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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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martedì 30 giugno 2026

IL FANTASTICO MONDO DI PEDEMONTANA, UNA SINDACA CUI GLI AMBIENTALISTI "FANNO VENIRE L'ORTICARIA" E IL SOLITO NOTO DEL WWF CHE SCRIVE DI "ECOTERRORISMO" E SI ALLINEA ALL'ESTERNAZIONE DELLA SINDACA

La lettera di Legambiente Seveso Circolo Laura Conti di Seveso e da Sinistra e Ambiente di Meda con successiva sottoscrizione anche di Seveso Futura e di singoli cittadini al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sarà a Seveso al Bosco delle Querce il 10 luglio in occasione del 50° anniversario del disastro ICMESA, ha irritato alcuni soggetti avendo evidentemente toccato nervi scoperti.

LE FAVOLE RACCONTATE DA PEDEMONTANA

La soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha pensato bene di comunicare la sua opinione in merito con una nota inviata ai media i cui contenuti scontati illustrano un'autostrada che sarà, a detta degli scriventi, utilissima e rispettosa dell'Ambiente.
La nota di Pedemontana dove "è tutto a posto" e "l'ambiente è rispettato"
É la solita narrazione (ne avevamo scritto anche su: LA FAVOLA DELLA PEDEMONTANA "GREEN" E SOSTENIBILE) che ora accusa di allarmismo chi ha scritto a Mattarella e chi da tempo lavora seriamente in un coordinamento che si è prima opposto alla realizzazione dell'inutile autostrada e ora con i lavori avviati cercando di contenerne l'impatto pesantissimo.

La soc Autostrada Pedemontana Lombarda cerca così di veicolare il messaggio che l'infrastruttura è "green", è indispensabile ed è conveniente e utile per il territorio che attraverserà, che non v'è alcun danno e che per quanto riguarda il Bosco delle Querce di Seveso e Meda lo sbancamento con disboscamento di 3200 alberi sarà "soft" perchè secondo la favola di Pedemontana si tratterà per la maggior parte di "piccoli arbusti, siepi e vegetazione spontanea", dato non reale perchè sul posto dove lo sbancamento penetrerà da Meda a Seveso per 15 e 20 mt vi sono invece alberi adulti il cui taglio ci priverà di un ecoservizio che le piantumazioni di alberi giovani potranno dare (se sopravviveranno) similarmente solo tra 20 anni e più anni.

Anche sull'ampliamento del Bosco delle Querce chiesto da tempo dagli ambientalisti di Seveso e Meda, Pedemontana scrive di una Compensazione Ambientale definita "massiccia" con "creazione di una nuova, vastissima porzione di bosco situata a est della sede autostradale di ben 4,7 ettari di nuovo verde" TACENDO però VOLUTAMENTE sul fatto che l'area originale di ampliamento ad est verrà mutilata di una porzione significativa per la realizzazione di una vasca di laminazione, di due rotonde e della viabilità di servizio all'autostrada.
Questo comporterà NUOVO CONSUMO DI SUOLO e il saldo finale per il territorio sarà quindi NEGATIVO e non "ampiamente positivo" secondo il racconto surreale di Pedemontana.
Oltretutto l'ampliamento dichiarato da Pedemontana risulta in riduzione rispetto a quello prospettato nello studio del PIM presentato il 6-10-2025 in sede di commissione Territorio del Comune di Seveso.

La successiva disassociazione dalla responsabilità del disastro, conseguente alla realizzazione dell'autostrada è invece l’apoteosi dello scaricabarile in termini comunicativi. 
Le due cose hanno in comune la precisa logica sistemica di sfruttamento dell’ambiente e sacrificio di un territorio.

LA SINDACA CHE NON SOPPORTA GLI AMBIENTALISTI
In sequenza, anche la sindaca di Seveso Alessia Borroni sulla stampa non ha perso l'occasione per attaccare gli ambientalisti che evidentemente hanno saputo spostare l'attenzione da una mononarrazione edulcorata ad una invece rispettosa sia della Memoria del passato sia della trasposizione al presente.

Un presente che nella lettera a Mattarella include anche l'illustrazione della proposta e della necessità di costituzione del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso comprendente anche il Bosco delle Querce per dare un futuro ad un nuovo Parco con aree residue da conservare e da naturalizzare.
Passaggio indigesto per la sindaca sevesina che nel suo sproloquiare su "qualcuno che ha bisogno di spazio per mettere una poltrona bella comoda" non ha nemmeno compreso che nella proposta di inclusione del Bosco delle Querce che è già Parco Naturale Regionale in un più ampio ambito di protezione, Seveso non perderebbe ne la titolarità  gestionale ne i fondi di Regione Lombardia ad essa dedicati.
Non si ferma la sindaca Borroni e rincara: "La capacità di strumentalizzazione degli ambientalisti di sinistra è folle". 
"Mi fanno venire l'orticaria" e "Sono arrivati persino a disturbare il Presidente della Repubblica " ha saputo solo profferire, come se il rapporto con il Presidente fosse una sua esclusività.
Tristezza nel constatare il livello di totale inadeguatezza rispetto al ruolo ricoperto. 

C'É ANCHE LUI
Abbiamo raggiunto il fondo ?
Non ancora poichè anche l'ex delegato WWF Lombardia, ora WWF Insubria ma non è nemmeno noto a che titolo abbia scritto, s'è sentito in dovere di dimostrare che esiste e probabilmente per accereditarsi nel rapporto con le istituzioni ha lanciato sui social la sua solita squallida campagna per tentare di screditare il lavoro continuo e preparato degli ambientalisti di Seveso e Meda
Lo ha fatto affibbiando insultanti etichette di "Specializzati nell'antagonismo, usurpatori dell'ambientalismo, sventolatori di bandiere logore, "masaniello" agli obiettivi degli avversari..." e visto che si argomenta di pseudoambientalisti ha scelto di allinearsi in toto con l'esternazione della sindaca Borroni.
In precedenza, qualche giorno prima, aveva rilanciato la nota di Pedemontana utilizzandola per riferirsi alle affermazioni degli ambientalisti contenute nella lettera a Mattarella e qualificate come "affermazioni ecoterroristiche infondate e "ignoranti" che "consentono facili repliche agli sciocchi "al lupo, al lupo" e si diventa " sponsor" involontari (si spera) della credibilita' di chi di chi afferma che Pedemontana porta sviluppo al territorio... 

Purtroppo per lui, gli ambientalisti locali non rifiutano l'interlocuzione con le istituzioni ne tantomeno un rapporto di confronto laddove se ne creano le condizioni e hanno più volte dimostrato di saperlo fare con più Enti e Comuni.
Chi cerca di denigrarci usa un metodo scorretto, privo di argomentazioni fondate e avente il solo obiettivo di qualificare se stesso  agli occhi di Pedemontana e di qualche amministrazione come unico soggetto su cui fare affidamento.
Del resto lo aveva già fatto autocandidandosi in totale solitudine quale "supervisore" della bonifica senza aver MAI ricevuto alcun mandato di rappresentatività da parte dei gruppi ambientalisti che immediatamente ne presero le distanze.

Vedi:  

BONIFICA DA DIOSSINA: SERVE FARE CHIAREZZA SU CHI S'É AUTOPROPOSTO "SUPERVISORE" ED É ALLA DISPERATA RICERCA DI RAPPRESENTATIVITÀ

 

PEDEMONTANA: L'AGIRE INCONDIVISIBILE DEL DELEGATO DEL WWF REGIONALE CHE HA GENERATO MOLTE CRITICHE

 

e anche:

 

A PROPOSITO DEL RUOLO DEL DELEGATO WWF LOMBARDIA AL TAVOLO PERMANENTE SUI LAVORI DI BONIFICA DA DIOSSINA

Insomma, con il caldo da cambiamento e crisi climatica non ci siamo fatti mancare nulla 


giovedì 18 giugno 2026

PER IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA, I GRUPPI AMBIENTALISTI DI SEVESO E MEDA SCRIVONO A MATTARELLA PER RIBADIRE SIA LA NECESSITÀ DI UNA NARRAZIONE COMPLETA SIA LE CRITICITÀ DEL PRESENTE SUL BOSCO DELLE QUERCE


Alle celebrazioni istituzionali per il 50° anniversario del disastro Diossina dell'ICMESA, fabbrica del gruppo multinazionale Givaudan-Hoffman-La Roche, sarà presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un evento che si terrà nel Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, polmone verde creato con un intervento di ingegneria ambientale dopo aver asportato il terreno dove si era depositata la diossina dell'ICMESA nella zona A, quella a maggior livello di contaminazione.

Il circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Sinistra e Ambiente di Meda, gruppi che da anni si 
occupano della tutela e della conservazione del territorio e che insieme ad altri soggetti locali hanno partecipato, organizzato e promosso attività per la Memoria storica e naturalistica del Bosco delle Querce, hanno scritto una lettera al Presidente Mattarella.

La lettera è frutto di riflessioni condivise con i soggetti del territorio che hanno animato il progetto Insieme per il Bosco a partire dal 2023 e con quei gruppi ambientalisti e quelle liste civiche che partecipano al Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana. 
Illustra al Presidente il loro agire, la loro pratica politica e le condizioni di un territorio che continua a subire scelte che vanno ad impattare e a compromettere la residua naturalità rimasta nella Brianza nord/occidentale.
Proprio il Bosco delle Querce sarà oggetto di uno sbancamento di 2 ettari con l'abbattimento di 3200 alberi e con la riduzione delle superfici del suo potenziale ampliamento per consentire la realizzazione di un'inutile autostrada: la Pedemontana Lombarda.

 

Il 50° anniversario non può essere un momento puramente celebrativo ove la Storia, il Dolore e la Memoria di ciò che avvenne dal 10 luglio 1976 (da seguire con la dettagliata ricostruzione a puntate su questo blog) venga annacquata, rimossa o non considerata nel nome di un presente che la seppellisce.

É quello che sta succedendo nella narrativa promossa in particolare dall'amministrazione sevesina di Borroni e da Regione Lombardia che nelle iniziative ufficiali sorvolano sulla ricostruzione degli eventi e sulla definizione delle responsabilità del disastro del 1976 e ignorano la violazione e i danni che il Bosco delle Querce subirà per realizzare l'autostrada Pedemontana Lombarda.

Il 50° anniversario non può essere avulso dal presente che non è fatto solo da una narrazione di resilienza positiva poichè anche il presente continua ad essere caratterizzato da un modello di sviluppo ad ogni costo che va a farci perdere irreversibilmente Natura e preziosi servizi ecosistemici, peggiorando la qualità della vita.
É un presente che necessita di politiche ambientali decise che ancora non ci sono. 

Il testo della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è stata sottoscritta anche da Seveso Futura e da singoli cittadini e cittadine.

Illustrissimo 
Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella,

Le scriviamo da Seveso e Meda, dal territorio che presto Lei pregerà della Sua presenza rendendo tangibile l’attenzione dello Stato per questo lembo della Brianza tanto ferita dal danno ambientale e alla salute causato 50 anni fa dal disastro diossina dell’ICMESA. 
Quella ferita oggi persiste ma è cambiata. 
Attorno alle vasche che custodiscono i materiali contaminati, oggi cresce il Bosco delle Querce: un parco realizzato sopra il dolore, diventato nel tempo un luogo vivo, frequentato da famiglie, scuole, cittadini. 
I suoi sentieri raccontano una storia che non può essere dimenticata e che è base delle attività che lì si svolgono fatte da cura, educazione ambientale, ricerca scientifica e partecipazione civica. 
Il dramma ha generato Memoria collettiva, consapevolezza civile, responsabilità pubblica. 
Questo cambiamento non è accaduto per caso. 
La Memoria collettiva è conservata nel Bosco delle Querce dai Pannelli del Ponte della Memoria, un’opera di narrazione condivisa dalla comunità locale su come Seveso ha subito il danno e su come ha reagito. 
Il percorso fu fortemente voluto al principio di questo millennio da una piccola ma significativa realtà del territorio: il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, costituitosi nei primi anni Novanta e attivo proprio qui, nel cuore del disastro. 
La storia di questo processo di resistenza e di cura della memoria è narrata dalla sociologa Laura Centemeri nel libro Ritorno a Seveso (Mondadori, 2006). 
In questi ultimi anni, i gruppi facenti parte di “Insieme per il Bosco”, hanno rilanciato nel tempo presente l’intento del Ponte della Memoria e il Bosco ha cominciato a ospitare attività dedicate alla biodiversità, giornate di cura del territorio, eventi culturali, laboratori artistici, gemellaggi tra le comunità che hanno subito disastri quali il Vajont, Bhopal, Stava, Casale Monferrato, iniziative per le famiglie, momenti di educazione e di sensibilizzazione ambientale, momenti di Memoria su quello che comportò la fuoriuscita della diossina dall’ICMESA. 
Anche in questo caso è una sociologa, Emanuela Macelloni, a narrare nei suoi articoli apparsi su Secondo Welfare (https://www.secondowelfare.it/author/emanuela-macelloni/) il significato, i dettagli, il movente di questi percorsi.
Insieme per il Bosco è un progetto realizzato, su mandato e contributo di Regione Lombardia, in convenzione con il Comune di Seveso, facilitato dall’Associazione Fare di Meda e dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, che ha aggregato molte realtà: A.S.D. Dan Dien, Associazione Anziani di Seveso, Gruppo Cinofilo delle Groane, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà Meda, Legambiente Lombardia, A.S.D. Marathon Club Seveso, Musicamorfosi, NATUR&, Samadhi, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Teatro In-folio.
La cura della Memoria ha reso il Bosco delle Querce un Bene Comune da custodire e nel 2011 un coordinamento di associazioni e gruppi ambientalisti chiamato Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile guidò un percorso di resistenza al progetto scellerato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda che avrebbe eroso 12 dei 43 ettari complessivi del Bosco. 
Le diverse azioni politiche intraprese convogliarono in un grande Abbraccio del Bosco delle Querce proprio nella data del 10 luglio nel quale confluirono più di 1000 donne e uomini. 
Un anno dopo Regione Lombardia deliberò la modifica del tracciato dell’Autostrada portandola per la maggior parte – ma non del tutto purtroppo - al di fuori del confine del Bosco delle Querce.
Quest'anno il momento simbolico dell'anniversario del 10 luglio 2026 vedrà la Sua pregiata presenza e perquesto ci permettiamo di scriverLe affinché possa Lei stesso verificare quanto Le diciamo e ne possa tener
Quest'anno il momento simbolico dell'anniversario del 10 luglio 2026 vedrà la Sua pregiata presenza e per questo ci permettiamo di scriverLe prima, affinchè possa Lei stesso verificare quanto Le diciamo e ne possa tenere conto.
Il Bosco delle Querce, realizzato e cresciuto sulle aree più contaminate dalla diossina e successivamente bonificate, sarà presto violato dal passaggio dell’autostrada Pedemontana che lo priverà di 2 ettari di terreno, con l’eradicazione di circa 3200 alberi.
Questi 3200 alberi sono tanta vita in un momento in cui la salvezza del pianeta potrebbe essere legata alla sua riforestazione. 
Anche le compensazioni ambientali, previste con l’ampliamento su superfici a oriente e a occidente del Bosco, saranno compromesse poiché una loro porzione significativa verrà occupata da opere complementari all’autostrada Pedemontana.
Queste compensazioni ambientali saranno comunque solo una goccia nel mare di asfalto e cemento che in questi anni ha letteralmente seppellito la Brianza, oggi prima tra le provincie italiane per consumo di suolo.
Per far passare l’autostrada è altresì in corso una bonifica dei terreni ancora contaminati dalla diossina TCDD del disastro del 1976 e questo è fonte di ulteriori preoccupazioni e attenzioni.

Il territorio dove viviamo è sventrato, i cantieri sono aperti da mesi, siamo impegnati in un percorso di monitoraggio intenso dei lavori in corso e siamo sempre più contrariati dagli accadimenti poiché ancora una volta le comunità subiranno una decisione non condivisa: quella di realizzare un’autostrada che impatterà pesantemente su ambiente e vivibilità. 
Per questo il nostro agire continuerà ad essere quello di un fattivo lavoro di cultura, di riconversione, di custodia, di protezione dell’ambiente naturale che tante, troppe volte è stato e viene violato.
Ci appassiona la biodiversità, ci anima il gusto della storia, cerchiamo di coltivare visioni per il futuro a vantaggio delle generazioni che si affacciano oggi alla vita.
 
La Sua presenza oggi qui è un segno importante di attenzione e riconoscimento per una vicenda che ha segnato la storia del Paese che non può essere dimenticata poiché deve essere monito e riferimento per le politiche ambientali, così come è accaduto con l’emanazione europea della Direttiva Seveso, giunta alla sua terza edizione.
Nel rispetto di questa storia, auspichiamo che Lei voglia aiutarci a mettere le premesse perché proprio qui venga realizzato un progetto di riqualificazione ambientale del territorio e della natura, oggi sostenuto anche a livello internazionale dalla Nature Restoration Law
È il progetto del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso che dovrebbe comprendere un Bosco delle Querce ampliato che abbraccia e si unisce con tutti quei lembi di territorio che sono sopravvissuti alla cementificazione, restituire a verde il greto dei corsi d’acqua che confluiscono verso l’area metropolitana, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità rimasta nella terra di Brianza.

Per i gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio:

Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Sinistra e Ambiente di Meda

Seveso e Meda 11 giugno 2026

Rassegna stampa:
 
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