SERVONO PIÙ TUTELE PER IL SUOLO LIBERO E LA RETE VERDE
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, di cui Sinistra e Ambiente fa parte, realtà che da anni segue con attenzione l’evoluzione della pianificazione provinciale lo aveva già fatto con una serie di suggerimenti affinchè la Variante fosse sottoposta alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Purtroppo il nostro suggerimento non è stato accolto dalla Provincia di MB e così l’impatto di buona parte delle varizioni introdotte resta un fattore incognito anche se immaginabile.
Dopo l’adozione della variante al PTCP, avvenuta con deliberazione consigliare del 28/4/026 e pubblicazione sul BURL il 3-6-2026, abbiamo presentato nei termini previsti dalla legge un articolato documento con 11 osservazioni.
Un lavoro approfondito che conferma il ruolo svolto negli anni dal Coordinamento e dal suo referente Giorgio Majoli, la cui competenza e continuità nell’analisi degli strumenti urbanistici provinciali hanno rappresentato un punto di riferimento per molte associazioni ambientaliste brianzole.
In una Provincia come la nostra dove il consumo di suolo ha raggiunto livelli elevati, pensiamo che il lavoro e l’azione del Coordinamento sia importante e sia vitale una presenza attenta e competente capace di analizzare gli strumenti urbanistici e proporre alternative concrete.
Il primo tema posto dal Coordinamento riguarda gli Ambiti Agricoli Strategici (AAS) e la Rete Verde di ricomposizione paesaggistica.
La richiesta è chiara: la variante del PTCP deve recepire integralmente gli ampliamenti delle aree agricole e della rete ecologica già approvati dai Comuni nei rispettivi PGT dal 2013 ad oggi.
In un territorio dove gli spazi liberi sono sempre più frammentati, non è sufficiente fotografare la situazione esistente: occorre riconoscere e rafforzare le tutele già deliberate dagli enti locali.
Da qui anche la richiesta di escludere nuove previsioni edificatorie su suolo libero, evitando ulteriori incrementi dei carichi urbanistici, del traffico e dell’impermeabilizzazione del territorio.
Particolare attenzione viene dedicata agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP), che seppur introdotti per tutelare spazi rimasti liberi, hanno mostrato la loro debolezza rivelandosi uno strumento per localizzare nuove edificazioni, seppur con intese con la Provincia per lenirne l’impatto.
Secondo il Coordinamento, la quota minima di territorio libero da mantenere all’interno degli AIP dovrebbe essere portata all’80%, superando l’attuale criterio del 51%, ritenuto insufficiente per garantire una reale prevalenza della tutela ambientale.
Un tema particolarmente importante perché molti AIP rappresentano oggi alcune delle ultime connessioni verdi tra centri abitati, aree agricole e sistemi naturalistici.
Un altro capitolo riguarda la crescita degli insediamenti produttivi e logistici.
Abbiamo quindi chiesto che il PTCP censisca e rappresenti in modo completo i poli esistenti e quelli previsti, valutando nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) gli effetti complessivi su traffico, qualità dell’aria e rumore.
La Brianza conosce già gli effetti della progressiva trasformazione del territorio in una piattaforma infrastrutturale e logistica: nuove strutture non possono essere valutate singolarmente senza considerare l’impatto cumulativo.
Una delle osservazioni più rilevanti riguarda i procedimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), spesso utilizzati per introdurre varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Il Coordinamento evidenzia una possibile contraddizione: da un lato la variante al PTCP dichiara di voler rafforzare la tutela del sistema rurale e ridurre il consumo di suolo; dall’altro alcune procedure semplificate potrebbero consentire trasformazioni proprio nelle aree agricole strategiche o nelle aree libere.
Si chiedono pertanto criteri più restrittivi, privilegiando il recupero delle aree dismesse e impedendo nuovo consumo di suolo negli ambiti maggiormente tutelati.
Le osservazioni affrontano anche il tema della tutela dei boschi, dei corridoi vallivi e degli elementi geomorfologici.
Il Coordinamento ritiene si debba riconoscere nel PTCP il valore strategico delle aree forestali individuate dal futuro Piano di Indirizzo Forestale dell’Alta Pianura e si debba sostenere il percorso di riconoscimento del Parco Regionale PANE. La richiesta è di considerare boschi e aree verdi non come spazi residuali, ma come vere infrastrutture ecologiche fondamentali per la qualità ambientale della Brianza.
Due osservazioni riguardano infine le modifiche introdotte dalla variante sugli impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER) e sui nuovi Servizi di Interesse Provinciale (SIP).
Il Coordinamento non mette in discussione la necessità della transizione energetica, ritiene però che non si possa correre il rischio di allocazioni di impianti fotovoltaici a terra o nuove manufatti con funzioni sovra comunali anche all’interno di aree agricole strategiche e della Rete Verde.
Per questo viene chiesto che siano definiti criteri chiari di compatibilità ambientale e che venga sempre garantita la continuità ecologica dei corridoi verdi.
Le osservazioni presentate dal Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP rappresentano un contributo articolato al dibattito sul futuro territoriale della provincia.
Oltre a difendere ciò che resta del territorio libero serve proporre e agire per un diverso modello di sviluppo: Assumendo una serie di priorità:
non consumare più suolo; attuare una rigenerazione urbana non di pura premialità edificatoria ma con interventi per migliorare la qualità della vita, della viabilità e dell’urbanizzato; preservare le aree agricole e le connessioni ecologiche; valorizzare il paesaggio; pianificare con più attenzione evitando o limitando gli effetti cumulativi delle trasformazioni.
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB
QUALCHE ULTERIORE NOSTRA VALUTAZIONE SU FOTOVOLTAICO A TERRA E DATA CENTER
Il comunicato del Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, mette a fuoco una serie di criticità nella Variante al Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale (PTCP) che con la revisione delle norme rischia di indebolirlo in alcune sue parti laddove si consentono interventi che, se attuati, toglieranno ulteriore suolo libero a una Brianza fortemente urbanizzata e antropizzata.
In particolare vogliamo soffermarci su quelli, per ora solo in fase progettuale ma con iter d'approvazione in essere, avanzati da grosse imprese private che intendono realizzare campi fotovoltaici a terra e Data Center.
Questi progetti contano di ottenere le autorizzazioni necessarie grazie alla recente normativa regionale che non ha fissato regole particolarmente stringenti.
Tra Bovisio Masciago e Desio si stanno pianificando ben tre impianti fotovoltaici a terra.
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| La localizzazione dei tre campi fotovoltaici a terra tra Boviso Masciago e Desio |
Il secondo impianto, sempre nel Plis GruBria, di 8MW di potenza su circa 100.000 metri quadrati, è proposto dalla società Open Solar su un’area a nord di via San Rocco, in zona Cascina Bertacciola e se realizzato, priverebbe il Comune di Bovisio Masciago dell’ultima area naturale e agricola ancora integra e di uno dei pochissimi corridoi verdi ancora esistenti tra il Parco Regionale delle Groane-Brughiera e quello della Valle del Lambro.
Infine, appena fuori dal Plis, si ipotizza un terzo impianto a terra, sempre a Bovisio, nell’ex Terna, oggi sede della Protezione Civile.
Complessivamente circa 200.000 metri quadrati di impianti solari a terra.
Anche il territorio dei Comuni circostanti la Prov. di MB che è in continuità e con un'antropizzazione non dissimile, è oggetto di interessamento di soggetti privati alla ricerca di spazi liberi per poter concretizzare i loro progetti che devono essere valutati, sulla base della normativa regionale, dall'Area Metropolitana di Milano, aventi le stesse funzioni dell'Ente Provincia.
A Solaro, Comune appartenente all'Area Metropolitana di Milano che condivide con la Provincia di MB l'adesione al Parco Regionale delle Groane-Brughiera, sull'area agricola alle spalle di Cascina Emanuela e Cascina Colombera, v'è un progetto di Orta Energy con fotovoltaico a terra su 15 ettari, 150mila metri quadrati, 17.500 pannelli solari installati con potenza totale di 18,21 gigawatt annui che potrebbe spazzare via un corridoio ecologico tra il Parco Regionale Groane-Brughiera e il PLIS del Lura andando anche a modificare i coltivi dei campi interessati poichè l'altezza dal suolo dei pannelli consentirebbe la sola coltura di erba medica, necessaria per mantenere la classificazione di "agrivoltaico" dell’impianto.
| L'area a Solaro dove è previsto l'"agrivoltaico" ovvero fotovoltaico a terra |
La scelta dei luoghi di istallazione non può però essere determinata dai parametri di convenienza del mercato o da leggi regionali raffazzonate e poco tutelanti che non tengono conto della necessità primaria di conservare gli spazi liberi e i prati stabili e che favoriscono la ricerca non di tetti o di aree dismesse per le installazioni bensì quella di campi da occupare perennemente con l'impiantistica.
Ancora una volta stanno prevalendo le condizioni dettate dai privati e dal mercato laddove si preferisce l'investimento facile acquisendo terreni a bassi costi di vendita ove allocare i pannelli e nei fatti, sacrificare suolo libero prezioso.
C'è poi l'assalto per insediare sul territorio i Data Center che non sono normali insediamenti produttivi ma strutture fortemente energivore.
Strutture insostenibili e incompatibili con la crisi climatica in atto poichè generano calore con necessità di consumare energia elettrica e acqua per dissiparlo.
Le Osservazioni alla Variante al PTCP della Provincia di MB protocollate:




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