
Tutti aspetti e dati delicati e anche controversi, poco trattati in eventi pubblici e ripresi solo in consessi medici o su riviste specializzate ma che meritano maggiore diffusione e approfondimento, così come s'è cercato di fare durante la serata.
Sotto le slide che hanno accompagnato il suo intervento.

Dario Consonni
Dario Consonni, medico del lavoro e ricercatore dell'IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha illustrato i risultati dei monitoraggi epidemiologici fino al 2013 in cui appare un aumento di alcune tipologie di tumori anche se non con numeri eclatanti. 
Aumento che a suo avviso non modifica particolarmente la mortalità nelle già aree A,B,R su cui sono stati condotti i cosiddetti studi di coorte che hanno interessato 218.682 persone.

La sua è stata una relazione basata esclusivamente sull'evidenza degli studi di cui si è occupato direttamente.

La sintesi degli studi epidemiologici presentati da Dario consonni
Sotto le slide proposte da Dario Consonni sul monitoraggio epidemiologico degli esposti alla diossina TCDD.



 

Tullio Quaianni

Tullio Quaianni già medico del lavoro e dirigente del Servizio Prevenzione e Salute Ambienti di Lavoro della ASL di Monza, s'è focalizzato sulla sua esperienza, ripercorrendo anche i punti controversi che riguardano la fuoriuscita di diossina dall'ICMESA.
Oltre alle reticenze dell'ICMESA-Givaudan-Hoffmann-La Roche  ha sottolineato le assenze, dimenticanze, tolleranze, delle diverse autorità (Sindaco, Ufficiale Sanitario, Medico Provinciale, CRIAL) che avrebbero dovuto vigilare e intervenire preventivamente prima dell’inizio della nuova produzione del Triclorofenolo. 
Il panorama legislativo nel 1976 consentiva attività di controllo applicando le normative vigenti quali il Testo Unico LL. SS. del R.D. del 1934 articoli 216 e 217, la Costituzione della Repubblica con gli articoli 32 e 41, il Codice Penale articoli 674 e la Legge 615 del 1966 sull' inquinamento atmosferico.
Anche le fasi post fuoriuscita della Diossina furono come è noto caratterizzate da molti errori, omissioni e scelte politiche più che tecniche. 
Furono e sono oggetto di perplessità la mappatura delle aree contaminate che escluse alcune porzioni in Comuni limitrofi, il quantitativo della TCDD fuoriuscita, la prevalenza o l'oscillazione dei venti che determinò la ricaduta delle sostanze tossiche.
Quaianni ha ricordato come il lavoro degli operatori sanitari non fu semplice e non sempre fu facilitato. Spesso infatti l'Ufficio Speciale e Regione Lombardia imposero metodologie e tempi non condivisi dai sanitari, ignorando anche un confronto di merito.
Dubbi anche rispetto al metodo di confronto epidemiologico della coorte monitorata prendendo come riferimento la popolazione di Comuni prossimi che potevano anch'essi aver subito la contaminazione da TCDD e su una serie di categorie di lavoratori che pur essendo stati operativi nelle zone contaminate non sono poi stati adeguatamente monitorati.
 
Giusi Bonacina
Giusi Bonacina
, allora ostetrica alla Mangiagalli ha completato le relazioni raccontando la sua esperienza nell'ambito della ricerca Seveso Women's Health Study (SWHS), un progetto italo-statunitense avviato nel 1996 con una collaborazione tra l'Università della California - Berkeley, il Center for Behavioral Epidemiology (ora CERCH) e il gruppo di lavoro dell'Ospedale di Desio guidato dal prof. Paolo Mocarelli. 
La ricerca fu coordinata da Brenda Eskenazi per comprendere l'impatto dell'inquinante TCDD sulla salute riproduttiva con particolare attenzione al corpo femminile. 
Il finanziamento dello studio potè contare anche sul contributo dei reduci della guerra in Vietnam, interessati a capire le conseguenze sulla salute causate da un'esposizione alle diossine in quanto anch'essi erano venuti a contatto con l'agente orange, un potente defoliante contenente diossine con cui l'esercito americano irrorò per via aerea le foreste vietnamite.
Il monitoraggio, fino al 2016, ha analizzato la salute di 981 donne che nel 1976 avevano un'età compresa tra 0 e 40 anni, vivevano nelle zone A e B i cui campioni di siero ematico erano stati conservati nel corso degli anni dall'equipe di Mocarelli e di cui era stata quantificata la concentrazione di diossina TCDD.
La relatrice ha parlato con grande emozione del contributo delle donne intervistate, alcune delle quali profondamente toccate dalla tragedia vissuta.
In sala era presente una di queste donne che ha espresso gratitudine per aver finalmente avuto informazioni su questa ricerca e su dove leggerne gli esiti. 
Gli articoli scientifici di Brenda Eskenazi sono reperibili anche in rete mentre un articolo di dettaglio sulla ricerca e i suoi esiti si trova al link: https://stacks.cdc.gov/view/cdc/8054 e lo riportiamo sotto.
 
Pubblico numeroso e attento alle relazioni.
NOTA SULLO STUDIO Seveso Women's Health Study (SWHS)
Nella coorte dello studio SWHS, i livelli di TCDD nel siero hanno mostrato un significativo binomio con l'incidenza di tumori di qualsiasi tipo, a distanza di oltre 30 anni. 
Lo studio, condotto esclusivamente su donne, ha arricchito le evidenze epidemiologiche secondo cui la TCDD è un cancerogeno multisito.
Tra le donne, nel cui siero v'erano concentrazioni significative di diossina TCDD, è stato evidenziato un aumento del rischio di tumore al seno e di neoplasie del sistema linfatico ed emopoietico come i linfomi non-Hodgkin.
Rispetto alle alterazioni endocrine e riproduttive, lo studio ha provato legami con l'insorgenza di endometriosi, irregolarità del ciclo mestruale e un ritardo dell'età fertile o menopausa precoce.
È stato evidenziato un impatto negativo e duraturo sulla funzionalità della ghiandola tiroidea sia nelle madri che nei figli esposti in utero.


mercoledì 9 settembre 2026

A MEDA, IL 23-9-026 LA SECONDA INIZIATIVA PER IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA

Il 10 luglio è passato e in tale data s'è consumato l'evento istituzionale a Seveso con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui alcuni gruppi ambientalisti di Seveso e Meda (Legambiente Circolo Laura Conti, Sinistra e Ambiente-Impulsi, Seveso Futura) hanno anche indirizzato una lettera affinchè siano noti nella loro completezza e attualità sia le drammatiche vicende del recente passato sia le criticità attuali del Bosco delle Querce.
É comunque ancora tempo di ricordare e pertanto proseguono a Meda le iniziative nell'ambito del 50° anniversario del Disastro diossina dell'ICMESA.

Dopo la prima serata sul Sapere Operaio, la Nocività e il Diritto alla Conoscenza, tenutasi il 4 luglio 2026, di cui abbiamo sia relazionato che pubblicato il materiale e le slide degli interventi dei relatori, il 23 settembre 2026, verrà ora trattato il tema della salute e delle conseguenze sui viventi dopo la fuoriuscita della diossina il 10 luglio 1976.

Un argomento importante, uno degli aspetti più controversi del disastro Diossina che include gli effetti sulla salute per chi venne in contatto con il potente tossico.
I dati, le relazioni e i risultati dei monitoraggi, delle campagne epidemiologiche e degli studi hanno avuto una divulgazione limitata, spesso riservata agli ambienti scientifici e/o specialistici con pubblicazioni solo sulle riviste o sui siti dedicati.

Questa come le altre iniziative, è stata organizzata dai soggetti che da tempo lavorano insieme sulla Storia e la Memoria del Bosco delle Querce, inscindibile dal dramma del disastro colpevole della contaminazione da diossina dell'ICMESA-Givaudan-Hoffman-La Roche.
Questi gruppi, riuniti nel coordinamento INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, hanno deciso anche di darsi un logo che li identifichi quale soggetto collegiale che presentiamo quì in anteprima.

domenica 5 luglio 2026

A MEDA CON L'INIZIATIVA DI "INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE" S'É PARLATO DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA DI 50 ANNI FA

É stata una serata partecipata quella del 4 -7-026 a Meda, organizzata da INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE in occasione dell'ormai prossima data del 10 luglio, 50° anniversario del Disastro Diossina dell'ICMESA.
Sala Civica gremita con cittadini e cittadine attenti e una serie di interventi incentrati su uno degli aspetti poco trattati in questi momenti di celebrazioni ufficiali: LE COLPEVOLI SCELTE DELL'ICMESA-GIVAUDAN-HOFFMAN- LA ROCHE e il ruolo dei lavoratori, del Sindacato e di chi seppe e volle diffondere un SAPERE e una CONOSCENZA su quel dramma che colpì le popolazioni del territorio contaminato dalla Diossina TCDD.
INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, sigla che coinvolge gruppi ambientalisti, associazioni e singoli individui che hanno già operato unitariamente a Seveso con i programmi di INSIEME PER IL BOSCO, hanno deciso di portare anche a Meda che fu sede della cosiddetta "fabbrica dei profumi", una serie di eventi cui l'amministrazione, guidata da Luca Santambrogio, ha concesso il patrocinio. 

L'intervento del Sindaco Luca Santambrogio
Dopo l'introduzione alla serata da parte di Beatrice Oleari di FARE, di Gemma Beretta e Maurizio Zilio del Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, il Sindaco Luca Santambrogio ha portato i suoi saluti e l'apprezzamento per queste iniziative che sanno ricostruire la Storia e la Memoria arricchendole di informazioni che non tutti conoscono.

Alberto Colombo
Alberto Colombo, attivista e ambientalista medese, ha illustrato la situazione del pesante inquinamento in Brianza negli anni della presenza dei grandi impianti chimici della SNIA, dell'ACNA e dell'ICMESA.
Un' ICMESA che con l'avvio della produzione di Triclorofenolo ignorò, nell'impiantistica del reattore, l'istallazione di dispositivi di sicurezza automatici  e di un serbatoio di contenimento per bloccare fughe indesiderate di gas e fluidi. 
Questa scelta scellerata si sommò alla modifica del processo produttivo ottenuta con la riduzione della quantità dei solventi nel ciclo di reazione.
Furono azioni consapevolmente attuate per risparmiare sui costi e sui tempi e aumentare produttività e profitto.
Divennero le concause di ciò che non fu un "incidente" ma un DISASTRO COLPEVOLE che il territorio subì.
Fu proprio grazie al SAPERE OPERAIO e alla ricostruzione del ciclo produttivo fatto da tecnici e addetti alla produzione del "Gruppo di Prevenzione e Igiene Ambientale" dell'allora Montedison di Castellanza, poi divenuto Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro, della Rivista SAPERE e del Comitato Tecnico Scientifico Popolare che queste conoscenze e queste informazioni furono diffuse e condivise anche con la cittadinanza creando le basi della Consapevolezza durante i difficili anni e le drammatiche e complicate vicende che seguirono il fatidico 10 luglio 1976.

Marco Caldiroli di Medicina Democratica
Marco Caldiroli di Medicina Democratica, ha ampliato lo sguardo su altri disastri causati da una chimica irrispettosa dell'umano e dell'ambiente e ha parlato delle potenzialità di questo "Sapere Operaio" che fu protagonista e interlocutore con le istituzioni, supportando le comunità locali, ispiratore delle attività di Medicina Democratica nel campo della salute nei luoghi di lavoro, del controllo dell'impiantistica e di una sicurezza che non più delegata ma che doveva e deve essere frutto del confronto anche con la conoscenza operaia della filiera produttiva.

Amedeo Argiuolo, Mattia Lento e Gemma Beretta
Mattia Lento giornalista della testata AREA, media d'informazione del Sindacato svizzero UNIA, da sempre molto attento alle vicende del nostro territorio e sulle criticità indotte dall'Autostrada Pedemontana Lombarda, ha attualizzato la vicenda ICMESA e la lotta operaia per la salute e i diritti mettendola in rapporto con la vertenza per l'ecologia e l'occupazione dell'acciaeria svizzera Stahl e con quanto in corso alla GKM di Campi Bisenzio dove i lavoratori intendono prendersi direttamente in carico il proprio destino.
Ha quindi dialogato con un appassionato Amedeo Argiulo già delegato del Consiglio di Fabbrica dell'ICMESA.
Amedeo ha raccontato l'agire del Consiglio di Fabbrica ICMESA sia per conquistare il diritto all'informazione sulle sostanze nocive presenti in azienda sia per l'operatività degli SMAL (Servizi di Medicina degli Ambienti di Lavoro), strutture pubbliche di prevenzione e tutela della salute create ad inizio anni '70 per iniziativa dei sindacati CGIL, CISL, UIL e primi strumenti per una svolta radicale nella medicina del lavoro.
Con gli SMAL si passò da un approccio assistenziale e di indennizzo monetario del rischio ad un'analisi attiva e partecipata dei rischi in fabbrica.
Fu il C.d.F che dopo la fuoriuscita della nube tossica, constatato l'atteggiamento minimizzante della direzione, proclamò il 16 luglio 1976 l'assemblea permanente interrompendo tutte le attività produttive dell'ICMESA cui seguì il 18 luglio l'ordinanza del sindaco di Meda che chiuse la fabbrica.
La struttara sindacale aziendale dell'ICMESA partecipò a tutte le assemblee territoriali e fu parte attiva del Comitato Scientifico Popolare.

Manuel Perrone
Manuel Perrone, autore e regista, ha proposto i contenuti vocali del suo Podcast "Cristo si è fermato a Seveso" e fatto un interessante excursus sul significato e il valore della Memoria che deve scuotere le coscienze ponendoci dinanzi alle ingiustizie di un sistema squilibrato e votato al profitto anche laddove a farne le spese sono le collettività.

Elena Colombo e Rossana Verderio
Importante il contributo di Elena Colombo e di Rossana Verderio, due giovani rispettivamente di Meda e Seveso, che hanno deciso di dedicare alcuni loro studi e il loro tempo per approfondire condizioni, aspetti e accadimenti del Disastro Diossina dell'ICMESA e del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Elena Colombo ha già collaborato con "Insieme per il Bosco" e al suo lavoro sugli animali morti per la diossina è stato dedicato un incontro il 10-6-2024 al Centro Visite del Bosco delle Querce.
Ultimamente ha prodotto un Podcast "Radici di Seveso - abitare il disastro".
Rossana Verderio ha invece completato la sua Tesi di Laurea avente a tema l'attività svolta dal Comitato Tecnico Scientifico Popolare. 
Serata partecipata
Non sono mancati i richiami all'attualità, sulla contraddizione di una commemorazione del 50° anniversario che mette al centro e ha come scenografia il Bosco delle Querce, polmone verde frutto di ingegneria ambientale e segno di vita fortemente voluto dalla popolazione in alternativa al forno inceneritore che Regione Lombardia voleva realizzare per bruciare i materiali contaminati dalla diossina. 
Una commemorazione che però esclude dalla narrazione le mutilazioni che l'Autostrada Pedemontana Lombarda infliggerà al Bosco privandolo di 2 ettari, di 3200 alberi e di una porzione dell'area di ampliamento. 
 
Relatori ed organizzatori

giovedì 25 giugno 2026

INIZIATIVE A MEDA PER IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA

In occasione del 50° anniversario del Disastro diossina dell'ICMESA, che non fu in "incidente" ma un Disastro Colpevole, una serie di soggetti già partecipanti alle attività di "INSIEME PER IL BOSCO" che con il coordinamento dell'associazione FARE hanno dato vita ad un corposo numero di iniziative tenutesi presso il Bosco delle Querce di Seveso e Meda e al suo Centro Visite, hanno deciso di proporre anche al Comune di Meda un ciclo di eventi per la Memoria di quel che accadde 50 anni fa.

Il calendario è stato apprezzato dall'amministrazione medese che ha dato il suo patrocinio agli incontri e agli approfondimenti pubblici che inizieranno il 4 luglio 2026 e proseguiranno dopo l'estate.

Ecco le proposte dove evidentemente le date degli incontri ancora in preparazione potrebbero essere modificate. 

50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA DELL’ICMESA

Iniziative a Meda

- SAPERE OPERAIO E NOCIVITÀ: IL CASO ICMESA. 
Incontro con l’ambientalista Alberto Colombo che racconta del disastro colpevole della Diossina dell’ICMESA, con Mattia Lento, giornalista, in dialogo con  Amedeo Argiuolo già delegato sindacale del Consiglio di Fabbrica dell’ICMESA.
Marco Caldiroli di Medicina Democratica parlerà dei cicli produttivi e l’artista Manuel Perrone, autore del Podcast Cristo si è fermato a Seveso tratterà su Cosa fare della memoria.
Sabato 4 luglio 2026 ore 21 alla Sala Civica Radio del vicolo Comunale a Meda.

- IL DISASTRO DELLA DIOSSINA DEL 1976: LE RICERCHE E GLI EFFETTI SULLA SALUTE. 
Incontro di approfondimento sulle ricerche effettuate in ambito epidemiologico, interviene Dario Consonni, epidemiologo in collaborazione con Medicina Democratica. Altri relatori da definire. 
Data prevista Giovedì 24 settembre 2026.

- ICMESA DI MEDA E ENICHEM DI MANFREDONIA: LE RISPOSTE DEI TERRITORI AL DISASTRO AMBIENTALE.
Un gemellaggio tra Meda e Manfredonia anticipato dalla ricostruzione dello storico Bruno Ziglioli che ce ne parla in dialogo con la giovane storica Lorenza Moretti e con Rosa Porcu del Movimento Cittadino donne di Manfredonia. 
Nel settembre 1976 quello che accadde a Manfredonia a causa della ENICHEM fu poco narrato e visto anche per la rilevanza nazionale e internazionale che ebbe il disastro ICMESA. 
Parliamo dei due eventi mettendoli in relazione anche per cominciare a narrare la vera storia del bacino della chimica, ossia quella che fu la verde Brianza. 
Data prevista: Giovedì 1 ottobre 2026.

Una parte delle iniziative qui proposte sono state già riconosciute meritevoli di Patrocinio oneroso da parte della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza su un progetto presentato dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.
 
Iniziative promosse dal Gruppo di lavoro
Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce di Seveso e Meda 

ora anche con il Patrocinio del Comune di Meda.