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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

domenica 10 maggio 2026

Il 6-5-026 S'É INCONTRATO IL TAVOLO PERMANENTE SUI LAVORI DI UNA BONIFICA DA DIOSSINA CON QUALCHE COMPLICAZIONE

 
Il 6-5-2026 si è tenuto presso la sede dell'ARPA di Monza, l'incontro del Tavolo Permanente sui Lavori della Bonifica da Diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana.
La convocazione del tavolo era stata espressamente chiesta dai gruppi ambientalisti e dalle liste civiche che ne fanno parte per avere un aggiornamento sullo stato degli interventi di bonifica e per rimarcare una situazione di mancata trasparenza e comunicazione in tempo reale da parte di Pedemontana.

Folta la presenza al Tavolo con ambientalisti e liste civiche, la soc Autostrada Pedemontana Lombarda con il Direttore Generale Sabato Fusco e tutto lo staff tecnico e della comunicazione, la soc Pedelombarda Nuova assegnataria dei lavori, ARPA dipartimento bonifiche anche con Perfumi, nuovo responsabile ARPA Monza e Brianza ora accorpata a Lecco e Sondrio, il coordinatore dei sindaci della Tratta B2 anche sindaco di Cesano Maderno Bocca, il presidente della Provincia di MB e sindaco di Meda Santambrogio, la dott.sa Bozzi viceprefetto di MB e alcuni amministratori.

Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate hanno introdotto l'incontro con una comunicazione che rimarca l'insoddisfazione per le lunghe tempistiche di riscontro alle proprie note e per risposte con contenuti informativi incompleti.

Nello specifico, nel documento che trovate qui, sono state evidenziate:

  • Le incongruenze nelle tardive risposte ricevute dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) laddove vengono date per bonificate alcune aree sorgenti anche se si è ancora in attesa dei dati delle analisi chimiche di collaudo di ARPA.
  • La criticità e la carenza informativa relativa ai Piani di Smaltimento del terreno contaminato asportato e classificato come rifiuto, in particolare con l'utilizzo di impianti di stoccaggio temporaneo (VITER srl di Saronno) con mancata comunicazione della destinazione finale
  • La prescrizione di ARPA a tutti i laboratori di parte di allineamento sul metodo di calcolo Medium Bound (ne avevamo trattato in: ANCORA OPACITÀ E INGIUSTIFICABILI RITARDI DA PARTE DI PEDEMONTANA NELL'INFORMARE SULLA BONIFICA DA DIOSSINA )
  • Il mancato aggiornamento dei dati dai campionatori di polveri e diossina e delle analisi chimiche per il collaudo di avvenuta bonifica sul sito di Pedemontana
  • La situazione precaria del nuovo cantiere di bonifica in prossimità del Bosco delle Querce dove risultava possibile una pericolosa accessibilità  
CRITICITÀ E OPACITÀ INFORMATIVE
Il direttore generale di Pedemontana, Fusco, ha ammesso che c'è stata un'indubbia lacuna di comunicazione rispetto alle richieste di ambientalisti e civici e che sarà loro cura e impegno fornire le informazioni richieste con una "modalità tempestiva".
Secondo Fusco i ritardi nel completare i collaudi di bonifica sono anche dovuti all'iniziale disallineamento dei laboratori di Parte nel trattare i risultati analitici rispetto allo standard di sommatoria dei congeneri di Diossine e Furani prescritto da ARPA.
Criticità che è stata superata dopo l'incontro con ARPA del 26-1-2026 a seguito del quale sono stati rielaborati i rapporti di prova di Parte per quanto riguarda i risultati delle sommatorie.
Esempio di applicazione sulla sommatoria dei congeneri di Diossine e furani del criterio Mediumbound
I dati delle Sommatorie non si sono discostati di molto dai precedenti calcoli poichè dopo la rielaborazione, solo su 5 di essi si è arrivati a un valore di concentrazione oltre la CSC dell'obiettivo di bonifica. 
I 5 superi vanno ad aggiungersi alle altre non conformità già correttamente rilevate. 
La situazione è stata confermata da ARPA che dovrà e lo sta già facendo, produrre nuove certificazioni. Per far fronte a tutti i procedimenti analitici necessari, l'agenzia regionale ha ampliato il numero dei laboratori coinvolti, rivolgendosi a strutture ARPA di altre Regioni e questo ha dilatato le tempistiche.
Questo passaggio, a detta di Pedemontana, è stato accompagnato dall'accordo sulla modalità con cui dare i riscontri delle analisi chimiche, azione che dovrebbe rendere i tempi più spediti e accettabili.

SUI PIANI DI SMALTIMENTO
APL e Pedelombarda Nuova hanno utilizzato e probabilmente utilizzeranno ancora VITER srl di Saronno quale sito di stoccaggio temporaneo poichè "alcune discariche paiono non più disposte a ricevere il terreno contaminato da diossina per pressioni su di loro esercitate".
Nel caso VITER srl, come nel caso di altri eventuali impianti di stoccaggio temporaneo, i tecnici di APL e Pedelombarda Nuova hanno ribadito che non necessariamente possono e debbono avere l'informazione dall'impianto intermedio rispetto alla destinazione finale. 
APL s'è dichiarata disponibile a informare, qualora messa a conoscenza della destinazione finale. VERIFICHEREMO NEI FATTI QUESTA DICHIARAZIONE.
In merito risulta che laddove la società ricevente non dovesse comunicare quale sia la discarica di stoccaggio utilizzata, sarà possibile conoscere la destinazione finale del rifiuto solo a mezzo interlocuzione con la Provincia, in questo caso quella di Varese.

SITUAZIONE BONIFICA 
Sull'aspetto riguardante i teli di protezione sollevati e strappati dal vento, APL ha affermato che dopo le segnalazioni ricevute (tra cui la nostra) ha chiesto quanto prima l'intervento degli incaricati e ammesso che la comunicazione nei nostri confronti poteva essere gestita meglio.
I valori di diossina in atmosfera catturati dai 10 campionatori posizionati in prossimità dei lotti di bonifica, purtroppo al momento non ancora pubblicati nel sito come da noi criticamente evidenziato, nel periodo dove è stato registrato l'evento ventoso, non mostrano superamenti del limite dei 150 fentogrammi/m3 di diossine, attestandosi su valori da 2,3 a non più di 5 fg/m3.

Abbiamo sottolineato che su alcune aree sorgenti minori l'operazione di ripristino è stata comunque tardiva.

LOTTO 1 Meda 

Sul lotto 1 a Meda, dove le aree sorgente più ampie sono considerate con il limite dei 100 ng/kg per terreni ad uso industriale/commerciale della tabella B, due celle nelle aree sorgente 1.1 e 1.2 non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica sul fondo scavo, superando il sopracitato limite dei 100 ng/kg.
Nell'area sorgente 3, quattro celle non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica dei 10 ng/kg per terreno ad uso verde/residenziale della tabella A così come 1 cella non ha raggiunto l'obiettivo di bonifica dei 10 ng/kg nell'area sorgente 42.
Si è ancora in attesa degli esiti delle analisi chimiche di ARPA per l'area sorgente 2.2 e per alcune celle dell'area sorgente 2.1 il cui obiettivo di bonifica è di 100 ng/kg.
Le aree sorgente 4 e 23 attendono ancora l'avvio del primo scavo e nessun intervento è stato ancora attuato.

LOTTO 2 e 2A Seveso
Complessa la situazione sul lotto 2 e 2A di Seveso dove sono parecchie le aree sorgenti che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica nonchè quelle dove sono disponibili gli esiti delle analisi chimiche di Parte ma non quelli di ARPA e che quindi non hanno completato il contradditorio di collaudo.

Nel lotto 2A, nelle aree sorgenti 14+ 28 vi sono 21 celle che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica di 10 ng/kg sulle pareti dello scavo mentre lo stesso è stato raggiunto sul fondo scavo.
Sull'area sorgente 9A vi sono 7 celle che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica di 100 ng/kg.
L'area sorgente 12 non ha raggiunto l'obiettivo di bonifica dei 10 ng/kg sulle Pareti. 
L'intera area sorgente A13 non ha raggiunto l'obiettivo di bonifica di 10 ng/kg
Nelle aree sorgenti A6-A7-A8 le analisi chimiche di parte hanno identificato circa 20 celle che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica di 10 ng/kg e mancano ancora gli esiti di ARPA che potrebbero incrementare il numero di non conformità.
Alcune aree sorgenti non sono ancora state scavate e l'iter di bonifica attende ancora l'avvio.

LOTTO 3 CON VARIANTI Cesano Maderno
Appare decisamente complicata e pesante la situazione sulle aree sorgenti del lotto 3 con varianti a Seveso-Cesano Maderno dove parecchie celle delle varie aree sorgenti non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica già dai soli esiti delle analisi di parte e dove il numero delle non conformità potrebbe crescere con l'arrivo degli esiti ARPA sul resto delle celle.
Basta evidentemente un valore di Parte o di Arpa oltre la soglia del limite stabilito per il raggiungimento dell'obiettivo di bonifica (10 ng/kg o 100 ng/kg a secondo dei casi) affinchè la cella in esame sia considerata non conforme e con necessità di ulteriori interventi sul Fondo Scavo o sulle Pareti.
 
Molte le celle non conformi sulle aree sorgenti 77, 78,1,79,1, 37, SC53, 81, SC58.1, SC58.2, SC59.1, SC59.2, 64.1, 64.2, SC139.1, SC139.2, 19A, 20.
Sul lotto 3A, celle conformi nelle aree sorgenti 20 e 19B e con analisi chimiche di Parte entro i limiti sull'area sorgente 33 dove però si è ancora in attesa degli esiti ARPA e dove sono stati registrati mancate conformità sulle Pareti.
L'area sorgente 43 deve ancora essere sottoposta alla procedura di collaudo in contradditorio mentre sulle piccole aree sorgenti 38, 41, 29A, 29B e 78.2 devono ancora iniziare le attività di scavo, caratterizzazione in banco e asportazione del terreno quale rifiuto. 
Su alcune aree sorgenti (42, SC61, 43.1, 43.2, SC64A, SC64B, 27, SC161) verrà effettuata la sola messa in sicurezza con il posizionamento di un geotessuto e la copertura con terra pulita per impedire il contatto con il suolo contaminato durante le future attività di costruzione della galleria artificiale e del "parco sospeso" sopra di essa.

LOTTO 4 Cesano Maderno
Risultano raggiunti gli obiettivi di bonifica di 10 ng/kg sulla maggior parte dell'area sorgente 34 est e ovst ma mancano ancora gli esiti di ARPA per la porzione dell'area sorgente limitrofa ai due lati dell'attuale superstrada ed è previsto uno scavo di ampliamento

LOTTO 5 Cesano Maderno
Mancano gli esiti di ARPA per confermare o meno il raggiungimento dell'obiettivo di bonifica di 100 ng/kg

LOTTO 6 Cesano Maderno
Mancano gli esiti di ARPA per confermare o meno il raggiungimento dell'obiettivo di bonifica di 100 ng/kg.

LE MODALITÀ DI PROSECUZIONE DELLA BONIFICA
Qualora dal collaudo in contradditorio tra Pedelombarda Nuova e ARPA si raggiunga un risultato di conformità, ARPA procederà alla validazione dei risultati per ogni areale di bonifica cui seguirà la Certificazione di Avvenuta Bonifica da parte della Provincia di Monza Brianza. 
Laddove si sono registrate le non conformità sul Fondo Scavo, si procederà con ulteriore asportazione di terreno a step di 20 cm e ad analisi chimiche per caratterizzare in banco  il terreno quale rifiuto da asportare e successivamente per la fase di collaudo in contradditorio.
Se la non conformità riguarda le Pareti, si procede con lo scavo di 50 cm in orizzontale e qualora il risultato non si raggiunga entro il perimetro di proprietà, non si amplia lo scavo ma lo si confina con un geotessuto e con una notifica alla Provincia e al Comune affinchè un soggetto che volesse operare sul terreno limitrofo si faccia carico della bonifica.

IL NOSTRO CONTRIBUTO A UN'INFORMAZIONE VERITIERA E APPROFONDITA
Come sempre, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate aggiornano puntualmente e in modo esteso sui contenuti degli incontri del Tavolo e sullo stato della Bonifica nella sua completezza.
Preferiamo diffondere un'informazione dettagliata anziché ricorrere nell'immediato a sintesi incomplete, a titoli o annunci che spesso non riflettono la situazione reale.
In questo momento sono dunque premature e affrettate le comunicazioni a mezzo stampa ove si attribuiscono percentuali di "avvenuta bonifica" nelle aree sorgenti dei 6 lotti di Meda, Seveso e Cesano Maderno poichè è più realistico e veritiero affermare che in parecchie celle sarà necessario intervenire nuovamente, a volte sul Fondo Scavo in altri casi sulle Pareti per asportare il terreno che risulta ancora contaminato oltre i livelli dei valori costituenti l'obiettivo di bonifica e che si è ancora in attesa degli esiti ARPA sul contradditorio di collaudo per completare la classificazione e definire le aree che hanno o non hanno superato il collaudo di bonifica.
Insomma, una Bonifica ancora in itinere, con consistenti complicazioni e ben lontana dall'essere conclusa e con la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda che deve essere continuamente attenzionata per ottenere i ragguagli necessari per monitorare la Bonifica e informare la cittadinanza.

Rassegna stampa.

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martedì 5 maggio 2026

1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA QUARTA PUNTATA: L'EVACUAZIONE DEI RESIDENTI, L'ARRIVO DEI MILITARI, LA MAPPATURA DELLE ZONE CONTAMINATE.

Una nuova puntata sul disastro Diossina dell'ICMESA di Meda, fabbrica del gruppo multinazionale svizzero Givaudan-Hoffman-La Roche.
Una puntata che è parte dell'impegno e del lavoro di ricerca di Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda basato su documenti e testi in suo possesso per ricostruire gli eventi affinchè si rinnovi, senza annacquarla, la Memoria di un disastro colpevole che ha segnato la collettività.

LA PRIMA DEFINIZIONE DELLE AREE PIÙ CONTAMINATE,  
LA DECISIONE DI EVACUARE LA POPOLAZIONE, L'ARRIVO DEI MILITARI.
Il 23 luglio 1976, dopo una riunione a Lugano, sulla base dei risultati delle analisi chimiche per definire le concentrazioni e la tipologia dei contaminanti ricaduti sul territorio circostante la fabbrica ICMESA e tenendo in considerazione anche i rapporti relativi ad altri incidenti avvenuti precedentemente in Inghilterra e in Germania, (ne abbiamo scritto qui) i responsabili dell'Icmesa, d'accordo con il Dottor Vaterlaus, responsabile dei laboratori di ricerca Givaudan, presentarono all'ufficiale sanitario le loro conclusioni e raccomandazioni, e, anche in questo caso, CERCARONO DI MINIMIZZARE scrivendo di quantità di esposizione inferiore a quelle di altri incidenti e di sintomi clinici moderati sempre rispetto a quelli di altri incidenti.
Suggerirono comunque, per evitare contatti con le sostanze tossiche fuoriuscite e favorire la decontaminazione, di procedere con l'evacuazione temporanea della zona interessata assicurando un rigoroso controllo per evitare il consumo di prodotti vegetali e mantenendo un programma di sorveglianza sanitaria.
Il 24 luglio, quattordici giorni dopo la fuoriuscita della nube tossica, la verifica incrociata delle analisi chimiche effettuate dalle strutture sanitarie italiane con quelle dei laboratori Givaudan, confermò una alta concentrazione di Diossina TCDD in un'area dalla fabbrica verso sud con una superficie di circa 15 ettari e una profondità di circa 750 metri. 
Sempre il 24 luglio con due rispettive ordinanze, i comuni di Seveso e Meda imposero, entro il successivo lunedì 26 luglio, l'evacuazione degli abitanti rientranti in quella che venne classificata come "zona A", la più contaminata e con un'estensione iniziale di circa 15 ettari, poi espansa a più riprese
I sindaci di Seveso Francesco Rocca e di Meda Fabrizio Malgrati vietarono altresì di asportare dalle abitazioni arredamenti e oggetti di qualsiasi genere e di portare con sé animali da cortile alla cui alimentazione avrebbe provveduto il personale degli uffici veterinari.
Oltre ad evacuare la popolazione, si decise di recintare la zona e vietarne l´accesso. 
Il 26 luglio 1976 per delimitare e isolare la Zona A, arrivò l'Esercito.
I militari, inizialmente senza particolari dispositivi di protezione individuale, stesero il filo spinato posizionando i cavalli di frisia per sbarrare l'accesso alle strade. 
Vennero successivamente richiamati anche per presidiare stabilmente e a sorvegliare con ronde armate per evitare che le persone evacuate tentassero di rientrare o che materiali contaminati venissero trafugati.

L'EVACUAZIONE DEI RESIDENTI
La prima evacuazione coinvolse 213 persone (176 di Seveso e 37 di Meda) che vennero alloggiate nell'allora residence Leonardo da Vinci di Bruzzano e al motel Agip di Assago.
L´Amministrazione Comunale versò ad ogni capo-famiglia la somma di L. 100.000 e L. 50.000 per ogni familiare a carico.
La Regione diede loro dei buoni benzina per andare al lavoro e un'assicurazione contro i furti per le case abbandonate.
L'Icmesa mise a disposizione 100 milioni di lire "per alleviare i disagi della popolazione"
Nell'immediato, per l'aggravarsi della situazione, il Comune di Seveso evacuò altre 19 persone, di cui 3 bambini, inviati presso la colonia medico-psico-pedagogica di Cannobbio.
Dopo il primo nucleo si rese subito necessario provvedere ad un'ulteriore evacuazione di 114 famiglie, corrispondenti a 398 persone, di cui 86 bambini poichè i risultati di altre analisi chimiche avevano ampliato la Zona "A", la cui profondità fu portata a circa 1600 metri.
A questo primo ampliamento ne seguì un altro con un aumento della profondità a 2200 metri e conseguente altra evacuazione. 
Complessivamente furono allontanate 736 persone (676 di Seveso e 60 di Meda) per un totale di 204 famiglie e la zona evacuata e recintata interessò una superficie di 108 ettari, con uno sviluppo perimetrale di 6 chilometri. 
Tra gli sfollati, soltanto quelli delle sub-zone A6 e A7, pari al 67% del totale, poterono tornare alle loro abitazioni alla fine del 1977 mentre 41 famiglie pari a circa 200 persone delle sub-zone da A1 ad A5, non tornarono nelle loro case d'origine perchè queste vennero abbattute e le abitazioni ricostruite altrove negli anni seguenti.
Rispetto alla effettiva localizzazione dei luoghi dove si erano depositati i composti tossici e alle aree sgomberate, venne deciso di applicare un criterio "ponderato" poichè si scelse di evacuare solo i nuclei a più elevato rischio, optando per il mantenimento in loco della popolazione dove l'inquinamento risultava inferiore a quello registrato nella zona A, esponendola comunque al rischio di entrare in contatto con la diossina. 
Addirittura l'intero nucleo delle "case Fanfani" a Seveso, sulla linea di demarcazione della zona A, non venne evacuato.
Una azienda agricola, 37 imprese artigiane, 10 esercizi commerciali e 3 industrie furono costrette a sospendere l´attività per un totale di 252 addetti. 
 
LA MAPPATURA DELLE AREE CONTAMINATE
Sulla base degli effetti tossici iniziali, della direzione prevalente del vento e delle analisi chimiche preliminari, nell'immediatezza e nei mesi successivi alla fuoriuscita degli inquinanti fu definita una prima mappa del territorio dove sì erano depositate le sostanze tossiche, suddividendo l'area colpita in tre zone, A, B, R, con grado di contaminazione del suolo decrescente.

I comuni che risultarono ricadere nella mappatura furono Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, ma quello che subì gli effetti più gravi fu, senza alcun dubbio, Seveso.
Le analisi chimiche allora effettuate applicarono la metodologia di campionatura con l'estrazione di una "carota" di 7x7 cm di terreno, riportandone la concentrazione di diossina misurata a valori espressi in µg (microgrammi) su m2 (metro quadro) - µg/m2. 
La misurazione del deposito sullo strato superficiale del terreno si modificherà nel corso del tempo con lo sprofondamento del tossico laddove risulterà protetto dalla degradazione per effetto della luce, fattore rilevato nelle campagne del 1976, 1977 e 1979 salvo poi a volte riapparire in superficie per i ribaltamenti del terreno causati da arature programmate. 

Nella zona A, suddivisa in sottozone A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7 e inizialmente anche con A8 a est della superstrada Milano-Meda, poi entrata a far parte della zona B,  i valori di contaminazione andavano da un minimo di 17,09 µg/m2 fino ad un massimo di 1227,91 µg/m2.  
Le sub-zone A6 e A7 furono successivamente declassate e aggregate alla "zona B".
Nella zona B le concentrazioni di diossina avevano valori tra un minimo di 5 µg/m2 e un massimo di 50 µg/m2.
La zona R registrava valori da un minimo di 0,75 µg/m2 e un massimo di 5 µg/m2.
I confini tra zona A e B erano fissati al limite dei 50 µg/m2 e tra B ed R al limite dei 5 µg/m2.
All'interno della zona B erano comunque presenti punti con valori più alti e disomogenei, assimilabili ad alcuni trovati nella zona A così per la zona R v'erano risultati analitici sparsi prossimi ai valori riscontrati nella zona B.
Secondo l'ufficialità, il quantitativo di Diossina TCDD dispersa, fu compresa tra 0,5-5 kg ma da stime successive si ipotizzò un quantitativo distribuito sul territorio di 5/8 volte superiore alle indicazioni ufficiali, comunque attorno ai 30 kg se non oltre. 

I LIMITI DELLA MAPPATURA
La rigidità con cui vennero mappate le zone contaminate si scontrò con delle evidenze macroscopiche che costituirono degli ostacoli per i gestori dell'emergenza su cui vennero attuate scelte dubbie o non condivisibili.
Di un'area densamente popolata di Seveso cui non fu applicata lo stesso approcio cautelativo dell'evacuazione abbiamo già scritto.
Anche l'attuale superstrada Milano-Meda, pressochè al centro della mappatura della contaminazione e allocata tra la zona A, la zona B e la R, per evidenti fattori economici e di collegamento non venne chiusa, diventando un asse di trasporto della diossina, movimentata dal passaggio degli automezzi.
Solo un blando avviso evidenziava la precauzione di tenere i finestrini chiusi a chi lì transitava.

LE MAPPE BIOLOGICHE
Uno degli elementi che non venne preso in adeguata considerazione fu quello dell'interpolazione delle mappe per valutare sia il livello di contaminazione chimica sia la moria di animali nonchè i casi di cloracne/dermolesioni.
Gli indicatori biologici di esposizione al tossico, avrebbero dovuto essere correlati con le mappe chimiche al fine di individuare gruppi di popolazione omogenea per rischio e consentire ulteriori analisi chimiche d'approfondimento.
Fu questa un'osservazione avanzata dagli appartenenti al Comitato Tecnico Scientifico Popolare, (di cui scriveremo ancora prossimamente) organismo di base che vedeva la collaborazione tra strutture sindacali (consiglio di Fabbrica ICMESA compreso), tecnici, chimici, medici, studiosi e attivisti, la cui espressione era riportata anche dalla rivista SAPERE, diretta da Giulio Maccaccaro, purtroppo deceduto il 15-1-1977.

Continua.
 
Puntate pubblicate in precedenza:

4) 1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA TERZA PUNTATA: 10 LUGLIO 1976 LA DIOSSINA DELL'ICMESA CONTAMINA IL TERRITORIO, POI IL SILENZIO DELLA MULTINAZIONALE, LA MORIA DI ANIMALI, LA CLORACNE.

3)  1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA SECONDA PUNTATA: L'ICMESA AVVIA LA PRODUZIONE DI TRICLOROFENOLO CON PROCESSO E IMPIANTO INSICURI

2) 1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA PRIMA PUNTATA: L'ICMESA DI MEDA INQUINÒ IL TERRITORIO SIN DAL SUO INSEDIAMENTO

1) PREMESSA 1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.